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Discussione: Ormai è Africa

  1. #11
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    ANSA News - In primo piano

    GIORNATA MONDIALE ACQUA: ALLARME OMS PER I BAMBINI NELL'UE

    ROMA - Grido d'allarme per l'oro blu del Pianeta che il 22 marzo ha indetto la giornata dell'acqua. Sprechi, cattiva gestione del patrimonio idrico potabile e inquinamento le cause numero uno di decessi non solo nei Paesi in Via di Sviluppo ma anche in Europa. L'Sos riguarda i bambini: l'ufficio Ue dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha calcolato che i problemi sanitari legati alle acque, nel Vecchio Continente, provocano ogni anno la morte di oltre 13mila ragazzi sotto i 14 anni, 11.000 di questi solo nella ex Jugoslavia e nei Paesi dell'Est. Inoltre il 16% della popolazione Ue, pari a circa 140 milioni di persone, dice l'ufficio Ue dell'Oms non e' connesso all'acqua potabile, a 41 milioni (5%) e' negato perfino l'accesso.

    A livello mondiale, circa un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile e ogni settimana le malattie legate a fattori evitabili causano almeno 30mila decessi soprattutto tra i bambini dei paesi in via di sviluppo.

    Bere, cucinare o lavarsi sono gesti normali per molte popolazioni che dispongono dell'acqua pulita mentre resta un problema per le persone che utilizzano sorgenti insalubri.

    Anche in Italia la sfida non e' da poco. I consumi sono ancora troppo alti e l'agricoltura, secondo la Fao, e' la piu' grande prosciugatrice di risorse. Contro il rischio stress idrico nazionale il ministero dell'Ambiente ''e' a lavoro - ha detto il ministro Altero Matteoli - per riportare in positivo il bilancio idrico italiano''. Depurazione finalizzata al recupero delle acque reflue a scopi irrigui; attuazione della riforma strutturale; accordi di programma con le Regioni; legge Delega il pacchetto di misure messe in atto dal ministero dell' Ambiente.

    ''L'Italia - ha affermato il ministro - e' tra quei Paesi che hanno una domanda alta rispetto alle proprie risorse ed e' quindi suscettibile di soffrire di stress idrico: un problema che porta il nostro Paese, a volte, a un'eccessiva estrazione di acque sotterranee con conseguente impoverimento dell'acqua potabile e intrusione di acqua salata nelle falde acquifere costiere''. Secondo stime del ministero, il 29% dell' attuale fabbisogno irriguo del comparto agricolo potrebbe essere coperto da acque reflue recuperate mentre sull'attuazione della riforma, nel 2003 il 96% degli ambiti territoriali ottimali sono stati insediati.

    Dati di rilievo se rapportati all'uso dell'acqua in Italia: il 48% del prelievo e' a scopo irriguo; a pari merito con il 19% l' uso civile e industriale; il 14% va invece per l'energia, come rileva il Compendio 2005 dello stato di salute dell'ambiente del Ministero. I prelievi sono per il 48,6% da pozzi, il 37,9% dalle sorgenti, l'8,1% da bacini artificiali, il 4,8% da corsi d'acqua superficiali, lo 0,4% da laghi naturali e lo 0,3% da acque marine o salmastre di superficie.

    Per la Fao proprio l'agricoltura e' la ''piu' grande consumatrice'' d'acqua: una tonnellata per produrre un chilo di grano. L'appello e' quindi quello di modernizzare gli impianti irrigui. ''Per riuscire a soddisfare la richiesta di cibo nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2030 - ha affermato il direttore della divisione Fao 'Valorizzazione delle Acque e delle Terre' Kenji Yoshinaga - la produzione alimentare nei Paesi in via di sviluppo dovra' aumentare del 67%. Allo stesso tempo, la continua crescita della produttivita' dovrebbe rendere possibile limitare l'aumento dell'impiego di acqua per l' agricoltura a circa il 14%''.

    La crisi idrica apre anche scenari preoccupanti sulle scorte. Secondo l'Associazione nazionale bonifiche irrigazioni (Anbi), si accentua sull'Italia la variabilita' idrologica per cui, con l'arrivo della primavera, Nord si preannuncia un nuovo rischio siccita', al Sud gli invasi sono quasi colmi. Preoccupazioni vengono segnalate in Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre in Lombardia e' gia' stata dimezzata la portata di scarico del lago di Garda, nel cui invaso mancano 166 milioni e mezzo di metri cubi d'acqua.

  2. #12
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    L'esperimento da inizio maggio sul Gurschen ad Andermatt

    Fa caldo, la Svizzera «imballa» i ghiacciai

    Per prevenire lo scioglimento dovuto al riscaldamento globale
    Il costo è di 65 euro per 3 mila metri quadri di schiuma in Pvc

    GINEVRA - Contro lo scioglimento dei ghiacci alpini dovuto al riscaldamento globale, l'idea della Svizzera è di «imballare» i ghiacciai. Il primo esprimento avrà luogo a partire dai primi di maggio sul ghiacciaio Gurschen, ad Andermatt. In pratica si copriranno circa 3 mila metri quadri di ghiacciaio con una schiuma speciale a base di Pvc la quale, riflettendo i raggi del sole durante i mesi più caldi, dovrebbe impedire al ghiaccio di sciogliersi e quindi preservarsi per l'inverno prossimo. Il costo stimato è di 100 mila franchi svizzeri, pari a circa 65 mila euro, ha spiegato il responsabile delle piste della stazione sciistica Carlo Danioth. Un prezzo alto per proteggere qualcosa in apparenza «senza valore», ma in realtà di grande valenza. Non solo ambientale, ma anche perché sul Gurschen corrono le piste di sci di Andermatt: quindi se il ghiacciaio si scioglie (la lingua si accorcia di cinque metri all'anno), addio piste, addio sciatori e quindi addio soldi.
    Il rivestimento in Pvc, di circa un centimetro di spessore, permette non solo di riflettere i raggi solari, ma anche di conservare le basse temperature presenti a contatto del ghiaccio. «Se l'esperimento avrà successo, ricopriremo anche un'altra parte del ghiacciaio», ha affermato Danioth, confermando le anticipazioni fornite dal settimanale svizzero «Sonntags Zeitung». Anche altre stazioni sciistiche elvetiche sono interessate al progetto-pilota e già hanno programmato simili coperture Titlis, presso Lucerna, e la più famosa Saas Fee, nel Cantone del Vallese. Secondo uno studio dell'Università di Zurigo pubblicato lo scorso anno e realizzato tramite foto da satellite, i ghiacciai svizzeri hanno perso il 18% della loro superficie negli ultimi quindici anni a causa del riscaldamento climatico, contro l'uno per cento del periodo 1973-1985.

    Corriere della Sera
    21 marzo 2005

  3. #13
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    Ambiente. Allarme dal WWF: lo scioglimento dei ghiacciai himalayani minaccia Cina, India e Nepal

    HIMALAYA: I GHIACCIAI SI RITIRANO OGNI ANNO DI 10-15 METRI

    Dieci-quindici metri ogni anno: e’ questa la velocita’ alla quale si stanno ritirando i ghiacciai dell’Himalaya, tra quelli che stanno sciogliendosi piu’ velocemente a causa degli effetti del riscaldamento globale. In India, invece, il ghiacciaio Gangontri, che alimenta il bacino di uno dei piu’ grandi fiumi di questa nazione, si sta ritirando con una velocita’ pari a 23 metri ogni anno. Questo, molto probabilmente, comportera’ scarsita’ d’acqua per milioni di persone in Cina, India e Nepal, nazioni in cui la portata dei fiumi dipende fortemente da questi ghiacciai. Lo denuncia il Wwf, in nuovo rapporto intitolato “Lo stato dei ghiacciai. Il ritirarsi dei ghiacciai e i conseguenti impatti in Nepal, India e Cina”, che esamina lo stato dei ghiacciai dell’Hymalaya, evidenziando il loro ritiro a causa dell’intensificazione del fenomeno del riscaldamento globale. Il rapido scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya “comportera’, in un primo momento, un incremento del volume d’acqua dei fiumi con il rischio di molteplici inondazioni- afferma Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - ma, in alcuni decenni, questa situazione cambiera’ e il livello d’acqua che si registrera’ nei fiumi potrebbe diminuire notevolmente, creando forti disagi dal punto di vista ambientale ed economico alle persone che vivono nella parte occidentale della Cina, in Nepal e nel nord dell’India”. I ghiacciai dell’Himalaya, infatti, alimentano sette dei piu’ grandi fiumi dell’Asia (Gange, Indo, Brahmaputra, Salween, Mekong, Yangtze e Huange He), assicurando, in India e Cina, un rifornimento annuale d’acqua a centinaia di milioni di persone. Una diminuzione del flusso d’acqua proveniente dai ghiacciai comportera’ una riduzione della capacita’ di produrre energia delle centrali idroelettriche, con conseguenti problemi per il settore industriale, nonche’ una minor rendita agricola a causa della scarsita’ d’acqua da destinarsi alle irrigazioni. Gli effetti del riscaldamernto globale stanno colpendo, secondo il documento del Wwf, senza dubbio i paesi dell’area himalayana: il Nepal, ad esempio, registra un incremento della temperatura media annuale di 0,06 gradi centigradi. Il rapporto degli ambientalisti rivela come tre dei fiumi che scorrono nel paese asiatico, alimentati dalla neve dei ghiacciai, abbiano mostrato trend di abbassamento del livello dell’acqua. Il rapporto, inoltre, mostra come in Cina, nelle aree paludose di Qinhai plateau, si sia registrato un abbassamento del livello dell’acqua del lago, un restringimento del lago stesso, una sostanziale scarsita’ di acqua che alimenti fiumi e ruscelli ed un degrado della stessa area paludosa. In India, invece, il ghiacciaio Gangontri, che alimenta il bacino di uno dei piu’ grandi fiumi di questa nazione, si sta ritirando con una velocita’ pari a 23 metri ogni anno. Il rapporto viene pubblicato alla vigilia di una tavola rotonda dei ministri delle venti nazioni che piu’ utilizzano energia al mondo, incluse Cina e India, tavola rotonda cui segue un meeting dei ministri dell’ambiente e dello sviluppo, delle nazioni appartenenti al g8, focalizzato quest’anno su cambiamenti climatici e africa. Entrambi i meeting sono ospitati dal governo britannico e si svolgeranno a Londra. Il Wwf ha mandato una lettera ai ministri partecipanti, sottolineando “il bisogno di considerare i mutamenti climatici come un problema che minaccia seriamente le prospettive di sicurezza e di sviluppo”. I ministri “devono capire urgentemente che, se il riscaldamento globale non verra’ in qualche modo fermato e ridotto, il mondo dovra’ affrontare una catastrofe economica in grado di compromettere qualsiasi tipo di sviluppo - conclude Bologna - e’ necessario che lavorino insieme per attuare strategie che riducano le emissioni di anidride carbonica, che aumentino l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e applichino le misure di efficienza energetica”.

  4. #14
    email non funzionante
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    L'esperimento da inizio maggio sul Gurschen ad Andermatt
    Fa caldo, la Svizzera «imballa» i ghiacciai
    Per prevenire lo scioglimento dovuto al riscaldamento globale
    Il costo è di 65 euro per 3 mila metri quadri di schiuma in Pvc

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    Le piste da sci di Andermatt
    Il rivestimento in Pvc, di circa un centimetro di spessore, permette non solo di riflettere i raggi solari, ma anche di conservare le basse temperature presenti a contatto del ghiaccio. «Se l'esperimento avrà successo, ricopriremo anche un'altra parte del ghiacciaio», ha affermato Danioth, confermando le anticipazioni fornite dal settimanale svizzero «Sonntags Zeitung». Anche altre stazioni sciistiche elvetiche sono interessate al progetto-pilota e già hanno programmato simili coperture Titlis, presso Lucerna, e la più famosa Saas Fee, nel Cantone del Vallese. Secondo uno studio dell'Università di Zurigo pubblicato lo scorso anno e realizzato tramite foto da satellite, i ghiacciai svizzeri hanno perso il 18% della loro superficie negli ultimi quindici anni a causa del riscaldamento climatico, contro l'uno per cento del periodo 1973-1985.
    21 marzo 2005

  5. #15
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    Ho sentito che in bassa valtellina alcuni comuni non riescono più ad erogare l'acqua e si è momentaneamente costretti a ricorrere alle autobotti: cose da pazzi, le alpi si desertificano!


    però forse a pasqua piove. a questo punto bisogna sperare che la primavera porti una svolta, perchè l'inverno ce lo siamo già giocato.

  6. #16
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    In origine postato da PINOCCHIO
    i responsabili siamo noi.

    Certo che Sassoni e Longobardi hanno le loro
    belle responsabilita' visto che le aree di maggior
    industrializzazione sono le aree d'insediamento
    di quei due popoli!

  7. #17
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    In origine postato da Rotgaudo
    Certo che Sassoni e Longobardi hanno le loro
    belle responsabilita' visto che le aree di maggior
    industrializzazione sono le aree d'insediamento
    di quei due popoli!
    Questi popoli sono come i funghi porcini; troppo buoni e appetitosi, un fortissimo richiamo per ogni genere di parassiti..........
    Un po' di salutare veleno ne avrebbe allontanato qualcuno.......

  8. #18
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    In origine postato da Maxadhego
    Questi popoli sono come i funghi porcini; troppo buoni e appetitosi, un fortissimo richiamo per ogni genere di parassiti..........
    Un po' di salutare veleno ne avrebbe allontanato qualcuno.......
    Vero, rendere fruttifero e ben strutturato un dato
    territorio non serve a niente se non si riescono a generare
    gli anticorpi necessari a difenderlo.

  9. #19
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    In origine postato da Rotgaudo
    Certo che Sassoni e Longobardi hanno le loro
    belle responsabilita' visto che le aree di maggior
    industrializzazione sono le aree d'insediamento
    di quei due popoli!
    Non confondere i sassoni i batavi

    vorrei invece farvi notare ( la carta la conoscevo da un pezzo) il rapporto


    stupidita' =(inquinamentodi casa/soldi in tasca)

    mentre quello dell' intelligenza e' il contrario

    soldiin tasaca /inquionamento

    e quale "popolo" europeo vince la classifica degli stupidi ?

    e quale suo confinante invece vince la classifica degli intelligenti ?


  10. #20
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    In origine postato da larth
    Non confondere i sassoni i batavi

    vorrei invece farvi notare ( la carta la conoscevo da un pezzo) il rapporto


    stupidita' =(inquinamentodi casa/soldi in tasca)

    mentre quello dell' intelligenza e' il contrario

    soldiin tasaca /inquionamento

    e quale "popolo" europeo vince la classifica degli stupidi ?

    e quale suo confinante invece vince la classifica degli intelligenti ?

    L'area compresa tra DUISBURG e DORTMUND,
    meglio conosciuta come RUHR GEBIET si trova
    prevalentemente in WESTPHALEN, ambito Sassone.

 

 
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