Il partito del premier prende 4,5 milioni di voti contro i 5,2 della lista di Prodi
che però si presentava solo in otto regioni su tredici
Regionali, crolla Forza Italia
un successo per Uniti nell'Ulivo
Anche An continua la sua parabola discendente
di ANDREA DI NICOLA
Romano Prodi
ROMA - "Conterà il numero dei voti", aveva proclamato Silvio Berlusconi in campagna elettorale. E dal computo delle schede le notizie per il Cavaliere sono pessime. Forza Italia, presente in 13 regioni prende 4.593.954 voti. Uniti nell'Ulivo, presente con questo simbolo solo in 8 regioni, conta 5.276.158 suffragi. Un dato inequivocabile che parla di sconfitta per le truppe azzurre, rafforzato dalle percentuali. Il partito del Cavaliere tocca il minimo rispetto alle ultime tre tornate elettorali e si ferma al 18,57%. Gli avversari riunificati dall'odiato Romano Prodi sommando le percentuali della Fed con quelle di Margherita, Ds, Sdi (dove si sono presentati con liste di partito e non di federazione) sono quasi al doppio: 33,75%.
E se si guardano i dati per coalizione la fotografia che emerge è ancora più chiara. Alla Cdl va il 44,2% delle preferenze, all'Unione il 53% secco. In termini numerici 14 milioni 442mila833 per il centro sinistra contro i 12milioni 44mila 123 raccolti dal centrodestra. Rispetto allo scorso anno, in sostanza, la Cdl perde meno dell'1% mentre il centrosinistra cresce del 6,5.
Numeri che raccontano un terremoto politico di difficile gestione per la maggioranza, destinati a rinfocolare tutte le polemiche interne alla coalizione ed interne ai partiti, in particolare Alleanza Nazionale.
Casa delle libertà. Forza Italia perde rispetto ad ogni recente elezione, continua il calo di An che, nonostante gli importanti posti di potere lascia una Regione, il Lazio al centrosinistra e si trova con mezzo milione di voti in meno rispetto alle europee dello scorso anno. E, visto che le brutte notizie non arrivano mai da sole, resta stabile l'Udc del reprobo Follini che, non a caso, canta vittoria e dice: "Il nostro risultato significa che c'è bisogno di un cambiamento". Gli Azzurri sono in calo rispetto alle europee dello scorso anno (-2,5%), in calo rispetto alle politiche del 2001 (10,5%), in calo rispetto alle Regionali del 2000 (-7%). E la stessa sorte, solo meno accentuata, segue il più grande alleato, quell'Alleanza nazionale che, nonostante gli importanti posti di governo lascia al centrosinistra la Regione Lazio e si ferma al 10,52%, con un meno 1% rispetto alle Europee del 2004 e un -2,5% rispetto alle Regionali 2000. L'Udc tiene bene al 5,7%, con exploit nel Lazio e in altre regioni dove tocca quasi l'8%. La Lega Canta vittoria ma in realtà è rimasta ferma ai dati, intorno al 5,5%, delle Europee e delle ultime Regionali. Ma questo non ferma la gioia dei leghisti al governo.
L'Unione. Detto del buon risultato di Uniti nell'Ulivo, con la Margherita primo partito in Campania, e i Ds in crescita un po' in tutte le Regioni, per il resto l'Udeur raddoppia rispetto alle Europee e si attesta al 2,39% e vanno bene anche Verdi e Pdci. Rifondazione conquista per la prima volta nella sua storia un Presidente di Regione, Nichi Vendola in Puglia, e si ferma al 5,30%. Ma la locomotiva, in questa tornata elettorale, è stata la lista fortemente voluta da Romano Prodi, vero vincitore di queste elezioni.
(5 aprile 2005)
Da: http://www.repubblica.it/2005/d/sezi...i/partiti.html


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