Onestamente continuo a non capire il perché di tanto accanimento nel voler auspicare un fattore esterno per la risoluzione di quella che è una questione sostanzialmente semplice e chiara.In origine postato da Ormriauga
Sulla scelta tra "curaro e arsenico" non mi trovi d'accordo. Diciamo che è una scelta tra ... un'ingestione quotidiana di scarafaggi e una di uranio. La prima ti fa schifo, ti provoca conati di vomito, magari ti senti gli scarafaggi vivi raschiarti le budella, ma non ti pregiudica le funzioni digestive, e contiui a vivere sano come un pesce. La seconda invece ti lascia apparentemente normale, salvo poi dopo un po' di tempo vedere che ti cadono i capelli, ti si bloccano i reni, gli organi non rispondono più, devi essere ospedalizzato, e adjeu. Quanto agli inglesi che avrebbero da tempo "sbolognato" dal sacro suolo ... anche qui mi sembra un fermarsi all'apparenza. Siamo sicuri che chi ha operato l'indipendenza fosse veramente un indù? A quanto mi consta, tutte le istituzioni dell'India nazione sono state create da traditori occidentalizzati, e sono su modello inglese. Tant'è che anche i nazionalisti indù dei partiti estremi devono faticare come pochi per cercare di imporre un minimo di induità. L'azione dell'occupazione britannica si fa sentire ancora eccome: nei frutti che ha dato il sistema educativo britannico e protestante su milioni di indiani costretti a frequentare l'istruzione all'occidentale. Col risultato che la maggior parte degli indiani urbanizzati è identica interiormente al borghese del mondo occidentale, con le mode da testa di c...o, i partiti politici, le femministe, il consumismo, l'industria, il (sotto-)proletariato che dà scuse ai comunisti per protestare, e via discorrendo. Ripeto: non fermiamoci all'apparenza.
L’unica spiegazione che mi viene alla mente è che, in quanto o musulmani o tradizionalisti ‘perennialisti’, non si cerchi di far altro che portare acqua al proprio mulino. Non riesco a vedere altre spiegazioni logiche per questo comportamento.
La questione si pone su pochi e semplici dati. L’India è un paese sovrano, non solo in quanto nazione nei termini del diritto moderno, ma perché terra di antichissima sapienza conformata da una tradizione spirituale ancora viva e pulsante. Quindi ogni tipo di apporto esterno, sia questo l’islam o la modernità all’occidentale (stessa matrice e natura), non potrà che contribuire alla dissoluzione dell’ordine preesistente per sostituirlo con qualcosa di fondamentalmente alieno e degenerato.
Questa dell’islam salvatore delle società degenerate è una fisima che non ha alcun riscontro nella realtà, ma che viene propagandata, a parte dagli ovvii musulmani, anche da qualche occidentale troppo avvezzo ai voli pindarici. Non esiste infatti alcuna necessità di mettere di mezzo i musulmani, gli europei o i marziani, perché tutto ciò è assolutamente pretestuoso e non potrà apportare che danni. Ancor più in un mondo come quello indiano che può vantare tradizioni antichissime ed esclusive. I popoli e le culture dovrebbero essere messi nelle condizioni di salvarsi da se, e non per tramite di terze parti assolutamente aliene al contesto in esame.
Interessante notare un parallelismo tra questo tipo di attitudine che va a unire idealmente i colonizzatori angli e protestanti delle Americhe e dell’Australia con questi moderni apologeti dell’islamizzazione del mondo (ma, ripeto, matrice e natura sono le stesse), ossia il concepire la proria civiltà o tradizione come centrale e superiore, quindi salvifica nei confronti degli altri popoli. Vista così non è affatto difficile porre su di uno stesso livello i rozzi coloni inglesi che brandivano la bibbia in una mano e il fucile nell’altra, con i moderni musulmani che tirano giù a cannonate le statue del Buddha o che per le strade d'Europa uccidono registi considerati blasfemi.
Riguardo poi gli inglesi, la loro presenza fisica è oramai solo un ricordo in India, stessa cosa non si può invece dire dei musulmani che anzi hanno usurpato una parte importante del sacro suolo indiano per farcisi una nazione tutta propria.
Che poi, in fase di decolonizzazione, l’influenza inglese si faccia ancora sentire e sia ancora presente una certa forma di servaggio economico, questo non fa che deporre a vantaggio di quanto ho finora esposto, ossia che le influenze dall’esterno, qualunque esse siano, sono nocive perché potranno condizionare l’India anche per molti degli anni a venire. Il discorso è quindi ambivalente e può comodamente essere traslato dagli inglesi ai musulmani.
Io non difendo una posizione a discapito dell’altra, ma le giudico parimenti errate con una lieve preferenza per la prima sulla seconda. Anche perché la storia ci ha finora mostrato che non è esistita al mondo forza più distruttiva ed omologante del monoteismo abramico.
Valga allora anche qui il principio di non interferenza.
Le culture e le tradizioni non sono intercambiabili, ma esiste una gerarchia e spesso una profonda incomunicabilità. Con buona pace di musulmani, musulmanizzati, musulmanizzanti e perennialisti vari et assortiti...
Cattolici, protestanti, musulmani fuori dall’India!!!In origine postato da Arthur I
Indigestione di scarafaggi sarebbero le centinaia di migliaia di morti e profughi hindu seguiti alla creazione del Pakistan, creazione voluta da modernisti indiani assieme alla Lega Mussulmana, ma con i dubbi inglesi, che avrebbero preferito un unico stato (certo, per i loro scopi)? Oltre a ciò che viene ricordato più sopra relativo a secoli passati. Sullo stato attuale dell'India, mi pare che molti nazionalisti puntino al ripristino tradizionale il più possibile, a cui si oppone non solo il mondo globalizzato (non solo i modernisti quindi), ma anche i protestanti e i cattolici (perchè non ricordare questi ultimi?), ma anche i musulmani. Ricordo che ad ogni tentativo di impedire "certe" conversioni (operate spesso in modo opinabile e con esiti altrettanto opinabili) si alzano voci protestanti e cattoliche e islamiche.


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