FERMATE IL DECRETO CHE SALVA I LADRONI di NINO SUNSERI
Il governo vuol ridurre le pene (da 10 a 4 anni) per la bancarotta. Resteranno così impuniti i colpevoli dei crack Parmalat e Cirio. E gabbati migliaia di risparmiatori
MILANO - Una riforma che servirà a tirare immediatamente fuori dai guai Tanzi, Cragnotti e tutti gli altri accusati di truffa e bancarotta per il crack Cirio e Parmalat. Entra in Parlamento con questo bel biglietto da visita il decreto sulla competitività che contiene la modifica delle pene per le frodi che, normalmente, accompagnano un fallimento. Un argomento un po' ostico al grande pubblico ma di importanza fondamentale per l'ordinato svolgimento dell'attività economica. Tanto importante per il governo che ha deciso di porre la fiducia sul maxi-emendamento contenente la riforma. Le novità più indigeste sono due: la prescrizione viene ridotta da quindici a cinque anni e la pena massima da dieci a quattro anni se la condanna colpisce gli amministratori, i membri del collegio sindacale o il liquidatore. L'imprenditore individuale rischia, invece, sei anni. Tradotto in soldoni tutto questo significa alcune cose molto precise. Intanto che i processi a Tanzi e a Cragnotti dovranno concludersi entro cinque anni altrimenti la sentenza, qualunque essa sia, arriverà a tempo scaduto. Considerando che i procedimenti sono cominciati già da qualche anno è arci-sicuro che i protagonisti dei più clamorosi crack della storia italiana torneranno in libertà lindi e puliti come se tutto quanto accaduto fosse stato solo un cattivo ricordo.
da "Libero" quotidiano diretto da Vittorio Feltri - www.libero-news.it




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) storico di sinistra,
