guarda, ne ho già a sufficienza con la Metafisica,
comunque grazie![]()


guarda, ne ho già a sufficienza con la Metafisica,
comunque grazie![]()


La mia opinione era quanto di più lontano esiste dalla "Filosofia" (Codino ha ben compreso)
Comunque, mi sembra chiaro che senza basi comuni non si va da nessuna parte, quindi mi congedo cordialmente dalla discussione.
“Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”
Proverbio arabo


beh, la filosofia è su mere basi razionali, non so il resto...![]()
ciao![]()
....io sono?


tu che dici?
La partecipazione [metessi] è già in Platone.Originally posted by Thomas Aquinas
Certo.
Il problema di Talib, che è quello di tutta la filosofia, è conciliare l'essere con gli enti, il finito con l'infinito, l'uno coi molti. La tentazione di molti filosofi è stata quella di tagliare uno dei due..
Si deve concludere che c'è alternativa tra l'essere filosofi e l'essere cristiani?
No: la nozione tomista, e solo quella tomista, di partecipazione, permette di affermare sia l'Essere, sia gli enti.
E già Platone era contro l'univocità dell'essere [v. il ''Sofista''].
Il raccordo tra Uno e Molti è tipicamente neoplatonico.


No, il concetto di partecipazione tomista è radicalmente diverso da quello platonico.
Platone invece con la sua metessi finisce per frantumare l'uno nei molti, e ne è ben consapevole, tanto da mettere in secondo piano questo concetto, parlando invece di mimesi.
Il concetto tomista di partecipazione è frutto di una rielaborazione originalissima veramente risolutiva.
saluti
Non mi pare di aver detto che il concetto di partecipazione tomista sia quello platonico o sia stato prefigurato da quello platonico.
Ho detto tutt'altra cosa, e cioè che il problema del raccordo era già stato impostato dal ''parricida'' Platone, anche ricorrendo alla partecipazione.
''Frantuma l'Uno'' non capisco cosa voglia dire in riferimento a Platone. Parli di una delle ipotesi del ''Parmenide''?


Parlo del fatto che la nozione platonica non rende conto della presenza dell'Uno e dei molti. La partecipazione in genere non rende conto del rapporto tra le cose e le idee, perchè smembra l'idea, che resta divisa. Negli ultimi dialoghi viene introdotto il concetto di mimesi proprio per cercare di risolvere questo problema.
Originally posted by Thomas Aquinas
tu che dici?
boh,tu chi sei?