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    Insegnamento su santa Caterina da Siena alle suore domenicane

    del servo di Dio P. Tomas Josef M. Tyn O. P.


    [...] perché vi ha dato principi di spiritualità molto solidi e molto domenicani, Santa Caterina da Siena. Io vorrei proporvi tre punti fondamentali sui quali meditare, poi vorrei sapere soprattutto da coi che cosa ne pensate della vostra vita domenicana e cateriniana. Quindi io vi proporrei questi tre aspetti particolari, sempre nel contesto, come si dice oggi (ahimè un contesto un pochino discutibile) il contesto del così detto profetismo. Vedremo un po’, cercheremo di chiarire, di precisare il significato di questa parola e come lo si può vivere e applicare al giorno di oggi e soprattutto come la stessa Santa Caterina ci ha dato l’esempio di un profetiamo molto realistico, per così dire.

    Orbene, cominciamo da questo: Santa Caterina anzitutto è nota per il suo particolare amore a Gesù Cristo, nostro Signore. Direi che il fondamento della sua spiritualità è un fondamento essenzialmente cristocentrico, è tutta orientata verso il Cristo. Il suo cristocentrismo però non toglie nulla alla caratteristica tipicamente, squisitamente domenicana del teocentrismo, perché ovviamente Ella vede il Cristo, come descrive lei stessa, vede in Lui il ponte, cioè il Mediatore tra gli uomini e Dio. Il Mediatore assolutamente imprescindibile, necessario: senza il Cristo non si accede al Padre, è l’unica via di salvezza, la via, la verità e la vita, come dice Gesù stesso. All’infuori di Lui, all’infuori di Gesù non c’è salvezza, quindi per condurre le anime a Dio bisogna innanzi tutto condurre le anime a Gesù, questa è la prima istanza cateriniana, condurre le anime a Dio significa condurre, nel fuoco del Divino Spirito, a Gesù, perché nel Sangue di Gesù le anime si redimano, si purifichino e accedano, tramite quel ponte che è l’umanità beata del nostro Salvatore, accedano alla Trinità Santissima.

    Vedete, è una teologia estremamente profonda ed estremamente attendibile, San Tommaso direbbe: ecco, Santa Caterina ha capito perfettamente che cosa è la strumentalità universale, ma comunque strumentalità dell’umanità del Verbo. Il Verbo che ha assunta la nostra umanità, l’ha assunta per costituirla strumento universale di salvezza. E’ la dottrina ripresa anche recentemente dal concilio vaticano II, questa bella idea del Cristo, sia storico che mistico, che è sacramento universale di salvezza, segno e strumento. Segno che significa la salvezza e strumento che efficacemente la produce, però Colui che santifica è sempre e solo Dio. Però nel santificare, Iddio santifica sempre e solo tramite il Cristo. E’ la grazia di Cristo redentore quella che noi riceviamo e questo a causa del nostro peccato. Santa Caterina, come voi ben sapete, aveva questa spiritualità intensa del Sangue di Gesù. Al giorno di oggi ahimè questa spiritualità tende a perdersi, persino la festa del Sangue prezioso di Gesù non è più festeggiata come una volta, invece è una cosa molto importante questa, il Sangue di Gesù è proprio il mezzo universale di salvezza del genere umano. Gesù ha pagato sulla Croce il prezzo del nostro riscatto, redemptio, vedete la parola redemptio significa proprio redimere, riscattare. Ecco allora molto domenicanamente, per quanto concerne l’impostazione teologica, Santa Caterina fa eco alla nostra teologia tomistica, secondo la quale la redenzione è proprio il motivo specifico per cui il Verbo si fece carne.

    Noi non neghiamo quello che affermano i francescani, la scuola di Dum Scoto, non neghiamo che Gesù di fatto, con la sua natura umana assunta ricapitola in sé anche tutte le creature, tutte le creature umane, persino tutte le creature, tutto il mondo. Certo non potremmo negare, d’altra parte è una verità rivelata da Dio. Quello che diciamo è che Iddio avrebbe potuto manifestarsi all’uomo, se non avesse peccato, in tanti modi, liberamente, ma il modo più conveniente di salvare l’umanità dopo il peccato era quello dell’incarnazione e delle morte del Figlio di Dio in Croce. Così Dio ha realizzato perfettamente e la sua infinita misericordia e la sua severa, austerissima giustizia. Come dice ancora San Tommaso, "solo il Cristo poteva e doveva redimerci, in quanto Dio poteva, solo Lui, perché nessun uomo, per quanto soffrisse, per quanto volesse espiare, per quante penitenze facesse, per quanto amasse, (perché poi l’anima della penitenza, l’anima del merito è l’amore soprannaturale), ma nessuna creatura umana, con un amore solamente umano avrebbe potuto ottenere la salvezza del genere umano, non era possibile. Solo Dio, con il suo infinito amore, era in grado di espiare un’offesa infinitamente malvagia rivolta contro Dio infinitamente buono.

    E Gesù nel contempo, non solo poteva come Dio, ma doveva come uomo, si rese, come si dice oggi, solidale con gli uomini (anche se la parola non mi piace molto perché se ne abusa un tantino), comunque si rese simile a noi, in tutto al di fuori del peccato. Vedete come la sua natura umana fu assunta proprio in vista della Pasqua, della morte e della resurrezione, in vista di quello spargimento salutare di Sangue che è la nostra redenzione.

    E allora si capisce questo elemento cristocentrico essenziale nella spiritualità cateriniana. Voi sapete bene che Lei, da bambina, ebbe questa stupenda visione di Gesù che le apparve assieme agli apostoli e in questa visione Lei ha capito anche la sua missione, cioè condurre le anime a Gesù, Gesù uomo, ponte tra l’umanità e Dio, l’unico imprescindibile mediatore tra noi e Dio. Perciò la sua carità apostolica consisteva proprio in questa impostazione cristocentrica, cioè nel dire a tutti coloro che Lei incontrava, che solo ed esclusivamente in Cristo si trova la nostra salvezza. Oggi si dice: è integralismo, no, non è integralismo, è cristianesimo. E’ così semplice, il cristianesimo non può essere che integro, perché, come dice l’amico San Tommaso d’Aquino: "bonum ex causa integra, malum ex quocumque detectur", il bene sorge da una certa integrità della cosa, ma basta un solo difettuccio, perché la cosa non sia più buona. Quindi è una cosa strana, questa tendenza del bene ad essere qualcosa di totale, il male può essere parziale (anzi, sempre è parziale, se il male fosse totale lo sa già San Agostino e lo descrive molto bene, se il male fosse assoluto, come pensavano i manichei, quel male non ci sarebbe più. Il male assoluto è il non essere assoluto, quindi non potrebbe darci fastidio, il male ci dà fastidio proprio perché è un male relativo, cioè la privatio boni debiti).

    Quindi in questo senso la bontà ha una certa sua esigenza di totalità, questo sia nella fede che nella carità. Noi aderiamo a Cristo in questo duplice modo, soprannaturale si capisce, tramite la virtù della fede, con l’intelligenza, e tramite la virtù della carità con l’affetto della volontà. Entrambe queste adesioni hanno una certa esigenza di totalità. Inutile che lo spieghi, perché lo sapete già benissimo. La fede è –in che cosa peccano gli eretici? Peccano non solo perché escludono alcune verità della fede, ma proprio perché loro vogliono sostituirsi a Dio per giudicare quello che è di fede e quello che non è di fede. La presunzione è molto più grave di quello che potrebbe apparire a prima vista. L’eretico, diciamo, è quello che crede la metà del credo e l’altra metà la lascia in disparte. A questo punto uno potrebbe dire: "Bé, poverino.."Invece no, c’è una malizia molto peggiore, c’è una superbia veramente satanica, è per quello che i nostri antenati hanno avuto un tale ribrezzo per gli eretici, perché sapevano che sono dei corruttori della fede, corruttori quindi delle anime e anzitutto dei superbi che si mettono al posto di Dio. Perché la regula fidei, il motivo formale per cui noi crediamo, non è che a noi piace credere, no, può anche non piacerci ( generalmente ci piace, per fortuna), però anche se non ci piacesse, non è quello che è importante, importante che Dio lo ha rivelato e noi in oboedientia fidei, obbedendo, sottomettiamo il nostro intelletto a questo canone, a questa regola della fede. La fede è quella, non è opinare, come si pensa al giorno di oggi. "A me piacciono tutti i dogmi tranne quello dell’inferno!". Certo quello dell’inferno è un dogma un po’ antipatico, sorelle care, però bisogna credere a tutti, anche a quelli un po’ antipatici, non solo a quelli che ci piacciono, come si dice. Oggi si crede molto a questo spontaneismo: "Mi va" quando sento dire così già sono un poco in apprensione, "mi va che così sia". Non c’è: mi va o me la sento, ecc. : le cose stanno così, perché Dio le ha rivelate. Allora in questo senso è necessario mirare all’integrità della fede.

    Integrità della carità, fin troppo evidente, ancora dice San Tommaso che contro la carità si pecca con tutti i peccati, anche con i più piccoli, stranamente, contro la virtù più grande si pecca anche con i peccatucci più piccoli. Perché? Perché la carità riassume in sé tutte le altre virtù. Perché questo? Perché ogni particolare virtù realizza una finalità particolare, mentre la carità realizza la finalità ultima, cioè il nostro ordine a Dio. Ora le virtù che realizzano dei fini particolari non sarebbero perfette se non conducessero in ultima istanza a Dio. Quindi ogni disordine rispetto ad un valore particolare è sempre implicitamente un disordine rispetto al valore globale che è quello della carità, adesione al fine ultimo. Anche questo i nostri moderni stentano a capirlo, perché loro pensano: "io amo il Signore, poi per il resto mi arrangio io", per quanto concerne i comandamenti del Signore ecco qui ho delle opinioni molto personali, per quanto concerne il mio affetto, il mio amore (sorelle, ahimé c’è da stare molto attente, perché Gesù dice il Vangelo: "non chi mi dice Signore, Signore", non chi dice "Signore ti amo" con una professione puramente verbale, "ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli"). Quindi c’è un’esigenza di una globale adesione a Dio, sia tramite la fede, sia tramite la carità. Come la fede non può escludere nessun dogma, così la carità non può escludere nessun precetto del decalogo. Non si può dire: "A me piacciono quegli o quegli altri precetti, ma quegli altri non mi piacciono". Per la carità mi devono piacere tutti, anche se non mi piacessero, con l’ubbidienza devo appunto piegare la mia dura cervice a quello che il Signore mi insegna.

    Ora questa è la consapevolezza profondamente cateriniana, cioè la necessità di aderire con tutto l’animo, integralmente a Cristo, al di fuori del Quale non c’è salvezza. Santa Caterina lo fa, non facendosi crociata, (c’è sempre questa obiezione contro il medio evo, tempo delle crociate), eppure Santa Caterina non era affatto nemica delle crociate, seppure non era questo il suo modo di evangelizzare, così pure il nostro Santo Padre Domenico era ben amico dei crociati, che il Papa ha convocato contro gli albigesi, però il suo modo di predicare la fede era ben diverso. Però non era, come si pensa oggi, che San Domenico avesse condannato l’istituzione della crociata. Noi spesso ci vergogniamo di queste cose, invece non abbiamo ragione di farlo, perché poi la verità storica è ben diversa da quella che si pensa oggi. Si pensa quasi che questi albigesi fossero degli agnellini innocenti, povere vittime di un potere ecclesiastico spietato, mentre erano degli assassini e dei suicidi, un movimento estremamente cruento.

    Ora Santa Caterina certamente non procedeva manu militari, però nella sua pacifica, evangelica predicazione, c’è la virtus fortitudinis, quella che lei stessa chiama "la virilità", la tenacia, l’irriducibilità il non fare dei compromessi su questa verità: in Cristo e solo in Cristo c’è la salvezza. Il vero profetismo, care sorelle, sta in questa umile, tranquilla, pacata, ma nel contempo ferma, tenace, cocciuta, irriducibile affermazione davanti al mondo, a cui magari anche non piace, ma bisogna dirgli: "Solo in Cristo c’è la salvezza!"

    Non è detto che non ci si possa salvare anche al di fuori di Cristo, perché anche quelli che hanno la così detta "fede implicita", chi si salva al di fuori del cristianesimo, diciamo così, esplicitamente professato, non si salva senza il Cristo. Ovviamente la via ordinaria della salvezza è quella di una fede esplicitamente professata. Anche noi dovremmo avere questo unico vero profetismo che non consiste in stravaganze. Al giorno di oggi quello che veramente (voi mi conoscete, sorelle care, io sono molto sensibile a queste cose, mi viene talvolta non so se da ridere o da piangere, sono sentimenti tragicomici davanti a certi atteggiamenti, sbandierati come profetiamo). Già quello di sbandierare il profetiamo è una cosa pericolosa, sapete, perché quelli che facevano propaganda al profetiamo non erano Ezechiele, Isaia, Geremia ecc., erano quei profeti di corte che adulavano i sovrani del tempo. Quindi è una cosa molto pericolosa, poi anche parlare di profeti al plurale, è una cosa che mi lascia un pochino allibito, perché se c’è un profeta in un secolo, vuol dire che il Signore ha benedetto il suo popolo, mentre se ce ne sono due in un secolo, è già una grazia del tutto particolare, non so se mi spiego. Invece sembra adesso che ci sia tutta un’inflazione di profeti.

    Allora anche questo numero troppo elevato di profeti mi fa venire una qualche apprensione. Allora bisogna naturalmente capire che cosa è il profetismo nel senso evangelico della parola. Cioè nella prospettiva del vangelo la profezia non può configurarsi nello stesso senso dell’antico testamento, per il semplice motivo che viviamo nel tempo della pienezza, non più nel tempo della parzialità. Quindi la nostra profezia non è qualcosa che aggiunge qualcosa al deposito di fede, no. Quando prima di Ezechiele gli israeliti ascoltavano la sua predicazione, il deposito rivelato si aumentava, perché ogni parola, ogni parola di Dio, (e lui giustamente diceva "oracolo del Signore"), ognuno di quegli oracoli del Signore era un’aggiunta del deposito rivelato. Quando invece San Giovanni apostolo evangelista, il prediletto discepolo del Signore, ha chiuso gli occhi, nel pacifico e beato sonno della morte, da quel momento in poi il deposito di rivelazione pubblica non si accresce più, ma per nulla. Qui si vede una profonda differenza fra il profetiamo antico e quello moderno. Esistono certo carismi profetici, esiste la profezia nella chiesa come carisma particolare, nella Chiesa delle origini si parlava di apostoli e di profeti, di profeti che abitavano in mezzo a loro, però era un carisma del putto particolare, straordinario, forse più frequente nella Chiesa delle origini, come la grazia di fare miracoli era più frequente in quel tempo prima della diffusione della Chiesa e in vista della sua diffusione. Comunque se si tratta di un carisma particolare, allora è un dono di Dio, del quale noi non disponiamo. Uno non può dire: adesso da domani in poi mi faccio profeta. Se il Signore mi manda il dono del suo Santo Spirito, allora sì dovrò pure fare il profeta, se invece non è così, allora vuol dire che la volontà di Dio è diversa. E guai quei profeti, che corrono mentre il Signore non ha parlato, come dice la Scrittura.

    Allora c’è un solo modo in cui si può vivere il profetismo in genere è proprio quello cateriniano, cioè in ubbidienza umile, semplice, non nelle stravaganze (il Signore non manda le stravaganze) in ubbidienza umile, semplice alla Santa Chiesa e alle sue sante e beate tradizioni, vedete care sorelle. In obbedienza a quello che la Chiesa da sempre ci ha insegnato. Nella Chiesa non ci sono sconvolgimenti, vedete "i profeti", tra virgolette, quelli che a volta corrono e mi viene paura che il Signore non li ha mandati, ci insegnano sempre novità. Vedete questo gusto delle novità mi mette un pochino in allarme, perché le novità vere sono quelle che accadono quasi inavvertitamente, non sono quelle che in qualche modo uno istaura perché gli piace o perché lui se la sente, come dicono i giovani spontaneisti, ma perché quelle novità il Signore le pianta in mezzo al suo popolo, quasi all’insaputa del suo popolo, un po’ come Gesù parla nel Vangelo di quella messe che và tutta nei campi all’insaputa dell’agricoltore. Anche lì veramente la sinistra non deve sapere quello che fa la destra, altrimenti è giornalismo.

    Guai se la Chiesa assume (non la Chiesa che è sempre immacolata sposa di Gesù), ma diciamo se gli uomini di chiesa assumono dei modi mondani ed ancora peggio del giornalismo contemporaneo, fare lo scoop, come si dice oggi in inglese, fare il colpo giornalistico, non è cosa . Allora bisogna appunto i questa prospettiva badare, come diceva già San Ireneo, che la Chiesa è un grande mistero, perché la Chiesa è antica e giovane nel contempo, è quello che è bello. Coloro che pensano di ringiovanire la Chiesa non capiscono che la Chiesa non ha bisogno, per così dire, di cure cosmetiche, non hanno capito che la chiesa è da sempre giovane, anche se ha già quasi duemila anni, quindi la Chiesa è vecchina, ma nel contempo giovanissima, quindi non c’è bisogno di noi per rinnovarla. Ed è lì che si vede la differenza fra il vero e il falso riformatore. Il Maritain scrisse molto bene sui riformatori, ad esempio analizzando la figura di Lutero, c’è una gran differenza fra un riformatore come era San Pier Damiani e Santa Caterina da Siena, che in secoli diversi hanno davvero riformato la Chiesa cattolica, e un preteso riformatore come poteva essere Martin Lutero, che distruggeva la fede. La differenza è una sola: l’umiltà e l’obbedienza, non ce ne sono altre.

    Quindi il profetismo che pensa di potersi sottrarre all’umiltà e all’obbedienza è un profetismo falso in partenza, potete essere sicure che è così . Il profetismo vero è quello che in maniera non appariscente dice quelle belle cose che la Chiesa da sempre diceva. Certo lo dice nel tempo proprio, con le parole appropriate, ma sono sempre quelle.

    Un altro grande santo, San Vincenzo di Lerins diceva proprio questo: " la regula fidei, la regola della fede cattolica, quale è? Ciò che da sempre, da tutti e in ogni luogo è stato creduto". Semplice, il magistero ordinario, la Chiesa è infallibile da sempre: "ciò che da tutti, sempre in ogni luogo è stato creduto". Quindi senza pretese di aggiungere delle novità, delle stravaganze, di fare delle obiezioni fiscali o altro, senza gesti clamorosi, con molta semplicità ripetere quello che la Chiesa da sempre diceva e che sono verità sempre nuove e sempre belle.

    Se uno si stanca della verità eterna, non è adatto alla vita eterna, perché i Santi per l’eternità non si stancano e però il Signore non cambia ed è sempre quello che i Santi vedono. Mi pare che siamo noi che dobbiamo fare la propedeutica per entrare nel regno dei Cieli, piuttosto che pretendere di insegnare ai Santi del Cielo come aggiornarsi e come modificare i loro punti di vista troppo antiquati. Va bene, care sorelle?

    Allora l’umiltà del profetismo di Santa Caterina.

    Un altro aspetto è il realismo del suo profetismo. Proprio in congiunzione con questa mediazione cristica: Gesù ponte, l’unico ponte, con umiltà, ma con tenacia, perché non erano parole sue, Santa Caterina diceva: "Al di fuori di Gesù non c’è salvezza". Ora notate bene una tentazione gravissima del nostro secolo, è proprio quella di dissociare lo Spirito Santo di Dio dalle istituzioni ecclesiali. Anch’io, non voglio essere critico, voi sapete quanto io ami la Santa Chiesa, anche io tuttavia farei qualche fatica a vedere spirare immediatamente e direttamente lo Spirito Santo in tutti i dicasteri vaticani, in tutte le minuzie burocratiche che ci sono nei medesimi. Ma non è quello, capite care sorelle, quello che è importante, questo va preso proprio con spirito un po’ umoristico, domani abbiamo la festa di un grande santo umorista, non penso che questo sia il caso di applicare, invece per il resto bisogna dire che è lo Spirito Santo di Dio che ha fondato la Chiesa. Invece ci sono di questi profeti dei tempi moderni, ahimè anche in maniera un po’ surretizia verso la Santa Chiesa di Dio, che dicono "evviva lo Spirito Santo, abbasso le istituzioni!". Non è questa la spiritualità vera: evviva lo Spirito Santo e perciò evviva le istituzioni, evviva il Papa, evviva i vescovi e via dicendo. (Persino i dicasteri vaticani, ufficiali dei medesimi) ecc.

    E’ cosa molto importante questa, vedere come lo Spirito Santo fonda la sua Chiesa e la fa vivere fino ad oggi, Gesù non pianta in asso la sua sposa e Gesù è davvero con noi fino alla fine dei tempi. Talora bisogna fare davvero un atto di fede per crederlo, però bisogna credervi.

    Ora notate una cosa importante: nella spiritualità contemporanea si insinua una mentalità pseudospiritualistica. Che cosa intendo dire? Ho letto recentemente, qualche mese fa, il libro di uno scrittore inglese, Huxley, sulla persona di un ecclesiastico, un po’ controverso, una eminenza grigia ….Joseph, il segretario del cardinale Richelieu. Orbene questo autore descrivendo la spiritualità del tempo, del seicento, parla anche del tipo di misticismo che c’era in quell’epoca e dice appunto che questo … Joseph e gli altri mistici della sua corrente, non hanno capito, secondo Huxley, quello che le religioni orientali capiscono ( una tentazione orientalistica che c’è anche oggi e come, tutte quelle sette un po’ orientaleggianti). Che cosa dice questo Huxley? Dice: "Voi cristiani", perché lui cristiano ormai non era, dice " voi cristiani fate un grande torto a Dio, perché oscurate la sua pura e nuda divinità, cioè il suo essere Dio, con la mediazione di Cristo e addirittura con la mediazione di Maria e dei Santi". Vedete l’obiezione contro il cattolicesimo? Quanti falsi profeti ci dicono proprio questo: "Bisogna disfarsi oggi dal culto dei Santi, alla Madonna non dobbiamo pensarci più di tanto" e persino l’umanità beata del nostro Salvatore viene messa in disparte. Invece in questo le nostre due dottoresse della Chiesa, la nostra cara Santa Caterina e Santa Teresa sono perfettamente d’accordo, che la vera impostazione mistica consiste certo nel teocentrismo, ma proprio per raggiungere Dio increato, bisogna servirsi non dei mezzi di cui noi superbamente pensiamo di poter disporre, ma di quell’unico mezzo, di quel veicolo dell’anima verso Dio, che Dio stesso ha disposto, cioè il Cristo suo Figlio, l’umanità assunta del Verbo.

    Guai, questo è il messa di Santa Caterina, chi non conosce l’umiliazione del Verbo nella sua kenosis, chi non conosce l’assunzione dell’umanità del Verbo, non conoscerà mai il Verbo nella sua gloria divina, questo è il mistero. Invece la tendenza di questi pseudospirituali odierni (una tentazione che accompagna già da tempo la Chiesa) è quella di dire: "No, sbarazziamoci di tutte le cose esterne, i Santi, Gesù stesso, la Madonna andiamo direttamente a Dio". Questa è superbia e chi ci prova in questo modo non ci arriva mai. Questa è la punizione: pensano di arrivarci per delle scorciatoie, e non ci arrivano mai, proprio perché pensano di prendere delle scorciatoie inventate da loro, anziché prendere l’unica strada maestra, la strada regale che è il ponte, l’umanità beata del Salvatore nostro.

    Quindi realismo, stare con i piedi per terra, care sorelle, questo è profetismo di Santa Caterina, non dire : "andiamo a Dio, con lo Spirito, la Trinità Santissima" senza dire andiamoci per quella via che è Gesù, per quei mezzi concretamente disposti che sono i sacramenti che danno la vita, tramite la mediazione della parola del Signore. Non ci sono altre vie di accesso. Oggi la cristianità tende un pochino a snobbare, a mettere in disparte queste mediazioni, come se fossero cosa umana, invece sono cose di Dio. Il grosso pericolo proprio del riformismo luterano è quello che ha detto che sono cose umane, anche quelle che erano cose divine. Santa Caterina invece ha un rispetto grandissimo.

    Cosa bellissima, si dice oggi di Lutero che in fondo non aveva tutti i torti, perché vedeva tutto il clero corrotto e depravato ed è vero (anche se poi lui ne faceva parte, non della parte più edificante), ma senza entrare in polemiche poco eucumeniche, comunque il fatto è che certo Lutero aveva dei motivi per criticare il clero contemporaneo, ma, vedete la critica e la critica? Che cosa fa Santa Caterina? Scrive delle lettere, delle lettere anche estremamente violente (che Santa Caterina mi perdoni) contro i preti depravati, ma nel contempo bacia il suolo ove il sacerdote ha messo il suo piede. Perché? Perché distingue, fra che cosa? Tra il prete uomo e il prete alter Christus. Ma dite oggi, anche in ambito ecclesiastico, che il Prete è un alter Christus, come già Santa Caterina sapeva e vi rideranno in faccia, (per lo più, non sempre per fortuna).

    Allora c’è questa necessità di essere estremamente umili nei riguardi di Dio. Il Signore ha istituito il sacerdozio. Non sempre l’istituzione del sacerdozio è coltivata da coloro che ne sono rivestiti in maniera adeguata, ciò non toglie che bisogna mantenere il sacerdozio nella sua obiettività, per quanto poi ovviamente si aspirerà ad una riforma dei costumi, ad una riforma della vita morale e spirituale del clero. Questo solo per darvi un esempio di come Santa Caterina era realista, un umile realismo sottomesso a quella che era la volontà delle istituzioni derivate da Cristo.

    Un altro amore di Santa Caterina era quello alla Chiesa e questo è un discorso un tantino delicato, perché non è facile, con la prudenza e l’equilibrio che la Santa ci insegna, non è facile metterlo in pratica al giorno di oggi, perché si corre il rischio di esagerare da una parte o dall’altra. Mi raccomando veramente, bisogna essere prudentissimi. Ora ho intitolato questo capitolo riguardante l’amore di Santa Caterina per la Chiesa, l’ho intitolato così: "Papalina, più del Papa" Ovvero era attaccata al Papa, cioè al papato, più di quanto non lo fosse il Pontefice del tempo. E’ questo il problema delicato. Ma mentre qualche profeta stravagante sarebbe entrato in polemiche dirette, si sarebbe costituito come i COBAS di protesta contro il Papa in Avignone, che cosa fa Santa Caterina? Non fa queste proteste clamorose, che cosa fa? Prega, fa penitenza, medita, supplica il Signore e poi sì, si dà da fare, perché contemplativa in azione, scrive delle lettere, quante lettere ha scritto! Tutto quasi il santo collegio è stato bombardato dalle lettere di Santa Caterina. E come sono belle le sue lettere! Come sono piene di due atteggiamenti: amore per la Chiesa, ma nel contempo anche il coraggio di dire la verità, anche scomoda. Quando alcuni cardinali hanno pensato di eleggere un antipapa, Santa Caterina non ha avuto dubbi di scrivere a loro dando loro il titolo di "diavoli rossi", alludendo al tipo di vestimento: diavoli! è terribile l’espressione. Vedete proprio in questa critica che sembra anche eccessiva, poco rispettosa, ma c’è il rispetto della santa Chiesa. Santa Caterina rispetta i chierici, dal Papa fino all’ultimo chierico, ma li rispetta in quanto servono la santa Chiesa di Dio, questo è l’amore più grande che dobbiamo a loro.

    Certo bisogna che le correzioni farle con fermezza, con espressioni che talvolta non risparmiano nulla, però nel contempo sempre con amore per la Chiesa. Penso che quei cardinali, che si sono smarriti, ci hanno pensato due volte dopo aver letto questa lettera di Santa Caterina.

    Santa Caterina esorta gli uomini di chiesa ad un altro atteggiamento e davvero è quasi commovente, in questa figliola, forte di spirito, ma piuttosto gracile e molto femminile, esorta appunto i chierici ad essere più virili, vedete è la virilità che fa difetto, che faceva difetto (e tuttora oggi fa difetto), nella Santa Chiesa di Dio. La virilità, è cosa importantissima, la virtus fortitudinis, la fortezza è persino un dono dello Spirito Santo. E dice ancora San Tommaso che la fortezza ha questi due aspetti: uno è l’aspetto della pazienza, che è prevalente, l’altro è l’aspetto di una modica e prudente, (chiamiamola pure aggressività, ma non è un’aggressività malvagia), quella che San Tommaso chiama audacia, quella di affrontare il male per toglierlo di mezzo, là dove è possibile farlo ordinatamente.

    Ora Santa Caterina aveva questa virilità, questo coraggio in entrambe le sue sfumature, tanta pazienza, però anche il coraggio di affrontare la situazione e di risolverla con esortazioni talvolta anche molto audaci, molto energiche. Ora è molto importante, care sorelle, che noi ci impegniamo non in cose sciocche, (è cosa curiosa quanta energia noialtri, anche per me, anche io sono peccatore, noialtri di chiesa sprechiamo per delle cose assolutamente inutili. Se vi faccio un esame di coscienza mi viene quasi la paura) allora vedete noi abbiamo tanta energia per tante vicende, per tante cose particolari, ma quella energia andrebbe applicata soprattutto per l’edificazione della santa Chiesa di Dio, questa dovrebbe essere la nostra preoccupazione giorno e notte, questa dovrebbe causarci l’insonnia, e buttarci davanti alla Croce di Gesù, come Santa Caterina, supplicare Gesù di aver pietà della sua Chiesa, avere il sensus Ecclesiae, un senso che si è smarrito molto, non nascondiamocelo. Santa Caterina non era una di quelle che proprio per non aver paura, si nasconde su certe verità. Io vedo nella cristianità odierna una tendenza a trattare –da un lato ci sono le critiche spietate, quelle dei COBAS, per così dire, ma accanto a questo sussiste una specie di viltà, di nasconderci davanti alla realtà. Si dice: "Macché, divisione nella chiesa non ce n’è per nulla, non potrebbe esserci". Invece no, al tempo di Santa Caterina la crisi c’era e Santa Caterina l’ha riconosciuto. Al giorno d’oggi c’è e noi, se siamo dalla parte della verità, lo riconosceremo pure, capito care sorelle.

    C’è in padre Bolivier, voi lo conoscete senz’altro, perché i confratelli francesi ne hanno parlato senz’altro, intitola molto bene un suo libro e dice appunto questo, che caratterizza molto la spiritualità cateriniana: " le courage d’aver pauer", il coraggio di aver paura. Solo i coraggiosi possono permettersi il lusso, ogni tanto, di guardare la verità davvero paurosa in faccia. Santa Caterina aveva appunto quel tipo di virilità.

    Ora papalina più del Papa, perché? Perché da un lato scrive al Papa, chiamandolo "dolce babbo, dolce Cristo in terra", quindi parole di estrema tenerezza, di estrema dolcezza, ma nel contempo gli scrive anche : "dolce Cristo in terra, siate forte, siate forte!", quindi anche a lui, anche al Santo Padre Santa Caterina aveva il coraggio di dire che in fondo non è tanto forte quanto Gesù lo vorrebbe. Quindi non solo scriveva queste cose ai chierici di gerarchia inferiore, ma persino al vertice, al Papa, scrive: "Santo Padre, abbiate coraggio, siate forte!". Uno potrebbe dire: "Ma è presunzione che quella figliola che in fondo non ha nessun titolo per farlo, scrive in Avignone al Papa che torni a Roma. Era proprio tutta l’opera, tutta la vita di Santa Caterina, far tornare Pietro nella città di Pietro.

    Allora Santa Caterina si fece coraggio, non badava alle critiche se qualcuno diceva: "E’ presuntuosa, non presuntuosa", persino i chierici dicevano che era disobbediente al Santo Padre. No, tranquillamente scriveva: "Dolce Cristo in terra, siate forte, tornate a Roma".

    Allora notate bene, care sorelle, bisogna avere sempre questo: una grande sentita, profonda ubbidienza al Papa. E si vede come Santa Caterina, per quanto esorti anche il Pontefice in alcune sue lettere, però lo tratti meglio di alcuni cardinali, tuttavia si vede che c’era un particolare riguardo e guai a noi se non l’avessimo. Però è una cosa molto importante servire, nel Santo Padre, anzitutto quella funzione alla quale Iddio lo ha chiamato, senza pretendere di essere più del Papa. Quando dicevo "più papalina del Papa" non intendevo che Santa Caterina giudicasse, come si dice, la suprema sede, il vaticano, però nel contempo è vero che la suprema sede non può essere giudicata da alcuno, ma la suprema sede, con umiltà, in qualche modo può ricevere suggerimenti da tanti cristiani. Come anche San Pietro con umiltà ricevette i suggerimenti di San Paolo. Era chiaro il distacco gerarchico tra San Pietro e San Paolo, San Pietro con umiltà dice: "Hai ragione, ho sbagliato a mangiare prima con tutti e poi segregarmi, mangiare solo con gli ebrei, non facendo più caso ai pagani."

    Io direi questo: dobbiamo avere un grande amore cateriniano al Papa nella funzione del papato, sempre. C’è un attaccamento anche alla persona del Santo Padre, per carità, ma soprattutto tramite la persona, alla persona di Pietro che vive nei secoli. Vedete, io ho molta paura, care sorelle (il Santo Padre poverino, voi lo sapete bene come soffre, bisogna pregare tanto, il Papa è sempre un Cristo in Croce, soprattutto ai tempi di oggi, il dolce Cristo in terra è davvero crocifisso), allora bisogna amare il Santo Padre, ma bisogna, guardando alla situazione odierna, alla divisione degli spiriti, da un lato il Santo Padre ha tanti, moltissimi nemici, acerrimi nemici, al di fuori della chiesa e ahimé, con dolore bisogna dirlo, anche dentro la Chiesa. Poi ha molti adulatori, ma pochissimi veri amici. Allora con vera umiltà, con vero amore al papato, bisogna saper essere in alcune cose più papalini del Papa, certo studiando bene quello che il Santo Padre vuole.

    Come ogni buon religioso, dice San Tommaso, quasi anticipa i comandi del suo superiore, cioè non aspetta che il superiore gli dica: "Tu devi fare così", no anticipa la volontà del superiore, perché talvolta il superiore, poverino, può trovarsi davvero in condizioni tali da non poter comandare. Allora il religioso intelligente anticipa i suoi voleri. Ovviamente badando bene a non dare delle interpretazioni soggettive. Quanto più ciò deve animarci nei riguardi del Santo Padre. Talvolta mi si dice: "tu vuoi essere più papalino del Papa, quindi anticipi, presumi di anticipare quello che il Papa pensa senza essere sicuro di questo". Invece no, sorelle, stranamente, paradossalmente quando è apparso il rapporto sulla fede del cardinale Ratzingher, tutte quelle cose che, (non per vantarmi, tanto per dirvi), tutte quelle cose che dicevo dieci anni fa, si sono puntualmente verificate. Allora se uno fa un’analisi veramente prudente della situazione e cerca in qualche modo di essere ubbidiente, anche al di là della stretta lettera del comando che riceve, allora fa proprio la volontà dei suoi superiori, con una ubbidienza ancora più eroica. In questo senso voglio dire per esempio, voi sapete quanto Paolo VI soffrì per le vicende olandesi, è cosa risaputa che in Olanda hanno introdotto la Comunione in mano proprio per capricci propri. Il Santo Padre ha subito il ricatto perché non succedesse di peggio, e che cosa faceva? Ammetteva la Comunione in mano, pur piangendo, capite quello che voglio dire. Si dice che durante gli esercizi spirituali il Papa proprio scoppiò in lagrime. Santa Caterina, che cosa avrebbe fatto? Flagellazioni, penitenze. Allora i buoni che cosa facevano in Olanda? Certo, c’era il permesso di dare la Comunione in mano, ma la davano in mano? No, perché non è detto che tutto quello che è permesso va fatto. Allora bisogna dire in questo senso (si capisce con molta umiltà), bisogna sempre stare dalla parte del Santo Padre, dalla parte della mens Pontificis.

    Ultima cosa (ahimè, ho parlato fin troppo), ultima, ultimissima cosa: l’amore delle anime, vedete, care sorelle, l’amore delle anime. Si dice che Santa Caterina abbia avuto la visione della bellezza di un’anima in stato di grazia. Questo l’ha impressionata tanto che non si stancava mai di parlare di quel Sangue di Gesù che asperge nel sacramento della penitenza le anime. Ora in questo si manifesta la sua profonda spiritualità domenicana, cioè il senso apostolico coincide con il senso della verità, cioè per amare le anime davvero, bisogna amarle nella verità, conducendole alla verità, cioè al Sangue di Gesù, conducendo le anime alla Chiesa, unica vera arca di salvezza, al di fuori della Chiesa non c’è salvezza, davvero. Certo basta l’unione spirituale, basta …la comunione piena, certo è sufficiente la comunione spirituale con la Chiesa, anche se invisibile, però se non c’è quella, non ci si salva. Voi lo sapete bene, perché è catechismo, quando si è uniti visibilmente alla Chiesa tramite la fede esteriormente professata, tramite il battesimo, non è quello che basta per salvarci, bisogna anche avere l’adesione della carità, che è l’unione invisibile alla Chiesa.

    Invece per uno che non ha avuto la fortuna di conoscere la predicazione apostolica, certo è sufficiente per salvarsi che aderisca alla Chiesa tramite una fede implicita e tramite la carità. Però anche lui non si salva senza il Cristo e senza la Chiesa. Quindi amare le anime significa condurre le anime alla verità. Il fuoco che è lo Spirito Santo, (abbiamo visto nella festa di pentecoste), "docebit vos omina", vi insegnerà ogni cosa, è cosa bellissima. Mi piace tanto, a San Tommaso piaceva non poco, il fatto che l’amore introduce alla contemplazione intellettiva della verità. Lo Spirita Santo amore, fuoco, impossessandosi di un’anima e introduce quell’anima e attraverso quell’anima anche di altre anime, a che cosa? Alla pienezza della verità di Cristo. Allora Santa Caterina era davvero una buona figliola, una santa figliola di San Domenico in questa sua passione per le anime, appassionata della salvezza delle anime.

    Tre cose non la lasciavano mai tranquilla: l’Umanità e il Sangue di Gesù, la Chiesa, il corpo mistico del Signore e il papato, e poi la salvezza delle anime. Quanto è importante anche oggi avere questi tre amori di Santa Caterina! Da un lato l’amore di Gesù, Verbo incarnatosi per la nostra salvezza, Gesù uomo che ha sparso il Sangue della redenzione sulla Croce e l’amore per lla Chiesa, per il sacerdozio, per le istituzioni ecclesiastiche, che non possono essere depravate dalla malizia degli uomini, l’amore per il Santo Padre, l’ubbidienza, tutta ispirata ad una soprannaturale saggezza nei riguardi del Santo Padre. E poi l’amore per le anime, guai se siamo insensibili alle anime!

    C’è il centenario di Don Bosco, mi piace tanto nello stemma salesiano,questo detto : "da mihi animas, cetera tolle", dammi le anime e poi togli tutto il resto. Questa è la mentalità domenicana e cateriniana. Chiediamo al Signore una sola cosa: "dacci, Signore, le anime e togli pure tutto il resto, che così ci basta", perché la nostra vera gloria (che poi non è nostra, ma è quella di Dio) è appunto condurre a Dio le anime. Non c’è gloria maggiore dell’uomo vivente di grazia, l’uomo che è salvato tramite il Sangue di Gesù.

    Allora, care sorelle, lasciamoci appassionare da questa carica apostolica, che certamente non può proliferare là dove c’è la mentalità, in qualche modo, falsamente indifferentistica. Ve lo dissi, ricordate, anche nell’ultima omelia (naturalmente prendete sempre cum grano salis quelle cose che vi dico, perché sembrano un po’ enfatiche, però sotto sotto c’è sempre un’istanza vera, nel senso che, certamente come diceva il Santo Padre nel discorso di Loreto, è necessario che la carità introduca la verità, ma nel contempo che la verità si rivesta della dolcezza della carità). Questo in Santa Caterina proprio in questo suo amore per le anime..(finito un lato della cassetta)

    Proprio per questo si è dolci con coloro che devono essere condotti alla verità, quindi in questo senso quando me la presi con la tolleranza, con l’indifferentismo, non intendevo dire che bisogna essere duri, che bisogna essere maleducati con il prossimo, guai. La verità se non è affabile, se non è cortese, se non ha questi buoni modi non attrae nessuno, non so chi disse, mi pare San Francesco di Sales, che una goccia di miele vale più di un recipiente pieno di aceto, quindi bisogna essere molto affabili e dolci con le anime, però nel contempo il traguardo deve essere sicuro. Ora la grande tentazione degli apostoli di oggi è quella di essere da un lato, è cosa curiosa, si comincia così, mettere in dubbio, anche in nome della carità, si comincia a mettere in dubbio la verità, si dice: "se debbo amare tutti, non ha importanza che cosa loro pensano, la verità divide, la carità unisce, quindi uniti nella carità, ciascuno la pensa a modo suo". Chi comincia a pensare così, finisce poi, paradossalmente, a distruggere anche la carità. Perché? Perché chi è intransigente con la verità, proprio sente la superiorità della verità a sé stesso, cioè sente che la verità non è un prodotto del suo cervello, sente la che la verità è lì, io posso negarla e allora peggio per me, posso anche accettarla e allora l’anima mia si eleva, si nutre davvero. Però la verità non è manipolabile, è lì indipendentemente da me. Invece chi comincia in nome della carità a negare la verità, finisce con dire: "La verità è quello che vi dico io" non quello che c’è indipendentemente da quello che io penso e dico. E’ indipendente da quello che penso o dico io. Ecco perché c’è spesso, sotto la camuffata tolleranza, c’è tanta violenza e tanta prevaricazione, basta aprire gli occhi per vederlo.

    Allora sorelle, molto importante mantenere questa dualità: intransigente adesione alla verità nella sua pienezza e nel contempo grande dolcezza ed amabilità nel condurre le anime alla verità.

    Bene, sorelle mie, finisco qui, ho parlato fin troppo, ora tocca a voi, voglio sentire sopra tutto se mi sono spiegato, soprattutto i miei modi professorali, il parlare difficile, talvolta succede.

    Domanda: se c’è salvezza nel Cuore di Cristo, se non vi è nelle vie ordinarie della Chiesa, però vi è attraverso Cristo. Ce lo può chiarire? Come si può spiegare agli altri, perché se diciamo che non c’è salvezza se non in Cristo, allora si dice: "allora i buddisti che colpa ne hanno?". Ci saranno anche dei santi buddisti, della gente che va in Paradiso buddista, però in che modo?

    Risposta: ecco, sorella cara, a questo punto c’è una certa intemperanza della nuova teologia, che mi da tanto fastidio. Quando uno nega un dogma, sfacciatamente, io ci soffro, c’è poco da fare. Ora che cosa è successo? Quel dogma proclamato da un mucchio di Papi, dal Concilio di Firenze, ma non solo, ce ne sono tanti, quel dogma che dice "Extra Ecclesia, nulla salus". Quella dottrina patristica secondo cui la Chiesa è l’arca di Noè, tutti soffocano nel diluvio universale, tranne che Noè e la sua famiglia, perché sono entrati nell’arca. Non c’è dubbio, questa è una dottrina assolutamente rivelata e irriformabile. Non è che la Chiesa si vanti, no, il privilegio che il Signore le ha dato, di essere il sacramento universale di salvezza. Gesù è quello che è per volontà del Padre. E’ Lui stesso che lo dice agli ebrei che lo contestavano anch’essi per motivi simili a quelli dei moderni che contestano la chiesa, "la Chiesa si insuperbisce". Gli dicevano: "E tu, chi ti credi di essere?". Diceva: "Io credo di essere quello che il Padre mi considera, non ve lo dico a nome mio, ma a nome di Chi mi ha mandato". La Chiesa è questo strumento universale di salvezza non per superbia sua, ma proprio per volontà del Padre. Certo questo non esclude la salvezza dei così detti (sarebbe sbagliato dire dei non credenti, questo sarebbe già un’eresia, perché abbiamo detto, San Paolo ce lo dice, che non ci si salva per mezzo della fede) allora non bisogna dire "salvezza dei non credenti", bisogna dire: "salvezza degli implicitamente credenti", questa è la formula giusta, che è già stata elaborata, se non vado errato, all’inizio del secolo dal Papa San Pio X. Il Papa si pronunciò, bisogna essere molto prudenti a giudicare: "quello si salva, quell’altro non si salva", solo Dio lo sa. Ma una cosa possiamo dire, che si salva anche chi non crede esplicitamente in Cristo e la sua Chiesa, anche chi non è esplicitamente battezzato, però, se si salva, non si salva senza il Cristo e la Chiesa. Allora quale è la sua adesione al Cristo e alla Chiesa? Non è l’adesione esterna, visibile. Alcuni dicono: "non appartiene al corpo della Chiesa, ma bensì è un’appartenenza invisibile", quindi apparterrebbe all’anima della Chiesa, è un modo metaforico di parlare. Però comunque in un modo deve appartenere alla Chiesa, se non visibilmente, come capita, fortunati noi tramite il battesimo, la fede esplicitamente professata, tramite i sacramenti della Chiesa, deve però avvenire questo attaccamento al Cristo e alla sua Chiesa tramite la fede implicita e tramite la carità.

    Notate una cosa: non si ha (mentre si può avere la fede senza la carità, perché può succedere che uno creda, però con il peccato mortale abbia perso la vita soprannaturale, la fede è già un invito a convertirsi, è importante credere anche se uno è in peccato mortale), invece viceversa non vale il discorso inverso, non si ha mai la carità senza la fede, come non si ha mai il più senza il meno. D’altronde non si può amare ciò che non si conosce e noi amiamo Dio soprannaturalmente solo se lo conosciamo soprannaturalmente tramite la fede. Allora anche quei fratelli non esplicitamente cattolici, che aderiscono al Cristo e alla Chiesa invisibilmente, devono avere una forma di fede. Quale fede? Non certo la nostra, perché un buddista non dice "credo in Deum unum Patrem ommnipotentem..", però deve avere un certo suggerimento dato dallo Spirito Santo, che parla pure al suo cuore, in modo che Dio solo conosce, deve avere in qualche modo una fede implicita soprannaturale in queste due dimensioni della nostra fede, cioè in Dio, nel mistero di Dio e nel mistero del Salvatore, anche se magari non sa che il Salvatore è Gesù. Però deve avere una sincera attesa della salvezza che Dio si compiacerà di dare all’uomo. Quindi Dio è il Salvatore, spesso sono aspetti strettamente legati, più o meno differenziati, a secondo delle religioni. Però bisogna che un’anima che si salva, si salvi proprio tramite questo apostolato, se volete, dello Spirito Santo, che in questo caso non si serve più degli apostoli uomini. Però la via ordinaria è effettivamente quella missionaria.

    San Francesco Saverio non sbagliava affatto, se pensava: "Quei poverini lì in Giappone si salvano lo stesso perché hanno la fede implicita", allora le missioni cristiane non ci sarebbero. Invece Gesù manda i suoi apostoli nel mondo intero, proprio sottolineando che quell’ insegnamento di fede è proprio la via ordinaria per la quale Iddio si compiace di condurre le anime a Sé.

    Mentre da un lato dobbiamo giustamente dire che Iddio (san Tommaso lo esprime in questa bella parola, dice "Deus non alligavit misericordiam suam sacramentis", cioè Dio non ha legato la sua misericordia ai soli sacramenti, ma quella grazia che ordinariamente agisce nei sacramenti, in un modo che solo Dio conosce, può agire in anime che nemmeno sanno che ci sono i sacramenti. Però ciò non toglie che dobbiamo dire: queste sono vie straordinarie, a quelle ci penserà il Signore, noi dobbiamo pensare al nostro dovere "eundes ad gentes", cioè andando verso tutte le genti, ammaestrarle e battezzarle nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

    E’ un discorso molto delicato, ci sono altre sfumature, ma come sostanza va bene. E’ vero che succede spesso una domanda del genere.

    Domanda……anche i Testimoni di Geova…

    Risposta: ci può essere anche in questi eretici, ci può essere anche in loro quella che si dice l’ignoranza irriducibile, la buona fede, quello che San Tommaso chiama "l’eretico materiale"……

    FONTE

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    St. Catherine of Siena

    Dominican Tertiary, born at Siena, 25 March, 1347; died at Rome, 29 April, 1380.

    She was the youngest but one of a very large family. Her father, Giacomo di Benincasa, was a dyer; her mother, Lapa, the daughter of a local poet. They belonged to the lower middle-class faction of tradesmen and petty notaries, known as "the Party of the Twelve", which between one revolution and another ruled the Republic of Siena from 1355 to 1368. From her earliest childhood Catherine began to see visions and to practise extreme austerities. At the age of seven she consecrated her virginity to Christ; in her sixteenth year she took the habit of the Dominican Tertiaries, and renewed the life of the anchorites of the desert in a little room in her father's house. After three years of celestial visitations and familiar conversation with Christ, she underwent the mystical experience known as the "spiritual espousals", probably during the carnival of 1366. She now rejoined her family, began to tend the sick, especially those afflicted with the most repulsive diseases, to serve the poor, and to labour for the conversion of sinners. Though always suffering terrible physical pain, living for long intervals on practically no food save the Blessed Sacrament, she was ever radiantly happy and full of practical wisdom no less than the highest spiritual insight. All her contemporaries bear witness to her extraordinary personal charm, which prevailed over the continual persecution to which she was subjected even by the friars of her own order and by her sisters in religion. She began to gather disciples round her, both men and women, who formed a wonderful spiritual fellowship, united to her by the bonds of mystical love. During the summer of 1370 she received a series of special manifestations of Divine mysteries, which culminated in a prolonged trance, a kind of mystical death, in which she had a vision of Hell, Purgatory, and Heaven, and heard a Divine command to leave her cell and enter the public life of the world. She began to dispatch letters to men and women in every condition of life, entered into correspondence with the princes and republics of Italy, was consulted by the papal legates about the affairs of the Church, and set herself to heal the wounds of her native land by staying the fury of civil war and the ravages of faction. She implored the pope, Gregory XI, to leave Avignon, to reform the clergy and the administration of the Papal States, and ardently threw herself into his design for a crusade, in the hopes of uniting the powers of Christendom against the infidels, and restoring peace to Italy by delivering her from the wandering companies of mercenary soldiers. While at Pisa, on the fourth Sunday of Lent, 1375, she received the Stigmata, although, at her special prayer, the marks did not appear outwardly in her body while she lived.

    Mainly through the misgovernment of the papal officials, war broke out between Florence and the Holy See, and almost the whole of the Papal States rose in insurrection. Catherine had already been sent on a mission from the pope to secure the neutrality of Pisa and Lucca. In June, 1376, she went to Avignon as ambassador of the Florentines, to make their peace; but, either through the bad faith of the republic or through a misunderstanding caused by the frequent changes in its government, she was unsuccessful. Nevertheless she made such a profound impression upon the mind of the pope, that, in spite of the opposition of the French king and almost the whole of the Sacred College, he returned to Rome (17 January, 1377). Catherine spent the greater part of 1377 in effecting a wonderful spiritual revival in the country districts subject to the Republic of Siena, and it was at this time that she miraculously learned to write, though she still seems to have chiefly relied upon her secretaries for her correspondence. Early in 1378 she was sent by Pope Gregory to Florence, to make a fresh effort for peace. Unfortunately, through the factious conduct of her Florentine associates, she became involved in the internal politics of the city, and during a popular tumult (22 June) an attempt was made upon her life. She was bitterly disappointed at her escape, declaring that her sins had deprived her of the red rose of martyrdom. Nevertheless, during the disastrous revolution known as "the tumult of the Ciompi", she still remained at Florence or in its territory until, at the beginning of August, news reached the city that peace had been signed between the republic and the new pope. Catherine then instantly returned to Siena, where she passed a few months of comparative quiet, dictating her "Dialogue", the book of her meditations and revelations.

    In the meanwhile the Great Schism had broken out in the Church. From the outset Catherine enthusiastically adhered to the Roman claimant, Urban VI, who in November, 1378, summoned her to Rome. In the Eternal City she spent what remained of her life, working strenuously for the reformation of the Church, serving the destitute and afflicted, and dispatching eloquent letters in behalf of Urban to high and low in all directions. Her strength was rapidly being consumed; she besought her Divine Bridegroom to let her bear the punishment for all the sins of the world, and to receive the sacrifice of her body for the unity and renovation of the Church; at last it seemed to her that the Bark of Peter was laid upon her shoulders, and that it was crushing her to death with its weight. After a prolonged and mysterious agony of three months, endured by her with supreme exultation and delight, from Sexagesima Sunday until the Sunday before the Ascension, she died. Her last political work, accomplished practically from her death-bed, was the reconciliation of Pope Urban VI with the Roman Republic (1380).

    Among Catherine's principal followers were Fra Raimondo delle Vigne, of Capua (d. 1399), her confessor and biographer, afterwards General of the Dominicans, and Stefano di Corrado Maconi (d. 1424), who had been one of her secretaries, and became Prior General of the Carthusians. Raimondo's book, the "Legend", was finished in 1395. A second life of her, the "Supplement", was written a few years later by another of her associates, Fra Tomaso Caffarini (d. 1434), who also composed the "Minor Legend", which was translated into Italian by Stefano Maconi. Between 1411 and 1413 the depositions of the surviving witnesses of her life and work were collected at Venice, to form the famous "Process". Catherine was canonized by Pius II in 1461. The emblems by which she is known in Christian art are the lily and book, the crown of thorns, or sometimes a heart--referring to the legend of her having changed hearts with Christ. Her principal feast is on the 30th of April, but it is popularly celebrated in Siena on the Sunday following. The feast of her Espousals is kept on the Thursday of the carnival.

    The works of St. Catherine of Siena rank among the classics of the Italian language, written in the beautiful Tuscan vernacular of the fourteenth century. Notwithstanding the existence of many excellent manuscripts, the printed editions present the text in a frequently mutilated and most unsatisfactory condition. Her writings consist of
    • the "Dialogue", or "Treatise on Divine Providence";
    • a collection of nearly four hundred letters; and
    • a series of "Prayers".

    The "Dialogue" especially, which treats of the whole spiritual life of man in the form of a series of colloquies between the Eternal Father and the human soul (represented by Catherine herself), is the mystical counterpart in prose of Dante's "Divina Commedia".
    A smaller work in the dialogue form, the "Treatise on Consummate Perfection", is also ascribed to her, but is probably spurious. It is impossible in a few words to give an adequate conception of the manifold character and contents of the "Letters", which are the most complete expression of Catherine's many-sided personality. While those addressed to popes and sovereigns, rulers of republics and leaders of armies, are documents of priceless value to students of history, many of those written to private citizens, men and women in the cloister or in the world, are as fresh and illuminating, as wise and practical in their advice and guidance for the devout Catholic today as they were for those who sought her counsel while she lived. Others, again, lead the reader to mystical heights of contemplation, a rarefied atmosphere of sanctity in which only the few privileged spirits can hope to dwell. The key-note to Catherine's teaching is that man, whether in the cloister or in the world, must ever abide in the cell of self-knowledge, which is the stable in which the traveller through time to eternity must be born again.

    Bibliography

    Processus contestationum super sanctitate et doctrina beatae Catharinae de Senis, in MARTENE AND DURAND, Veterum Scriptorum et Monumentorum Amplissima Collectio (Paris, 1729), VI; GIGLI, L'opere della serafica Santa Caterina da Siena (Siena and Lucca, 1707-54); TOMMASEO, Le Lettere di S. Caterina da Siena (Florence, 1860); Italian translations of the Legend and the Supplement are included in the first and fifth volumes of GIGLI's Edition; important portions of the Process are still left unpublished in manuscripts in the Biblioteca Comunale of Siena and the Biblioteca Casanatense at Rome.

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. III, 1908, New York

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    Lightbulb Re: 30 aprile (29 aprile) - S. Caterina da Siena vergine e Patrona d'Italia

    30 aprile 2017: Santa Caterina da Siena, vergine e Patrona d'Italia; SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA, Domenica del Buon Pastore…



    “SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA. Domenica del Buon Pastore.”
    Guéranger, L'anno liturgico - Seconda Domenica dopo Pasqua
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pasqua-dom2.htm

    "Santa Caterina da Siena, vergine, 30 aprile"
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina da Siena, Vergine

    http://www.unavoce-ve.it/pg-30apr.htm




    "Seconda Domenica dopo Pasqua (Santa Messa) Don Floriano Abrahamowicz."
    https://www.youtube.com/watch?v=LHs5cO4j5r8
    "Seconda Domenica dopo Pasqua (Omelia)"
    https://www.youtube.com/watch?v=SgYQveDn2Ck
    https://www.youtube.com/channel/UCgi...ycHasvCb8ECH8w
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php




    Santa Caterina da Siena - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/3953-2/
    “30 aprile, Santa Caterina da Siena, Vergine (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380). Terziaria domenicana, nel 1939 fu proclmata da Pio XII patrona d’Italia.

    O Caterina santa, giglio di verginità e rosa di carità che ornasti il giardino domenicano, eroina di cristiano zelo che fosti eletta al pari di Francesco singolare Patrona d’Italia, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo diletto, nel cui cuore bevesti inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace per te e per il mondo.
    Da quel cuore divino tu derivasti l’acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onesto tratto nella gioventù, di riunione fra i popoli discordi, di rinnovazione del costume pubblico e dell’amore fraterno, compassionevole e benefico verso gl’infelici e i sofferenti, e insegnasti con l’esempio tuo a congiungere l’unione di Cristo con l’amore di patria. Se ami l’Italia e il popolo a te affidato, se la pietà verso di noi ti muove, se ti è cara la tomba in cui Roma venera e onora la tua spoglia verginale, allora, rivolgi benigna il tuo sguardo e il tuo favore sulla nostra pena e sulla nostra preghiera e compi i nostri voti.
    Difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo. Sotto il tuo presidio e tutela siano i figli e le figlie d’Italia, i nostri cuori e le anime nostre, i nostri travagli e le nostre speranze, la nostra fede e il nostro amore: quell’amore e quella fede che furono la tua vita e ti fecero immagine di Cristo crocifisso nello zelo intrepido per la sposa di lui, la santa Chiesa.
    O eroica e santa messaggera di unione e di pace per la Chiesa di Cristo, che restituisci al seggio apostolico romano nel suo splendore di autorità e di magistero il Successore di Pietro, proteggilo e consolalo nella sua paterna universale sollecitudine, nei suoi affanni e nei suoi consigli per la salvezza e la pace dei popoli; e ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani, o celeste Patrona, l’affetto e la sottomissione che tu nutrivi per lui e per l’ovile di Cristo, nella tranquillità del mondo. Così sia.”



    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare il beato Eutropio, Vescovo e Martire, il quale, consacrato Vescovo dal Papa san Clemènte, fu da lui mandato in Frància, ed ivi, dopo aver lungamente predicato, finalmente morì vincitore, essendogli stato spaccato il capo, per la testimonianza di Cristo. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, il beato Eutropio possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr.”



    https://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    "Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]."
    “30 Avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380).”
    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Deuxième Dimanche après Pâques (2016).
    http://prieure2bethleem.org/predica/...ril.mp3”




    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “30 aprile 2017: SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA.”
    “30 APRILE 2017: SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE E PATRONA D'ITALIA E DELLE ISOLE ADIACENTI.”





    http://www.unavoce-ve.it/pg-30apr.htm

    Guéranger, L'anno liturgico - Seconda Domenica dopo Pasqua
    http://www.unavoce-ve.it/pg-pasqua-dom2.htm
    “SECONDA DOMENICA DOPO PASQUA.

    Domenica del Buon Pastore.
    Questa Domenica viene designata con l'appellativo popolare di "Domenica del Buon Pastore" perché, alla Messa, vi si legge il brano evangelico di san Giovanni in cui nostro Signore stesso si chiama in questo modo. Un vincolo misterioso unisce tale testo al tempo nostro, poiché è in questi giorni che il Salvatore degli uomini, stabilendo e consolidando la sua Chiesa, cominciò a darle quel Pastore che dovrà governarla fino alla consumazione dei secoli.
    Secondo l'eterno decreto, l'Uomo-Dio, tra qualche giorno, non sarà più visibile quaggiù. La terra lo rivedrà solamente alla fine del tempo, quando verrà a giudicare i vivi e i morti. Nondimeno egli non può abbandonare questa umanità, per la quale si è sacrificato sulla croce, che ha vendicato della morte dell'inferno, uscendo vittorioso dal sepolcro. Egli resterà dal cielo il suo Capo; ma cosa avremo noi, per supplire alla sua presenza sulla terra? Avremo la Chiesa. Alla Chiesa lascerà tutta la sua autorità sopra di noi; è nelle mani della Chiesa che depositerà tutte le verità che ha insegnato; è lei che stabilirà quale dispensatrice di tutti i mezzi di salvezza, che ha destinati per gli uomini.
    I membri della Chiesa.
    Questa Chiesa è una grande società nella quale tutti gli uomini sono chiamati ad entrare: società composta di due generi di membri, gli uni governanti e gli altri governati, gli uni insegnanti e gli altri catechizzati, gli uni santificatori e gli altri santificati. Questa società immortale è la Sposa del Figlio di Dio: è per suo mezzo che genera i suoi eletti. Essa è l'unica madre fuori del cui grembo non vi sarà salvezza per nessuno.
    Pietro costituito Pastore.
    Ma come sussisterà questa società? Come farà a traversare i secoli ed arrivare così sino alla fine del mondo? chi le darà l'unità e la coesione? quale sarà il legame visibile tra le sue membra, il segno palpabile che la designerà vera Sposa di Cristo, nel caso in cui altre società pretendessero fraudolentemente di rubarle l'onore legittimo? Non avremmo corso nessun rischio se Gesù fosse potuto restare in mezzo a noi, poiché dove c'è lui, c'è anche la verità e la vita; ma "egli se ne va", ci dice, e noi non possiamo ancora seguirlo.
    Ascoltate, dunque, e imparate su quale base ha stabilito la legittimità della sua unica Sposa. Durante la sua vita mortale, stando un giorno nel territorio di Cesarea di Filippo, insieme ai suoi Apostoli radunati intorno a lui, li interrogò sull'idea che avevano della sua persona. Uno di loro, Simone, figlio di Giovanni, o Giona, e fratello di Andrea, prese la parola e gli disse: "Tu sei il Cristo, Figlio di Dio vivente". Gesù ricevette con bontà questa testimonianza che non era stata suggerita a Simone da nessun sentimento umano, ma che proveniva dalla sua coscienza, in quel momento divinamente ispirata; e dichiarò all'Apostolo beato che, d'ora in avanti, non sarebbe più stato Simone, ma Pietro. Cristo era stato designato dai Profeti sotto il carattere simbolico della pietra (Is 28,16). Attribuendo così solennemente al suo discepolo questo stesso titolo particolare, dato al Messia, Gesù faceva ben comprendere che Simone avrebbe con lui rapporti diversi da quelli esistenti con gli altri Apostoli. Ma egli continuò il suo discorso: aveva detto a Simone: "Tu sei Pietro" ed ora aggiunse: "e su questa pietra io fonderò la mia Chiesa". Pesiamo le parole del figlio di Dio: "Fonderò la mia Chiesa". Ha dunque un progetto: quello di fondare una Chiesa. Questa Chiesa, però, non è adesso, che egli la fonda; l'opera è ancora differita; ma ciò che sappiamo già con certezza, è che questa Chiesa sarà fondata su Pietro. Pietro ne sarà il fondamento, e chiunque non si appoggerà su Pietro, non farà parte della Chiesa. Ma ascoltiamo ancora: "E le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa". Nello stile ebraico le porte significano le potenze; perciò la Chiesa di Gesù sarà indistruttibile, nonostante tutti gli sforzi dell'inferno. Perché? perché stabile ne è il fondamento. Il Figlio di Dio continua: "Ti darò le chiavi del Regno dei Cieli". In lingua ebraica le chiavi significano il potere di governare, e nelle parabole del Vangelo il Regno di Dio significa la Chiesa che deve essere fondata da Cristo.
    Dicendo a Pietro, che non si chiamerà più Simone, "Ti darò le chiavi del Regno dei Cieli", Gesù si esprime come se gli dicesse: "Ti farò Re di questa Chiesa, della quale tu sarai nello stesso tempo il fondamento". Nulla di più evidente; ma non dimentichiamo che tutte queste magnifiche promesse riguardano l'avvenire (Mt 16).
    Adesso, quest'avvenire è divenuto il presente. Eccoci giunti alle ultime ore di Gesù sulla terra. Il momento è arrivato in cui egli adempirà la sua promessa e fonderà il Regno di Dio, questa Chiesa che doveva costruire quaggiù. Fedeli agli ordini che gli Angeli avevano loro trasmesso, gli Apostoli si sono trasferiti nella Galilea. Il Signore si manifesta sulle rive del lago di Tiberiade, e dopo aver consumato un pasto, che egli stesso aveva loro preparato, mentre stanno attentamente ascoltando le sue parole, chiede improvvisamente al suo discepolo: "Simone, figlio di Giovanni, m'ami tu?".
    Rimarchiamo che in quel momento non si rivolse a lui chiamandolo col nome di Pietro; si riporta a quella volta in cui gli disse: "Simone, figlio di Giona, tu sei Pietro"; vuole che i discepoli sentano il legame che unisce la promessa alla sua realizzazione. Pietro con la solita prontezza, risponde all'interrogazione del Maestro: "Sì, Signore, tu sai che io ti amo". E Gesù, riprendendo la parola con autorità: "Pasci i miei agnelli" dice al discepolo. Poi ripete ancora la domanda: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu?" Pietro si meraviglia dell'insistenza con la quale il Maestro sembra incalzarlo; nondimeno risponde con la stessa semplicità: "Sì, Signore, tu sai che io ti amo". Dopo questa risposta, Gesù torna a dire le stesse parole d'investitura: "Pasci i miei agnelli". I discepoli ascoltano rispettosamente questo dialogo: capiscono che, ancora una volta, Pietro è trattato in modo particolare; che, in questo momento, egli riceve qualcosa che essi non avrebbero ricevuto. I ricordi di Cesarea di Filippo tornano loro alla mente e si sovvengono dello speciale riguardo che il Maestro, dopo quel giorno, ha sempre avuto per Pietro. Ma non è ancora tutto finito. Per la terza volta Gesù interpella Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, m'ami tu?". A questo punto l'Apostolo non regge più. Questi tre appelli al suo amore, fatti da Gesù, hanno risvegliato in lui il triste ricordo dei tre dinieghi davanti alla serva di Caifa. Sente un'allusione alla sua infedeltà ancora così recente, ed è chiedendo grazia, che questa volta risponde con maggiore compunzione che sicurezza: "Signore, tu sai tutto; tu conosci che io ti amo".
    Allora il Signore, mettendo l'ultimo suggello all'autorità di Pietro, pronuncia quelle parole: "Pasci le mie pecore" (Gv 21).
    Ecco dunque Pietro eletto Pastore da colui stesso che ci disse "Io sono il buon Pastore". Il Signore per prima cosa, e per ben due volte, ha dato al suo discepolo l'incarico di curare i suoi "agnelli"; non era ancora l'elezione a Pastore; ma quando l'incarica di pascere anche "le pecore", tutto l'intero gregge viene posto sotto la sua autorità.
    Si manifesti, ora, la Chiesa; che ella si elevi, che si propaghi! Simone, il figlio di Giovanni, ne è proclamato il capo visibile. È un edificio, questa Chiesa? egli ne è la Pietra fondamentale. È un Regno? egli ne possiede le Chiavi, ossia lo scettro. È un ovile? egli ne è il Pastore. Sì, sarà un ovile, la Chiesa che Gesù sta organizzando in quel momento, e che nel giorno della Pentecoste si rivelerà. Il Verbo di Dio è disceso dal Cielo "a fine di radunare insieme i dispersi figli di Dio" (Gv 11,52). E si avvicina il momento nel quale non vi sarà più che "un solo ovile e un solo Pastore" (ivi 10,16). Noi ti benediciamo, ti ringraziamo, o divino nostro Pastore! Questa Chiesa da te fondata in quei giorni, per mezzo tuo sussiste, ed attraversa i secoli, raccogliendo e salvando tutte le anime che a lei si affidano. La sua legittimità, la sua forza, la sua unità, le vengono da te, Pastore suo onnipotente e misericordioso. Noi ti benediciamo e ti ringraziamo pure, o Gesù, per la previdenza con la quale hai provveduto a mantenere questa legittimità, questa forza, questa unità, dandoci Pietro tuo vicario; Pietro, nostro Pastore in te e per te Pietro, al quale pecore e agnelli devono ubbidienza; Pietro, in cui tu dimorerai visibilmente fino alla consumazione dei secoli.
    Nella Chiesa greca, la seconda Domenica dopo Pasqua che chiamiamo del "Buon Pastore" è designata sotto il nome di Domenica delle sante mirofore o porta-profumi. Vi viene particolarmente celebrata la pietà delle pie donne che portarono i profumi al Sepolcro, per imbalsamare il corpo del Salvatore. Giuseppe di Arimatea ha pure la sua parte, nei cantici di cui si compone l'officio della Chiesa greca durante questa settimana.
    MESSA
    EPISTOLA (Pt 2,21-25). - Carissimi: Cristo ha sofferto per noi, lasciandovi l'esempio, affinché ne seguiate le orme. Egli, che non commise peccato, né ebbe mai frode sulla bocca, venendo maledetto non malediceva, strapazzato non minacciava, si rimetteva nelle mani di chi ingiustamente lo giudicava. Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sopra la croce, affinché, morti al peccato e sanati dalle sue piaghe, viviamo alla giustizia. Eravate infatti pecore erranti, ma ora siete ritornati al pastore e vescovo delle anime vostre.
    L'esempio di Cristo.
    Il Principe degli Apostoli, il Pastore visibile della Chiesa, ci ha fatto ora udire la sua parola. Osservate come nella fine di questo brano Pietro orienta il nostro pensiero sul Pastore invisibile, di cui è il vicario. Con quanta modestia evita qualsiasi allusione a se stesso. È il medesimo Pietro che, guidando Marco, il discepolo, nella compilazione del suo Vangelo, non volle che vi raccontasse l'investitura che Cristo gli diede su tutto il gregge, ed invece non omettesse niente nel riferire il triplice diniego presso Caifa.
    Con quale tenerezza l'Apostolo ci parla qui del suo Maestro, delle sofferenze da lui sopportate, della sua pazienza, della sua dedizione, fino alla morte, verso le povere pecorelle erranti che dovevano formare il suo ovile! Queste parole, un giorno troveranno applicazione in Pietro stesso. Verrà l'ora in cui sarà anche lui affisso ad una croce, in cui si mostrerà paziente come il suo Maestro in mezzo agli oltraggi ed ai maltrattamenti. Gesù glielo aveva predetto: poiché, dopo avergli affidato pecore e agnelli, aggiunse che sarebbe venuto il tempo in cui Pietro "divenuto vecchio stenderebbe le sua mani" sulla croce e che la violenza dei carnefici si sarebbe praticata sulla sua debolezza (Gv 21). E ciò accadrà non soltanto per la persona di Pietro, ma ad un numero notevole dei suoi successori, che fanno una sola cosa con lui, e che si vedranno, durante i secoli, perseguitati, esiliati, imprigionati, messi a morte. Seguiamo anche noi le tracce di Gesù, soffrendo volentieri per amore della giustizia; noi lo dobbiamo a Colui che, uguale nella gloria a Dio Padre, da tutta l'eternità, si è degnato scendere sulla terra per essere "il Pastore e il Vescovo delle anime nostre".
    VANGELO (Gv 10, 11-16). - In quel tempo: Gesù disse ai Farisei: Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue pecorelle. Il mercenario invece, e chi non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, e lascia le pecore e fugge, e il lupo le azzanna e disperde. Il mercenario fugge perché è mercenario e non gl'importa delle pecore. Io sono il buon pastore e conosco le mie pecorelle, e le mie (pecorelle) conoscono me; come il Padre conosce me ed io conosco il Padre; e per le mie pecorelle do la vita. E ho delle altre pecorelle che non sono di quest'ovile; anche quelle bisogna che raduni, e daranno ascolto alla mia voce, e si avrà un solo ovile e un solo pastore.
    La sottomissione all'unico Pastore.
    O Pastore divino delle anime nostre, come è grande il tuo amore per le pecorelle! Arrivi fino a dare la vita, affinché esse siano salve! Il furore dei lupi non ti fa fuggire; tu ti offri vittima per distogliere da esse il dente mortale che vorrebbe divorarle; sei morto in nostra vece perché eri nostro Pastore. Noi non ci meravigliamo più che tu abbia voluto da Pietro un amore più grande di quello che aspettavi dai suoi fratelli: volevi stabilirlo loro e nostro Pastore.
    Pietro ha risposto con assoluta sicurezza che ti amava, e tu gli hai conferito quel titolo che ti apparteneva, e il potere di esercitare le tue mansioni, perché egli ti rimpiazzasse quando saresti sparito dai nostri sguardi. Sii benedetto, Pastore divino, poiché hai provveduto ai bisogni del tuo ovile, che non poteva conservarsi Uno, se avesse avuto molti pastori senza quello Supremo. Per conformarci ai tuoi ordini, c'inchiniamo con amore e sottomissione avanti a Pietro, baciamo con rispetto i suoi sacri piedi; poiché è, per suo mezzo, che noi raggiungiamo te, e che siamo le tue pecorelle. Conservaci, Gesù, nell'ovile di Pietro, che è il tuo. Allontana da noi il mercenario, che vorrebbe usurpare il posto e i diritti del Pastore. Con profana violenza egli diviene un intruso nell'ovile, dandosi delle arie da maestro, ma non conosce le pecore e queste non conoscono lui. Attirato, non dallo zelo, ma dalla cupidigia e dall'ambizione, fugge all'avvicinarsi del pericolo. Quando non si è mossi che da interessi umani, non si sacrifica la propria vita per gli altri; il pastore scismatico ama se stesso; non ama le tue pecorelle; perché allora darebbe la sua vita per loro?
    Liberaci da questi mercenari, o Gesù! Ci separerebbero da te, staccandoci da Pietro, che tu hai stabilito tuo Vicario. E noi non ne vogliamo riconoscere altri. Anatema chiunque volesse comandarci in tuo nome, e non fosse inviato da Pietro! Falso pastore, non si appoggerebbe sulla pietra fondamentale, e non avrebbe le chiavi del Regno dei Cieli; non potrebbe altro che perderci.
    Accordaci, o nostro buon Pastore, di restare sempre con te e con Pietro, di cui tu stesso sei il fondamento, come egli è il nostro; e allora noi potremo sfidare tutte le tempeste. Tu l'hai detto, Signore: "l'uomo prudente ha costruito la sua casa sopra la roccia. Cadde la pioggia a dirotto, i fiumi strariparono, soffiarono i venti e s'abbatterono su quella casa, ed essa non crollò, perché fondata sopra la roccia" (Mt 7,24-25).
    PREGHIAMO
    O Dio, che con le sofferenze del tuo Figlio, hai rialzato il mondo decaduto, concedi ai fedeli una perenne letizia e, dopo averli liberati dal pericolo della morte eterna, fa' loro godere l'eterna felicità.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 127-133.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

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  4. #44
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    Lightbulb Re: 30 aprile (29 aprile) - S. Caterina da Siena vergine e Patrona d'Italia

    30 APRILE 2018: SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE E PATRONA D'ITALIA E DELLE ISOLE ADIACENTI…



    «Santa Caterina da Siena, vergine, 30 aprile.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina da Siena, Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-30apr.htm




    Santa Caterina da Siena - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-caterina-siena/
    «30 aprile, Santa Caterina da Siena, Vergine (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380). Terziaria domenicana, nel 1939 fu proclamata da Pio XII patrona d’Italia.

    O Caterina santa, giglio di verginità e rosa di carità che ornasti il giardino domenicano, eroina di cristiano zelo che fosti eletta al pari di Francesco singolare Patrona d’Italia, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo diletto, nel cui cuore bevesti inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace per te e per il mondo.
    Da quel cuore divino tu derivasti l’acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onesto tratto nella gioventù, di riunione fra i popoli discordi, di rinnovazione del costume pubblico e dell’amore fraterno, compassionevole e benefico verso gl’infelici e i sofferenti, e insegnasti con l’esempio tuo a congiungere l’unione di Cristo con l’amore di patria. Se ami l’Italia e il popolo a te affidato, se la pietà verso di noi ti muove, se ti è cara la tomba in cui Roma venera e onora la tua spoglia verginale, allora, rivolgi benigna il tuo sguardo e il tuo favore sulla nostra pena e sulla nostra preghiera e compi i nostri voti.
    Difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo. Sotto il tuo presidio e tutela siano i figli e le figlie d’Italia, i nostri cuori e le anime nostre, i nostri travagli e le nostre speranze, la nostra fede e il nostro amore: quell’amore e quella fede che furono la tua vita e ti fecero immagine di Cristo crocifisso nello zelo intrepido per la sposa di lui, la santa Chiesa.
    O eroica e santa messaggera di unione e di pace per la Chiesa di Cristo, che restituisci al seggio apostolico romano nel suo splendore di autorità e di magistero il Successore di Pietro, proteggilo e consolalo nella sua paterna universale sollecitudine, nei suoi affanni e nei suoi consigli per la salvezza e la pace dei popoli; e ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani, o celeste Patrona, l’affetto e la sottomissione che tu nutrivi per lui e per l’ovile di Cristo, nella tranquillità del mondo. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...na-236x300.jpg








    https://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    30 avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380) :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...inte-catherine
    “30 Avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...ine_sienne.jpg









    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare il beato Eutropio, Vescovo e Martire, il quale, consacrato Vescovo dal Papa san Clemènte, fu da lui mandato in Frància, ed ivi, dopo aver lungamente predicato, finalmente morì vincitore, essendogli stato spaccato il capo, per la testimonianza di Cristo. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, il beato Eutropio possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»


    "Santa Caterina da Siena pregate per noi. +"





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    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    http://www.radiospada.org
    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
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    “30 APRILE 2018: SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE E PATRONA D'ITALIA E DELLE ISOLE ADIACENTI.”
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    “[VITA EST MILITIA] El Cid Campeador, duca di Valencia
    Nota di Radio Spada; continua oggi, nella festa di Santa Caterina da Siena patrona delle terre italiane, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici.”
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...24%2C768&ssl=1





    https://www.radiospada.org/2013/04/s...cattolicesimo/

    "Santa Caterina da Siena: la donna che salvò il cattolicesimo di Lorenzo Roselli
    E’ uso comune anche nelle analisi storiche più accurate, considerare la Chiesa Cattolica Romana come un’entità ai vertici del mondo medievale, sovrana indiscussa di tutto il mondo conosciuto, inoppugnabile autorità in grado di sovrastare anche il volere di imperi.
    Se da un lato effettivamente il Cristianesimo giocava un ruolo fondamentale nel quadro culturale dell’Europa medievale, dall’altro doveva molto spesso subordinarsi alla realtà politica, soprattutto se a dettarla era una superpotenza.
    In questo quadro vanno inserite le infinite lotte tra Chiesa Romana e Sacro Romano Impero, lo Scisma d’Oriente e ovviamente il trasferimento del Papato ad Avignone da parte del re di Francia, nel 1309.
    Se la Chiesa sopravvisse a quel settantennio di vero e proprio vassallaggio nei confronti della corona francese, lo si deve principalmente ad un eccellente operato diplomatico, di cui il più grande fautore è stata una donna. Una giovane suora domenicana, per l’esattezza: Caterina Benincasa.
    Mistica e teologa (nonostante fosse semi-analfabeta), Caterina è “Dottore della Chiesa” per nomina di Paolo VI, nonché patrona d’Italia e di tutta l’Europa .
    Nata nel rione di Fontebranda a Siena il 25 marzo 1347 da una famiglia molto numerosa, a soli 6 anni ha una visione di Gesù Cristo vestito con le insegne papali ed accompagnato da San Paolo e San Giovanni.
    Animata fin da subito da profondo zelo, si ritiene che già a 7 anni Caterina faccia voto di castità, tanto da portarla a scontrarsi con i genitori verso i 12 anni, età in cui era maritabile.
    La ragazza si taglia completamente i capelli in atto di protesta, coprendosi il capo con un velo e intensificando la condotta di vita para-monacale che già conduceva.
    Avendola trovata a pregare con una colomba sulla testa, i genitori si rendono conto di quanto sia accesa la sua spiritualità e finalmente le consentono di entrare nelle “Mantellate”, terz’ordine laicale legato ai Domenicani.
    Racconta poi di essersi approcciata direttamente alle Sacre Scritture, imparando miracolosamente a leggere in breve tempo.
    Inoltre descrive un’altra visione, avuta al termine del Carnevale 1367, in cui Cristo, donandole un anello di rubini, la sposa a sé nella Fede.
    Animata da un fervore ancora più intenso, Caterina non sopporta la situazione circostante e si attiva in prima persona per il soccorso degli infermi, dei poveri e persino dei carcerati.
    Attacca poi le istituzioni e i governi, colpevoli di aver resto <<l’Italia corsa dalle compagnie di ventura e dilaniata dalle lotte intestine; il regno di Napoli travolto dall’incostanza e dalla lussuria della regina Giovanna;>>
    Nel corso della “guerra fredda” tra Papato e fiorentini, viene ricevuta da Gregorio XI ad Avignone che, seppur affascinato dalla sua integrità e forza d’animo, non si fa convincere ad accettare la pace.
    Caterina però non demorde e continua ad inviare lettere al papa invitandolo a liberarsi dal giogo francese e tornare a Roma.
    Gli sforzi diplomatici di Caterina si concretizzano il 17 gennaio 1377 quando Gregorio XI, per la prima volta dopo 68 anni, rimette piede nella Città Eterna.
    Trascorre i suoi ultimi anni cercando di pacificare i rapporti tra Firenze e Roma, e contrastando l’anti-papato di Fondi istituito dai francesi.
    Caterina esala l’ultimo respiro nella sua Siena, il 29 aprile 1380 a 33 anni, stando alle fonti agiografiche dopo un’astinenza forzata dal bere dell’incredibile durata di un mese.
    Papa Pio II la eleverà all’onore degli altari nel 1467."
    https://i1.wp.com/radiospada.org/wp-...e-of-siena.jpg








    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina da Siena, Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-30apr.htm





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  5. #45
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    Lightbulb Re: 30 aprile (29 aprile) - S. Caterina da Siena vergine e Patrona d'Italia

    30 APRILE 2019: SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE E PATRONA D'ITALIA E DELLE ISOLE ADIACENTI…



    «30 APRILE SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE»
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina da Siena, Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-30apr.htm




    Santa Caterina da Siena - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-caterina-siena/
    «30 aprile, Santa Caterina da Siena, Vergine (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380). Terziaria domenicana, nel 1939 fu proclamata da Pio XII patrona d’Italia.

    O Caterina santa, giglio di verginità e rosa di carità che ornasti il giardino domenicano, eroina di cristiano zelo che fosti eletta al pari di Francesco singolare Patrona d’Italia, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo diletto, nel cui cuore bevesti inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace per te e per il mondo.
    Da quel cuore divino tu derivasti l’acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onesto tratto nella gioventù, di riunione fra i popoli discordi, di rinnovazione del costume pubblico e dell’amore fraterno, compassionevole e benefico verso gl’infelici e i sofferenti, e insegnasti con l’esempio tuo a congiungere l’unione di Cristo con l’amore di patria. Se ami l’Italia e il popolo a te affidato, se la pietà verso di noi ti muove, se ti è cara la tomba in cui Roma venera e onora la tua spoglia verginale, allora, rivolgi benigna il tuo sguardo e il tuo favore sulla nostra pena e sulla nostra preghiera e compi i nostri voti.
    Difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo. Sotto il tuo presidio e tutela siano i figli e le figlie d’Italia, i nostri cuori e le anime nostre, i nostri travagli e le nostre speranze, la nostra fede e il nostro amore: quell’amore e quella fede che furono la tua vita e ti fecero immagine di Cristo crocifisso nello zelo intrepido per la sposa di lui, la santa Chiesa.
    O eroica e santa messaggera di unione e di pace per la Chiesa di Cristo, che restituisci al seggio apostolico romano nel suo splendore di autorità e di magistero il Successore di Pietro, proteggilo e consolalo nella sua paterna universale sollecitudine, nei suoi affanni e nei suoi consigli per la salvezza e la pace dei popoli; e ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani, o celeste Patrona, l’affetto e la sottomissione che tu nutrivi per lui e per l’ovile di Cristo, nella tranquillità del mondo. Così sia.»
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    http://www.sodalitium.biz/wp-content...na-236x300.jpg







    SANTE MESSE CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("ISTITUTO MATER BONI CONSILII") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-ponte-buggianese/
    «S. Messa a Ponte Buggianese (PT).
    Lieti di essere vicini al famoso Santuario di Ponte Buggianese dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, Patrona del nostro Istituto.
    Mercoledì 1 maggio alle ore 18. Per info: 0161 839335.»

    "Torino - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/torino/

    "Modena - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/modena/

    "Rimini - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/rimini/

    "Pescara - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    "Potenza - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "Roma - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/roma/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Domenica in Albis (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=UG870mk5GHo
    Domenica in Albis (Omelia)
    Lunedì Pasqua - dell' Angelo (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=wPkpeDbQdo8
    Santa Pasqua (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=G-lviMz3pWY
    Santa Pasqua 2019 - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=lwCe33a3TUo
    Sabato Santo (Veglia Pasquale)
    https://www.youtube.com/watch?v=jphVO0FHUMw
    Venerdì Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=6v8gLX5hNW0
    Giovedi Santo
    https://www.youtube.com/watch?v=80W3peGsC9I
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».








    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d6&oe=5D32C2A4






    https://www.facebook.com/tradidiquodetaccepi/


    «NOVENA A NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DEL ROSARIO DI POMPEI PER IMPETRARE LE GRAZIE NEI CASI PIÙ DISPERATI.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1f&oe=5D2A9232


    https://sardiniatridentina.blogspot.com/
    https://sardiniatridentina.blogspot....trona.html?m=0
    «Santa Caterina da Siena, vergine, Patrona primaria d'Italia.

    Santa Caterina, Vergine di Siena, del Terz'Ordine di san Domenico, rifulse per la vita, per la dottrina, per i miracoli, per l’attaccamento fermissimo alla Sede Apostolica in tempi turbolenti. Colma di Spirito Santo e ornata delle sacratissime Stimmate, passò al Signore, trentatreenne, il 29 aprile 1380. Pio II Piccolomini l’iscrisse fra i Santi il 29 giugno 1461. Già Patrona di Roma che la ospitò e la vide passare all'amplesso del Divino Sposo e che ne conserva il corpo alla Minerva, nel 1939 Pio XII la costituì, con san Francesco d'Assisi, principale Patrona di tutt’Italia.»
    «MISSAE
    I classis
    INTROITUS
    Ps 44:8 - Dilexísti justítiam, et odísti iniquitátem: proptérea unxit te Deus, Deus tuus, óleo lætítiae præ consórtibus tuis. Allelúja, allelúja. ~~ Ps 44:2 - Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. ~~ Glória ~~ Dilexísti justítiam, et odísti iniquitátem: proptérea unxit te Deus, Deus tuus, óleo lætítiae præ consórtibus tuis. Allelúja, allelúja.

    Ps 44:8 - Hai amato la giustizia, e odiato le cose perverse, perciò il Signore, tuo Dio, ti ha unto tra le tue compagne con l'olio che dà gioia.Alleluia, alleluia.~~ Ps 44:2 - Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero, mentre al Sovrano canto il mio poema. ~~ Gloria ~~ Hai amato la giustizia, e odiato le cose perverse, perciò il Signore, tuo Dio, ti ha unto tra le tue compagne con l'olio che dà gioia. Alleluia, alleluia.

    Gloria

    ORATIO
    Orémus.
    Da, quaesumus, omnípotens Deus: ut, qui beátæ Catharínæ Vírginis tuæ natalítia cólimus; et ánnua sollemnitáte lætemur, et tantæ virtútis proficiámus exémplo. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    Fa, Te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che, celebrando l’anniversario della beata Caterina Vergine tua: ci allietiamo dell’annua solennità e profittiamo dell’esempio di tanta virtù. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    LECTIO
    Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Corínthios.
    2 Cor 10:17-18; 11:1-2
    Fratres: Qui gloriátur, in Dómino gloriétur. Non enim, qui seípsum comméndat, ille probátus est; sed quem Deus comméndat. Utinam sustinerétis módicum quid insipiéntiæ meæ, sed et supportáte me: aemulor enim vos Dei æmulatióne. Despóndi enim vos uni viro vírginem castam exhibére Christo.

    Fratelli, chi si vanta, si vanti nel Signore: poiché non chi si raccomanda da sé è approvato, bensì colui che il Signore raccomanda. Vorrei che voi sopportaste un po' di stoltezza da parte mia. Ma si, sopportatemi; poiché sono geloso di voi, della gelosia di Dio, avendovi fidanzati ad un solo sposo, come vergine casta da presentare a Cristo.

    ALLELUIA
    Allelúia, allelúja
    Ps 4:15-16
    Adducéntur Regi Vírgines post eam: próximæ ejus afferéntur tibi in lætítia. Allelúja.
    Ps 44.5
    Spécie tua et pulchritúdine tua inténde, próspere procéde et regna. Allelúja.

    Alleluia, alleluia
    Le vergini dietro a Lei sono condotte al Re, le sue compagne sono condotte a Te. Alleluia.
    V. Nello splendore della tua grazia, trionfa, avanza con fiducia e regna!. Alleluia.

    EVANGELIUM
    Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Matthaeum.
    Matt 25:1-13
    In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis parábolam hanc: Simile erit regnum coelórum decem virgínibus: quæ, accipiéntes lámpades suas, exiérunt óbviam sponso et sponsæ. Quinque autem ex eis erant fátuæ, et quinque prudéntes: sed quinque fátuæ, accéptis lampádibus, non sumpsérunt óleum secum: prudéntes vero accepérunt óleum in vasis suis cum lampádibus. Horam autem faciénte sponso, dormitavérunt omnes et dormiérunt. Média autem nocte clamor factus est: Ecce, sponsus venit, exíte óbviam ei. Tunc surrexérunt omnes vírgines illæ, et ornavérunt lámpades suas. Fátuæ autem sapiéntibus dixérunt: Date nobis de óleo vestro: quia lámpades nostræ exstinguúntur. Respondérunt prudéntes, dicéntes: Ne forte non suffíciat nobis et vobis, ite pótius ad vendéntes, et émite vobis. Dum autem irent émere, venit sponsus: et quæ parátæ erant, intravérunt cum eo ad núptias, et clausa est jánua. Novíssime vero véniunt et réliquæ vírgines, dicéntes: Dómine, Dómine, aperi nobis. At ille respóndens, ait: Amen, dico vobis, néscio vos. Vigiláte ítaque, quia nescítis diem neque horam.

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo e alla sposa. Ma cinque di esse erano stolte e cinque prudenti. Le cinque stolte, nel prendere le lampade, non presero l'olio con sé; le prudenti, invece, insieme con le lampade presero anche l'olio, nei loro vasi. Tardando a venire lo sposo, si assopirono tutte e si addormentarono. Ma a mezzanotte si udì un clamore: “Ecco viene lo sposo: uscitegli incontro”. Allora tutte le vergini si alzarono e prepararono le loro lampade. E dissero le stolte alle prudenti: “Dateci un po' del vostro olio, poiché le nostre lampade stanno per spegnersi”. Risposero le prudenti dicendo: “Non basterebbe né a noi, né a voi: andate piuttosto dai rivenditori e compratevene”. Mentre esse andavano, giunse lo Sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui alla festa nuziale, e la porta fu chiusa. All'ultimo momento, giunsero anche le altre vergini e dicevano: O Signore, Signore, aprici!". Ma egli rispose: “In verità vi dico: non vi conosco”. Vigilate, dunque, poiché non sapete né il giorno né l'ora».

    Credo

    OFFERTORIUM
    Ps 44:10
    Fíliæ regum in honóre tuo, ástitit regína a dextris tuis in vestítu deauráto, circúmdata varietate. Allelúja.

    Figlie di re ti vengono incontro: siede alla tua destra la regina, ammantata di oro sopraffino. Alleluia

    SECRETA
    Acéndant ad te, Dómine, quas in beátæ Catharínæ sollemnitáte offérimus, preces, et hóstia salutáris, virgíneo fragrans odóre. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Salgano fino a Te, o Signore, le preghiere e l’ostia salutare che, olezzanti di verginale profumo, Ti offriamo nella solennità della beata Caterina. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    COMMUNIO
    Matt 25:4; 25:6
    Quinque prudéntes vírgines accepérunt óleum in vasis suis cum lampádibus: média autem nocte clamor factus est: Ecce, sponsus venit: exite óbviam Christo Dómino. Allelúja.

    Le cinque vergini prudenti portarono anche l'olio nei vasetti, insieme con le loro lucerne. Ma a mezzanotte si levò un clamore: «Ecco, lo sposo! Uscite incontro al Cristo Signore!». Alleluia.

    POSTCOMMUNIO
    Orémus.
    Æternitátem nobis, Dómine, cónferat, qua pasti sumus, mensa coeléstis: quæ beátæ Catharinæ Vírginis vitam étiam áluit temporálem. Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

    Preghiamo.
    Ci conferisca l’eternità, o Signore, il pasto celeste di cui ci siamo nutriti: lo stesso che alimentò anche la vita temporale della beata Vergine Caterina. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.»
    https://3.bp.blogspot.com/-_URElUjpn...hn_Nepomuk.jpg








    "30 aprile (29 aprile) - S. Caterina da Siena vergine e Patrona d'Italia."
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    “Deferente Omaggio a S. Caterina da Siena, patrona d'Italia e delle isole vicine.”
    https://forum.termometropolitico.it/...-vicine-2.html
    "Santa Caterina da Siena."
    https://forum.termometropolitico.it/...a-siena-2.html




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    «Santa Caterina da Siena pregate per noi. +»

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare il beato Eutropio, Vescovo e Martire, il quale, consacrato Vescovo dal Papa san Clemènte, fu da lui mandato in Frància, ed ivi, dopo aver lungamente predicato, finalmente morì vincitore, essendogli stato spaccato il capo, per la testimonianza di Cristo. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, il beato Eutropio possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa --> Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    "La vera umiltà---> https://youtu.be/n9mF_GM9unc "

    «Preghiera di San Pio X per i Sacerdoti.»
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    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
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    Edizioni Radio Spada - Home
    http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    “30 APRILE 2019: SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE E PATRONA D'ITALIA E DELLE ISOLE ADIACENTI.”
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    https://www.radiospada.org/2019/04/s...-cattolicismo/
    https://www.radiospada.org/2013/04/s...cattolicesimo/
    "Santa Caterina da Siena: la donna che salvò il cattolicesimo di Lorenzo Roselli.”
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    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=960&ssl=1
    https://www.radiospada.org/tag/santa-caterina-da-siena/


















    www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    http://www.agerecontra.it/

    "Centro Studi Giuseppe Federici - sito ufficiale"
    http://www.centrostudifederici.org/

    "sito dedicato alla crisi dottrinale nella Chiesa cattolica"
    http://www.crisinellachiesa.it/

    "Sito ufficiale del Centro Culturale San Giorgio, tratta di messaggi subliminali, rock satanico, occultismo, massoneria"
    http://www.centrosangiorgio.com/


    http://www.cmri.org/ital-index.html





    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    ": Quidlibet : ? A Traditionalist Miscellany — By the Rev. Anthony Cekada"
    http://www.fathercekada.com/

    "Home | Traditional Latin Mass Resources"
    http://www.traditionalmass.org/





    "Como ovejas sin Pastor"
    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/





    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    "Sede Vacante -"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    "Le CatholicaPedia Blog | CatholicaPedia, une mémoire de la Tradition? en toute liberté"
    http://wordpress.catholicapedia.net/


    https://fidecatholica.wordpress.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    Messes :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/messes

    30 avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380) :: Ligue Saint Amédée
    “30 Avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380).”
    30 avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380) :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...ine_sienne.jpg







    SANTA CATERINA DA SIENA PREGA PER NOI!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 30 aprile (29 aprile) - S. Caterina da Siena vergine e Patrona d'Italia

    29 APRILE 2020: ANNIVERSARIO DEL NATALE DI SANTA CATERINA DA SIENA; SAN PIETRO DA VERONA, MARTIRE E PATRONO DELL'INQUISIZIONE ROMANA E SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE…





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»











    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    Solennità di San Giuseppe - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-pietro-martire/
    «29 aprile 2020, Solennità di San Giuseppe.

    O San Giuseppe, la cui protezione è così grande, così forte, così sollecita davanti al trono di Dio, ti affido tutti i miei interessi e i miei desideri.
    O San Giuseppe, assistimi con la tua potente intercessione, e ottieni per me dal tuo Figlio divino tutte le benedizioni spirituali attraverso Gesù Cristo, nostro Signore, di modo che essendomi affidato al tuo potere celeste possa offrire il mio ringraziamento e il mio omaggio al più amorevole dei padri.
    O San Giuseppe, non mi stanco mai di contemplare te e Gesù addormentato tra le tue braccia; non oso avvicinarmi mentre Egli riposa accanto al tuo cuore. Stringilo in nome mio e bacia il Suo capo per me, e chiedigli di restituire il bacio quando sarò sul letto di morte. San Giuseppe, patrono delle anime che stanno per morire, prega per me. Così sia».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content..._o-227x300.jpg







    Messa IMBC in streaming - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/messa-imbc-streaming/
    «Mercoledì 29/04/2020, Festa del patrocinio di s. Giuseppe
    S. Messa alle ore 9,30 in diretta dalla chiesa dei ss. Pietro e Paolo di Verrua Savoia (TO):
    https://www.youtube.com/watch?v=XL-vYRdvKYY
    S. Messa, presso l'istituto Mater Boni Consilii, Solennità di S. Giuseppe patrono della S. Chiesa».


    https://www.sodalitium.biz/seminario/
    «Il Seminario “San Pietro Martire”»





    https://www.facebook.com/donugo.casasanpiox/
    «29 aprile 2020, Solennità di San Giuseppe, Sposo della B. V. Maria, Confessore e Patrono della Chiesa Universale.
    Santa Messa in streaming alle ore 9,30:
    https://www.youtube.com/watch?v=XL-vYRdvKYY
    Messa IMBC in streaming - Sodalitium

    29 aprile San Pietro Martire (Verona, 1205 circa – Seveso, 6 aprile 1252). Inquisitore dell'Ordine dei predicatori ucciso dagli eretici, patrono del seminario dell'Istituto Mater Boni Consilii di Verrua Savoia.
    https://www.sodalitium.biz/seminario/
    Preghiera a San Pietro da Verona del Card. Schuster

    O Dio, che al Beato Sacerdote e Martire tuo Pietro concedesti la grazia di vergare col suo sangue quel Simbolo di Fede che, appreso diligentemente da fanciullo, divenuto poi predicatore del tuo Vangelo, imperterrito predicò ai popoli contro l’eretico errore, deh! per le sue preghiere concedi alla tua Chiesa di predicare fedelmente la tua Cattolica Fede e di confermarla con le opere. Per Cristo nostro Signore. (Indulgenza di 300 giorni).
    Giorgio Vasari, Il martirio di san Pietro da Verona, convento di Santa Croce a Bosco Marengo (AL), paese natale di San Pio V».













    Il patrocinio di san Giuseppe contro i nemici della Chiesa - Centro Studi Giuseppe Federici
    «Il patrocinio di san Giuseppe contro i nemici della Chiesa 29 aprile 2020
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 42/20 del 29 aprile 2020, Solennità di San Giuseppe
    Il patrocinio di san Giuseppe contro i nemici della Chiesa
    I 150 anni del Patrocinio di San Giuseppe. La Chiesa universale è in buone mani»
    http://www.centrostudifederici.org/w...0-17-copia.jpg











    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    «PREGHIERA A SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE (30.4)»
    «ALTRE PREGHIERE A SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE (30.4)»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...-da-siena.html
    «PREGHIERA A SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO (30.4)»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...ottolengo.html
    «ORAZIONE A SAN PIETRO DA VERONA, MARTIRE (29.4)»
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Pietro Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo Santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Pietro Martire possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...da-verona.html
    «PREGHIERE A SAN GIUSEPPE»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/san-giuseppe.html
    «DECRETO QUEMADMODUM DEUS DI PAPA PIO IX»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/q...odum-deus.html








    «SANCTE PETRE VERONENSIS ORA PRO NOBIS, ORA PRO NOBIS, ORA PRO NOBIS»
    «29 APRILE: SAN PIETRO DA VERONA, FESTA DELL'INQUISIZIONE ROMANA»
    https://forum.termometropolitico.it/...-romana-2.html
    “29 aprile (6 aprile) - S. Pietro da Verona martire”
    https://forum.termometropolitico.it/...a-martire.html
    https://forum.termometropolitico.it/...martire-3.html
    "San Pietro martire da Verona ”
    https://forum.termometropolitico.it/...da-verona.html








    https://it-it.facebook.com/radiospadasocial/
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.radiospada.org/
    “29 APRILE 2020: SAN PIETRO DA VERONA, MARTIRE E PATRONO DELL'INQUISIZIONE ROMANA
    Sisto V (1585-1590) inserì la sua festa nel Breviario e nel Messale Romani e nel breve “Invictorum Christi militum” del 13 aprile 1586, rendendo omaggio all’Araldo della Fede Romana contro le aberrazioni di Catari, Patarini e altra feccia manichea, poteva affermare a buon diritto che «dopo san Domenico con merito san Pietro Martire deve essere chiamato Principe del sacrosanto Uffizio dell’Inquisizione»”

    “29 aprile 2020: Solennità di san Giuseppe, Sposo della beata Vergine Maria, Confessore e Patrono della Chiesa Universale”
    https://www.radiospada.org/tag/san-giuseppe/
    «“Quamquam pluries”. La fondamentale Enciclica di Leone XIII su san Giuseppe»
    https://www.radiospada.org/2019/03/q...-san-giuseppe/
    https://www.radiospada.org/2020/04/i...-san-giuseppe/
    «Il Patrocinio di San Giuseppe di Redazione RS il 29 Aprile 2020
    Pio IX è il papa dell’Immacolata, ma è anche il papa di San Giuseppe: fu lui infatti che, col decreto di seguito riportato, lo dichiarò Patrono della Chiesa Universale nel 1870, mentre la Rivoluzione entrava in Roma sulla punta delle baionette “italiane”. Questo patronato o patrocinio si celebra il mercoledì (giorno dedicato a San Giuseppe) dopo la seconda domenica di Pasqua e San Pio X volle solennizzarlo talmente che lo innalzò a rito doppio di prima classe con ottava».
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...83239316-1.jpg











    https://www.radiospada.org/tag/devozione-mariana/
    https://www.radiospada.org/2020/05/l...della-madonna/
    https://www.radiospada.org/2020/04/l...nna-di-pompei/
    https://www.radiospada.org/tag/santa-caterina-da-siena/












    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur”
    http://liguesaintamedee.ch/messes

    “Séminaire Saint Pierre Martyr de l’Institut Mater Boni Consilii"
    "29 avril : Saint Pierre Martyr (?1252) :: Ligue Saint Amédée"
    “29 avril : Saint Pierre Martyr (†1252)”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...ro_martire.JPG






    SANTA CATERINA DA SIENA PREGA PER NOI!!!
    SAN PIETRO MARTIRE DA VERONA PREGA PER NOI!!!
    SAN GIUSEPPE PREGA PER NOI!!!
    RESURREXIT, SICUT DIXIT, ALLELUJA!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: 30 aprile (29 aprile) - S. Caterina da Siena vergine e Patrona d'Italia

    30 APRILE 2020: SANTA CATERINA DA SIENA…





    «30 APRILE SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE»
    "Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina da Siena, Vergine"
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina da Siena, Vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-30apr.htm





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis»







    https://sardiniatridentina.blogspot....trona.html?m=0
    «SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE, PATRONA PRIMARIA D'ITALIA»

    «NOVENA A NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DEL ROSARIO DI POMPEI
    PER IMPETRARE LE GRAZIE NEI CASI PIÙ DISPERATI»








    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    Santa Caterina da Siena - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-caterina-siena/
    «30 aprile, Santa Caterina da Siena, Vergine (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380). Terziaria domenicana, nel 1939 fu proclamata da Pio XII patrona d’Italia.

    O Caterina santa, giglio di verginità e rosa di carità che ornasti il giardino domenicano, eroina di cristiano zelo che fosti eletta al pari di Francesco singolare Patrona d’Italia, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo diletto, nel cui cuore bevesti inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace per te e per il mondo.
    Da quel cuore divino tu derivasti l’acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onesto tratto nella gioventù, di riunione fra i popoli discordi, di rinnovazione del costume pubblico e dell’amore fraterno, compassionevole e benefico verso gl’infelici e i sofferenti, e insegnasti con l’esempio tuo a congiungere l’unione di Cristo con l’amore di patria. Se ami l’Italia e il popolo a te affidato, se la pietà verso di noi ti muove, se ti è cara la tomba in cui Roma venera e onora la tua spoglia verginale, allora, rivolgi benigna il tuo sguardo e il tuo favore sulla nostra pena e sulla nostra preghiera e compi i nostri voti.
    Difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo. Sotto il tuo presidio e tutela siano i figli e le figlie d’Italia, i nostri cuori e le anime nostre, i nostri travagli e le nostre speranze, la nostra fede e il nostro amore: quell’amore e quella fede che furono la tua vita e ti fecero immagine di Cristo crocifisso nello zelo intrepido per la sposa di lui, la santa Chiesa.
    O eroica e santa messaggera di unione e di pace per la Chiesa di Cristo, che restituisci al seggio apostolico romano nel suo splendore di autorità e di magistero il Successore di Pietro, proteggilo e consolalo nella sua paterna universale sollecitudine, nei suoi affanni e nei suoi consigli per la salvezza e la pace dei popoli; e ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani, o celeste Patrona, l’affetto e la sottomissione che tu nutrivi per lui e per l’ovile di Cristo, nella tranquillità del mondo. Così sia».
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-236x300.jpg









    https://www.facebook.com/donugo.casasanpiox/
    «30 aprile, Arcidiocesi di Torino: San Giuseppe Benedetto Cottolengo (Bra 1786 - Chieri 1842), Confessore, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza.

    O San Giuseppe Cottolengo, che durante la tua vita ti mostrasti tanto pietoso verso gli sventurati, abbi pietà di me e ottienimi la grazia di cui ho tanto bisogno. Pater, Ave, Gloria.
    O San Giuseppe Cottolengo, che durante la vita terrena ti dedicasti con tanta sollecitudine al sollievo di ogni miseria, abbi pietà di me e ottienimi la grazia di cui ho tanto bisogno. Pater, Ave, Gloria.
    O San Giuseppe Cottolengo, volgi su di me uno sguardo di misericordia: vedi come sono gravi le mie necessità e com' è grande il mio dolore. Oh! Perora tu la mia causa, guarda la mia fiducia in te e ottienimi la grazia di cui ho tanto bisogno. Pater, Ave, Gloria».









    Quando le bombe sioniste esplosero a Roma - Centro Studi Giuseppe Federici
    «Quando le bombe sioniste esplosero a Roma 30 aprile 2020
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 43/20 del 30 aprile 2020, Santa Caterina da Siena

    Quando le bombe sioniste esplosero a Roma»
    http://www.centrostudifederici.org/w...ntato-roma.jpg


    https://www.secoloditalia.it/2016/10...-inglese-roma/







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-158.html

    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...-da-siena.html
    «Santa Caterina da Siena pregate per noi. +»
    «PREGHIERA A SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE (30.4)»
    «ALTRE PREGHIERE A SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE (30.4)»

    «PREGHIERA A SAN GIUSEPPE BENEDETTO COTTOLENGO (30.4)»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...ottolengo.html

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare il beato Eutropio, Vescovo e Martire, il quale, consacrato Vescovo dal Papa san Clemènte, fu da lui mandato in Frància, ed ivi, dopo aver lungamente predicato, finalmente morì vincitore, essendogli stato spaccato il capo, per la testimonianza di Cristo. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Vescovo e Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, il beato Eutropio possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia»
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/preghiere







    “30 APRILE 2020: SANTA CATERINA DA SIENA, VERGINE E PATRONA D'ITALIA E DELLE ISOLE ADIACENTI”
    https://www.radiospada.org/tag/santa-caterina-da-siena/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...00%2C493&ssl=1







    “30 aprile 2020: infra l'Ottava del patrocinio universale di San Giuseppe”
    https://www.radiospada.org/tag/san-giuseppe/

    https://www.radiospada.org/tag/san-pio-v/

    “Addì 30 aprile il papa sentì che s’avvicinava la sua fine. Per morire come semplice religioso, egli si fece mettere l’abito di San Domenico. La sera il sagrista gli amministrò l’estrema unzione. Poiché tormentavalo un violento catarro, Pio V dovette rinunziare al ricevimento del santo Viatico. Il papa, così riferisce ai 30 di aprile Aurelio Zibramonti, giace immobile a mani giunte. Soltanto alcuni penitenzieri sono inginocchiati attorno a lui. Violenti dolori lo tormentano continuamente. Ritornando egli un momento in sé, lo si udiva pregare con voce sommessa : «Signore, aumenta i miei dolori, ma anche la mia pazienza». Fra simili atti di eroico abbandono a Dio Pio V rese la sua santa anima la sera del 1° maggio 1572”.

    https://www.radiospada.org/2020/05/l...della-madonna/
    https://www.radiospada.org/tag/vergine-maria/








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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur”

    "30 avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380) :: Ligue Saint Amédée"
    “30 Avril : Sainte Catherine de Sienne, Vierge (1347-1380)”
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    SANTA CATERINA DA SIENA PREGA PER NOI!!!
    RESURREXIT, SICUT DIXIT, ALLELUJA!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

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