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Citazione:
In Origine Postato da Fenicio
Vediamo di riportare la discussione su un binario di discussione, e non di insulti, velati o chiari, che mi stanno infastidendo.
Ecco la mia opinione.
Ogni persona ha il diritto di scegliersi la cura che ritiene più opportuna. E ha il diritto di cambiare idea.
Il medico ha il diritto di rifiutarsi di fare un intervento sanitario, essendo il medico responsabile di tutto ciò che fa.
Se una persona per vivere necessita di ausili, come ad esempio una macchina cuore-polmoni, un pace maker, o una qualsiasi altra cosa deve poter decidere finoa che punto devano essere usate queste macchine.
Se una persona decide di morire per non cura, ha il diritto di non essere curato (come ad esempio la questione della diabetica che non voleva le fosse amputato il piede incancrenito).
Se una persona ritiene che, anche in caso di incoscienza, dopo un tot periodo di cure rianimatorie, o di uso di macchine per il supporto vitale, tutti i tentativi debbano essere terminati, che la sua volontà sia rispettata.
Ogni persona deve poter decidere se essere curata o no. L'uccisione non è un tentativo terapeutico, non è materia di un medico, se una persona vuole un tentativo attivo di essere uccisa, che si uccida da sola.
E la questione delle sofferenze è una balla, in quanto, volendo, si può togliere quasi qualsiasi dolore a chiunque.
Rimangono solo le questioni psicologiche, che sono di competenza di psicologi.
Ecco uno che non ritiene una sofferenza non potere fare movimenti fisici.
Per lui la sofferenza è solo quella fisica.
ecco uno che ritiene che il compito della medicina sia quello di tenere in vita qualcosa, ahce se a ciò non corrisponde una persona con sensibilità.
Anche contr la volontà della persona.
Ecco una che ha una sua idea della vita Q E VUOLE IMPORLA AGLI ALTRI.
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Citazione:
In Origine Postato da Fenicio
Vediamo di riportare la discussione su un binario di discussione, e non di insulti, velati o chiari, che mi stanno infastidendo.
Ecco la mia opinione.
Ogni persona ha il diritto di scegliersi la cura che ritiene più opportuna. E ha il diritto di cambiare idea.
Il medico ha il diritto di rifiutarsi di fare un intervento sanitario, essendo il medico responsabile di tutto ciò che fa.
Se una persona per vivere necessita di ausili, come ad esempio una macchina cuore-polmoni, un pace maker, o una qualsiasi altra cosa deve poter decidere finoa che punto devano essere usate queste macchine.
Se una persona decide di morire per non cura, ha il diritto di non essere curato (come ad esempio la questione della diabetica che non voleva le fosse amputato il piede incancrenito).
Se una persona ritiene che, anche in caso di incoscienza, dopo un tot periodo di cure rianimatorie, o di uso di macchine per il supporto vitale, tutti i tentativi debbano essere terminati, che la sua volontà sia rispettata.
Ogni persona deve poter decidere se essere curata o no. L'uccisione non è un tentativo terapeutico, non è materia di un medico, se una persona vuole un tentativo attivo di essere uccisa, che si uccida da sola.
E la questione delle sofferenze è una balla, in quanto, volendo, si può togliere quasi qualsiasi dolore a chiunque.
Rimangono solo le questioni psicologiche, che sono di competenza di psicologi.
Ecco uno che non ritiene una sofferenza non potere fare movimenti fisici.
Per lui la sofferenza è solo quella fisica.
ecco uno che ritiene che il compito della medicina sia quello di tenere in vita qualcosa, ahce se a ciò non corrisponde una persona con sensibilità.
Anche contr la volontà della persona.
Ecco una che ha una sua idea della vita Q E VUOLE IMPORLA AGLI ALTRI.
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Citazione:
In Origine Postato da Fenicio
Vediamo di riportare la discussione su un binario di discussione, e non di insulti, velati o chiari, che mi stanno infastidendo.
Ecco la mia opinione.
Ogni persona ha il diritto di scegliersi la cura che ritiene più opportuna. E ha il diritto di cambiare idea.
Il medico ha il diritto di rifiutarsi di fare un intervento sanitario, essendo il medico responsabile di tutto ciò che fa.
Se una persona per vivere necessita di ausili, come ad esempio una macchina cuore-polmoni, un pace maker, o una qualsiasi altra cosa deve poter decidere finoa che punto devano essere usate queste macchine.
Se una persona decide di morire per non cura, ha il diritto di non essere curato (come ad esempio la questione della diabetica che non voleva le fosse amputato il piede incancrenito).
Se una persona ritiene che, anche in caso di incoscienza, dopo un tot periodo di cure rianimatorie, o di uso di macchine per il supporto vitale, tutti i tentativi debbano essere terminati, che la sua volontà sia rispettata.
Ogni persona deve poter decidere se essere curata o no. L'uccisione non è un tentativo terapeutico, non è materia di un medico, se una persona vuole un tentativo attivo di essere uccisa, che si uccida da sola.
E la questione delle sofferenze è una balla, in quanto, volendo, si può togliere quasi qualsiasi dolore a chiunque.
Rimangono solo le questioni psicologiche, che sono di competenza di psicologi.
Ecco uno che non ritiene una sofferenza non potere fare movimenti fisici.
Per lui la sofferenza è solo quella fisica.
Ecco uno che ritiene che il compito della medicina e della legge sia quello di tenere in vita qualcosa, anche se a ciò non corrisponde una persona con sensibilità.
Anche contro la volontà della persona.
Ecco una che ha una sua idea della vita e della morte E VUOLE IMPORLA AGLI ALTRI.
Ecco uno che pensa che della nostra vita non siamo padroni noi, ma lui.
O lo Stato.
Insomma altri che non siamo noi.
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Io se finissi su una sedia a rotelle con tutti e 4 gli arti paralizzati prererirei crepare probabilmente.
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Citazione:
In Origine Postato da Fenris
Sei sicuro che si possa togliere qualsiasi dolore a chiunque? Io so una cosa diversa, cioè che alla morfina alla fine si fa assuefazione e non fa più effetto.
E continuo a chiedermi (e chiederti) che senso abbia mantenere in vita una persona comunque destinata a morire, imbottendola di morfina, se questa vuole morire subito. Nonchè dove hai preso la bizzarra definizione di suicidio che hai dato prima. Nonchè dove sarebbero gli insulti che stai subendo, visto che a me pare che quello che ha un atteggiamento offensivo sei tu. :rolleyes:
Mi compiaccio che qui non trovo accuse di sadismo... (ed è stato questo l'insulto, reiterato, che mi ha dato fastidio. All'inizio ho pensato che fosse una domanda retorica, ma la sua reiterazione l'ha reso fastidioso.
E' verissimo, la morfina causa assuefazione, ma non esiste solo la morfina, ce ne sono moltissimi di altri farmaci, non appena iniziano i primi segni di assuefazione, si cambia farmaco, e il gioco è fatto.
Anche tu sei destinato a morire, che facciamo? Botulino o cianuro? :D
Se essa vuole morire sono fatti suoi, se è in un ospedale dove è in vita grazie a degli interventi sanitari, che questi interventi vengano cessati. Se è bella viva e vegeta per i fatti suoi, che si ammazzi da sola.
Riguardo alla tua famosa definizione, non ti ho già risposto perchè è di una ovvietà disarmante il fatto che lì per "suicidio" intendevo l'intervento terapeutico accettabile per causare morte.A me è sembrato ovvio, evidentemente a te no.
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Citazione:
In Origine Postato da aguas
Ecco uno che non ritiene una sofferenza non potere fare movimenti fisici.
Per lui la sofferenza è solo quella fisica.
ecco uno che ritiene che il compito della medicina sia quello di tenere in vita qualcosa, ahce se a ciò non corrisponde una persona con sensibilità.
Anche contr la volontà della persona.
Ecco una che ha una sua idea della vita Q E VUOLE IMPORLA AGLI ALTRI.
Se non vuoi fare moviementi fisici sono fatti tuoi, non del medico. Il medico ha il compito di farti muovere (se possibile) gli arti, e la società ha il compito di mandarti una persona che ti imbocchi se no puoi muovere il braccio per portarti il cibo alla bocca. E se ti vuoi suicidare sono fatti tuoi, non della società. Non mi risulta che il suicidio sia un reato.
Il compito delmedico e della sicietà è far vivere il meglio possibile una persona, in accordo con le sue scelte. Non è quello di uccidere.
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Citazione:
In Origine Postato da aguas
Ecco uno che non ritiene una sofferenza non potere fare movimenti fisici.
Per lui la sofferenza è solo quella fisica.
Ecco uno che ritiene che il compito della medicina e della legge sia quello di tenere in vita qualcosa, anche se a ciò non corrisponde una persona con sensibilità.
Anche contro la volontà della persona.
Ecco una che ha una sua idea della vita e della morte E VUOLE IMPORLA AGLI ALTRI.
Ecco uno che pensa che della nostra vita non siamo padroni noi, ma lui.
O lo Stato.
Insomma altri che non siamo noi.
Hai letto ciò che ho detto?
(domanda retorica che presuppone la risposta no)
Chi vuole imporre cosa? Siete voi che volete imporre ad altri l'accoglimento dei vostri "desideri".
Si potrebbe evitare le frasi fatte e si potrebbe parlare nel merito?
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Citazione:
In Origine Postato da Fenicio
Mi compiaccio che qui non trovo accuse di sadismo... (ed è stato questo l'insulto, reiterato, che mi ha dato fastidio. All'inizio ho pensato che fosse una domanda retorica, ma la sua reiterazione l'ha reso fastidioso.
E' verissimo, la morfina causa assuefazione, ma non esiste solo la morfina, ce ne sono moltissimi di altri farmaci, non appena iniziano i primi segni di assuefazione, si cambia farmaco, e il gioco è fatto.
Anche tu sei destinato a morire, che facciamo? Botulino o cianuro? :D
Se essa vuole morire sono fatti suoi, se è in un ospedale dove è in vita grazie a degli interventi sanitari, che questi interventi vengano cessati. Se è bella viva e vegeta per i fatti suoi, che si ammazzi da sola.
Riguardo alla tua famosa definizione, non ti ho già risposto perchè è di una ovvietà disarmante il fatto che lì per "suicidio" intendevo l'intervento terapeutico accettabile per causare morte.A me è sembrato ovvio, evidentemente a te no.
Io sono destinato a morire, come tutti, ma al momento sono in perfetta salute, non soffro ed ho una vita normale. ma soprattutto, punto cardine perchè possa esservi un'eutanasia o meno, NON DESIDERO MORIRE. Lo capisci o no che è questo che fa la differenza? Una persona malata, incurabile, sofferente, che tuttavia non desidera morire, non deve subire l'eutanasia! Quello sì che sarebbe un omicidio!
Ma nel momento in cui si pone fine alla vita di una persona (e che differenza c'è tra il farlo staccando i tubi o con un'iniezione?) in esecuzione della sua volontà, lì c'è eutanasia e non omicidio. Non è il modo in cui la vita della persona viene cessata che fa la differenza, ma il fatto che la persona lo desideri o meno. A me sembra lampante, non capisco perchè a te no.
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Citazione:
In Origine Postato da Fenris
Io se finissi su una sedia a rotelle con tutti e 4 gli arti paralizzati prererirei crepare probabilmente.
Pure io, sicuramente.
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Citazione:
In Origine Postato da Fenicio
Se non vuoi fare moviementi fisici sono fatti tuoi, non del medico. Il medico ha il compito di farti muovere (se possibile) gli arti, e la società ha il compito di mandarti una persona che ti imbocchi se no puoi muovere il braccio per portarti il cibo alla bocca. E se ti vuoi suicidare sono fatti tuoi, non della società. Non mi risulta che il suicidio sia un reato.
Il compito delmedico e della sicietà è far vivere il meglio possibile una persona, in accordo con le sue scelte. Non è quello di uccidere.
E reato l'assistenza al suicidio.
Quello che ha impedito a Diane Pretty di morire come voleva e non soffocata.
E' reato non impedire il suicidio.
Così che se Diane Pretty avesse voluto morire di fame non avrebbe potuto farlo, perché completamente dipendente da altri a cui era affidata.
E' assurdo che una perosna non sia padrona della propria vita e non possa decidere come e quando morire.
Che debba morire dopo inutili agonie o con morti dolorose.
Che un corpo sia tenuto in vita se nello stesso non vi è più alcuna sensibilità cerebrale.