La leader di Alternativa sociale: tra noi non ci sono traditori
«Quella soffiata sui trucchi dallo staff della Mussolini»
De Vincentiis, autore della denuncia: è un vecchio amico
ROMA - C’è una parola nascosta sotto le carte bollate, i ricorsi, le sentenze da attendere. Ed è un’accusa che, forse, negli ambienti che sono a destra della destra, fa più male di quella di aver falsificato le firme. Infatti quelli di As, da Alessandra Mussolini ai suoi «cavalieri neri», la respingono con sdegno. E per spiegare quanto abbiano lavorato onestamente i militanti durante la raccolta, usano una formula precisa: «Con fede e disciplina». Ma colui che con la propria firma ha, almeno al momento, estromesso la nipote del duce dalla corsa alla Regione, non solo la ribadisce, ma fornisce particolari: «La soffiata è partita da un candidato di Alternativa Sociale, anche se non nel Lazio. Lo conosco da trent’anni, non farò il suo nome neanche sotto tortura». Nella vicenda che sta facendo discutere l’Italia, adesso, c’è una parola in più. Traditore. Il professor Marco De Vincentiis è candidato con Storace, oltre che professore universitario e primario del Policlinico. La denuncia l’ha presentata lui. E, della soffiata, dice di avere ricordi precisi. «Ero al cinema con mia moglie, domenica pomeriggio - racconta - ed è lì che mi ha chiamato quella persona, un vecchio amico». Al cinema col telefono acceso? «Sono un medico, devo». In ogni caso, colui che a pieno titolo sarebbe la serpe nel seno di Alternativa Sociale, in quella telefonata non parla genericamente di firme fasulle: «Mi ha detto solo che tra i firmatari per As c’ero anch’io». Facile per chiunque, a quel punto, immaginare la conseguenza: «Ho controllato, scoprendo il resto». L’accusa non va oltre: «Né nome né cognome, inutile insistere». Solo che invece, adesso, quelli di As chiedono l’esatto contrario: «Faccia quel nome».
Il segretario della Fiamma, Luca Romagnoli, dice anche altro: «Chi muove un’accusa di questo tipo o lo fa in modo più dettagliato, oppure non può non far nascere il sospetto di essere, lui stesso, tra i mandanti dell’operazione». E c’è un unico modo per chiarire tutto: «Faccia quel nome». Ma è possibile che all’interno di As s’annidi un traditore? «Se c’è del dolo procurato dall’interno, in qualche modo lo scopriremo. In ogni caso, credo di no. I nostri militanti lavorano con fede e disciplina». Anche nel Fronte sociale nazionale apparentemente non ci sono crepe: «Loro hanno firme taroccate - dice Adriano Tilgher - noi no. E qui non ci sono traditori». E lei, Alessandra Mussolini? Si conferma priva di dubbi: «Non c’è alcun tradimento. E le nostre firme sono regolari». E per capire quale sia il vero colpevole, secondo As, in questa storia di hacker e false firme, basta leggere lo striscione messo sul camper a tarda sera: «Storhacker, t’hanno preso col sorcio in bocca».
http://www.corriere.it/edicola/index...&doc=COMPLOTTO


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