questo è l'editoriale della voce di oggi:
Il presidente del Consiglio nella sua intervista a Porta a Porta ha ipotizzato protezioni politiche nel caso del Crack Parmalat. Che vi sia un problema in questo senso appare evidente dai nomi di uomini politici che trapelano dai verbali degli interrogatori e di cui la magistratura sta vagliando la veridicità.
L'argomento usato dal premier è stato sicuramente di effetto: se invece di fare trecento ispezioni nelle sue aziende ne avessero fatta qualcuna seria a Collecchio, forse non saremmo arrivati a questo punto.
Sono denunce molto gravi. Il problema è di capire su che base si sono mosse le ispezioni della Finanza e se hanno subito condizionamenti di qualche genere. Cioè, se esponenti politici di governo, nazionali, locali, abbiano in qualche modo esercitato pressioni per lasciare tranquilli i loro amici della Parmalat. Protezioni finanziarie o protezioni politiche, resta il fatto che il colosso d'argilla appartenente a Tanzi abbia potuto navigare tranquillamente fino ad ingoiare gran parte dei fondi dei risparmiatori. E' chiaro che se si appurasse una responsabilità delle banche ed insieme a questa una simpatia politica, l'immagine del sistema Italia da un caso di questa portata subirebbe un danno gravissimo all'interno ed all'esterno. Perchè se ne ricaverebbe, non solo che Tangentopoli dal '92 non è finita, ma pure che si è perfezionata aumentando i danni della collettività. Quello che per noi conta è che al di fuori di ogni sospetto ed ogni illazione, con questo governo il caso Parmalat sia esploso. Per cui se mai in passato Tanzi abbia goduto di protezioni, in questa legislatura forse le ha cercate, ma al dunque non le ha avute e con lui Cragnotti, vista la correlazione sempre più stretta fra Cirio e Parmalat.
Poi ci sarebbe da chiedere agli amici della sinistra se non hanno il dubbio che con il loro "dagli a Berlusconi", non si siano accorti dei danni e degli imbrogli, imprenditori con cui pure, parti rielvanti del loro schieramento intrettenevano buoni e cordiali rapporti, hanno commesso dieci volte di più dei reati contestati a Berlusconi, procurando un danno gravissimo al paese. Si tratterebbe di un abbaglio colossale, che poco assicurerebbe sulle loro capacità di guidare il paese.




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