Io mi riferivo ad AdinolfiIn origine postato da agaragar
ok per l'amnistia, meno sulla considerazione per Scalzone...


Io mi riferivo ad AdinolfiIn origine postato da agaragar
ok per l'amnistia, meno sulla considerazione per Scalzone...


Io volevo dire due cose, che non necessariamente contrastano con quanto dici te.In origine postato da cristiano72
Sicuramente, chi perde paga. Ritengo però che, esclusi i latitanti, gente che si è fatta 20 e più anni di patrie galere, abbia abbondantemente pagato il debito, perlomeno per quella che è la mia concezione della pena in termini "retributivi". Certo, questo potrebbe valere per qualsiasi criminale, ma in questo caso il "valore sociale" tale da giustificare un provvedimento di amnistia dovrebbe essere, ritengo, la chiusura di un periodo storico che ha visto coinvolti anche tanti ragazzini, non sempre consapevoli, sicuramente condizionati da un periodo storico in cui a volte, a quanto mi raccontanto "camerati più grandi", il passo dalla sezione alla lotta armata non era così lungo e così immediatamente percettibile.
E ammetterai che, se entri in prigione a 20 anni e esci a 50, se gli anni migliori della tua vita li hai passati in galera, tanto a tarallucci e vino non finisce comunque...
La prima: la richiesta di aministia generalizzata è, appunto, un modo di finire a taralli e vino. Una cosa diversa sarebbe eventualmente la riflessione caso per caso, con eventuali sconti di pena.
La seconda: in molti di coloro che la richiedono noto la stessa arroganza intellettuale dei supporters di Sofri (e di Battisti). Secondo costoro l'amnistia sarebbe addirittura dovuta. La pretendono quasi fosse un diritto e non, come dovrebbe essere (e potrei essere d'accordo anch'io), un gesto magnanimo del vincitore nei confronti del vinto. La guerra l'hanno iniziata loro, e loro l'hanno persa. Alla luce del fallimento politico e militare e di un retroterra tutt'altro che edificante (tra pentiti e chi si è poi dato alla criminalità spicciola, altro che rivoluzione...), un po' di umiltà non guasterebbe.
Del resto sospetto che il problema della mancanza di umiltà non sia solo di chi scelse la lotta armata, ma di tutta quella generazione. Che oggi, a decenni di distanza, continua a mitizzare se stessa.


UMT: Meglio la supponenza di Sofri che la tua grossolana ignoranza. L'amnistia non è un gesto di magnanimità ma una soluzione giuridica di un problema politico. Vedi l'amnistia del 70 per tutti i reati dell'autunno caldoIn origine postato da enrique lister
Io volevo dire due cose, che non necessariamente contrastano con quanto dici te.
La prima: la richiesta di aministia generalizzata è, appunto, un modo di finire a taralli e vino. Una cosa diversa sarebbe eventualmente la riflessione caso per caso, con eventuali sconti di pena.
UMT: E' esattamente il contrario: Togliatti fa l'amnistia per i fascisti, De Gaulle per l'Oas, che aveva tentato di ucciderlo UN ANNO PRIMA.
Questa è la soluzione seria per un conflitto civile. Il caso per caso è già in pratica: Fioravanti condannato per più di 90 omicidi è fuori in libertà condizionata perché considerato redento
EL: La seconda: in molti di coloro che la richiedono noto la stessa arroganza intellettuale dei supporters di Sofri (e di Battisti). Secondo costoro l'amnistia sarebbe addirittura dovuta. La pretendono quasi fosse un diritto e non, come dovrebbe essere (e potrei essere d'accordo anch'io), un gesto magnanimo del vincitore nei confronti del vinto. La guerra l'hanno iniziata loro, e loro l'hanno persa. Alla luce del fallimento politico e militare e di un retroterra tutt'altro che edificante (tra pentiti e chi si è poi dato alla criminalità spicciola, altro che rivoluzione...), un po' di umiltà non guasterebbe. Del resto sospetto che il problema della mancanza di umiltà non sia solo di chi scelse la lotta armata, ma di tutta quella generazione. Che oggi, a decenni di distanza, continua a mitizzare se stessa.


A oggi non vi è alcun problema politico. O meglio, forse lo sente Scalzone e chi altro, ma non la sente la collettività, la questione dell'amnistia per gli anni di piombo.
Ed è la collettività a stabilire tramite feedback l'agenda politica, grazie a Dio, e non Scalzone.
Politicamente non c'è più nessun avversario. Esistono solo reduci, alcuni dei quali hanno affrontato dignitosamente la loro sconfitta.
Cosa ben diversa è la questione di un amnistia per cercare di alleviare l'inumanità delle carceri italiane. Che non c'entra niente con gli anni di piombo.


Quindi, secondo te, l'agenda politica italiana negli ultimi anni è stata dettata dalla collettività tramite feedback?In origine postato da enrique lister
Ed è la collettività a stabilire tramite feedback l'agenda politica, grazie a Dio, e non Scalzone.
Cioè Cirami, salvaPreviti, Gasparri...
Cambia pusher


Le leggi delinquenziali che hai citato erano nel programma della Cdl.
Vorrei sapere quale sia invece l'urgenza politica di un'amnistia degli anni di piombo. Non la sua opportunità morale, al limite, ma proprio l'urgenza politica.


Io non ho mai parlato di urgenza politica. Sei tu che continui infantilmente a cambiare obiezioni.In origine postato da enrique lister
Le leggi delinquenziali che hai citato erano nel programma della Cdl.
Vorrei sapere quale sia invece l'urgenza politica di un'amnistia degli anni di piombo. Non la sua opportunità morale, al limite, ma proprio l'urgenza politica.
E proprio per affermare l'urgenza morale Scalzone, che è molto malato, mette in gioco la vita, quando tra meno di un anno e mezzo avrà risolto il suo problema personale grazie alla prescrizione


A me non piace puntare il dito, ma tu mi costringi.
Un paio di post sopra dici: " L'amnistia non è un gesto di magnanimità ma una soluzione giuridica di un problema politico".
Bene, vorrei sapere oggi quale sia il problema politico rappresentato dai reduci del terrorismo degli anni '70/'80.
Il paragone che fai con Togliatti è totalmente fuori luogo. Lì si trattava di perdonare centinaia di migliaia di persone, nell'ottica della ricostruzione di uno Stato. Più politica di così...


Sei stato tu che hai affermato che l'amnistia è una soluzione a tarallucci e vino.In origine postato da enrique lister
A me non piace puntare il dito, ma tu mi costringi.
Un paio di post sopra dici: " L'amnistia non è un gesto di magnanimità ma una soluzione giuridica di un problema politico".
Bene, vorrei sapere oggi quale sia il problema politico rappresentato dai reduci del terrorismo degli anni '70/'80.
Il paragone che fai con Togliatti è totalmente fuori luogo. Lì si trattava di perdonare centinaia di migliaia di persone, nell'ottica della ricostruzione di uno Stato. Più politica di così...
Il dato quantitativo è una pura idiozia: comunque ci sono stati più imputati per reati politici "eversivi" negli anni 70-80 che davanti al tribunale speciale fascista.
Il problema politico è che nessuna guerra finisce se i prigionieri non tornano a casa. E siccome è evidente - lo dice l'emerito presidente Cossiga - che si trattava di una guerra a bassa intensità inscritta nel generale conflitto bipolare dell'ordine di Yalta scomparso da 15 anni, è facile trarre le conclusioni...


Veramente il paragone era tra i terroristi e le centinaia di migliaia di persone epurate o processate dai tribunali dell'Italia repubblicana all'indomani della guerra.In origine postato da ugotassinari
Il dato quantitativo è una pura idiozia: comunque ci sono stati più imputati per reati politici "eversivi" negli anni 70-80 che davanti al tribunale speciale fascista.