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Discussione: C'era una volta ORION

  1. #81
    Paul Atreides
    Ospite

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    In origine postato da Rodolfo
    Il passaggio da "sinistra" a "destra" fu un'opportunità per sfondare, non un percorso obbligato o coerente....dall'impossibilità di uno sbocco immediato nel '21, si aprirono scenari interessanti per poter far breccia, stipulare alleanze e farsi finanziare.Come si ebbe un percorso,dunque,se ne poteva avere un altro. Per quanto riguarda l'impossibilità del coniugamento lotta di classe/guerra nazionalista non sono totalmente d'accordo e di ciò se ne ha riprova dei tanti socialisti e marxisti che furono interventisti


    Su Orion. Il ghetto può essere costituito da tante cose. Anche dall'ansia di ''superare''. Perché se non hai idea del contesto storico, di come, del perché e del chi, il superamento è fine a se stesso.

    Da parte mia, credo che la maturazione può avvenire sulla base di ben altri approcci. A partire da analisi razionali del presente in cui si vuole operare. Cosa che mancherà sempre se a farla da padrone sarà l'ideologia.

    Ciao

    PS. tra l'altro, credo che Orion non abbia mai ''superato'' alcunché, ma abbia semplicemente fatto riferimento ad una delle tante anime dell'ambiente stesso.


    Orion non era certo esente da critiche(tra cui quella solita della paura di superare definitivamente un certo ambiente), ma fu un tentativo,coraggioso,da migliorare e da adeguare alla realtà di oggi.Ebbene questo coraggio lo si é messo da parte e si é preferito ripercorrere strade percorse da tempo.
    [/QUOTE]

    La storia ha tanti copioni possibili e non può essere scritta in anticipo. E' ovvio che il percorso fatto dal fascismo non era obbligato. Ma risultò di sicuro vincente. E quindi massimamente politico.

    Leggiti di Lenin 'La guerra imperialista'' o ''L'imperialismo fase suprema del capitalismo'', poi mi dirai su come un comunista coerente intendeva la prima guerra mondiale.

    Su Orion: una strada intrapresa va giudicata. Se non conduce da nessuna parte è lecito abbandonarla. Tra l'altro, a me pare che le posizioni di Orion siano più o meno le stesse. Ovvio che se poi si riduce tutto ad un fatto di ''etichette'', prescindendo dai contenuti, si può pure dire che Orion sia cambiato. Ma, giusto perché non usa più l'etichetta ''nazionalcomunista''?

    Ciao

  2. #82
    Dalla parte del torto!
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    1) ORION secondo me non é cambiata nelle etichette ma nei temi ripercorrendo in toto i concetti e le posizioni della Destra Radicale.
    Non é un problema di definirsi nazionalcomunista socialista o come vuoi tu..ma le posizioni proposte.
    E se tu affermi che Orion ha avuto un fallimento storico - cosa che io non condivido perché se non si sono avuti risultati immediati ha portato molta gente(tra cui io) a superare una visione politica fatta di celtiche e di saluti romani - aspetto con impazienza i risultati della restaurazione adolfiniana

    2) Un movimento politico non lo giudico dalla conquista,o meno, del potere ma sui risultati. Ed è da questo punto di vista che ne do un giudizio,nel complesso,negativo.
    Come fecero,d'altronde,molti degli stessi aderenti alla R.s.i
    Sinistra Nazionale!

  3. #83
    Paul Atreides
    Ospite

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    X Rodolfo

    L'abbandonare una strada se ritenuta inconcludente era un'idea generale e non riferita nello specifico ad Orion.

    Infatti ho sostenuto che le idee di Orion mi paiono le stesse.

    Dopo svariate pagine di discussione sarebbe il caso d'indicare con precisione quali proposte sarebbero state abbandonate, in modo da sgombrare il campo dall'equivoco che in fondo questa discussione sia solo un problema di etichette.

    Più in generale, a me pare che il tutto si riduca al solito refrain interminabile ''destra sì'' o ''destra no'', o ai soliti riferimenti esteriori [celtiche e saluti romani].

    La realtà, e lo dico da persona mai stata ''fascista'' o ''neofascista'', è che le cose importanti sono altre e non le semplici questioni nominalistiche.

    Ciao

    PS. per giudicare i risultati devi prima conquistare il potere. E per conquistarlo devi fare politica.

  4. #84
    Dalla parte del torto!
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    x Paul

    effettivamente la questione si sta facendo un pò tediosa e sembra una prevenzione nei confonti di Orion che,da parte mia, non esiste (al massimo un pò di delusione).
    Comunque, concludo affermando che le questioni esteriori nella società dell'immagine sono fondamentali e se prima si facevano gli speciali sulla questione rosso-bruna e ora su Pavolini(con tutto l'enorme rispetto per il personaggio) mi pare che le posizioni siano cambiate. Posto poi che anche in Orion vi sono posizioni diverse(cosa che invece prima non era): da quelle di Murelli(che però non sono assolutamente le stesse dell'intervista all'inzio del post)a quelle di Adinolfi.

    P.s: la politica si può fare attravero un attivismo fine a se stesso o anche attraverso la circolazione delle idee e,anzi,il più delle volte é l'autentico modo di fare politica.
    Sinistra Nazionale!

  5. #85
    Paul Atreides
    Ospite

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    Il punto, Rodolfo, non è che la discussione è tediosa ma inconcludente. Perché non si entra nel merito.

    Se si entrasse nel merito, si scoprirebbe ad es. che la SEB aveva stampato un testo di Pavolini [''Nuovo Baltico''] e uno su Pavolini [quello di Soldani] ben prima della collaborazione di Adinolfi. Idem uno di e su Berto Ricci.

    Il che significa che certi autori erano stati affrontati già negli anni '90.

    Alla fin fine il discorso mi pare quindi un semplice discorso di etichette, come se le etichette fossero tutto.


    Ciao

  6. #86
    Dalla parte del torto!
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    Libri che tra parentesi ho
    Difatti nessuno,o almeno non io,ha idolatrato Orion ma l'ho considerato un tentivo - coraggioso - di superare un certo mondo o meglio di sintetizzarlo con la cosiddetta sinistra nazionale(poiché insieme a "Nuovo Baltico" di Pavolini si pubblicava anche Guerra e Proletariato di Fabei).
    E come tutti i tentativi é vittima di scivolamenti e corse all'indietro e la paura di affrontare un mondo diverso.
    Orion non era,appunto,esente da critiche anche perché la cosiddetta alleanza rosso-bruna non é sicuramente attuale e realizzabile,ma era forse auspicabile il tentativo iniziale di superare un certo mondo politico e culturale.
    Ora quel tentativo é stato abbandonato(giustamente o no non tocca a me dirlo). E non é solo un problema di etichetta - pur importanti a mio parere - ma di sostanza: se tu prima ti consideravi "estraneo" all'area voleva dire cercare altri riferimenti,ora invece quei riferimenti sono tutti all'interno della Destra Radicale.Ciò presuppone,dunque,anche un cambiamento della sostanza anche se esteriormente e nell'immediato può sembrare simile.
    Il tempo dirà chi ha avuto ragione...
    Sinistra Nazionale!

  7. #87
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    Il problema è semplice: diversamente dalla Russia, in Italia si utilizzano vecchi stereotipi e si fa " guerra " su cose accadute 60 anni fa. Ho avuto il piacere di conoscere A. Dugin e posso garantirVi che da questo punto di vista, cioè della totale armonia tra comunismo e nazionalismo, i russi sono 100 anni più avanti di noi. Ottimi interventi di Preve e di Massimo Fini.

  8. #88
    Paul Atreides
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    A me pare, Rodolfo, che i ''riferimenti'' possono [e devono] anche prescindere dall'area ma non possono [non devono] prescindere dallo studio e dalla pratica.

    In altre parole, se non c'è studio [e pratica] QUALSIASI riferimento, sia ''interno'' che ''esterno'', è destinato a non dare vita alla circolazione delle idee [e delle ''pratiche'']. Il grave problema dell'area sta, a mio parere, in quest'aspetto. Quanti sono i ''riferimenti'' [interni ed esterni] lasciati cadere perché non c'era nessuno in grado di studiarli, ampliarli, elaborarli, tradurli in pratica, o perché venivano da ''fazioni'' diverse alle quali non bisognava dare ''riconoscimenti''? Ed eccoci, ad es., come risultato, con i Blondet eletti a maitre-à-penser, cioè con gente che, nel migliore dei casi, ricicla a livello giornalistico analisi ben più serie.

    Il problema dei ''riferimenti'' sta tutto qui. Un esempio, sempre per rimanere nell'ambito Orion-SEB. Anni fa, mi pare nel '95 o '96 la SEB stampò un testo di Vaneigem, un situazionista. Ottimo riferimento ''esterno''. Ma è finita lì, per anni. Oggi, paradossalmente, chi realizza il situazionismo nella pratica, creando delle Taz alla Hakim Bey, sono le OSA/ONC ''fasciste''.

    Ciao

    PS. libri che tra parentesi...non ho

  9. #89
    Paul Atreides
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    In origine postato da Meridius
    Il problema è semplice: diversamente dalla Russia, in Italia si utilizzano vecchi stereotipi e si fa " guerra " su cose accadute 60 anni fa. Ho avuto il piacere di conoscere A. Dugin e posso garantirVi che da questo punto di vista, cioè della totale armonia tra comunismo e nazionalismo, i russi sono 100 anni più avanti di noi. Ottimi interventi di Preve e di Massimo Fini.
    La situazione reale: Kirghizistan, Ucraina, Moldova e Georgia passate nel campo filo-americano.

  10. #90
    Comandante
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    Certo, l'accerchiamento statunitense nei confronti della Russia è in fase avanzata. L'Uzbekistan è la prossima tappa. Putin non è un Santo, è circondato da persone incompetenti e filo-atlantiste.
    Nonostante ciò, ha realizzato ciò che Eltsin non avrebbe mai fatto. Questo giustifica l'urgenza dell'unità Europa-Asia.
    Riferendomi al superamento di Comunismo e Nazionalismo, volevo solamente sottolineare la crescita del movimento Euroasista in Russia, mentre in Italia ehm..

 

 
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