Chi aveva visto nella vittoria di Burlando, un ritorno alla "vecchia" politica (intendendo la supremazia dei partiti sulle individualità personali), aveva visto giusto.
Non si erano ancora spenti l'eco dei brindisi e degli hurrà per la vittoria, che subito il povero Burlando si è ritrovato al centro di un tira e molla con i vari partiti della sua coalizione per la spartizione degli assessorati e delle tante poltrone accessorie. Oggi sui giornali leggiamo che la Margheirita ha alzato il tiro delle sue richieste, chiedendo tre assessorati, la vicepresidenza della Regione e la Presidenza del Consiglio Regionale (!?!?).
Burlando quindi ostaggio dei partiti, lontano anni luce da Biasotti che, nel bene e nel male, i partiti li teneva in ostaggio lui. Dall'inizio alla fine, con l'imposizione della Sua lista, Biasotti si è svincolato dalle logiche dei partiti, o almeno ha tentato di farlo inaugurando un nuovo modo di fare politica (almeno in Liguria).
Burlando nei giorni scorsi ha detto: "non chiamatemi Governatore!". Giusto Governatore è colui che governa, Burlando invece avrà del duro a governare la sua ciurma.
Auguri




Rispondi Citando
