Il complotto contro l'America
Roth Philip
€ 18,50
Editore Einaudi
Quando l'eroe dell'aviazione Charles A. Lindebergh, rabbioso isolazionista e antisemita, sconfigge Franklin Roosevelt alle elezioni presidenziali del 1940, la paura invade ogni famiglia ebrea americana, soprattutto quella del piccolo Philip, investita dalla violenza del pogrom che si scatena. Roth parte da questo antefatto di fantastoria per raccontare cosa accadde a Newark alla sua famiglia, e a un milione di famiglie come la sua, durante i minacciosi anni Quaranta, quando i cittadini ebrei americani avevano buoni motivi per temere il peggio.
Insuperabile cantore della società americana, di cui smaschera impietosamente le profonde contraddizioni e ipocrisie, Philip Roth, premio Pulitzer 1997, autore del Lamento di Portnoy, Pastorale americana, La macchia umana e molti altri libri di successo, immagina in questo suo nuovo romanzo una controstoria degli Stati Uniti che avrebbe potuto cambiare il mondo. La vicenda, ambientata nel New Jersey degli anni Quaranta, ruota attorno a una famiglia di ebrei sconvolta dal dilagare del nazismo, non solo nel mondo ma anche nel proprio Paese. Nella finzione narrativa accade infatti che il noto aviatore, Charles Lindbergh, si candidi alle elezioni presidenziali tra le file dei repubblicani e rimpiazzi alla Casa Bianca Franklin D. Roosevelt. Animato da sentimenti antisemiti e filonazisti, Lindbergh è un fervente isolazionista che accusa gli ebrei di costituire un pericoloso gruppo di potere che cospira per coinvolgere l’America in una guerra a lei estranea.




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