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  1. #31
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    In origine postato da Ronnie
    Ma Prodi doveva proprio essere così scontato?

    ha copiato la nostra officina...
    tra poco comincerà pure a fare i vertici a Lorenzago...
    l'officina di chi?

  2. #32
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    In origine postato da estewald
    dimenticavo...
    se poche persone postano su questo argomento significa 2 cose.
    La prima è che i problemi della giustizia non toccano la carne viva della gente come la scuola o il caroprezzi...
    La seconda è che il "giuridichese" è una lingua talmente complessa da scoraggiare qualunque intervento, il senso del mio intervento sarà proprio quello.
    La giustizia deve essere fonte di equità ed è alla base della democrazia. Che uguaglianza si può avere se nessuno leggendo una legge tra articoli commi bis linguaggio aulico e sottigliezze ci capisce una emerita mazza?
    Io non mi ritengo un cretino
    ho studiato ingegneria elettronica ed ho capito ed imparato formule matematiche e teoremi con dimostrazioni di 10 pagine con decine di passaggi omessi lasciati per esercizio allo studente, concetti astratti della fisica e modelli matematici non lineari e caotici...
    insomma mi sono fatto il mazzo quadro (anzi cubico, anzi n-dimensionale!), poi leggo tre righe di una legge qualsiasi e mi sento un deficiente...
    sono l'unico?
    Da collega non posso che confermare la comune difficoltà interpretativa delle leggi.

    Saluti

  3. #33
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    Predefinito PROPOSTA A PRODI

    Avendo fatto per dieci anni, un' inchiesta dall' Europa sulle CAUSE dei problemi sociali-economici italiani, ho invato la lettera qui riportata a Prodi. Da parecchi gg., attendo risposta (se vuole affrontare il toro per le corna).

    CITAZIONE


    Al Professor ROMANO PRODI Parigi, 14 aprile 2005
    da un esperto di Sviluppo


    Far ripartire l’economia ? Gestire il Paese ? Difficilissimo ! Il motivo: Il sistema Italia attuale é incompatibile con lo sviluppo economico, con la gestione di livello europeo.


    Egregio Professore,
    sono un ex funzionario europeo dell’Eutelsat, ingegnere, consulente, pubblicista. Vivo a Parigi da più di vent’anni ed in tutti questi anni ho viaggiato molto per lavoro, ho incontrato colleghi delle varie nazioni europee e, da questo osservatorio privilegiato, ho analizzato l’evolversi della situazione italiana.
    Desidererei qui di seguito sottoporle alcune considerazioni che ho maturato nel tempo e una mia succinta valutazione della situazione sociale italiana. Troverà inoltre una mia concreta proposta di disponibilità a documentare il frutto delle mie analisi.

    La Situazione
    Tornando da Bruxelles, Lei ha trovato il "Paese a pezzi".
    Le classifiche internazionali indicano che la competitività italiana declina. L’occupazione non migliora. Speriamo che non arretri. Parecchi laureati sono costretti ad andare all’estero a cercare lavoro. Tutto ciò era prevedibile. E come poteva essere altrimenti?
    La deriva italiana degli ultimi 20 anni è chiara, vista dall’Europa. Forse non se ne ha una percezione altrettanto chiara dall’interno in relazione alle sue cause.
    Poiché i comportamenti e la mentalità sono tanto peggiorati negli ultimi anni, cito Peyrefitte, storico delle economie: SVILUPPO «Non c’è sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società’ (da: "La societé de confiance").
    Nello Stato i peggiori individui hanno preso il potere, complice un sistema di selezione particolare: il comparaggio e l’omertà. Tali individui hanno promosso e diffuso una mentalità da terzo mondo. E il popolo italiano, ha accettato quanto proposto dai peggiori: rassegnato, spensierato. In un Paese che ha perduto i Valori, perduto la riflessione lucida, ove la forma mentis che si diffonde è ormai deviata, viziata: da Paese latino-americano.
    Una Società in declino non può sostenere un’economia vigorosa.
    Il mercato del villaggio globale ci ha messo davanti ad un muro: il muro della verità. Non si possono avere in Italia livelli di remunerazione paragonabili a quelli di altri Paesi U.E., un’economia fiorente, e nello stesso tempo continuare a navigare, spensierati, fra gli sprechi. Qualcuno vuol proporre, per salvarsi, di eliminare gli sprechi? Forse si può, ma solo reintroducendo i Valori. E’ un lavoro lungo e difficile, che richiede attenzione all’Europa. E che possono fare meglio gli esterni al sistema (gli emigrati).
    Cerchiamo la Verità
    Potremo analizzare le cause del malessere sociale italiano, con una riflessione, realistica, urgente, partendo dalla divaricazione fra Italia ed Europa e tenendoci per un po' fuori dai contesti politici; la politica italiana è infatti poco efficiente e assai diversa dalle politiche dei Paesi avanzati d’Europa.
    La divaricazione fra la società italiana e l’Europa è tanto marcata ed in progressione, che essa é il fattore primario da tenere in conto per fare la riflessione necessaria. La velocità con cui questa divaricazione é andata avanti negli ultimi anni è stata elevata ed il tipo di deriva verificatosi, le inefficienze conseguenti, limitano fortemente l’economia (e continueranno a farlo senza misure forti ed efficaci).
    Se un gruppo realista e determinato decidesse di arrestare il progredire del degrado, per far ripartire l’economia, la strada necessaria sarebbe un sentiero molto stretto. A questo scopo potrebbe essere utile la riflessione proposta da Montezemolo, da fare con calma e con l' aiuto di esperti.
    Che il Paese fosse a pezzi, non sorprende chi abbia osservato per un decennio le evoluzioni negative del Paese Facile.
    Il malinteso diffuso: l’Italia sarebbe un Paese paragonabile ad altri Paesi industriali della U.E.. Non é vero. Il sistema sociale inceppato rallenta le iniziative, quando non le uccide. Troppo spesso, nel sistema Italia, ad una azione (e non solo degli imprenditori) non corrisponde una reazione affidabile e sicura, come nel resto U.E.. Gli insabbiamenti sono frequenti, la competitività è impedita. Chiamiamolo sistema negativo.

    I sistemi sociali di tanti Paesi della U.E. poggiano invece su pilastri solidi: l’affidabilità e l’impegno di persone ed enti; la serietà, l’organicità, la trasparenza, lo spessore delle analisi necessarie a prendere decisioni di interesse pubblico o privato. Alle azioni sociali corrisponde quasi sempre una reazione affidabile e sicura. Chiamiamoli sistemi positivi. Un tale tipo di sistema permetterebbe agli imprenditori italiani di essere più competitivi; per arrivarci vanno usati strumenti efficaci che promuovano nella società italiana condizioni di funzionamento di livello europeo.
    Quale il reale problema dell’economia
    Le dimensioni del problema sociale sono molto più ampie di quanto possa apparire a chi non abbia approfondito le condizioni per lo sviluppo economico, a paragone con l'Europa. Le prospettive attuali dell’economia italiana saranno molto grigie, nell’ipotesi che si continui - come fin qui fatto - ad ignorare le cause sociali, comportamentali e culturali della deriva che sta accelerando.
    Non è coerente pretendere uno sviluppo dell’economia italiana e nello stesso tempo voler ignorare le differenze sociali enormi fra la società confusa e inefficiente del Bel Paese e le società serie ed efficienti d’Europa. In altri termini, ignorare che si sta diffondendo un modo di gestire i rapporti sociali «all’italiana», che si allontana dall' Europa.
    Le mie esperienze
    Andato in Francia nel ’82, perché durante i miei viaggi frequenti in Europa, avevo capito che non era possibile avere a Roma una qualità di vita al livello delle altre capitali europee.
    Mi sono rivolto negli ultimi anni a personaggi pubblici e privati per segnalare la deriva preoccupante della società italiana. Nel 1990 Romiti mi rispose, dopo aver ricevuto una mia analisi: «D’accordo colle sue conclusioni. Ma non c’è niente da fare». Cioè non raccolse la mia proposta di fare a lui, qualificato rappresentante industriale, una presentazione dei motivi per cui l‘economia italiana era a rischio. Tengo a sua disposizione tale risposta.
    Negli ultimi tre anni (intanto il degrado si accelerava) sia Trochetti Provera che Piero Ottone si sono dichiarati, in relazione alle mie valutazioni, concordi con le mie conclusioni che indicavano una perdita di competitività sicura. Ma neanche loro accettarono una mia proposta di presentazione e collaborazione. Rassegnazione italica?
    Poiché da molti anni ho portato avanti un’inchiesta sulle distanze che aumentano fra l’Italia sociale e le società d’Europa, sono pronto a mettere a disposizione, la mia esperienza e le mie analisi degli ultimi anni, per iniziare, nella maniera più adeguata e completa possibile, quanto proposto da Montezemolo: «ragionare con grande calma». La mia inchiesta era volta, fra l'altro, a dare risposta ai quesiti elencati nell'Allegato. "Interrogativi". A tale scopo le metto anche in allegato una mia lettera del 2001 al presidente D’Amato (Confindustria), con la quale reagivo ad alcune sue affermazioni pubblicate su Repubblica, perlomeno incomplete.
    Lei troverà sicuramente fra gli emigrati qualificati persone in grado di dare testimonianza, in base ad esperienze europee, sulle condizioni necessarie per lo sviluppo nel villaggio globale; ma non ne troverà molte che abbiano fatto un’inchiesta per almeno dieci anni sul divario fra Italia ed Europa.
    Proposta
    Desidererei pertanto proporre a Lei ed al suo Centro Studi una mia presentazione delle cause primarie del degrado socio-economico italiano. Le quali, in sintesi, sono: le fondamenta dell’attuale società e i costumi italiani sono incompatibili con lo sviluppo economico.
    Lei potrebbe invitarmi perché io possa presentarle la mia testimonianza: a) sulle cause del degrado sociale e della difficoltà di gestione del sistema Italia, le quali impediscono lo sviluppo economico; b) sulla divaricazione Italia-Europa, in termini di efficienza e capacità sociali. In una fase successiva, vorrei inoltre proporle un’analisi seria, con paragoni con l’Europa, che sfoci poi in una discussione (cui dovrebbero contribuire altri emigrati).
    Senza una riflessione seria, che porti poi ad una presentazione (e catarsi) nazionale sulle cause del degrado e definisca le misure correttive necessarie, ritengo che il finale Terzo Mondo sia un vero rischio per il sistema Italia.
    La mia testimonianza e le mie valutazioni (pubblicate su Internet, hanno richiesto anni di paragoni e riflessioni con l'Europa, potrei darle le coordinate del sito) potrebbero costituire un contributo positivo per dare avvio ad un’analisi completa del problema. Le metto, pertanto, in allegato il testo "«La Barca va...», il quale mostra le capacità italiane in fatto di gestioni pubbliche. Ed inoltre – sempre come allegati - le valutazioni, che ritengo necessarie ad una presa di coscienza: «L’Italia Desnuda»; «Complotto contro l’economia»; «Colli di Bottiglia»; “Cullarsi nelle Fatue Illusioni”; "Una Favola"; "La Lapide".
    La ringrazio dell’attenzione e restando in attesa di una sua reazione La saluto cordialmente.
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr tel. +331-42.04.20.81
    Allegati: anche Lettera a Confindustria; Un Allarme per il Paese(«Derive», con cenno sulle mie esperienze)

  4. #34
    illuminista eretico
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    Predefinito Re: PROPOSTA A PRODI

    In origine postato da Antonio Mansi
    Avendo fatto per dieci anni, un' inchiesta dall' Europa sulle CAUSE dei problemi sociali-economici italiani, ho invato la lettera qui riportata a Prodi. Da parecchi gg., attendo risposta (se vuole affrontare il toro per le corna).

    CITAZIONE


    Al Professor ROMANO PRODI Parigi, 14 aprile 2005
    da un esperto di Sviluppo


    Far ripartire l’economia ? Gestire il Paese ? Difficilissimo ! Il motivo: Il sistema Italia attuale é incompatibile con lo sviluppo economico, con la gestione di livello europeo.


    Egregio Professore,
    sono un ex funzionario europeo dell’Eutelsat, ingegnere, consulente, pubblicista. Vivo a Parigi da più di vent’anni ed in tutti questi anni ho viaggiato molto per lavoro, ho incontrato colleghi delle varie nazioni europee e, da questo osservatorio privilegiato, ho analizzato l’evolversi della situazione italiana.
    Desidererei qui di seguito sottoporle alcune considerazioni che ho maturato nel tempo e una mia succinta valutazione della situazione sociale italiana. Troverà inoltre una mia concreta proposta di disponibilità a documentare il frutto delle mie analisi.

    La Situazione
    Tornando da Bruxelles, Lei ha trovato il "Paese a pezzi".
    Le classifiche internazionali indicano che la competitività italiana declina. L’occupazione non migliora. Speriamo che non arretri. Parecchi laureati sono costretti ad andare all’estero a cercare lavoro. Tutto ciò era prevedibile. E come poteva essere altrimenti?
    La deriva italiana degli ultimi 20 anni è chiara, vista dall’Europa. Forse non se ne ha una percezione altrettanto chiara dall’interno in relazione alle sue cause.
    Poiché i comportamenti e la mentalità sono tanto peggiorati negli ultimi anni, cito Peyrefitte, storico delle economie: SVILUPPO «Non c’è sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società’ (da: "La societé de confiance").
    Nello Stato i peggiori individui hanno preso il potere, complice un sistema di selezione particolare: il comparaggio e l’omertà. Tali individui hanno promosso e diffuso una mentalità da terzo mondo. E il popolo italiano, ha accettato quanto proposto dai peggiori: rassegnato, spensierato. In un Paese che ha perduto i Valori, perduto la riflessione lucida, ove la forma mentis che si diffonde è ormai deviata, viziata: da Paese latino-americano.
    Una Società in declino non può sostenere un’economia vigorosa.
    Il mercato del villaggio globale ci ha messo davanti ad un muro: il muro della verità. Non si possono avere in Italia livelli di remunerazione paragonabili a quelli di altri Paesi U.E., un’economia fiorente, e nello stesso tempo continuare a navigare, spensierati, fra gli sprechi. Qualcuno vuol proporre, per salvarsi, di eliminare gli sprechi? Forse si può, ma solo reintroducendo i Valori. E’ un lavoro lungo e difficile, che richiede attenzione all’Europa. E che possono fare meglio gli esterni al sistema (gli emigrati).
    Cerchiamo la Verità
    Potremo analizzare le cause del malessere sociale italiano, con una riflessione, realistica, urgente, partendo dalla divaricazione fra Italia ed Europa e tenendoci per un po' fuori dai contesti politici; la politica italiana è infatti poco efficiente e assai diversa dalle politiche dei Paesi avanzati d’Europa.
    La divaricazione fra la società italiana e l’Europa è tanto marcata ed in progressione, che essa é il fattore primario da tenere in conto per fare la riflessione necessaria. La velocità con cui questa divaricazione é andata avanti negli ultimi anni è stata elevata ed il tipo di deriva verificatosi, le inefficienze conseguenti, limitano fortemente l’economia (e continueranno a farlo senza misure forti ed efficaci).
    Se un gruppo realista e determinato decidesse di arrestare il progredire del degrado, per far ripartire l’economia, la strada necessaria sarebbe un sentiero molto stretto. A questo scopo potrebbe essere utile la riflessione proposta da Montezemolo, da fare con calma e con l' aiuto di esperti.
    Che il Paese fosse a pezzi, non sorprende chi abbia osservato per un decennio le evoluzioni negative del Paese Facile.
    Il malinteso diffuso: l’Italia sarebbe un Paese paragonabile ad altri Paesi industriali della U.E.. Non é vero. Il sistema sociale inceppato rallenta le iniziative, quando non le uccide. Troppo spesso, nel sistema Italia, ad una azione (e non solo degli imprenditori) non corrisponde una reazione affidabile e sicura, come nel resto U.E.. Gli insabbiamenti sono frequenti, la competitività è impedita. Chiamiamolo sistema negativo.

    I sistemi sociali di tanti Paesi della U.E. poggiano invece su pilastri solidi: l’affidabilità e l’impegno di persone ed enti; la serietà, l’organicità, la trasparenza, lo spessore delle analisi necessarie a prendere decisioni di interesse pubblico o privato. Alle azioni sociali corrisponde quasi sempre una reazione affidabile e sicura. Chiamiamoli sistemi positivi. Un tale tipo di sistema permetterebbe agli imprenditori italiani di essere più competitivi; per arrivarci vanno usati strumenti efficaci che promuovano nella società italiana condizioni di funzionamento di livello europeo.
    Quale il reale problema dell’economia
    Le dimensioni del problema sociale sono molto più ampie di quanto possa apparire a chi non abbia approfondito le condizioni per lo sviluppo economico, a paragone con l'Europa. Le prospettive attuali dell’economia italiana saranno molto grigie, nell’ipotesi che si continui - come fin qui fatto - ad ignorare le cause sociali, comportamentali e culturali della deriva che sta accelerando.
    Non è coerente pretendere uno sviluppo dell’economia italiana e nello stesso tempo voler ignorare le differenze sociali enormi fra la società confusa e inefficiente del Bel Paese e le società serie ed efficienti d’Europa. In altri termini, ignorare che si sta diffondendo un modo di gestire i rapporti sociali «all’italiana», che si allontana dall' Europa.
    Le mie esperienze
    Andato in Francia nel ’82, perché durante i miei viaggi frequenti in Europa, avevo capito che non era possibile avere a Roma una qualità di vita al livello delle altre capitali europee.
    Mi sono rivolto negli ultimi anni a personaggi pubblici e privati per segnalare la deriva preoccupante della società italiana. Nel 1990 Romiti mi rispose, dopo aver ricevuto una mia analisi: «D’accordo colle sue conclusioni. Ma non c’è niente da fare». Cioè non raccolse la mia proposta di fare a lui, qualificato rappresentante industriale, una presentazione dei motivi per cui l‘economia italiana era a rischio. Tengo a sua disposizione tale risposta.
    Negli ultimi tre anni (intanto il degrado si accelerava) sia Trochetti Provera che Piero Ottone si sono dichiarati, in relazione alle mie valutazioni, concordi con le mie conclusioni che indicavano una perdita di competitività sicura. Ma neanche loro accettarono una mia proposta di presentazione e collaborazione. Rassegnazione italica?
    Poiché da molti anni ho portato avanti un’inchiesta sulle distanze che aumentano fra l’Italia sociale e le società d’Europa, sono pronto a mettere a disposizione, la mia esperienza e le mie analisi degli ultimi anni, per iniziare, nella maniera più adeguata e completa possibile, quanto proposto da Montezemolo: «ragionare con grande calma». La mia inchiesta era volta, fra l'altro, a dare risposta ai quesiti elencati nell'Allegato. "Interrogativi". A tale scopo le metto anche in allegato una mia lettera del 2001 al presidente D’Amato (Confindustria), con la quale reagivo ad alcune sue affermazioni pubblicate su Repubblica, perlomeno incomplete.
    Lei troverà sicuramente fra gli emigrati qualificati persone in grado di dare testimonianza, in base ad esperienze europee, sulle condizioni necessarie per lo sviluppo nel villaggio globale; ma non ne troverà molte che abbiano fatto un’inchiesta per almeno dieci anni sul divario fra Italia ed Europa.
    Proposta
    Desidererei pertanto proporre a Lei ed al suo Centro Studi una mia presentazione delle cause primarie del degrado socio-economico italiano. Le quali, in sintesi, sono: le fondamenta dell’attuale società e i costumi italiani sono incompatibili con lo sviluppo economico.
    Lei potrebbe invitarmi perché io possa presentarle la mia testimonianza: a) sulle cause del degrado sociale e della difficoltà di gestione del sistema Italia, le quali impediscono lo sviluppo economico; b) sulla divaricazione Italia-Europa, in termini di efficienza e capacità sociali. In una fase successiva, vorrei inoltre proporle un’analisi seria, con paragoni con l’Europa, che sfoci poi in una discussione (cui dovrebbero contribuire altri emigrati).
    Senza una riflessione seria, che porti poi ad una presentazione (e catarsi) nazionale sulle cause del degrado e definisca le misure correttive necessarie, ritengo che il finale Terzo Mondo sia un vero rischio per il sistema Italia.
    La mia testimonianza e le mie valutazioni (pubblicate su Internet, hanno richiesto anni di paragoni e riflessioni con l'Europa, potrei darle le coordinate del sito) potrebbero costituire un contributo positivo per dare avvio ad un’analisi completa del problema. Le metto, pertanto, in allegato il testo "«La Barca va...», il quale mostra le capacità italiane in fatto di gestioni pubbliche. Ed inoltre – sempre come allegati - le valutazioni, che ritengo necessarie ad una presa di coscienza: «L’Italia Desnuda»; «Complotto contro l’economia»; «Colli di Bottiglia»; “Cullarsi nelle Fatue Illusioni”; "Una Favola"; "La Lapide".
    La ringrazio dell’attenzione e restando in attesa di una sua reazione La saluto cordialmente.
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr tel. +331-42.04.20.81
    Allegati: anche Lettera a Confindustria; Un Allarme per il Paese(«Derive», con cenno sulle mie esperienze)
    posta il tuo contributo sul sito della fabbrica del programma.
    Tu non hai modo di venire a Bologna?

  5. #35
    Demarzo
    Ospite

    Smile Re: La Fabbrica del Programma

    In origine postato da estewald
    Ieri ho assistito ai lavori della fabbrica del programma.
    Volevo fare partecipi gli amici del forum di quanto ho visto e raccontare le mie impressioni. Mi piacerebbe poter descrivere anche i contenuti, ma siccome erano troppi casomai preferirei rispondere a vostre domande precise qualora ce ne fossero. Questo è solo u racconto delle mie impressioni non un manifesto programmatico...
    Era la prima volta che andavo, anche perchè era la prima volta che i lavori ci fossero in una giornata del fine settimana, andare mi costringe a prendere un giorno di ferie, cosa che farò quando arriveranno gli argomenti che più mi stanno a cuore.
    Tema del dibattito è stato il Welfare, di cui non sono esperto a dire la verità.
    La prima cosa che mi viene da dire è che è stato veramente facile partecipare, ho mandato una mail, il giorno dopo mi hanno risposto e mi hanno messo in lista.
    Non era una giornata come le altre per la presenza di alcuni pezzi da 90 come la Bindi e la Turco, oltre ovviamente a Prodi che è presente sempre.
    Di solito l'incontro dura tre ore, c'è un orologio che parte dall'inizio dei lavori per scandire i tempi che vengono abbastanza rispettati, c'è molta flessibilità, infatti il primo che ha parlato non si era nemmeno messo in lista (non aveva capito il meccanismo era chiaro che era in buona fede) e si è fiondato sulla pedana scavalcando tutti nella foga di parlare. Era il rappresentante nazionale dei medici che fanno omeopatia agopuntura shatzu ecc... ha parlato solo 2 minuti per dire cha la sua categoria era troppo bistrattata, che non pretendevano la dignità di un ordine professionale come quello della medicina convenzionale ma che volevano un segno di attenzione. Quando l'organizzatore alla fine del suo intervento (e solo alla fine) ha fatto notare che non aveva rispettato la fila Prodi ha lasciato correre dicendo che andava bene così e che la cosa fondamentale è ascoltare che ha bisogno di parlare.

    Di solito si concedono 5 minuti a chiunque, la Bindi ha parlato per più tempo ma il solito organizzatore (credo si chiami Santagata) ha scherzato dicendo di non aver avuto il coraggio di fermarla.
    Insomma una organizzazione per niente invadente e molto disponibile a lasciare libertà di esprimersi piuttosto che impiccarsi a regole ferree a meno che non ci sia malafede da parte di chi ne approfitta.

    Questa volta, come dicevo, solo una metà del tempo è stata data alle persone comuni come me, a causa della presenza delle 2 sopracitate, le quali stanno girando l'Italia in lungo ed in largo visitando ospedali centri di assistenza anziani e disabili, centri di recupero tossicodipendenti ecc...
    La prima cosa che mi ha colpito è che non c'erano claque, molti erano personaggi istituzionali sindacalisti amministratori provinciali, comunali ecc... altri erano giornalisti e altri (non so quanti) erano cani sciolti come me.
    Ho visto un posto libero in prima fila ed ho chiesto a chi era vicino se potevo sedermi immaginando una risposta tipo "è occupato" ricordando le pratiche universitarie secondo le quali chi arrivava per primo la mattina prendeva tutti i posti vicino alla cattedra per poter vedere meglio la lavagna ed ascoltare meglio il prof di turno. All'epoca c'erano gruppi che si organizzavano per l'occupazione sistematica di questi posti svegliandosi all'alba e portando quante più cose possibile pur di occupare quanti più posti buoni possibile.
    Inutile dire che invece mi sono proprio seduto li, il posto era libero e non perchè non ci fosse gente (era pieno) e nemmeno perchè io sia arrivato chissà quanto prima (nemmeno 5 minuti) ma semplicemente perchè non c'erano claque, nè gruppi organizzati di gente che cercavano visibilità presso il professore, ma solo gente che voleva parlare e ascoltare.
    Inutile sottolineare che una cosa del genere è assolutamente impossibile con B.
    Non riuscirete mai a passare a mezzo metro da B. nè tantomeno a parlare per 5 minuti davanti a lui che vi ascolta SCORDATEVELO.
    Le assemblee di B. sono rigorosamente a porte chiuse, i suoi accoliti vengono istruiti a vestire elegante, ad avere l'alito fresco, il sorriso smagliante e le mani non sudate, ma soprattutto che devono trattare i loro elettori come se fossero dei bambini di 12 anni che non hanno nemmeno la licenza media...
    di programmi nemmeno a parlarne

    Con Prodi non solo era possibile ma era lui che invitava a farlo.

    Mi ha colpito molto il fatto che lui come la Turco e la Bindi parlassero come sinceramente preoccupati della situazione e non con spirito distruttivo, infatti volevano raccogliere le proposte di tutti, ma anche e soprattutto perchè hanno dimostrato di saper fare autocritica ammettendo chiaramente che la riforma del titolo V da loro fortemente voluta non sta funzionando come si aspettavano.

    Ve l'immaginate B. che ammette di aver sbagliato e cerca di correggersi dimostrando che il bene del paese è il suo reale obiettivo???
    A B. interessa solo la sua immagine, i suoi record, la sua ricchezza personale i suoi successi, il suo narcisismo. Di autocritica vera non ne ha mai fatta, è arrivato persino a difendere l'indifendibile (da parte dei suoi stessi alleati) Tremonti pur di non dover ammettere di avere sbagliato.

    Ma la cosa che io voglio sottolineare più di tutte è che era chiarissimo che queste preoccupazioni erano reali e non di facciata davanti al pubblico di porta a porta, perchè non c'erano televisioni a riprendere i lavori , tranne quella a circuito chiuso che permetteva anche a quelli seduti lontano di vedere meglio in appositi schermi posti in alto, chi parlava. Giornalisti ce ne erano ma non facevano interviste, prendevano appunto per futuri articoli.
    Gli altri erano amministratori locali come dicevo e qualche curioso come me già convinto del sostegno da dare all'Unione. In tutto 150 forse 200 persone non so...
    Insomma tre ore un una vecchia fabbrica dismessa per convincere chi è gia convinto da un pezzo?
    No amici... tre ore per ascoltare chi voleva parlare e raccogliere idee che poi lui ha riassunto alla fine sottolineando alcuni punti che gli premevano di più e raccogliendo istanze da parte di coloro che parlavano. NON SI E' TRATTATO DI PROPAGANDA VI ASSICURO.

    A fianco a me c'era una giornalista di Gente la quale mi ha chiesto chi io fossi,
    io le ho detto:
    "non sono nessuno e non rappresento nessuno tranne me stesso, non ho mai vinto nemmeno le elezioni del mio pianerottolo...sono venuto solo per ascoltare"

  6. #36
    Demarzo
    Ospite

    Smile Re: Re: PROPOSTA A PRODI

    In origine postato da estewald
    posta il tuo contributo sul sito della fabbrica del programma.
    Tu non hai modo di venire a Bologna?

  7. #37
    Demarzo
    Ospite

    Smile

    In origine postato da estewald
    vero! Servono contributi come il tuo Drugo...
    diamoci da fare... io pure posterò a breve una proposta

  8. #38
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    Predefinito ECCO QUALCHE CONTRIBUTO

    Parigi, li 15-5-05 (Primo contributo, già spedito all' on. Prodi)

    UN ALLARME PER IL PAESE
    ______________________________________ _________PROPOSTA_________________________________

    1. Le mie esperienze
    2. Il Degrado attuale é in accelerazione
    3. Da dove vengono i problemi
    4. Allarme sociale
    5. Un invito

    1. LE MIE ESPERIENZE

    I punti di vista di un Italiano dello Stivale, e di un emigrato che per lungo tempo ha osservato (specialmente dall’ Europa), paragonato, riflettuto, sono focalizzati in modo notevolmente diverso. Pertanto per dialogare é necessario partire da basi concrete. Senza le quali l’ Italiano che legge potrebbe supporre che vengo da un’ altro mondo, e potrebbe aver difficoltà a capirmi.

    Mi sono rivolto negli ultimi 15 anni a parecchi VIPs per segnalare la deriva preoccupante della società italiana. Nel 1990 Romiti mi rispose, dopo aver ricevuto una mia analisi: “D’ accordo colle sue conclusioni. Ma non c’é niente da fare”. Cioé non raccolse la mia proposta di fare a lui, qualificato rappresentante industriale, una presentazione dei motivi per cui l ‘ economia italiana era a rischio.

    (v. alla fine del testo per_un cenno sulle esperienze personali)

    2. IL DEGRADO ATTUALE E’ IN ACCELERAZIONE


    La situazione del Paese é in evoluzione negativa. Recentemente il degrado si é accelerato.

    Confusioni, disorientamenti, pantani diffusi. Sopraffazioni che si diffondono. Spiegabili con la caduta dei fondamenti della società e con la mancanza di un nuovo patto sociale sostitutivo. Mutatis mutandis, succede anche noi qualcosa di simile a quanto successe in alcuni Paesi dell’Est, dopo la caduta del comunismo . Abbiamo infatti rapidamente eliminato negli ultimi anni le fondamenta del patto sociale, senza preoccuparci di sostituirlo con uno nuovo. La confusione é iniziata da tempo e, senza più paletti di riferimento, tutto e il contrario di tutto sono possibili.

    Gli Italiani, per carattere congenito, si adattano. Ottima qualità per un commercialista, pessima qualità per un popolo, che rischia il degrado continuato. Chi vive in Italia, a furia di adattarsi, si é abituato alla confusione e all’incertezza, forse credendole inevitabili e conseguenza del villaggio globale. Ma cosi non é. Insuccessi, bloccaggi, si faranno sentire anche di più, se lasciamo la società derivare nelle condizioni attuali, rassegnati.

    Per capire qualcosa, della situazione sociale del Paese, l’unico modo sicuro é guardarlo dall’Europa. La confusione e l’incertezza, le emergenze frequenti, l’incapacità di ottenere, in ambito sociale, risultati coerenti con le premesse annunciate, non sono una fatalità. Sono piuttosto una caratteristica particolare dell’Italia di oggi. Conseguenze delle evoluzioni nei comportamenti di tanti cittadini. Comportamenti che si stanno ormai avvicinandosi a quelli dell’ America latina.

    Negli altri Paesi della U.E. si é quasi sempre capaci di applicare la costituzione, di far rispettare le leggi, di gestire il Paese in modo abbastanza efficiente. Gli Italiani sembrano aver perduto tali capacità. Sembra talvolta che abbiano anche perduto la percezione dei propri diritti. In compenso, ne parlano, ne parlano, ne parlano......

    E infatti la chiave del problema é: gli Italiani non hanno gli strumenti necessari per far funzionare le istituzioni e le grandi strutture (sociali o politiche). In compenso sprecano una buona parte delle loro energie per le lotte di clans.

    Gli emigrati che hanno vissuto abbastanza in un Paese avanzato sono meglio in grado di identificare i tarli che rodono sempre di più il nostro tessuto sociale. Tarli che, se trenta anni fa esistevano allo stato di larve, ora sono vigorosamente cresciuti e si sono diffusi a tante province. Essi impediscono alla società, a tutto il Paese, di progredire perché:
    -________ i paletti, esistenti nel vecchio tessuto sociale, che permettevano il progresso e scoraggiavano comportamenti negativi, sono stati eliminati;
    -________ i punti di riferimento che si sono recentemente diffusi promuovono il degrado e scoraggiano le vie del progresso. Anzi incoraggiano i comportamenti scorretti e delittuosi.

    La competitività italiana ha sempre più difficoltà a progredire. Gli ottimi imprenditori che abbiamo (tra i migliori d’Europa) sono presi nelle pastoie di un ambiente sociale degradato. Perdono competitività. Alcuni di loro si accorgono che forse conviene trasferirsi in un Paese che funziona, al Nord o all’Est.

    La corrente migratoria che inizia a uscire dall’Italia non ha più le valige di cartone. Sono spesso persone molto qualificate, capaci di emergere in altri Paesi. Dopo aver talvolta fatto un buco nell’acqua in Italia, come Guglielmo Marconi. Il quale dovette andare a Londra per sperimentare il frutto dei suoi studi, dopo che le autorità di telecomunicazioni italiane gli avevano chiuso la porta in faccia.

    Ora i nodi sono venuti al pettine. Una delle cause dell’ accelerazione del degrado é la incapacità della società italica analizzare e risolvere i problemi sociali, di far fronte al villaggio globale. La volontà di competere nel mondo in evoluzione del villaggio globale non potrà essere suffragata da risultati, in Italia. Dove persino la categoria degli imprenditori, che pur dichiarano di voler migliorare la competitività dell’ economia, non fa niente di_serio per valutare le differenze in aumento rispetto alle società europee e discutere le contromisure necessarie.

    Il genio italico, che ha dato al mondo grandi opere e invenzioni, ha avuto una mutazione ed ha cambiato forma. La forma attuale é negativa. Siamo capaci di ottime strategie per fregare qualcuno. Non ci interessa cercare una strategia per salvare la barca piena d’ acqua. E come potremmo, quando siamo impelagati nelle nostre lotte quotidiane (che sono la conseguenza delle nostre approssimazioni e improvvisazioni sociali) ?

    Partecipare alle competizioni delle economie nel mondo comporta l’ assoluta necessità di strumenti e valori, che sembrano spariti dall’ Italia di oggi. E di efficienze ad un livello globale. Gli strumenti che sono necessari in una società che vuole saper gestirsi e creare attività lavorative sono, fra l’ altro:

    a)_____ realismo, buon senso e logica diffusi, rigore, capacità di critica seria. Tali valori si sono rarefatti da noi per almeno due motivi:
    Ø_____ la diffusione a tutto il sistema sociale del doppio linguaggio: dire una cosa, farne una molto diversa. Doppia verità, che é generatrice di confusione (siamo gli unici, credo, in U.E. a farne largo uso); possiamo anche chiamarlo "furbismo" (ma io aggiungerei "fallimentare").
    Ø_____ l’ egualitarismo, la mancanza della molla meritocrazia, la sparizione della responsabilità, hanno generato la bassa qualità delle attività sociali, il disinteresse nel pubblico per la finalizzazione delle opere iniziate e per la correzione delle imperfezioni, l’ incapacità di analisi serie, organiche, affidabili.

    b)_____ responsabilità del proprio operato, ad esempio impegnandosi nel correggere errori ed omissioni. Punibilità dei responsabili di omissioni importanti e delitti gravi, anche dal punto di vista della carriera. La società italiana ha scelto invece un’ altro approccio: l’ impunità.
    c)_____ lucidità di analisi. In una società che ha accettato nel sistema pubblico l’ omissione, l’ imperfezione, il menefreghismo, l’ approssimazione, l’ incapacità diffusa, i meccanismi dello stato non potranno mai funzionare. Poiché essi non funzionano, gli Italiani, invece di correggere i guasti, cercano un VIP potente che accetti di tirarli d’ impaccio (talvolta chiedendo un ritorno).
    Nasce l’ incertezza del rapporto fra cittadino e stato, l’ incapacità della giustizia, l’ incertezza sulla capacità del parlamento di fornire ai cittadini strumenti funzionanti e soluzioni efficaci per la vita civile. In compenso sono talvolta fornite dalla politica divertenti messe in scena per nascondere i guasti. La deviazione mentale é entrata nel DNA di tanti Italiani.
    d)_____ altri strumenti sono necessari. La lista é lunga. Una stima é fornita nelle mie Lettere dall’ Europa, dal titolo: “Divenire Paese avanzato” e “Europeizzare l’ Italia” (v. Sezione 3 più avanti).

    La mancanza di tali strumenti, che pur sarebbero necessari per dare all’ economia certezze e competitività, fa aumentare giorno per giorno il numero di pantani, cioé le inefficienze . Gli “impantanamenti” talvolta generano conflitti, quasi sempre insoddisfazioni.

    Grippaggi, inefficienze e insoddisfazioni fanno aumentare sia il numero che il potere di padrini. Per una sola battaglia contro un’ ingiustizia o l’ errore X o Y, in cui alcuni gruppi politici si impegnano, nascono altre tre ingiustizie o errori nuovi del sistema Italia.

    Fra le crisi dello Stivale ci sono almeno: quella economica, quella della società, e la crisi di fiducia dei cittadini, per una politica fatta “ all’ italiana”, cioé generatrice di insuccessi.

    3. DA DOVE I PROBLEMI

    Un contributo notevole ai “grippaggi” e inpantanamenti della società viene da recenti abitudini, che si sono troppo diffuse in gran parte del Paese. La mia interpretazione é che a queste abitudini ha contribuito un boomerang: la Pubblica Istruzione, per decenni, non ha saputo istruire ed educare civilmente il meridione. Ad onor del vero, la P.I. non é l’ unica istituzione che non ha funzionato, la lista é lunga. Dette nuove abitudini, che una volta erano ritenute “meridionali”, ma oggi sono diffuse in tutto lo Stivale, sono descritte nelle mie Lettere dall’ Europa. che sono didponibile a presentare davanti al pubblico.


    4. ALLARME SOCIALE

    I Allarme
    Dovremmo fare attenzione almeno a due punti chiave:
    - se continuiamo ad ignorare la necessità di interventi seri (analisi lucida, discussione approfondita, individuazione degli interventi necessari al rinnovamento), la società italiana rischia fortemente di andare al di là del punto di non ritorno. Se questo punto fosse superato, l’ approdo dello Stivale in Sudamerica sarebbe sia certo che rapido.
    II Allarme
    Il mio recente impegno, via Internet, per diffondere l’ allarme, mi ha portato a discutere con molte persone, alcune delle quali mi hanno mostrato talvolta atteggiamenti del tipo:

    -________ ottime intenzioni di impegnarsi per arrestare il degrado;
    -________ grande incertezza sul cosa fare; scetticismo diffuso;
    -________ attenzione frequente ai meccanismi di dettaglio dei problemi, senza alcuna capacità di visione globale e strategica delle cause dei problemi;
    -________ deformazione caratteriale che porta a girovagare fra i problemi senza una linea logica nel ragionare, senza chiarezza di obiettivi e di conclusioni;
    -________ dispersionismo, confusionismo, poca propensione a costruire, difficoltà a finalizzare un’ azione intrapresa (forse a causa dei “grippaggi” del sistema ?). Due parole bastano: confusione, ma non soluzioni.

    Ho tratto la mia conclusione: la mentalità deviata (che é figlia del confusionismo, della irresponsabilità, dell' approssimazione) non sembra essere di una minoranza, anzi.......

    Sono piuttosto deluso, sfiduciato , senza molte speranze che l’ Italiano medio capisca dove esattamente egli sta........Molto lontano dall’ Europa......

    5. UN INVITO

    L’ opzione che si impone, d’ urgenza, per avere una speranza di invertire la tendenza, é: scuotere la società, dicendo in modo chiaro che il rischio attuale é di derivare ancora verso il terzo mondo, di negare un futuro ai nostri giovani.

    L’ “europeizzazione” della società va iniziata subito, in modo realista, cosi concepito:

    -________ presentazione, coll’ aiuto di emigrati, delle cause dei problemi della società italiana, che rischia di allontanarsi ancor più dalla U.E., in termini di efficienza di gestione e di supporto all’ economia;
    -________ analisi e dicussione a largo raggio, con obiettivi: a) l’ identificazione dei fattori che promuovono il degrado (stendiamo tappetini rossi davanti a mafie e delitti in progressione); b) l’ identificazione dei valori messi al bando dalla società attuale, atti a scoraggiare delitti e sopraffazioni e che occorre reinserire nella vita civile; d) gli strumenti necessari per tali cambiamenti, paletti di riferimento di una vita civile che si possa chiamare europea.

    Un processo cosi impostato, se condotto con impegno ed per un periodo adeguato, con chiarezza e capacità, potrà dare qualche speranza al Paese. Per la capacità, sarebbe bene coinvolgere emigrati, con la funzione “testimoni dello sviluppo e della gestione di un Paese”. Esso necessita una buona squadra di persone qualificate e abituate al lavoro di gruppo (se possibile con esperienza internazionale, per evitare di lavorare....all’ italiana).

    Alcuni settimane (mesi?) di attività permetteranno di arrivare ad una proposta realista. Fare cioé quello che i movimenti e le categorie professionali, pur dotati di buone intenzioni, non hanno fatto per mancanza di idee chiare o di metodo adeguato.

    Prima di diffondere nel Paesela proposta, sarà necessaria una ricerca di alleanze e appoggi per l’ europeizzazione del Paese e la competitività dell’ economia, presso movimenti seri, associazioni di industriali e commercianti, etc.. Strumenti pratici, per portare avanti un programma di europeizzazione, esistono. Saranno proponibili coll’ aiuto di emigrati che vivono in Paesi “ normali”, cioé non disastrati.

    Poter dare una speranza al Paese ? Si puo’, a certe condizioni. Ma la strada é molto stretta.......... Ed inoltre, ......... l' Argentina non é_cosi lontana, come sembra....

    Antonio Greco
    (ex funzionario europeo, consulente, ingegnere)

    ANGREMA@wanadoo.fr
    _______________________
    NOTA. Le mie esperienze mi hanno permesso di aprire gli occhi. Venni a vivere a Parigi nel ‘ 82, quando capii che, per essere gratificato dall’ impegno e dal lavoro serio, era meglio emigrare. Lavoro a livello europeo (CEPT) e mondiale (UIT), dal ’70, in gruppi di lavoro, commissioni, conferenze, di tipo tecnico/amministrativo. Ed anche a Parigi attività di tipo tecnico e negoziale. E, naturalmente, piena fruizione dei diritti del cittadino, in maniera costante, organizzata, affidabile, impossibile in Italia.




    MIETERE INSUCCESSI SOCIALI PUO NON DIPENDERE DALLA CATTIVA STELLA, MA DA UNA MENTALITA’ CONFUSA CHE HA DIFFICOLTA A COSTRUIRE. CHE NESSUNO HA CERCATO DI CORREGGERE IN MODO POSITIVO.

    UN PAESE LE CUI ISTITUZIONI INCAPPANO SPESSO NELLA CATTIVA GESTIONE (v. la lettera La Barca va...”), CHE NON SI CHIEDE QUALI SIANO LE CAUSE DELLA CATTIVA GESTIONE DIVENUTA ROUTINE, E UN PAESE CHE HA POCHE CHANCES DI RIALZARSI.

    UNA SOCIETA MALATA NON PUO’ SOSTENERE UN’ ECONOMIA VIGOROSA

    O APRIAMO GLI OCCHI O LI APRIRANNO GLI IMPRENDITORI PIU’ SCONTENTI (ANDANDOSENE IN UN ALTRO PAESE).

    (altri contrib. seguono)

  9. #39
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    Wink E LA BARCA VA.........

    E LA BARCA ITALIA VA, MA FA ACQUA, ACQUA DA TUTTE LE PARTI
    Un equipaggio che non sa navigare

    L`aria, in Italia, é pesante. Per rendersene conto, stare un anno fuori e poi tornare. Allora si respira pesante, si cammina su terreno fangoso. E fangosa quella terra ove diventa complessa, difficile, un`azione che nel resto dell’Europa é ovvia, immediata, senza storia. In Italia invece essa puo avere una storia negativa, puo’ effettuarsi solo in tempi lunghi, o con estrema difficoltà, o con l`intervento di un padrino.

    E pesante l`aria di quel Paese ove persino persone dotate di qualità eccelse stentano a emergere, a portare a termine le proprie iniziative. Ove invece le stesse persone, andando in un altro Paese europeo, di latitudine poco piu alta, emergono senza problemi, hanno successo.

    In gennaio ‘98 il procuratore generale segnala che la giustizia italiana non é proprio a livelli europei. Il direttore delle F.S. ha detto poco prima qualcosa di simile delle ferrovie. In luglio ’99 il magistrato capo del pool Mani Pulite denunzia il rischio che una buona metà delle inchieste su tangentopoli cada in prescrizione, in quanto ….”la giustizia non funziona. E spiacevole, aggiunge, poiché sarebbe un segno di impunità”.. Altri responsabili di grosse strutture pubbliche italiane, nel fare paragoni cogli altri Paesi dell’Unione, potrebbero arrivare a conclusioni fallimentari di simile tipo. Non sarebbe sorprendente.

    E la barca Italia va, continua a navigare, ma fa acqua da tutte le parti.

    Le ultime eclatanti notizie confermano quello che sapevamo: il Paese non funziona. Se uno degli uomini chiave del vecchio centrosinistra si rifugio’ in Tunisia per sfuggire alla giustizia, se un ex-premier é stato indagato per complicità con la mafia, allora non si possono aver dubbi: il sistema Italia ha i piedi d’argilla e rischia il sottosviluppo.

    Guardando fuori dalle frontiere, dove ti volti, vedi qualcosa che gli altri sanno fare, e noi no. O meglio, fingiamo di fare la stessa cosa, o proviamo a farla. O diciamo di volerla fare. Ma poi succede che ci fermiamo a metà strada. O che abbiamo un risultato che non é paragonabile a quello ottenuto negli altri Paesi dell’Unione, ma lo é a quello ottenibile in un Paese del Nord-Africa.

    I media hanno parlato recentemente di due fra i tanti ospedali in sofferenza. Sigilli al Policlinico di Roma nel ’97, a seguito di un’infezione diffusa. Inoltre le notizie di luglio ’99 dallo stesso ospedale dicono: perquisite dai carabinieri le sale operatorie. Immodizia, ferri arrugginiti, provette sporche. Undici bimbi infettati da un piccolo germe, il quale si é preso il compito (due volte in 24 mesi, o forse erano due germi diversi ?) di mostrare a tutti che il grosso ospedale universitario é sporco e mal gestito. Cosa che chi lavora in esso sa da anni, ma finge di non sapere, per non essere danneggiato da un sistema mafioso che gestisce personale e risorse in base ai proprii interessi.

    IL Caldarelli, cuore dolente della sanità partenopea, non va meglio. Per cui la marcia della salute, organizzata da un partito, si chiude davanti ai suoi cancelli. Bindi, ministro della Sanità, dichiara: “…Il problema é comune alle grandi strutture. Al Caldarelli mancano le camere sterili, a Firenze chiudono le sale operatorie del Careggi, a Pesaro muoiono dieci persone. Realtà diverse, accomunate da un’emergenza.” Solo dieci mesi prima lo stesso ministro, con faccia tosta (o per ignoranza ?), aveva sostenuto nel talk-show “Porta a porta” che la Sanità italiana é al livello di quella degli altri Paesi sviluppati d’Europa !…… Ma la serietà dei politici italiani é ormai conosciuta in Europa !

    Nel tratto Parigi-Roma dormire in cuccetta puo’ portare a strani confronti. Se il vagone cuccette é francese, il condizionamento é in funzione. Se la carrozza é italiana, una volta su cinque il viaggio (in inverno) sembra fatto in Siberia. In estate sembra fatto in Africa. La differenza: in Francia una carrozza che ne ha bisogno, va in manutenzione. In Italia viaggia. C’é da soprendersi del numero di incindenti ferroviari in Italia ?

    Le condizioni di costruzione dell’Eurotunnel (Parigi-Londra) e del passante ferroviario Milano-aeroporto sono state elencate da Radice sul Corriere della Sera. Eurotunnel, 50 km, il passante milanese 10.5 km. Eurotunnel, 380 miliardi/km, il passante 571 miliardi/km. Eurotunnel finito in 7 anni, il passante milanese non finito in 17 anni.

    Da La Repubblica (27-1-99), contenente un articolo intitolato Bassa Velocità_: «_Sui lavori lungo la direttrice Milano-Napoli emerge una realtà sconcertante_: uno spaccato di una commedia dell’assurdo, un’inestricabile matassa di contraddizioni ed errori della quale sarà impossibile venire a capo. Cominciando dall’elemento macroscpico dei ritardi e dei rinvii …..tra un progetto bocciato e un cantiere contestato, la data di apertura dell’intera tratta é fissata al 2006. E un gap incolmabile rispetto agli standards degli altri Paesi Europei._»
    «_L’altro intoppo riguarda invece Napoli. La stazione terminale dei convogli ad alta velocità non sarà quella di Napoli, ma un apposito scalo ad Afragola. Un interscambio, ove i passeggeri dovranno cambiare treno per arrivare a destinazione._» Un modo come un’altro per vanificar’e il riparmio di tempo conseguito_! L’articolo conclude_: «_Poca Europa in tutto questo».

    Panorama,nel novembre 99, tenta di ripôndere alla domanda: “Di chi la colpa del caos dei trasporti ?”con qualche rilevamento. “I tempi medi di realizzazione delle grandi infrastutture restano dalle tre alle cinque volte superiori a quelli europei. Per la direttissima ferroviaria Roma-Firenze ci sono voluti più di 30 anni. Qualsiasi persona di buon senso sa che , per liberare le strade, le merci dovrebbero viaggiarre in mare e su treno. Ma la % di merci trasportatat sui vagoni F.S. rimane inferiore al 15%.”
    Le Ferrovie dello Stato hanno ammesso (lettera al Corriere del 1-11-99): “Il quadruplicamento degli assi Nord-Sud e Est-Ovest e il potenziamento dei nodi fondamentali, partiti 20 anni fa, subiscono ritardi a causa delle interrminabili procedure amministrative.”

    L’indagine ISTAT sulle università (Il Corriere, 5-11-99) mette in rilievio l’alto tasso di insuccesso che non ha eguali negli altri Paesi evoluti: solo il 40 % degli iscritti raggiunge il traguardo della laurea. Inoltre, nel ’98, l’esercito dei fuori corso nelle università supera l’88 % del totale iscritti.

    C’é da chiedersi come mai l’Italia sia in Europa e non in Africa !

    Le Poste Italiane hanno da decenni il primato europeo per la lentezza della consegna, per la lunghezza delle code agli sportelli e per l’inaffidabilità dei servizi. Nel luglio ’99 la proposta del ministro Piazza per l’abolizione della coda agli sportelli: un coacervo di buone intenzioni, indice del livello della maturità civile italiana. In un’altro Paese il problema dalla coda si sarebbe risolto senza impegnare il parlamento, in modo più semplice: rilevamento delle cause del problema e realizzazione pratica dei correttivi necessarii ad eliminarlo. In Italia si propone una legge. La commedia dell’arte é italiana !

    Sergio Bocca afferma_: «_Ferrovie e crimininalità. Non passa giorno o settimana senza morti o ammazzati dalla malavita organizzata o senza treni che deragliano e locomotive che s’incendiano….. Al ministro dell’interno va bene che esista una non piccola provincia italiana, la Aspromontana, in cui lo stato in cento anni non ha mai trovato uno dei sequestrati della ‘ndrangheta._».

    Nelle riunioni internazionali ove vengono discussi e definiti gli standards di trasmissione per le telecomunicazioni, o dei collegamenti internazionali, o per la costruzione di apparecchi industriali, i rappresentanti degli altri Paesi dell’Unione Europea proteggono gli interessi delle proporie economie. I rappresentanti italiani raramente ci provano, se lo fanno rischiano brutte figure.

    Nel 2002 la sorpresa di Marino, re dei trapianti. Lui , che nel ’92 era il 1° direttore straniero del centro trapianti governativo USA, nel ‘99 diviene direttore dell’ISMETT di Palermo. Nel 03, stanco di combattere per poter lavorare, sbatte la porta e se ne va a dirigere la divisione trapianti a Philadelphia, dicendo: qui in Italia non posso lavorare, son costretto ad andarmene. Un’altro esempio del pantano italiano.

    Vale la pena di ricordare che non c’é nessun Paese dell’Unione Europea che sia al livello italiano, cosi basso, in tutti i settori menzionati_? E quali ne sono i motivi_? E come mai nessuno li ricerca e li scopre_? L’intellighentia italiana dorme, o non esiste_?
    Se vogliamo andare a fondo e scoprire le cause del sottosviluppo italiano, non c’é alternativa ad un riesame dei nostri comportamenti. Questa lettera dall’Europa é un piccolo contributo preliminare.

    Antonio Greco

    ANGREMA@wanadoo.fr


    (Caro Estewald, altri contributi seguono. Ti prego contattarmi)

  10. #40
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    Wink LA FIERA DELL ' ASSURDO: LO STIVALE

    LA FIERA DELL’ ASSURDO: LO STIVALE


    Perché gli Italiani che emigrano sono spesso i più brillanti europei, mentre gli Italiani che giocano in casa, non sanno gestire un Paese a livello europeo ? E quindi non possono far ripartire l’ economia ?

    Come pretendere di essere competitivi in Europa, lavorando colle inefficienze italiane, navigando negli sprechi ?

    Come aspettarsi, in Italia, che il capo del governo sia una persona seria, che si occupi seriamente del Paese (invece dei fatti suoi), quando la società italiana é tanto corrotta da essere stata messa in una classifica internazionale della corruzione di qualche anno fa, più in basso della Spagna e della Turchia ?

    Si puo’ pretendere, nell’ epoca della competizione nel Villaggio Globale, di avere qualità e prezzi dei prodotti a livello europeo, quando abbiamo sprechi e ingiustizie, sopraffazioni, a livello latino-americano ?

    Potrebbe la giustizia essere imparziale, funzionare efficacemente, se essa é addomesticabile dai politici che hanno potere ?

    Ci si puo’ aspettare che la classe dirigente pubblica sia capace e impegnata, nell’ interesse del Paese, se il suo critero di selezione é la cooptazione per omertà e comparaggio ?

    Puo’ l’ economia essere fiorente, se la società italiana non ha un grande interesse nella meritocrazia ? Se la stessa società é gestita dai quattro Dittatori (1) ?

    L’ assurdo della mentalità italiana é di non parlare affatto di tutto questo, di non preoccuparsene..

    La possibile spiegazione per l’ indifferenza ? Una delle risposte seguenti sarà probabilmente appropriata:
    a) i giornalisti dello Stivale non sono più liberi; per sapere la verità, leggere l’ Economist;
    b) non c’ é più riflessione, in un Paese che si é adattato a vivere alla giornata;
    c) il livello di soglia dei comportamenti accettabili, nella società italiana, é sceso all’ altezza delle fogne (é la sostanza del problema).

    Un Paese cosi, la cui vita sociale é basata su tanti assurdi, si trova fisicamente in Europa. Ma la sua mentalità (e la destinazione finale, in termini di livello di vita) é divenuta Medio-orientale.
    ------------------------
    I quattro Dittatori con imperio su molte regioni italiane: Confusione, Irresponsabilità, Rassegnazione, Allegra Gestione.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr




    SE LO STIVALE NON GLIE LA FACESSE …..
    ( Per chi non ha tempo, basta la sola ultima riga)

    Lo Stivale arranca, sempre di più. Alcuni sono confusi. Altri guardano, dubbiosi, in tutte le direzioni.

    Se non glie la facesse, lo Stivale, a diventare un Paese normale, se non riuscisse a ottenere risultati sociali migliori, ad essere efficiente, lo sarà per tanti vizietti.............., che molti credevano non avessero importanza.

    Fra cui (la lista non é esaustiva):

    - lo aver messo al bando i VALORI, dopo la guerra, anche se non perfettamente realizzati, erano pero’ piuttosto diffusi;
    - lo aver trascurato l’ importanza del lavoro organizzato, del pensiero strutturato, delle attività organiche, programmate;
    - lo aver accettato, in gran parte della società, il doppio (o triplo) linguaggio. Dire una cosa ad X, un’ altra a Y, farne poi una tutta diversa (magari nell’ ombra); che confusione ! !
    - lo aver sostituito, nei criteri di selezione, la cooptazione, l’ irresponsabilità, il comparaggio, alla capacità e al merito.

    Torri di Babele appaiono, quà e là. Si allargano, crescono, si diffondono. Eppure VIPs rispettabili, ma superficiali, chiedono “competitività, risultati....”. Ma non dicono come....

    O qualcuno apre gli occhi, oppure................ si salvi chi puo’ !


    Sono quattro i Dittatori che hanno imperio su molte regioni italiane: Confusione, Inefficienza, Rassegnazione, Allegra Gestione.

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (emigrato, disponibile per una presentazione delle Cause dei guai italiani)

    -----------

    _


    _
    PERDITA DI COMPETITIVITA'


    Le classifiche mondiali indicano che la competitività italiana si sbraca. Normale. E come potrebbe essere altrimenti? L’occupazione non migliora. Speriamo che non arretri. Parecchi laureati sono costretti ad andare all’estero. Normale. E come potrebbe essere altrimenti? La deriva italiana degli ultimi 20 anni è chiara, vista dall’Europa. Forse non si ha una percezione altrettanto chiara dall’interno. Poiché i comportamenti e la mentalità sono molto peggiorati, citiamo Peyrefitte, storico delle economie: SVILUPPO. Non c’é sviluppo e sottosviluppo. Ci sono invece comportamenti che impediscono o che favoriscono lo sviluppo. Essi sono inegualmente distribuiti nelle diverse società (Peyrefitte, nel "La societé de confiance"). Nello Stato i peggiori figuri han preso il potere, complice un sistema di selezione particolare: il comparaggio, l’omertà. Tali figuri hanno promosso e diffuso una mentalità da terzo mondo. E il popolo italiano, che non ha la spina dorsale più robusta in Europa (diciamo che siamo flessibili), ha accettato quanto proposto dai peggiori. Supino, rassegnato, spensierato. In un Paese che ha perduto i Valori, perduto la riflessione lucida, ove la forma mentis che si diffonde è ormai deviata, viziata, da Paese latino-americano, non c’è scampo. Il mercato del villaggio globale ci ha messo davanti ad un muro: il muro della verità. Non si possono avere in Italia livelli di remunerazione paragonabili a quelli di altri Paesi Ue, un’economia fiorente, e nello stesso tempo continuare a navigare, spensierati, fra gli sprechi. Qualcuno vuol proporre, per salvarsi, di eliminare gli sprechi? Forse si puo’, ma solo reintroducendo i Valori. E’ un lavoro lungo e difficile, che richiede attenzione all’Europa. E che possono fare solo gli esterni al sistema. Siamo arrivati al 47/mo posto per la competitività. Scenderemo ben oltre, se non riflettiamo sulle contromisure necessarie ed urgenti. Aiutati dalle testimonianze degli emigrati.

    Antonio Greco, ANGREMA@wanadoo.fr




    Parigi, febbraio 05


    QUALE DIREZIONE PRENDE IL PAESE ?


    Molti sono sorpresi, per la deriva. Altri confusi. Moltissimi non capiscono dove si va a finire.

    Un emigrato (in un Paese avanzato della U.E.) attento nota:

    - con questa società, come é divenuta, il rischio di fallimento dello Stivale é reale. I tentativi di riforme istituzionali sono FATUE ILLUSIONI. Con buona pace degli auspici di Ciampi. Perché la società é divenuta inefficiente e non ha più regole.
    - un sentiero, molto stretto, per uscirne ci sarebbe, cosi:

    a) lucida analisi delle CAUSE primarie del degrado, coll’ aiuto di emigrati;
    b) discussione successiva, riferita anche alla divaricazione dell’ Italia dall’ Europa, coll’ aiuto di esperti ed emigrati;
    c) identificazione degli strumenti necessari a gestire il Paese (sembrano spariti), a far ripartire l’ economia. Cioé un patto sociale che funzioni.

    La fase a) sarà dolorosa. Scoprire allo specchio le prime rughe é spiacevole. Ma é necessario guardare in faccia la realtà, smettere di essere teorici, per ripartire.

    Le tre fasi hanno come obiettivo: il Paese tutto, non qualche Padrino, non certe categorie. Si tratta cioé:

    - di indicare la strada per portarlo a livello europeo;
    - di indicare gli strumenti necessari per potere, un di, recuperare efficienza (abbassando gli sprechi), a livello europeo. Soltanto dopo l’ economia potrà risollevarsi.

    Ho iniziato i miei confronti coll’ Europa, le mie valutazioni delle cause del degrado, più di dieci anni fa. Da notare che allarmai Romini nel ‘ 90, della deriva in corso. Egli mi rispose di essere d’ accordo colle mie conclusioni, ma anche che non c’ era niente da fare (conservo la sua risposta). Ho trovato molte cose. I miei contributi sono necessari per far partire una riflessione realista, non televisiva. Essi sono stati scritti dal balcone dell’ Europa.


    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (ex funzionario europeo, consulente in TLC, ingegnere, analista dei vizietti italici)

 

 
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