( non farci caso, è da stamattina che ho maldischiena )In origine postato da Yggdrasill
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( non farci caso, è da stamattina che ho maldischiena )In origine postato da Yggdrasill
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Ahhhhhh ecco.
(fatti massaggiare con l'olio d'oliva. Ti assicuro, per esperienza personale, che funziona).


non giro la schiena a chicchessiaIn origine postato da Yggdrasill
Ahhhhhh ecco.
(fatti massaggiare con l'olio d'oliva. Ti assicuro per esperienza personale che funziona).


Non c'è dubbio. Su questo punto a volte rischiamo di perdere il sentiero della strada maestra, occorre sgombrare il campo da pericolose deviazioni.In origine postato da Yggdrasill
....
L'elemento allogeno è dirompente e pericoloso in sè per sè stesso, al di là di quale che sia il contesto in cui agisce all'interno della nostra società. E questo per ragioni apparentemente opposte ma, in realtà, complementari. Se da un lato, quindi, chi delinque (anche) a causa della propria profonda destrutturazione culturale, causa nel nostro ambiente sociale i danni, gravissimi, che sono all'evidenza dei fatti. Per contro, dall'altra, chi introduce una realtà culturale a noi fondamentalmente estranea ma che porta in sè stessa una forte caratterizzazione invasiva, costituisce ulteriore fonte di pericolo e di danno.
Mi chiedo quindi, e la domanda è retorica, se in ultima analisi sia più pericoloso chi persegue atteggiamenti delinquenziali e asociali o chi, nel doveroso rispetto delle proprie tradizioni (rispettabilissime quando osservate nel luogo d'origine) mette, un esempio tra i tanti, al mondo venti figli e s'instaura stabilmente sul territorio facendo sì che, di fatto, le proprie peculiarità culturali si compenetrino con le nostre, già particolarmente compromesse, producendo forme ibridate, per così dire, d'inquinamento spirituale difficilmente estirpabili.
.
Se ci può essere una forma di simpatia verso chi si batte per la propria terra in nome di una difesa della propria specificità, delle proprie tradizioni culturali e del proprio orgoglio etnico, contro la lunga mano globalizzatrice; bisogna stare attenti a non rimanerne eccessivamente affascinati; e ricordare bene che
l'allogeno qui da noi, rimane il nemico implacabile, l'elemento scardinatore dei nostri già estremamente labili, vincoli comunitari.
Personalmente, nutro diverse perplessità anche sui flussi migratori intraeuropei. E' indubbio infatti che, nonostante alcuni elementi comuni, il problema della creazione di un corpo estraneo, si pone comunque. Per esempio, la creazione di forti comunità slave o comunque dell'est europeo, pone in essere in ogni caso, un elemento avulso e disgregatore con effetti devastanti sull'equilibrio della comunità locale con cui viene a contatto.
E' questo un punto su cui trovo difficoltà a formulare una risposta precisa e sul quale mi piacerebbe sapere come vi ci ponete.


[QUOTE]In origine postato da Yggdrasill
[B]Ygg concordo pienamente la mia superficiale analisi su questo punto pero' e' data da 2 fattori :In origine postato da fabiosko
(...)ecco pero' la differenza e' questa: a me non fa paura il musulmano, in quanto e' portatore di tradizione e cultura seppur differente dalla mia, ma reputo pericoloso e da rispedire a casa colui che si e' completamente staccato dal proprio contesto culturale e razziale ed e' qui senza aver nulla da perdere pronto a prendere tutto il peggio della nostra decadente cultura.
Ecco, a mio parere, questo è un grave errore di valutazione, nel quale in passato sono incorsa anche io e le cui conseguenze intrinseche possono essere pericolosamente fuorvianti.
L'elemento allogeno è dirompente e pericoloso in sè per sè stesso, al di là di quale che sia il contesto in cui agisce all'interno della nostra società. E questo per ragioni apparentemente opposte ma, in realtà, complementari. Se da un lato, quindi, chi delinque (anche) a causa della propria profonda destrutturazione culturale, causa nel nostro ambiente sociale i danni, gravissimi, che sono all'evidenza dei fatti. Per contro, dall'altra, chi introduce una realtà culturale a noi fondamentalmente estranea ma che porta in sè stessa una forte caratterizzazione invasiva, costituisce ulteriore fonte di pericolo e di danno.
Mi chiedo quindi, e la domanda è retorica, se in ultima analisi sia più pericoloso chi persegue atteggiamenti delinquenziali e asociali o chi, nel doveroso rispetto delle proprie tradizioni (rispettabilissime quando osservate nel luogo d'origine) mette, un esempio tra i tanti, al mondo venti figli e s'instaura stabilmente sul territorio facendo sì che, di fatto, le proprie peculiarità culturali si compenetrino con le nostre, già particolarmente compromesse, producendo forme ibridate, per così dire, d'inquinamento spirituale difficilmente estirpabili.
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1) il musulmano in particolare e' da me visto (molto probabilmente sono in errore)piu' come minaccia (in quanto portatore di una visione del mondo forte in un contesto "debole") come nemico del mio nemico...
2) Tra i 2 scelgo la donna che si tiene il velo (e sono contrario ad uno stato che vieta' cio') ad un arabo dedito al consumo di alcolici e di carne di maiale, in quanto la prima puo' essere un alleato nella comune lotta nella degenerescenza dei costumi moderni...fermo restando che entrambi fosse per me se ne dovrebbero tornare a casa loro


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Personalmente, nutro diverse perplessità anche sui flussi migratori intraeuropei. E' indubbio infatti che, nonostante alcuni elementi comuni, il problema della creazione di un corpo estraneo, si pone comunque. Per esempio, la creazione di forti comunità slave o comunque dell'est europeo, pone in essere in ogni caso, un elemento avulso e disgregatore con effetti devastanti sull'equilibrio della comunità locale con cui viene a contatto.
E' questo un punto su cui trovo difficoltà a formulare una risposta precisa e sul quale mi piacerebbe sapere come vi ci ponete. [/B][/QUOTE]
Non sono un amante degli slavi e qui penso che vada fatto comunque un distinguo...Se c'e' parte di essi come i romeni che per vari motivi sono piu' facilmente "integrabili" vedo un grosso problema albanese, non solo per l'inclinazione criminale, ma nache perche' totalmente inadatti ed avulsi da ogni forma di vivere civile e comunitario....


...Detto questo ho fatto quell'appunto onde evitare (come ho gia' avuto modo di dire in altri tread anche se nn ricordo quali) che si vada alla solita polemica tra i razzialisti da una parte(tacciati talvolta di semplice antiislamismo e di becero razzismo rappresentati tra gli altri da te e da Paul) ed i Filo-islamici (accusati di multirazzialismo e di essere ossessionati dal demone sionista rappresentati tra gli altri da I'm hate e Cornelio)....In origine postato da Orazio Coclite
Caro Fabiosko, scusami ma non ho capito di quale "idiota divisione" tu stia qui parlando.
Spiegami così che io possa risponderti.
Saluti.
E' questa ed e' sempre la solita, capisco che per la parte tua e di Pau mi hai gia' risposto ma mi sembra assurdo tenere sussistente tale suddivisione che non esisite...tamt'e' che Hate in un altro tread di cui non ricordo il titolo l'ha negata


gli spostamenti intra-europei, se limitati, possono essere accettati. Storicamente ne sono sempre avvenuti. Alzi la mano chi puó essere ASSOLUTAMENTE certo di non avere tra i suoi avi remoti qualche germanico, slavo, bulgaro, ecc... Nessun problema quindi. Se questi spostamenti sono limitati, verranno riassorbiti senza danni identitari.In origine postato da Wandervogel
Non c'è dubbio. Su questo punto a volte rischiamo di perdere il sentiero della strada maestra, occorre sgombrare il campo da pericolose deviazioni.
Se ci può essere una forma di simpatia verso chi si batte per la propria terra in nome di una difesa della propria specificità, delle proprie tradizioni culturali e del proprio orgoglio etnico, contro la lunga mano globalizzatrice; bisogna stare attenti a non rimanerne eccessivamente affascinati; e ricordare bene che
l'allogeno qui da noi, rimane il nemico implacabile, l'elemento scardinatore dei nostri già estremamente labili, vincoli comunitari.
Personalmente, nutro diverse perplessità anche sui flussi migratori intraeuropei. E' indubbio infatti che, nonostante alcuni elementi comuni, il problema della creazione di un corpo estraneo, si pone comunque. Per esempio, la creazione di forti comunità slave o comunque dell'est europeo, pone in essere in ogni caso, un elemento avulso e disgregatore con effetti devastanti sull'equilibrio della comunità locale con cui viene a contatto.
E' questo un punto su cui trovo difficoltà a formulare una risposta precisa e sul quale mi piacerebbe sapere come vi ci ponete.
Completamente diversa é la faccenda degli extra-europei. La loro espulsione, assieme agli ibridi che hanno prodotto, é un obiettivo necessario, prioritario e non negoziabile.


il musulmano, fedele ad una tradizione culturale aliena alla nostra, non costituisce il pericolo maggiore. Sará rapido ed indolore sbatterlo fuori al momento buono. Altra cosa sono i gruppi mimetici, in grado di "travestirsi" da autoctoni perché cattolici: penso in particolare ai filippini e ai sudamericani. Pericolosissimi.In origine postato da fabiosko
Ygg concordo pienamente la mia superficiale analisi su questo punto pero' e' data da 2 fattori :
1) il musulmano in particolare e' da me visto (molto probabilmente sono in errore)piu' come minaccia (in quanto portatore di una visione del mondo forte in un contesto "debole") come nemico del mio nemico...
2) Tra i 2 scelgo la donna che si tiene il velo (e sono contrario ad uno stato che vieta' cio') ad un arabo dedito al consumo di alcolici e di carne di maiale, in quanto la prima puo' essere un alleato nella comune lotta nella degenerescenza dei costumi moderni...fermo restando che entrambi fosse per me se ne dovrebbero tornare a casa loro


In origine postato da Wandervogel
Personalmente, nutro diverse perplessità anche sui flussi migratori intraeuropei. E' indubbio infatti che, nonostante alcuni elementi comuni, il problema della creazione di un corpo estraneo, si pone comunque. Per esempio, la creazione di forti comunità slave o comunque dell'est europeo, pone in essere in ogni caso, un elemento avulso e disgregatore con effetti devastanti sull'equilibrio della comunità locale con cui viene a contatto.
E' questo un punto su cui trovo difficoltà a formulare una risposta precisa e sul quale mi piacerebbe sapere come vi ci ponete.
Non capisco dove si ingeneri la tua difficoltà visto che, almeno così pare, la risposta ai tuoi dubbi è essenzialmente già presente all'interno del tuo stesso discorso.
Il problema costituito dalla presenza culturalmente dirompente dell'allogeno va ben al di là della mera distruzione della nostra identità razziale. Questo costituisce, ovviamente, elemento di massima rilevanza (importantissimo), ma non l'unico.
Ciò che deve essere oltremodo salvaguardato è il patrimonio identitario del nostro paese. Patrimonio la cui salvaguardia passa necessariamente attraverso una politica di riscoperta e valorizzazione della ricchezza culturale costituita dalle identità locali e territoriali. Tutti fattori che la presenza massiccia di allogeni, qualsiasi che sia la provenienza geografica, non può che contribuire a distruggere e non certo a rafforzare. Quindi, in poche parole, al momento attuale non ci possiamo, e dobbiamo, permettere il lusso d'accogliere tra noi alcuno che, come da te giustamente rilevato, vada poi a formare realtà culturalmente avulse dalla nostra e quindi per noi pericolosamente destrutturanti.
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