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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Il Trionfo della Sinistretta

    Ebbene sì, ammettiamolo, ce l'hanno fatta, ci hanno bastonati per benino e ce ne hanno date molte di più di quanto si aspettavano e noi, altrettanto, ne abbiamo prese ben più che nelle più nere previsioni. Non solo hanno conquistato numerose regioni che erano amministrate dal CentroDestra, ma hanno preso una barcata di voti in più. Di fronte alla disfatta c'è poco da dire. Le recriminazioni servono a poco. Tanto più che le elezioni politiche, quelle che contano davvero molto, non sono affatto lontane e di tempo per piangersi addosso proprio ...non ce n'è. Le reazioni dei politici della maggioranza di governo, almeno fino ad adesso, non appaiono affatto tranquillizzanti. Di autocritica vera se ne fa assai poca, e si cercano spiegazioni che non mettano in discussione la linea politica e l'operato del governo e dei governatori trombati. Sicuramente non è che ci si possa aspettare l'autoflagellazione dei ministri, del premier o di Enzo Ghigo, però......insomma.......di certi ritardi, di certe decisioni incomprensibili, di certe risse interne per cose che gli elettori non capiscono, di certe......scelte........anche di "immagine"............, di certi risultati della nostra economia, pur in un contesto europeo tutt'altro che roseo.........si potrebbe iniziare finalmente a parlare in maniera un tantino meno "difensivista". Non siamo più in vantaggio, dunque che dobbiamo difendere?
    Non è che per questo dobbiamo sputare sulle cose buone fatte, o ignorare i problemi che ci vengono da fattori che non sono sotto il controllo ne' del governo nazionale, ne' tanto meno di quelli regionali, però tutti noi siamo in grado di valutare, facendo la spesa, leggendo "la busta paga" o la contabilità aziendale, pagando le bollente, che la situazione non è propriamente delle più allegre per milioni di italiani.
    Abbiamo assistito a litigi fra partiti della coalizione di governo per cinque euro in più o in meno di aumento agli statali, mentre sul piano della riforma e snellimento della Pubblica Amministrazione, della sua efficienza, dell'introduzione di una forte meritocrazia per i suoi lavoratori......che dovrebbero essere "il pane" di una politica di centrodestra in un paese come il nostro.....che cosa si è fatto di concreto in questi quattro anni? Invece di discutere COME e A CHI DARE i soldini del contratto, come legare questi soldini a processi di modernizzazione e riforma dell'amministrazione premiando chi lavora e lavora bene.........ci siamo divisi fra chi insulta gli elettori che lavorano per lo Stato, indistintamente, e chi ne chiede il voto cercando di comprarselo o conservarselo con 5€ in più a pioggia.
    Che fine ha fatto la promessaci "rivoluzione liberale"? Abbiamo sentito il signor Tremonti proporre ricette.......di segno ben diverso ......se non ho inteso male.....
    Stendiamo poi un pietoso velo sulla riformicchia della giustizia, contraddittoria e con elementi di sospetta incostituzionalità da un lato, e insufficiente, debole, persino inutile, dall'altro.....
    I signori Ministri, a cominciare dal premier, affermano che, malgrado i tanti problemi, hanno lavorato bene. Il problema vero è che in democrazia il giudizio su questo punto non spetta a loro, ma agli elettori. Gli elettori vanno convinti e i giuochi di prestigio, in tempi di vacche magre, servono a poco. Al di là dei mezzucci propagandistici della sinistretta, che tale si rivela anche quando stravince ottenendo larghissimi consensi dal Popolo Sovrano, dobbiamo porci delle domande e avere il coraggio, finalmente di dare delle risposte convincenti e che comportino.....alcuni importanti mutamenti......di ritmo......e in taluni casi.......di direzione. In caso contrario consegneremo noi stessi il governo del Paese alla sinistretta nel 2006 o anche prima.
    La sinistretta non è così sciocca da credere di aver già vinto le prossime politiche, ma sa che parte con un margine di vantaggio non indifferente, e che il CentroDestra inseguirà probabilmente chimere.....anzichè lavorare sodo per attuare quella modernizzazione, quella trasformazione del Paese che ha promesso suscitando aspettative grandissime in milioni di italiani. La sinistretta sa che un anno è poco per fare quello che non si è fatto in quattro. Ma forse basterebbe dare i segnali giusti, e fare alcune cose essenziali e urgenti, per iniziare a recuperare consensi e per mettere le basi di una seconda legislatura diversa.
    No, non sono affatto ottimista. Anche perchè, onestamente, circolano troppi cloni, imitatori e controfigure del premier nel maggior partito della coalizione, e negli altri.....non mancano seri problemi. Sarebbe ora che si provvedesse davvero a selezionare, attraverso i meccanismi normali della democrazia, una classe politica radicata nel territorio e capace di suscitare fiducia e di rispondere alle attese. Meno riciclati, meno controfigure del premier, meno tromboni, meno personaggi discutibili, meno improvvisati.

    Saluti liberali

  2. #2
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    Se stasera hai visto il dibattito con Berlusconi a "Ballarò" ti sarai certo fatto un'idea di come può andare a finire....

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Non l'ho visto.

    Shalom

  4. #4
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    Predefinito Fine del Berlusconismo e/o delle Berlusconate? O fine del Centrodestra?

    Dal quotidiano di via Solferino di oggi, mercoledì 6 aprile 2005, quarto giorno di Sede Vacante Pontificia:

    " Corriere della Sera del 06/04/2005


    --------------------------------------------------------------------------------

    I due vicepresidenti e la crisi di fiducia del Cavaliere
    Fini: le ragioni della coalizione si sono rotte. Follini: con questo voto non può cambiare la legge elettorale
    Francesco Verderame
    --------------------------------------------------------------------------------

    ROMA - Raccontano che l'altro ieri, mentre il centro-sinistra conquistava undici regioni dando scacco alla Cdl, il premier si trovava a colloquio con il figlio Piersilvio, per ascoltare dal vicepresidente di Mediaset le idee sul futuro del network televisivo e sui prossimi palinsesti delle reti. E mentre i leader del Polo analizzavano i primi dati della sconfitta, Berlusconi era interessato a capire quale sarà la strategia di Canale 5, Italia 1 e Rete 4.
    Probabilmente il Cavaliere già allora considerava «prevedibile e prevista» la sconfitta nelle urne, e forse immaginava quale sarebbe stata la reazione degli alleati. Ma il fossato che lo separa da Fini e da Follini si è approfondito nelle ultime ore, e sebbene non si manifesti in atti dirompenti, l'aria cupa e le parole pronunciate dal ministro degli Esteri ieri mattina evidenziavano la distanza che li separa, «perché il governo andrà pure avanti - ha spiegato il leader di An ai suoi - però ho l'impressione che le ragioni della coalizione si siano rotte».
    Il fatto è che il capo dell'esecutivo è ancora convinto di ribaltare il risultato alle Politiche, malgrado attorno a sé avverta un forte scetticismo. Nei suoi conversari, prima di partecipare a Ballarò, Berlusconi aveva ammesso «le difficoltà del mio partito», ma non si capacitava dell'offensiva dei massimi dirigenti
    di An e Udc, «non capisco dove vogliano arrivare, visto che non esistono alternative». Tanto Fini quanto Follini considerano il leader della coalizione «un problema», e chissà se il segretario centrista l'ha confessato a Gianni Letta ieri per telefono, è certo che da tempo i due vicepremier si interrogano sulla crisi del berlusconismo, sull'esaurimento della sua spinta propulsiva, sapendo che è pressoché impossibile trovare altre soluzioni a ridosso delle Politiche.
    E alle Politiche mancano solo ottanta giorni di lavoro
    parlamentare prima della sfida tra il Cavaliere e il Professore, «perciò - secondo Casini - sarebbe opportuno evitare di inserire ulteriori elementi di frizione per tentare almeno un rilancio della coalizione». «Bisognerebbe cambiar passo, bisognerebbe esser meno leghisti e più realisti», dice con una battuta Follini riferendosi all'asse di Berlusconi con Bossi . E anche Fini reclama un cambio di registro, ma attende che sia il premier a proporre per il Polo la strategia di fine legislatura.
    Nessuno in realtà sembra al momento in grado di offrire uno schema vincente, nemmeno Berlusconi.
    L'agenda politica che aveva preparato è stata stracciata dal severo risultato delle Regionali: difficilmente la devolution subirà intoppi, perché chi cercasse di ostacolarne il corso si assumerebbe la responsabilità di aprire di fatto la crisi di governo. Certo sulla modifica della par condicio il premier non avrà alleati, e nemmeno sulla riforma della legge elettorale, visto che - secondo Follini - «non esistono dopo le dimensioni del voto le condizioni per modificarla, senza un concorso dell'opposizione».
    La vera prova sarà piuttosto la Finanziaria, è lì che Prodi lo attende per dichiararsi magari vincitore ancor prima della sfida nelle urne, «perché se i conti andranno male è fatta», ha profetizzato ieri il Professore il vertice dell'Unione. Tuttavia, proprio sulla Finanziaria e sulla strategia del nuovo taglio fiscale che è nelle intenzioni del Cavaliere, persino dentro Forza Italia iniziano a sorgere dei dubbi: «L'abbiamo sperimentato. Appena il governo ha abbassato le tasse - spiega un autorevole esponente azzurro - governatori e sindaci ne hanno approfittato per aumentare le imposte locali. Così i cittadini non si sono accorti del beneficio». Come se non bastasse c'è la scure di Bruxelles che attende al varco il governo, viste le ultime stime sul Pil italiano e sui parametri di Maastricht.
    Il Cavaliere però non intende privarsi di questa mossa, che incrocia la resistenza di An e Udc. Il prossimo autunno si saprà dunque il destino della Cdl. Berlusconi è atteso alla prova anche dalle «categorie economiche e sociali», come le definisce Fassino, cioè la Confindustria. Certo non serve a trovare una soluzione la rottura con Fini e con Follini, sebbene ci sia chi si adoperi per rompere il muro d'incomunicabilità che scandisce ormai i loro rapporti. «Bisogna essere realisti - dice Gasparri - e al tempo stesso bisogna evitare di acuire le tensioni. Altrimenti alla sfida delle Politiche andremmo incontro alla sconfitta».
    E il pessimismo regna nella Cdl.
    Fini pareva qualche mese fa essersi persuaso che forse c'era ancora uno spiraglio, ma l'umore è cambiato. Così le idee che sta vagliando sembrano proiettate sul futuro, quasi a prefigurare già da oggi il ritorno all'opposizione: non si spiegherebbe altrimenti la volontà di accelerare il processo di ulteriore avvicinamento al centro, e l'ipotesi di immettere nel partito nuova classe dirigente, per tentare di aumentarne i consensi. Eppure Berlusconi pensa veramente di ribaltare le previsioni elettorali, e c'è chi anche nell'Ulivo è avvertito: «Alle Regionali abbiamo recuperato quasi tutto il nostro elettorato. Non è detto che Berlusconi non riesca a fare lo stesso l'anno prossimo».
    Per riuscirci, servirebbe al Polo una ritrovata coesione. C'è chi pensa che il Cavaliere rilancerà a breve il progetto di semplificazione del quadro politico dell'alleanza, proponendo a Fini e a Casini un ruolo di rilievo, in vista della sua ultima sfida per palazzo Chigi. Sarà forse il progetto del Partito popolare osteggiato da Follini, è certo che «dopo le Regionali - come dice l'udc Ronconi - non possiamo più contrapporre al listone di Prodi, l'immagine logora della Cdl. Il problema è il tempo». E di tempo non ce n e più.
    "

    Saluti liberali

  5. #5
    Senatore e Magno Pilastro
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    Scusa, Pieffebi, se ti incollo quale commento il testo di un mio 3D postato su questo Forum, ma mi pare fatto apposta...

    Berlusconi hai ora una grande chance...quella di far tesoro della lezione che ti, vi è stata data o sei finito. E con te noi, perché tra un anno andrà al potere la sinistra, spinta su posizioni estreme dall'euforia del successo elettorale.
    Il "Prodinotti" incombe!!!
    Non so se i reggitori di FI e della CDL si degnino qualche volta di leggere questi 3D, spesso generosi di utili indicazioni. Farebbero bene a farlo.
    Presumendo che lo facciano, parlerò come se parlassi a loro.
    Perché si è perso? Domanda importante, brutale che vuole risposte brutali quanto sincere. Le alchimie giustificatorie non servono a riconquistare la fiducia perduta.
    Parlo di "perdere" perché non è stata la sinistra a vincere, ma la destra a perdere. Molti elettori di destra hanno votato a sinistra, caricando di significato politico una elezione solo a parole amministrativa. Uno schiaffone, un ceffone di protesta, di protesta però incattivita che rischia di mutarsi, in occasione delle prosssime politiche, in sfiducia irreversibile.
    I motivi dunque, motivi pratici che si traducono in cose non fatte o fatte male, in riforme eluse, in ingiustizie compiute. Sono tante, ne so alcune, altri analisti migliori di me avranno il compito di individuarle tutte. Ora parlerò di quello che so io.
    I GIOVANI.
    L'incertezza del futuro, il rancore per ingiustizie subite sono perfidi consiglieri.
    Non parlo di giovani operai, che il lavoro lo trovano. Mi riferisco ai giovani intellettuali che hanno fatto l'università e sono costretti a 30 anni a vivere a carico dei genitori pensionati. Quanti sono? Tanti.
    Pensiamo alla scuola. Quanti sono gli insegnanti precari, assunti ogni anno con contratti di supplenza a tempo determinato, per non pagare loro i mesi estivi e non riconoscere loro né status né anzianità? Due, trecentomila? E pensare che moltissimi di loro hanno vinto 5 anni fa un CONCORSO ORDINARIO (sapete cos'è un concorso ordinario?) che è rimasto di fatto inevaso!
    Uno di questi insegnanti precari, se vuole acquistare a rate un'utilitaria per recarsi a scuola, deve chiedere la firma alla mamma pensionata. Loro sono considerati insolvibili!! Non possono sposarsi, non possono pensare ad una famiglia propria.
    L'on. Valditara aveva qualche mese fa pensato ad una soluzione valida anche da un punto di vista elettorale: passarli a ruolo senza riconoscimento dell'anzianità maturata per salvare il bilancio. Era almeno qualcosa. Ma il governo, così sollecito a varare decreti salva-calcio, non ne ha fatto nulla.
    Anzi continua a fare qualcosa: sfornare nuovi abilitati ed anzi discettare di nuove abilitazioni senza curarsi di esaurire, prima, le graduatorie esistenti. E il malcontento cresce. Ma sapete quanti elettori si trascinano dietro duecentomila insegnanti precari? Incazzati loro, si incazzano le relative famiglie (d'origine, perché quelle acquisite rimangono un lusso inarrivabile). Una media di quattro parenti a testa vi sembra alta? Genitori fratelli nonni zii?
    Facciamo un milioncino di voti.
    Ministro Moratti, quando la smetterai di fare l'apprendista stregona? Quando la smetterai di ascoltare i cattivi consiglieri?
    Guardate un mio fotomontaggio, fatto in tempi non sospetti:


    LITIGIOSITA' nell'ambito della maggioranza di governo.
    Fa cattiva impressione. Peggio, delude e irrita. I membri della CDL ne hanno fatto abuso durante tutto lo scorso anno per motivi che sono spesso risultati incomprensibili alla base elettorale. Motivi che riconducono a vantaggi, a visibilità di kabila. Ognuno per il proprio orticello, nessuno per la collettività. Faide interne, poltrone carpite in perfetto stile Cencelli. Fini contro Tremonti con un occhio alla poltrona degli Esteri:

    Follini contro tutti con un occhio ad una futura, improbabile Diccì:


    Ma Tremonti-Banquo è stato, elettoralmente, un boccone troppo indigesto per Fini-Macbeth, e la ventilata decollazione di Giovanni-Silvio si è risolta in un non ventilato suicidio collettivo...
    Basta così. Ho offerto due esempi. Provate a sottoporne altri!
    L'inattuata riforma degli ORDINI PROFESSIONALI, per esempio. Conventicole, corporazioni medievali che sembrano fatte per salvaguardare privilegi e investiture divenuti pressoché ereditari...

    Nella speranza che qualcuno ci legga. Qualcuno nella stanza dei bottoni.

  6. #6
    Castellano
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    Non è più solo la sinistretta ma ormai è tutto il centro che si è spostato, non ci sono più le condizioni per una coalizione competitiva con berlusconi alla guida e quello delle regionali è solo un'altra tappa del disastro totale.

  7. #7
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    In origine postato da Misterbianco
    Non è più solo la sinistretta ma ormai è tutto il centro che si è spostato, non ci sono più le condizioni per una coalizione competitiva con berlusconi alla guida e quello delle regionali è solo un'altra tappa del disastro totale.
    Potrebbe essere l'inizio della fine per l'Unione che è un partito anomalo in un Paese anomalo, dato che contiene di tutto, dalla sinistra al centordestra.
    Se si riuscirà ad annullare i partiti impresentabili come la Lega Nord e Forza Italia, a far tornare i fascisti nelle fogne in cui sono stati per 50 anni, e a far rientrare parte di FI e UDC nella logica democratica, l'Unione cesserà di esistere, e avremo come in tutti i Paesi Europei una dialettica tra socialisti e popolari.

  8. #8
    Castellano
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    In origine postato da Ragioniamo!
    Potrebbe essere l'inizio della fine per l'Unione che è un partito anomalo in un Paese anomalo, dato che contiene di tutto, dalla sinistra al centordestra.
    Se si riuscirà ad annullare i partiti impresentabili come la Lega Nord e Forza Italia, a far tornare i fascisti nelle fogne in cui sono stati per 50 anni, e a far rientrare parte di FI e UDC nella logica democratica, l'Unione cesserà di esistere, e avremo come in tutti i Paesi Europei una dialettica tra socialisti e popolari.
    Come prima tappa è chiaro che il sistema non può che ricrearsi all'interno della coalizione chiamata "unione" poi probabilmente tornerà il sistema proporzionale e non ci saranno più problemi.

  9. #9
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    Credo che possa avere ragione chi, fra amici ed avversari, dice che occorre sbarazzarsi del “berlusconismo”. Il berlusconismo, infatti, è risultato deleterio e deteriore proprio in quanto ha prodotto quella schiera di cloni, imitatori, “portavoce” del capo che costituiscono gran parte dell’ossatura del principale partito della coalizione. Se per berlusconismo si intende non la costruzione “partito nuovo”, “leggero”. “di opinione” (che è quello che ci vuole), ma un partito senza vera dialettica interna e senza un processo “normale” e proceduralmente democratico di formazione e selezione dei gruppi dirigenti………….allora il berlusconismo deve finire. Se per berlusconismo si intende il mancato radicamento territoriale del maggiore partito della coalizione, determinato in gran parte da quanto sinteticamente detto prima, allora il berlusconismo deve finire. Se il berlusconismo vuole dire il “culto della personalità” del capo carismatico, con la valorizzazione degli yes-men e la stroncatura delle forze critiche…… allora il berlusconismo deve finire. Se il berlusconismo significa predicare la rivoluzione liberale invocando ronaldo e margareta (in nome dei quali si vinse anche a Mirafiori nel 1994) per poi attuare politiche socialpopulistiche che ricordano la filosofia del “socialismo borghese” descritto da Marx ed Engels ne “Il Manifesto”, allora il berlusconismo deve finire. Se berlusconismo vuole dire….da un lato… la raccolta in una grossa armata di tutto ciò che è raccoglibile per battere l’avversario e poi la costante recriminazione sulle difficoltà riscontrate nel trovare punti di intesa attuativi delle politiche concordate quando ci si trova di fronte alla prime difficoltà…senza neppure la capacità di separare la propria vicenda personale dagli interessi generali …allora il berlusconismo deve finire. Se il berlusconismo significa promettere la riforma della giustizia e attuare la riformicchia castelli, largamente insufficiente, contraddittoria, debole e pure in odore di incostituzionalità……..allora il berlusconismo deve finire. Se il berlusconismo vuole dire fare approvare quella riformicchia e POI dire che in fondo…..fa schifo…….ma difenderla senza modificarla nei suoi difetti evidenti, limitandosi a formali acquiescenze alle note critiche del quirinale……….allora il berlusconismo deve finire. Quanto del berlusconismo è direttamente imputabile a Berlusconi? E’ possibile liberarsi del berlusconismo tenendo in sella, alla guida della coalizione e del Paese (fin che ci saranno i numeri in Parlamento) Silvio Berlusconi? E’ possibile che sia proprio Berlusconi che, presa coscienza dei limiti della sua miracolosa e storica creatura, si accinga a riformarla sbarazzandosi di tanti personaggi…..discutibili? La risposta a queste domande non è, a mio avviso ne’ semplice, ne’ scontata. Personalmente ho sempre pensato che, in astratto, sarebbe stato preferibile che Berlusconi, che è certamente portatore di un conflitto di interessi imbarazzante, non assumesse le funzioni di capo del governo, anche se, realisticamente, non ci si poteva attendere di avere da lui una tale capacità di “sacrificio” e di rinuncia alla narcisistica contemplazione della propria eccezionale bravura e della difesa, legittima, di interessi suoi minacciati da metodi poco ortodossi di attuazione della battaglia politica “a tutto campo” da parte dei nemici rivoluzzzzzionari della sinistra politica e giudiziaria. Altrettanto realisticamente sappiamo tutti che senza Berlusconi e i suoi indubbi e grandi meriti nella costruzione prima del POLO e poi della CDL, la sinistretta avrebbe ininterrottamente governato dal 1994 ad oggi, e con equilibri interni ancora più spostati verso il massimalismo (la occhettiana “gioiosa macchina da guerra”) . Voglio dire….ancora più massimalisti……rispetto al fassiniano prodinottismo della via rivoluzionaria alle “riforme” (ossia del tentativo di usare i massimalisti come carne da cannone…. per poi stringere i soliti accordi neocorporativi con i poteri forti….. ai quali garantire la “pace sociale” in cambio di ….potere e sottopotere, con annesso potenziamento del clientelismo “efficiente” ).
    E ancora…..senza Silvio Berlusconi che ne sarebbe ora del leghismo o della “destra nazionale missina” di Fini, o dei post-democristiani orfani della gran Mammà trafitta dal manipulitismo strabico?
    Difficile rispondere a queste domande. Pertanto, difficile persino il solo pensare ad un Centrodestra senza Silvio Berlusconi, nel bene e nel male.
    Dunque la contraddizione è evidente, seria, forse insanabile, almeno nel breve termine (ossia in tempo utile per il 2006), visto che nel medio-lungo alla sostituzione di Berlusconi si dovrà pur pensare……per ragioni anagrafiche.
    Possiamo permetterci di liberarci dal berlusconismo? E d’altra parte….. l’Italia come Paese …può ancora permettersi per molto …..il berlusconismo?

    Saluti liberali

  10. #10
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    In origine postato da Ragioniamo!
    Potrebbe essere l'inizio della fine per l'Unione che è un partito anomalo in un Paese anomalo, dato che contiene di tutto, dalla sinistra al centordestra.
    Se si riuscirà ad annullare i partiti impresentabili come la Lega Nord e Forza Italia, a far tornare i fascisti nelle fogne in cui sono stati per 50 anni, e a far rientrare parte di FI e UDC nella logica democratica, l'Unione cesserà di esistere, e avremo come in tutti i Paesi Europei una dialettica tra socialisti e popolari.
    Può anche accadere, ma almeno alle seguenti condizioni:

    - una crisi di consensi dell'Unione o di una sua parte importante:dalle almeno qualche anno di tempo, la coalizione si è appena formata!

    - l'uscita di scena di Berlusconi

    - l'affermazione di una leadership e di una classe dirigente centrista.

    Al momento nessuna di queste (ammesso che siano sufficienti) si sta verificando.

    In particolare, l'ultima richiederebbe molto tempo: la DC una classe dirigente ce l'aveva; ora per rifare una specie di DC ne occorre una nuova, coesa, di livello. tipicamente si forma nelle amministrazioni locali, dove i futuri dirigenti nazionali si "fanno le ossa". Al momento però, la grande maggioranza delle amministrazioni locali sono in mano al Centrosinistra.

    Si vedrà.....

 

 
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