1. Il messaggio che ho postato era di mons. Peric, non mio. Mi sono limitato a riprodurlo, per fornire la voce dell'autorità ecclesiastica.
2. Lei spesso dice che questo o quello è un'eresia. Ora, l'eresia non è una affermazione non vera, simpliciter, ma una censura teologica che consta della negazione di un articolo di fede. Se tale negazione rimane nel foro interno, ed è avvertita dal soggetto, costituisce peccato mortale, se invece perviene alla notorietà, di almeno una persona, essa è eresia manifesta, ed è anche un delitto canonico, punito con la scomunica l.s. ex can. 1364. Se dopo reiterati richiami dell'autorità, non viene ritirata, essa si dice formale, e viene accertata e decretata dall'autorità.
3. Mons. Peric non ribadisce affatto che i "veggenti" hanno fermato la guerra, poichè il suo tono è palesemente sarcastico.
4. Affermare che vi sia un nesso tra il bombardamento alla chiesa di Mostar, e il legittimo comportamento del vescovo, significa attribuire a Dio o alla Madonna, un carattere vendicativo ed odioso, che ripugna la coscienza cattolica.
5. Non esistono messaggi, non esistono veggenti. Un'apparizione è tale solo se la Chiesa, che ha l'autorità per farlo, la riconosce come tale, poichè solo la Chiesa, depositaria del potere di confermare, può stabilire in modo esatto, se un atto venga da Dio o meno. Nel caso bosniaco tale approvazione è mancata.
6. La Madonna non può in alcun modo benedire, in special modo i rosari.
La benedizione è un atto liturgico, e per la precisione un sacramentale, che può essere compiuto unicamente da un diacono, da un sacerdote o da un vescovo (ovvero da un uomo che abbia ricevuto il sacramento dell'ordine sacro).
Il sacerdozio di Maria è una antica eresia, già più e più volte anatematizzata. Si suppone che la Madonna abbia delle conoscenze teologiche migliori di chi organizza tali mistificazioni e gesti pagliacceschi.
7. L'opinione di mons. Peric non è affatto personale, ma è il pronunciamento ufficiale del vescovo di Mostar, ovvero della Gerarchia, dell'Autorità, del Vicario di Cristo nella Chiesa Particolare. Disobbedire all'autorità è peccato mortale.
8. Il vescovo ha ogni autorità e competenza a giudicare su fenomeni religiosi, sovrannaturali, inerenti alla chiesa e ai delitti canonici, che avvengono nella sua Diocesi. Egli è monarca della sua Chiesa particolare.
9. La Madonna non ha ne ha mai avuta ne mai avrà, nessuna autorità nella Chiesa. Affermarlo è una eresia.
10. I fedeli non hanno autorità nella Chiesa.
11. L'autorità è solo di Dio, che la comunica direttamente al Papa, e mediatamente attraverso il papa, ai vescovi. Ciò che lei afferma a proposito è eretico, contraddice il magistero, il concilio Vaticano II, il Codice di diritto Canonico.
12. I "vescovi" non hanno stabilito ne consentito nulla sul profilattico. Alcuni vescovi progressisti hanno fatto affermazioni contrarie alla morale, semmai. La pronuncia del papa, in quel caso, fu autoritativa, NON ispirata dal Paraclito.


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