Pagina 4 di 7 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 64

Discussione: Controricordo

  1. #31
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Corriere della Sera
    "Allende antisemita , il Cile si divide"
    Data: 04/05/05


    Un libro-scandalo sulle idee giovanili del presidente socialista, vittima del golpe di Pinochet. Nella tesi di laurea fustigava ebrei e omosessuali «Allende antisemita», il Cile si divide «Propose sterilizzazioni in difesa della razza». La figlia: «Documenti manipolati»
    RIO DE JANEIRO - Salvador Allende, un mito della sinistra mondiale, morto suicida per non soccombere ai militari di Pinochet nel 1973, era stato da giovane un medico razzista e antisemita, particolarmente attratto dalle idee più folli del nazismo. Un libro fa scandalo in Cile e non solo. Nella miglior tradizione del revisionismo culturale, il suo autore, Victor Farias, gira sedici case editrici in lingua ispanica che glielo respingono («buono, ma impubblicabile»), infine approda nel suo Paese, dopo quattro decenni di insegnamento in Germania, e trova disponibile la piccola Editorial Maye. Esce così, nelle scorse settimane, «Salvador Allende, antisemitismo y eutanasia». Libro che ruota attorno a due documenti imbarazzanti per la memoria del leader di Unidad Popular. Il primo è la sua dissertazione di laurea del 1933, dal titolo emblematico «Igiene mentale e delinquenza». Il giovane laureando propone la sterilizzazione dei malati di mente, fustiga gli omosessuali e si riferisce agli ebrei come «caratterizzati da determinate forme di delitto, tra cui la falsità, la calunnia e soprattutto l'usura». Attenzione alla data, avverte l'autore: una analoga posizione hitleriana sulle tare ereditarie è dello stesso anno.
    «Almeno i nazisti avevano risparmiato gli alcolisti tra le categorie da sterilizzare - aggiunge Farias - Allende li aveva inclusi». Il secondo testo è addirittura un progetto di legge che il futuro presidente presenta in Parlamento come ministro della Sanità, nel 1939, mentre in Cile governa una coalizione di sinistra. Anche qui si parla apertamente di sterilizzazioni forzate in difesa della razza, con la proposta di un Tribunale pubblico e inappellabile. La legge non arriverà mai nemmeno ad essere discussa.
    E' scandalo, inevitabile. «Non è un lavoro onesto, manipola i documenti e non contestualizza», risponde al telefono da Santiago la figlia di Allende, Isabel, oggi parlamentare socialista. Pacata, cita due storici «seri» del suo Paese, che hanno già provveduto a smontare il lavoro di Farias. Uno di loro, Gonzalo Vial Correa, ha scritto che «i documenti, purtroppo, non lasciano molto spazio all'interpretazione, ma il libro non ha alcuna rilevanza storica».
    Aggiunge Correa: «Salvador Allende ha pubblicato la tesi a 25 anni e pensato il progetto di legge a 29. Mai, in tutta la sua vita pubblica, ha poi manifestato nuovamente queste aberrazioni, nè ha pensato di tradurle in atti concreti. E stiamo parlando di un uomo che è stato parlamentare di valore per quarant'anni, quattro volte candidato alla presidenza e infine Capo di Stato».
    Isabel Allende parla inoltre di Farias come di «un signore che ha l'abitudine di falsificare i fatti, come è dimostrato ampiamente da un altro suo libro, smentito da Simon Wiesenthal (il famoso cacciatore di criminali nazisti, ndr)». Si tratta di un lavoro di qualche anno fa, «I nazisti in Cile», che secondo Farias ora chiuderebbe il cerchio, dimostrando che Allende non fu antisemita solo da giovane, ma ebbe un comportamento sospetto persino da presidente della Repubblica. L'autore racconta che fu Simon Wiesenthal, anni fa, a metterlo in guardia, domandandosi per quale motivo il Cile a governo socialista si stesse opponendo così tenacemente all'estradizione di Walter Rauff, l'inventore delle camere a gas che aveva trovato rifugio in Sudamerica.
    «Ho scritto ad Allende, ho spiegato chi era Rauff ma ho ricevuto una risposta fredda e formale», racconta Wiesenthal a Farias. La Allende dice che questa storia è inventata. «E inoltre la legge cilena non permette al Presidente di decidere su una richiesta di estradizione. E' un compito che spetta alla Corte Suprema».
    Farias vorrebbe chiudere la questione sostenendo che il suo vero obiettivo non è screditare la memoria di Allende quanto dimostrare come, in quegli anni, tesi che oggi appaiono così aberranti erano diffuse e accettate in circoli politici e intellettuali lontane dal nazismo. Il Cile come molti altri Paesi, riconoscono oggi altri storici, ebbe la sua forte ondata di antisemitismo prima della Seconda guerra mondiale. E anche di popolarità del determinismo biologico. Ondate che attraversarono in pieno anche il movimento socialista. E non solo in Cile.

    Rocco Cotroneo

    ADDENDA MIA

    Chiamasi ironia della storia...

  2. #32
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides
    Corriere della Sera
    "Allende antisemita , il Cile si divide"
    Data: 04/05/05


    Un libro-scandalo sulle idee giovanili del presidente socialista, vittima del golpe di Pinochet. Nella tesi di laurea fustigava ebrei e omosessuali «Allende antisemita», il Cile si divide «Propose sterilizzazioni in difesa della razza». La figlia: «Documenti manipolati»
    RIO DE JANEIRO - Salvador Allende, un mito della sinistra mondiale, morto suicida per non soccombere ai militari di Pinochet nel 1973, era stato da giovane un medico razzista e antisemita, particolarmente attratto dalle idee più folli del nazismo. Un libro fa scandalo in Cile e non solo. Nella miglior tradizione del revisionismo culturale, il suo autore, Victor Farias, gira sedici case editrici in lingua ispanica che glielo respingono («buono, ma impubblicabile»), infine approda nel suo Paese, dopo quattro decenni di insegnamento in Germania, e trova disponibile la piccola Editorial Maye. Esce così, nelle scorse settimane, «Salvador Allende, antisemitismo y eutanasia». Libro che ruota attorno a due documenti imbarazzanti per la memoria del leader di Unidad Popular. Il primo è la sua dissertazione di laurea del 1933, dal titolo emblematico «Igiene mentale e delinquenza». Il giovane laureando propone la sterilizzazione dei malati di mente, fustiga gli omosessuali e si riferisce agli ebrei come «caratterizzati da determinate forme di delitto, tra cui la falsità, la calunnia e soprattutto l'usura». Attenzione alla data, avverte l'autore: una analoga posizione hitleriana sulle tare ereditarie è dello stesso anno.
    «Almeno i nazisti avevano risparmiato gli alcolisti tra le categorie da sterilizzare - aggiunge Farias - Allende li aveva inclusi». Il secondo testo è addirittura un progetto di legge che il futuro presidente presenta in Parlamento come ministro della Sanità, nel 1939, mentre in Cile governa una coalizione di sinistra. Anche qui si parla apertamente di sterilizzazioni forzate in difesa della razza, con la proposta di un Tribunale pubblico e inappellabile. La legge non arriverà mai nemmeno ad essere discussa.
    E' scandalo, inevitabile. «Non è un lavoro onesto, manipola i documenti e non contestualizza», risponde al telefono da Santiago la figlia di Allende, Isabel, oggi parlamentare socialista. Pacata, cita due storici «seri» del suo Paese, che hanno già provveduto a smontare il lavoro di Farias. Uno di loro, Gonzalo Vial Correa, ha scritto che «i documenti, purtroppo, non lasciano molto spazio all'interpretazione, ma il libro non ha alcuna rilevanza storica».
    Aggiunge Correa: «Salvador Allende ha pubblicato la tesi a 25 anni e pensato il progetto di legge a 29. Mai, in tutta la sua vita pubblica, ha poi manifestato nuovamente queste aberrazioni, nè ha pensato di tradurle in atti concreti. E stiamo parlando di un uomo che è stato parlamentare di valore per quarant'anni, quattro volte candidato alla presidenza e infine Capo di Stato».
    Isabel Allende parla inoltre di Farias come di «un signore che ha l'abitudine di falsificare i fatti, come è dimostrato ampiamente da un altro suo libro, smentito da Simon Wiesenthal (il famoso cacciatore di criminali nazisti, ndr)». Si tratta di un lavoro di qualche anno fa, «I nazisti in Cile», che secondo Farias ora chiuderebbe il cerchio, dimostrando che Allende non fu antisemita solo da giovane, ma ebbe un comportamento sospetto persino da presidente della Repubblica. L'autore racconta che fu Simon Wiesenthal, anni fa, a metterlo in guardia, domandandosi per quale motivo il Cile a governo socialista si stesse opponendo così tenacemente all'estradizione di Walter Rauff, l'inventore delle camere a gas che aveva trovato rifugio in Sudamerica.
    «Ho scritto ad Allende, ho spiegato chi era Rauff ma ho ricevuto una risposta fredda e formale», racconta Wiesenthal a Farias. La Allende dice che questa storia è inventata. «E inoltre la legge cilena non permette al Presidente di decidere su una richiesta di estradizione. E' un compito che spetta alla Corte Suprema».
    Farias vorrebbe chiudere la questione sostenendo che il suo vero obiettivo non è screditare la memoria di Allende quanto dimostrare come, in quegli anni, tesi che oggi appaiono così aberranti erano diffuse e accettate in circoli politici e intellettuali lontane dal nazismo. Il Cile come molti altri Paesi, riconoscono oggi altri storici, ebbe la sua forte ondata di antisemitismo prima della Seconda guerra mondiale. E anche di popolarità del determinismo biologico. Ondate che attraversarono in pieno anche il movimento socialista. E non solo in Cile.

    Rocco Cotroneo

    ADDENDA MIA

    Chiamasi ironia della storia...
    Ben venga il revisionismo storico da qualsiasi parte provenga, ma non vorrei che indirettamente questa nuova luce sul passato di Allende possa servire per difendere in qualche modo il personaggio storico Pinochet.

    Giampaolo Cufino
    Giampaolo Cufino

  3. #33
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Solitamente, il lager è considerato ''organico'' solo al nazismo. I fatti sono ben diversi.

    Nell'estate del 1918 Trotsky, commissario del popolo alla guerra, propone la creazione di campi di concentramento.

    Nel settembre 1918 il decreto governativo sul 'Terrore rosso' li ufficializza come strumento ''per proteggere la repubblica sovietica contro i nemici di classe''.

    Uno specifico regolamento del 1919 opera un'ulteriore distinzione tra campi di concentramento, dove si entra per semplici provvedimenti amministrativi della polizia politica, e campi di lavoro forzato, riservati all'esecuzione di condanne comminate dai tribunali.

    La polizia politica [prima CEKA poi NKVD] apre più di sessanta campi tra il 1919 e il 1922.

    Né va dimenticato che tra il 1919 e il 1920 viene deportata e in parte uccisa, in una vera e propria ''pulizia etnica'' [la ''decosacchizzazione''], una minoranza consistente della popolazione cosacca nella regione del Don [da 300.000 a 500.000 cosacchi, su un totale di circa tre milioni].

    Il famoso articolo 58 del codice penale entrato in vigore nel 1926, che costituirà la base giuridica del gulag allargando la definizione di ''reato controrivoluzionario'' ad ogni attentato compiuto contro la rivoluzione, trova la sua origine in Lenin.

    Infatti, in una lettera al commissario del popolo per la giustizia D. Kurskij, del 17 maggio 1922, Lenin scrive: ''il tribunale non deve sopprimere il terrore, dirlo equivarrebbe a mentirsi o a mentire, ma dargli un fondamento, legalizzarlo in base a dei principi, con chiarezza, senza barare o nascondere la verità. La formulazione dev'essere la più aperta possibile".

    Questa formulazione ''più aperta possibile'' trova la sua perfetta applicazione appunto nella definizione di ''reato controrivoluzionario''.

  4. #34
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Apr 2005
    Messaggi
    3,002
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Controricordo

    In origine postato da Paul Atreides
    L'INDIA - Profilo storico (di Mario Pepe) // (pagina 2 di 5)

    Nella seconda metà del secolo V l'impero dei Gupta cominciò a indebolirsi per la pressione ai suoi confini nordoccidentali di popolazioni centroasiatiche, gli Efialiti o Unni bianchi; alla fine del secolo V quasi tutta l'India occidentale era caduta sotto il dominio di queste popolazioni. Alla metà del secolo successivo il paese si divise in molteplici regni indipendenti, in lotta tra di loro, divisione che è perdurata sino alla metà del XX secolo. In questo periodo il buddismo fu progressivamente soppiantato dall'induismo, una religione derivata dal più antico brahmanesimo.
    Nella prima metà del secolo VIII iniziarono le invasioni islamiche che portarono inizialmente alla conquista della regione del Sindh; più tardi una più consistente minaccia fu portata dal sultano turco Mahmud (971-1030) che conquistò i regni indù di Kabul e del Punjab ed effettuò numerose incursioni nel territorio indiano. Per circa due secoli i musulmani non tentarono ulteriori penetrazioni in India ma la situazione cambiò quando nel 1192 il condottiero turco Muhammad Ghori sconfisse l'esercito indiano a Tarain e conquistò la vallata del Gange. Da questo momento inizia il predominio musulmano sull'India. Nel 1206 - assassinato Muhammad - prese il potere il mamelucco Aibek che si proclamò sultano di Delhi; nei decenni successivi il dominio musulmano si consolidò e raggiunse la massima espansione intorno al 1330 con Muhammad ibn Tughluq (1325-1351); tuttavia alcuni sovrani indù riuscirono a conservare la loro autonomia pagando tributi ai sultani musulmani. Il potere di questi ultimi era basato su un rigido ordinamento teocratico-militare e su una gravosa imposizione tributaria; ne derivarono gravi tensioni sociali anche per la persecuzione del buddismo: la resistenza all'Islam -che condusse a vere e proprie guerre- si accentrò nel regno indù di Yijanagar. Alla fine del Trecento il potere del sultanato di Delhi e di altri sultanati indipendenti iniziò a declinare, specie per le incursioni e i saccheggi portati tra il il 1398 e il 1399, dall'imperatore mongolo Tamerlano.
    Al dominio turco si sostituì nel 1451 quello della dinastia afghana dei Lodi, sconfitti nel 1527 a Panipat: Delhi cadde sotto Babur, condottiero turco-mongolo, primo sovrano della dinastia Moghul, che fissò la capitale ad Agra. Sotto Akbar (1556-1605) il dominio Moghul si estese a quasi tutta l'India settentrionale, al Deccan, al Kashmir e al Singh. La sua politica fu ispirata a princìpi di tolleranza con il riconoscimento di uguali diritti alle diverse religioni, in particolare agli Indù che furono ammessi all'amministrazione statale. L'ultimo dei Moghul fu Aurangzeb (1658-1707), fanatico sostenitore dell'islamismo e perciò persecutore degli Indù, con la distruzione dei loro templi; ne derivarono rivolte in specie dei Gathi e delle popolazioni del Punjab, con il trasformarsi del movimento dei Sikh da religioso a politico. Alla morte di Aurangzeb l'impero dei Moghul si disgregò rapidamente.


    ADDENDA MIA

    Strano ma vero, quando si parla dell'India in 'Occidente' l'unica cosa che si ricorda è il colonialismo britannico.

    Giusto per fare un pò di ''controricordo'' [cioè un ricordo che mette in primo piano elementi che nel ricordo ufficiale 'occidentale' sono occultati], ecco alcuni sommari elementi delle 'simpatiche' invasioni turco-islamiche in India.
    Va bene specificare, visto che la storia e complessa e non riducibile alle versioni degli apologeti.
    Tuttavia ... non si può mettere tutto sullo stesso piano, quasi suggerendo che in fondo a fare più danni al subcontinente sarebbe stato "l'Islam" più che la gang Compagnia-delle-Indie + Corona britannica.
    Prova ne sia che sotto i ducetti islamici, per quanto detestabili sotto certi aspetti, la cultura tradizionale indiana poté sostanzialmente prosperare, affiancandosi a quella islamica.
    Radicalmente diverso invece l'atteggiamento della cultura occidentale (alias moderna), che dichiarò agli usi tradizonali una guerra totale e senza quartiere, essendo impossibile che il Mercato e la società liberista potessero svilupparsi in un ambito artigianal-contadino-qualitativo come era quello indiano. La stessa ostilità dimostrata in Europa dall'anima borghese nei confronti della civiltà feudale.
    Tra gli avversari dell'induismo, bisognerà pur scegliere un "meno peggio", o no?

  5. #35
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Controricordo

    In origine postato da Ormriauga
    Tra gli avversari dell'induismo, bisognerà pur scegliere un "meno peggio", o no?
    No.
    E poi come alternative io vedo solo male e malissimo... il 'meno peggio' tra curaro e arsenico non mi sembra una scelta saggia.

    Va notato inoltre che gli inglesi hanno da tempo sbolognato dalla sacra terra d'India, mentre gli islamici purtroppo sono ancora là. E si sono pure fatti la loro bella nazioncina.

  6. #36
    Europa Impero
    Data Registrazione
    19 Dec 2004
    Messaggi
    284
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da D.V.X.
    Il compagno Cornelio,da buon filo islamico deve difendere i suoi amici,anche se si sono macchiati di crimini al confronto dei quali Hitler e Stalin sono due mammolette!Cornelio, te l'ho gia detto,il tuo forum è quello di Rif.Com. oppure quello di Indymedia!!!
    Ma fammi il piacere, se hai come avatar il simbolo della NATO!!!

    Rappresentate due estremismi che con l'area dovrebbero aver poco a che fare.

  7. #37
    Demarzo
    Ospite

    Smile Re: Controricordo

    In origine postato da Paul Atreides
    L'INDIA - Profilo storico (di Mario Pepe) // (pagina 2 di 5)

    Nella seconda metà del secolo V l'impero dei Gupta cominciò a indebolirsi per la pressione ai suoi confini nordoccidentali di popolazioni centroasiatiche, gli Efialiti o Unni bianchi; alla fine del secolo V quasi tutta l'India occidentale era caduta sotto il dominio di queste popolazioni. Alla metà del secolo successivo il paese si divise in molteplici regni indipendenti, in lotta tra di loro, divisione che è perdurata sino alla metà del XX secolo. In questo periodo il buddismo fu progressivamente soppiantato dall'induismo, una religione derivata dal più antico brahmanesimo.
    Nella prima metà del secolo VIII iniziarono le invasioni islamiche che portarono inizialmente alla conquista della regione del Sindh; più tardi una più consistente minaccia fu portata dal sultano turco Mahmud (971-1030) che conquistò i regni indù di Kabul e del Punjab ed effettuò numerose incursioni nel territorio indiano. Per circa due secoli i musulmani non tentarono ulteriori penetrazioni in India ma la situazione cambiò quando nel 1192 il condottiero turco Muhammad Ghori sconfisse l'esercito indiano a Tarain e conquistò la vallata del Gange. Da questo momento inizia il predominio musulmano sull'India. Nel 1206 - assassinato Muhammad - prese il potere il mamelucco Aibek che si proclamò sultano di Delhi; nei decenni successivi il dominio musulmano si consolidò e raggiunse la massima espansione intorno al 1330 con Muhammad ibn Tughluq (1325-1351); tuttavia alcuni sovrani indù riuscirono a conservare la loro autonomia pagando tributi ai sultani musulmani. Il potere di questi ultimi era basato su un rigido ordinamento teocratico-militare e su una gravosa imposizione tributaria; ne derivarono gravi tensioni sociali anche per la persecuzione del buddismo: la resistenza all'Islam -che condusse a vere e proprie guerre- si accentrò nel regno indù di Yijanagar. Alla fine del Trecento il potere del sultanato di Delhi e di altri sultanati indipendenti iniziò a declinare, specie per le incursioni e i saccheggi portati tra il il 1398 e il 1399, dall'imperatore mongolo Tamerlano.
    Al dominio turco si sostituì nel 1451 quello della dinastia afghana dei Lodi, sconfitti nel 1527 a Panipat: Delhi cadde sotto Babur, condottiero turco-mongolo, primo sovrano della dinastia Moghul, che fissò la capitale ad Agra. Sotto Akbar (1556-1605) il dominio Moghul si estese a quasi tutta l'India settentrionale, al Deccan, al Kashmir e al Singh. La sua politica fu ispirata a princìpi di tolleranza con il riconoscimento di uguali diritti alle diverse religioni, in particolare agli Indù che furono ammessi all'amministrazione statale. L'ultimo dei Moghul fu Aurangzeb (1658-1707), fanatico sostenitore dell'islamismo e perciò persecutore degli Indù, con la distruzione dei loro templi; ne derivarono rivolte in specie dei Gathi e delle popolazioni del Punjab, con il trasformarsi del movimento dei Sikh da religioso a politico. Alla morte di Aurangzeb l'impero dei Moghul si disgregò rapidamente.


    ADDENDA MIA

    Strano ma vero, quando si parla dell'India in 'Occidente' l'unica cosa che si ricorda è il colonialismo britannico.

    Giusto per fare un pò di ''controricordo'' [cioè un ricordo che mette in primo piano elementi che nel ricordo ufficiale 'occidentale' sono occultati], ecco alcuni sommari elementi delle 'simpatiche' invasioni turco-islamiche in India.

  8. #38
    Demarzo
    Ospite

    Smile

    In origine postato da Paul Atreides
    LA NAZIONE GUERRIERA AFRICANA

    Shaka: il fondatore della nazione zulu

    nicola zotti





    Shaka (1787-1828) era un figlio illegittimo di un capo zulu, Senzangakona, e di una donna di un’altra tribù, i Langeni, Nandi.

    Come tale condusse un’infanzia particolarmente difficile, in una società che aveva scarsissimo rispetto per i non inseriti in un preciso ordine tribale.

    Uomo di eccezionali capacità, intuì le potenzialità militari dell’organizzazione tradizionale degli Zulu e si adoperò per sruttarle a fondo.

    Conquistò la fiducia del capo della confederazione degli Zulu Mthethwa, Dingiswaio, e portò a compimento la più radicale riforma militare mai intrapresa, in Africa o forse nella storia militare.

    Gli zulu stavano conoscendo un periodo di particolare prosperità. Il loro bestiame era aumentato in misura così considerevole da esaurire i pascoli “dolci” dello zululand. A nord il fiume Limpopo e le mosche tse-tse costituivano un ostacolo impassabile, così come a ovest i Drakensberg, ai piedi dei quali si estendevano poco ospitali pascoli acidi. A sud la coltivazione del mais aveva provocato un incremento della popolazione contadina di quelle regioni, mentre ancora più a sud i boeri della colonia del Capo con la loro aggressività

    In Africa le battaglie consistevano in schermaglie ritualizzate. I due schieramenti si fronteggiavano prendendosi a maleparole, scagliandosi qualche giavellotto e lo scontro terminava al primo sangue. Le morti erano accidentali e costringevano l’uccisore ad abbandonare il campo di battaglia per un periodo di purificazione.
    Shaka in breve tempo trasformò l’organizzazione sociale ordinata e naturalmente gerarchizzata degli Zulu in una terribile macchina da guerra.

    Già prima di lui era stata istituita una forma di irrigimentazione per classi di età, simile al reclutamento per leve. Ma Shaka lo trasformò in un sistema permanente, esaltando in ciascun reggimento (ibutho) lo spirito di corpo con lunghi periodi di addestramento in speciali caserme chiamate amakhanda, impedendo ai guerrieri giovani di sposarsi per poterli mantenere a lungo lontano da casa, e differenziando ciascun reggimento con scudi di colori diversi. Gli Zulu, così, si sposavano normalmente dopo i trent’anni d’età: anche se la cosa non li esentava dal prestare servizio militare, ma solo li inseriva nel ruolo dei veterani.

    L’addestramento delle truppe era durissimo, il fisico degli uomini veniva temprato con esercizi terribili: ad esempio i guerrieri dovevano correre a piedi nudi sulle spine per fortificare le piante dei piedi. E la disciplina era severissima, perché la minima infrazione era punita con pesantissime pene corporali quando non con la morte.

    Shaka innovò anche le armi. Irrobustì gli scudi, in modo che potessero essere utilizzati anche nel combattimento corpo a corpo, e sostituì i giavellotti con una corta e solida lancia che Shaka stesso aveva inventato e chiamato iKlwa: un nome onomatopeico che doveva ricordare il suono che la sua lunga e larga lama produceva quando veniva estratta dal corpo di un nemico.

    Shaka aveva capito che non si potevano vincere battaglie decisive finchè ci si limitava a guardarsi da lontano e addestrò la sua armata allo scontro ravvicinato: la scherma che egli insegnò ai suoi uomini era rudimentale ma efficacissima: un colpo dello scudo del guerriero zulu dato da destra verso sinistra, spostava quello dell'avversario e apriva un varco nella sua difesa consentendo di colpirne il fianco sinistro con la iKlwa.

    Non è tutto: Shaka rielaborò la tattica bantu di avviluppamento alle ali e inventò la cosiddetta “testa di bue”.





    Mentre i guerrieri più anziani schierati al centro (la testa) impegnavano il nemico frontalmente, e una riserva (il collo) rimaneva in posizione arretrata a volte addirittura seduta con le spalle ai combattimenti, i guerrieri più giovani, schierati alle ali (le corna) avviluppavano ai fianchi il nemico.

    In questo modo egli sconfisse nemici molto superiori in numero ed in fama, portando il territorio in suo controllo da poco più di 160.000 km. quadrati a quasi 18.500.000.

    Shaka fu indubbiamente uno tra i più grandi comandanti militari della storia e, se può essere considerato un primato, fu il primo ad avere un'armata interamente composta di donne -- addirittura 10.000 -- nel suo esercito

    Quando Digingswaio fu assassinato, Shaka prese il potere e iniziò un regno di appena 11 anni (anch’egli venne assassinato) durante il quale si calcola che le sue guerre provocarono ben 2 milioni di morti tra le popolazioni conquistate.

    La battaglia di Isandlwana e l’episodio di Rorkes Drift ovvero i fatti che vedete descritti nei film “Zulu” e “Zulu Dawn” sono di più di mezzo secolo successivi alla morte di Shaka e riguardano la guerra tra il britannico lord Chelmsford (che assomiglia terribilmente a Peter O’Toole, solo con la barba) e il nipote di Shaka, Cetshwayo.


    ADDENDA MIA

    Anche in questo caso, del Sudafrica nel ricordo 'occidentale' si trattiene solo l'apartheid boero.

    Ma gl'immensi stermini di Shaka sono totalmente sottaciuti. La ''difaqane'' zulu è stata rimossa. E' il caso, allora, di ''controricordare''...

  9. #39
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Apr 2005
    Messaggi
    3,002
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Controricordo

    In origine postato da Orazio Coclite
    No.
    E poi come alternative io vedo solo male e malissimo... il 'meno peggio' tra curaro e arsenico non mi sembra una scelta saggia.

    Va notato inoltre che gli inglesi hanno da tempo sbolognato dalla sacra terra d'India, mentre gli islamici purtroppo sono ancora là. E si sono pure fatti la loro bella nazioncina.
    Sulla scelta tra "curaro e arsenico" non mi trovi d'accordo. Diciamo che è una scelta tra ... un'ingestione quotidiana di scarafaggi e una di uranio. La prima ti fa schifo, ti provoca conati di vomito, magari ti senti gli scarafaggi vivi raschiarti le budella, ma non ti pregiudica le funzioni digestive, e contiui a vivere sano come un pesce.
    La seconda invece ti lascia apparentemente normale, salvo poi dopo un po' di tempo vedere che ti cadono i capelli, ti si bloccano i reni, gli organi non rispondono più, devi essere ospedalizzato, e adjeu.
    Quanto agli inglesi che avrebbero da tempo "sbolognato" dal sacro suolo ... anche qui mi sembra un fermarsi all'apparenza. Siamo sicuri che chi ha operato l'indipendenza fosse veramente un indù? A quanto mi consta, tutte le istituzioni dell'India nazione sono state create da traditori occidentalizzati, e sono su modello inglese. Tant'è che anche i nazionalisti indù dei partiti estremi devono faticare come pochi per cercare di imporre un minimo di induità. L'azione dell'occupazione britannica si fa sentire ancora eccome: nei frutti che ha dato il sistema educativo britannico e protestante su milioni di indiani costretti a frequentare l'istruzione all'occidentale. Col risultato che la maggior parte degli indiani urbanizzati è identica interiormente al borghese del mondo occidentale, con le mode da testa di c...o, i partiti politici, le femministe, il consumismo, l'industria, il (sotto-)proletariato che dà scuse ai comunisti per protestare, e via discorrendo.

    Ripeto: non fermiamoci all'apparenza.

  10. #40
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Controricordo

    In origine postato da Ormriauga
    Sulla scelta tra "curaro e arsenico" non mi trovi d'accordo. Diciamo che è una scelta tra ... un'ingestione quotidiana di scarafaggi e una di uranio. La prima ti fa schifo, ti provoca conati di vomito, magari ti senti gli scarafaggi vivi raschiarti le budella, ma non ti pregiudica le funzioni digestive, e contiui a vivere sano come un pesce.
    La seconda invece ti lascia apparentemente normale, salvo poi dopo un po' di tempo vedere che ti cadono i capelli, ti si bloccano i reni, gli organi non rispondono più, devi essere ospedalizzato, e adjeu.
    Quanto agli inglesi che avrebbero da tempo "sbolognato" dal sacro suolo ... anche qui mi sembra un fermarsi all'apparenza. Siamo sicuri che chi ha operato l'indipendenza fosse veramente un indù? A quanto mi consta, tutte le istituzioni dell'India nazione sono state create da traditori occidentalizzati, e sono su modello inglese. Tant'è che anche i nazionalisti indù dei partiti estremi devono faticare come pochi per cercare di imporre un minimo di induità. L'azione dell'occupazione britannica si fa sentire ancora eccome: nei frutti che ha dato il sistema educativo britannico e protestante su milioni di indiani costretti a frequentare l'istruzione all'occidentale. Col risultato che la maggior parte degli indiani urbanizzati è identica interiormente al borghese del mondo occidentale, con le mode da testa di c...o, i partiti politici, le femministe, il consumismo, l'industria, il (sotto-)proletariato che dà scuse ai comunisti per protestare, e via discorrendo.

    Ripeto: non fermiamoci all'apparenza.
    Indigestione di scarafaggi sarebbero le centinaia di migliaia di morti e profughi hindu seguiti alla creazione del Pakistan, creazione voluta da modernisti indiani assieme alla Lega Mussulmana, ma con i dubbi inglesi, che avrebbero preferito un unico stato (certo, per i loro scopi)? Oltre a ciò che viene ricordato più sopra relativo a secoli passati.
    Sullo stato attuale dell'India, mi pare che molti nazionalisti puntino al ripristino tradizionale il più possibile, a cui si oppone non solo il mondo globalizzato (non solo i modernisti quindi), ma anche i protestanti e i cattolici (perchè non ricordare questi ultimi?), ma anche i musulmani. Ricordo che ad ogni tentativo di impedire "certe" conversioni (operate spesso in modo opinabile e con esiti altrettanto opinabili) si alzano voci protestanti e cattoliche e islamiche. Come dimostra anche questo thread:
    http://www.politicaonline.net/forum/...0&pagenumber=1

 

 
Pagina 4 di 7 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito