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  1. #1
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    Predefinito Cosa Ha Fatto Berlusca Per Il Paese

    Il decano del Senato USA, Byrd, ha detto, di BUSH:
    « Hitler n'a jamais renoncé à se parer de la légalité, il percevait la valeur psychologique du fait d'avoir la loi de son côté. A la place, il retournait les lois et rendait l'illégalité légale. » (citazione da réseau Voltaire)



    COSA HA FATTO BERLUSCA PER IL PAESE


    Hanno parlato i media di uno choc che Berlusca ha provocato nel Paese ?

    Seguendo gli avvenimenti politici degli ultimi anni, un emigrato ha visto:

    Berlusca é andato al potere dicendo “Faro’ progredire il Paese, sono un buon impresario”.
    Io penso che il suo pensiero primario é sempre stato: impedire alla giustizia di controllare gli scheletri che conserva nel suo armadio. Non a caso uno dei suoi impegni più importanti é stato di riformare la giustizia per ingessarla, nei casi di inchieste su particolari corruzioni.

    Come hanno reagito gli Italiani ai suoi provvedimenti sulla giustizia ? Io direi: molti cittadini hanno capito, all’ inizio della battaglia del primo ministro contro la Giustizia, che si puo’ ormai usare il potere per usi personali. Fino all’ arrivo di Berlusca, il potere infatti era stato usato, in caso di provvedimenti molto discutibili, solo ai fini relativi ad una speciale categoria di cittadini. In Italia gli interessi privati in atti d' ufficio sono piuttosto diffusi. Qualche manovra poco ortodossa era passata talvolta inosservata ed era servita a qualche interesse di una speciale categoria.

    Vedendo Brerlusca agire alla grande per sé stesso, in modo chiaro e senza scrupoli, molti Italiani hanno concluso: “Lui si sistema, dal potere, i fatti suoi. Noi, per sistemarci i fatti nostri, dobbiamo cercarci un padrino”. L’ ultimo paletto esistente per l’ uso del pôtere era caduto ! E si sa che gli Italiani sono purtroppo flessibili. Ciampi dice che dovrebbero avere la schiena dritta. C’ é qualcuno che lo ascolta ?

    Ora ognuno fa cio’ che gli pare, quando puo’. Berlusconi, per interesse personale (che una volta veniva chiamato “interesse privato in atti di uffico”), ha fatto quello che nella sua situazione conveniva a Silvio. Ora cio’ non é più riprovevole, almeno per certuni. Sono tanti o pochi ?

    In conclusione, S.B. ha fatto doppio danno: a) ha ingessato la giustizia, un sistema che già non funzionava prima di lui (é una specialità del Paese della Confusione, della poca Chiarezza e della Non Organizzazione); b) ha contribuito fortemente a cambiare i comportamenti di parecchi Italiani. Ancor più di prima, i propri interessi prevalgono, non importa se a scapito della collettività.

    E’ stato toccato questo aspetto dai media ?


    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr
    (ex funzionario europeo, consulente in TLC, analista delle CAUSE del declino)

  2. #2
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    Predefinito Cosa ha fatto il Berlusca

    Caro ex-funzionario europeo,le tue quasi balle valle a postare nel forum dell'unione. Ho scritto "quasi balle" perchè un po di verità c'è. Se Berlusconi è un ladro, la sinistra con la democrazia cristiana,sono i SUPERLADRI; te lo dice un ex-PCI e militante.
    Ho 64 anni e ora vivo in Finlandia.

    Marino Brini.

  3. #3
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    Predefinito



    Ecco cosa sta tentendo di fare il Berlusca per il Paese...e perche' lo odierete sempre di piu'!

    Mantide

  4. #4
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    Predefinito SIETE ALLA FRUTTA

    Caro Tuula,

    quando ho scritto quali sono state le azioni di Berlusca nell' interesse di Silvio, non ho scritto che ritenevo che il suo caso fosse unico. Anzi...

    Io concordo con te "che la sinistra e il centro" e gran parte dei politici italiani "fanno volentieri i ladri", le lotte di potere... E se resta tempo e se ne sono capaci, fanno qualcosa per il Paese.

    Come potrebbe essere altrimenti, vista la mentalità che c" é nel Paese oggi ?

    ECCOLO IL PROBLEMA: LA MENTALITA' ITALIANA ! ! !

    Il sommario della situazione, secondo me:

    - gli Italiani, o per pigrizia o per incapacità, negli ultimi 30 anni circa non han saputo gestire lo stato. Per ovviare ad uno stato che non funzionava, alcuni (ma soprattutto i politici falsi e omertosi) hanno creato gli allacci nascosti, per pagare a privati quello che lo stato non sa fare .
    - la corruzione si é diffusa anche perché gli Italiani sono molto flessibili e superficiali. Anche perché non sono stati educati dalla Pubblica Distruzione, alle virtù civiche. Di conseguenza negli ultimi anni sono state soppresse le regole e buttati dalla finestra i VALORI. NON ESISTE PIU' UN PATTO SOCIALE. Come potrebbe funzionare un Paese senza patto sociale ?

    Risultato; gli sprechi aumentano paurosamente. Il bilancio va a scatafascio. Gli Italiani sono alla frutta. E non c' é dessert..

    La recessione é iniziata. La povertà non é ancora arrivata, ma é vicina....

    L' Emigrato, da un Paese civile

    Ora affiggo qualche valutazione.

  5. #5
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    Predefinito L’ ITALIA DESNUDA

    (LA PROSPETTIVA (1) SUDAMERICANA DELLO STIVALE)


    Siamo entrati nella U.E. coll ‘intenzione di metterci alla pari con gli altri Paesi membri della comunità. Dopo più di un decennio, si ha l’ impressione che, fra i Paesi che han fatto progressi, l’ Italia non ci sia.

    Se guardiamo le evoluzioni italiane, in questi anni di Unione, ci accorgiamo che ce ne sono parecchie negative.

    Si puo’ anzi dire che non mostriamo agli altri Paesi di saperci gestire ad un livello europeo. Se facciamo una valutazione dei problemi risolti in Italia, in questi anni di comunità, la lista sembra proprio corta. E la lista dei problemi irrisolti ? Essa é, ahimé, lunga assai. Concisamente, penso che il segno più visibile sia: la costituzione e le leggi non sono applicate né in modo soddisfacente, né nei confronti di tutti.

    Questo, nella comunità, sembra succeda solo in Italia. Cerchiamone le ragioni. Osservando dall’ estero la società, appare che i motivi primari del degrado sono un po’una sorpresa: gli Italiani stessi sono la causa del degrado della società. Degrado che peggiora la qualità di vita, la sicurezza, la realizzazione dei diritti di tantissimi cittadini.

    La degradazione del sistema Italia, tanto evidente nel confronto cogli altri Paesi dell’U.E., appare a molti inspiegabile. Agli osservatori dall’estero essa appare una ovvia fatalità.

    Impossibile tracciare una linea per capire chi é colpevole del degrado e chi non lo é. Molti sono colpevoli in un certo momento o situazione, non lo sono in un altro momento.

    Cerchiamo le cause primarie del degrado, seguendo una conversazione. Non fra due cittadini (non sappiamo infatti chi dei due é colpevole e chi non lo é), ma fra un emigrato (E) e la cultura esistente oggi nello Stivale (C). Cultura, che rappresenta una buona parte dei cittadini. E che é molto cambiata dall’ inizio della U.E. In senso negativo.

    - Inizio del dialogo -

    E. Vedo spesso, nelle mie visite nello Stivale, nuovi peggioramenti. Talvolta invece vedo problemi irrisolti da molti anni. Senza traccia di tentativi seri per risolverli. Ma con molte tracce di litigi, per di più talvolta su argomenti o fatti distorti. Ti chiedo: sono i cittadini coscienti di cio’ ? Sono essi indifferenti, o insoddisfatti, che gravi problemi non vengano risolti ?

    C. Molti dei problemi, é vero, sono irrisolti. Non si capisce bene, sarà forse dovuto all’ opposizione che fa troppa cagnara ? O sarà perché lo stato é vecchio e bisogna cambiare tutto ? O sarà perché le regole sono antiquate ? O perché gli imprenditori tiranno troppo le bretelle, per cercare di non farsi cadere i pantaloni ? Difficile dire, non é chiaro. Ma forse tu, emigrato, confrontando con altri Paesi della U.E., ci puoi aiutare a capire.

    E. Prima di dire che abbiamo delle regole, dimostrami che esse non stanno solo sulla carta, ma sono applicate”. Come in genere é nei Paesi della U.E.

    Il dialogo allora si sposta: “Cerchiamo di capire perché gli Italiani sono l’ eccezione della U.E.. Seguono le regole quando ...... il tempo é buono. Ma, se il tempo cambia......”.
    ------------------
    (1) non lontana

    C. Non capisco dove stai andando ...... col tempo che cambia.

    E. Ho girato per tanti anni quasi tutti i Paesi della U.E. Mi sembra che le regole siano generalmente seguite sempre. Forse da tutti , forse da tanti, non so, ma sta di fatto che é difficile trovare in U.E. un altro Paese che sia a livello italiano per tanti problemi a lungo irrisolti e per tante regole ignorate. Ti daro’ anche un’ impressione. Mi sembra che nei Paesi U.E. , quando c’ é un problema nazionale si discuta molto meno che in Italia, ma si risolva di più.

    C. Hai parlato di problemi irrisolti. Mi puoi fare qualche esempio, per capire a cosa alludi ?

    E. Fare un esempio non basta. Per poter dire che un Paese ha grossi problemi, io farei una lista. Eccola qui, é nel testo “E la Barca va....” (1). Secondo me tale lettera mostra che gli Italiani dello Stivale sono tanto peggiorati che non sanno più gestire il Paese.

    C. La lista non dovrebbe sorprendermi, certe cose le so anche io. Ma se me le metti tutte insieme cosi, che figura ci facciamo ? tanto più che non ho ancora capito quali sono le cause.

    E. Fra i vari fattori che hanno un impatto sulla società e sull’ economia, ce n’ é uno di cui non si parla quasi mai: il quadro culturale e comportamentale, che é ovviamente diverso nei vari Paesi. Cultura, comportamento e formazione sono la piattaforma di base su cui si costruisce l’ economia di un Paese. Alain Peyrefitte, rinomato studioso delle economie, dice nella sua analisi storica “La Società della Fiducia”: “ Non c’è lo sviluppo e il sottosviluppo. Ci sono dei meccanismi mentali, generatori o inibitori di sviluppo, inegualmente presenti in ogni società della nostra epoca”.

    Se facciamo il confronto fra l’Italia e gli altri Paesi della U.E., latini e non, le conclusioni sono deludenti per l’Italia. I comportamenti diffusi e il quadro sociale degli altri Paesi della U.E. sono essenzialmente basati sui seguenti valori: serietà, correttezza, responsabilità, eguaglianza dei diritti dei cittadini, una buona dose di trasparenza, selezione per merito. Chiamiamolo patto sociale. La situazione sociale italiana di fine secolo è invece frutto di passate deficienze, caratteristiche del nostro Paese, e di recenti degradazioni. Di fatto la qualità e l’efficienza del sistema sociale italiano sono ben lontane da quelle medie europee. Un patto sociale non esiste più, in realtà. Qualche Italiano, poco realista, dice: “Il patto sociale c’ é, la Costituzione e le leggi”. Ma, essendo poco realista, trascura di verificare se essi sono realmente applicati nei riguardi di tutti.....

    Il mondo economico sia europeo che mondiale è in rapida evoluzione, non solo come tipo e qualità dei prodotti, ma anche come complessità dei quadri operativi di molti settori. L’aumento di complessità per molte attività economiche agisce da discriminante, nel senso di privilegiare nei risultati i sistemi e i Paesi ben strutturati e organizzati, ma anche nel colpire duramente le entità e i Paesi che difettano di affidabilità e organizzazione, e sono invece abituati a improvvisare.

    La competizione nel villaggio globale avviene oggi a ritmi ben superiori a quelli esistenti all’ apertura della U.E. Se venti anni fa un Paese mancante di capacità organizzative e di programmazione poteva ancora, in certi casi, reggere la competizione, oggi questo non é più possibile. Ne sei d’ accordo ?

    C. Parla chiaro, vuoi dire che non siamo, noi Italiani, i campioni dell’ organizzazione e della programmazione ?

    E. Hai capito, mia cara, ma non é l’ unico fattore, ce ne sono altri, mi sembra. Vogliamo tornare alle regole ?

    C. Ogni tanto la stampa straniera osserva che le regole da noi non sempre sono rispettate. Ma perché si impicciano tanto ?

    E. Perché, se alla non osservanza delle regole, ci aggiungi qualche altra cosetta (vorrei fare un elenchino conciso), si puo’ capire che tanti fattori insieme spostano lo Stivale dalla posizione degli anni ’60 (ottima competitività) alla posizione di oggi (competitività al livello del Burundi).

    C. Fammi capire che ci ha fatto il Burundi, per spostarci nella classifica. E come mai un Paese africano possa fare un elenchino dei fattori italiani, non capisco. Anzi, mi stai confondendo...

    E. Guardiamo la situazione di oggi, con un esempio. Prendi una riunione di cinquanta, cento o duecento persone. Un condominio o un parlamento, o un ‘assemblea di un partito. Se questa riunione avviene in un Paese della U.E., ci sarà una buona probabilità che, in una sola seduta, i problemi sul tappeto siano dibattuti pienamente, dopo riflessione, pacatamente, rigorosamente, con metodo, e portati a soluzione. Se la riunione si svolge fra Italiani, cio’ é molto meno sicuro....... Forse, a giudicare dal disordine molto probabile della discussione (ad es., in Italia é frequente uscire fuori tema) e dai facili litigi (i quali comportano anche difficoltà, per chi vuole, di esprimersi), si potrà dire che l’ unica cosa dibattuta a sufficienza sarà il tappeto. E dubbio quindi che ci siano conclusioni positive e chiare su tutti i punti dell’ agenda.

    C. Stai girando a vuoto, coi tuoi tappeti. Andiamo al pratico e dammi l’ elenchino conciso di cui parlavi.

    E. Cerchero’ di elencare i punti basilari. Le istituzioni italiane da un pezzo, non funzionano. Ne deriva la necessità di superare ostacoli e strozzature di una struttura sociale fatiscente, inaffidabile e inefficiente. Cio’ spinge sempre più cittadini e imprenditori alla conclusione: “la struttura e la istituzione che dovrebbe assistermi non risponde (specialità italiana). Me la cavero’ allora a modo mio, son disposto anche a compromessi per avere cio’ che mi serve o mi spetta”. Sarà costretto a incrementare il sommerso, per non dire la corruzione. In Paesi avanzati si fa invece il contrario: quello che non funziona, lo si mette in grado di funzionare.

    Al pratico: l’ europeomedio ha intelligenza sociale diretta; l’ Italianomedio ha intelligenza sociale deviata. Avremmo abbastanza psicologi nello Stivale, per iniziare a curarci, se volessimo ? Dubito, dubito, dubito......

    Facile la previsione: se si continua cosi, con la via traversa, e non si fa niente per cambiare, il sistema rischia l’implosione. A causa di troppe strozzature, che sono frequenti da noi e rare o non esistenti in altri Paesi. A causa soprattutto di sistemi sociali diversi negli altri Paesi della U.E., i quali hanno efficienze sociali molto superiori. Quindi sono più competitivi.

    C. Se le istituzioni non funzionano, intendi dire che bisogna cambiarle ?

    E. Cambiare le istituzioni potrebbe essere vitale. Ma, prima di cambiarle, é necessario vedere perché non funzionano. Cosi si capirà cosa é da cambiare.

    Quali i motivi primari del non funzionamento delle strutture statali e della perdita di competitività, che gli imprenditori lamentano ? A inizio secolo, nel mercato globale, é imprescindibile adottare valori che sono comuni in altri Paesi e che permettono una vita civile semplice, senza scosse. Tali valori, che esistevano in Italia (ma non in misura sufficiente) si sono poi rarefatti, sembrano spariti dalla società di alcune regioni, a causa della nostra recente degradazione. Eccoli: l’organizzazione efficiente, la programmazione, la chiarezza della espressione orale e scritta (da preferire alle scelte intuitive), la logica, l’eguaglianza reale dei diritti dei cittadini, la selezione per merito, il realismo, la precisione, la coerenza tra le azioni e i fatti, l’affidabilità di programmi preparati con rigore. E poi i valori primari che ne permettono la conservazione: la serietà, la riflessione, la correttezza, la responsabilità. Se avessimo tali valori, riusciremmo ad applicare completamente e pienamente la costituzione e le leggi. Per ora non possiamo arrivare a tanto. Proprio perché tutti questi valori sono scomparsi da alcune regioni e tendono a scomparire nel resto dello Stivale.

    C. Mi sembra che lo Stivale si sia unificato sotto una cattiva stella, se tanti valori, che prima esistevano più o meno, sono poi scomparsi o si sono rarefatti.

    E. In un certo senso c’ é sicuramente una cattiva stella. Ma credo che la verità sia: c’ é colpa di tutta la società, di tutti i cittadini. Si potrebbe sottilizzare (ma non é necessario), per capire se si tratta di colpe coscienti o di derive inconsce. Ma, se volessimo un giorno introdurre tali valori ?..... c’ é da fare attenzione ! Alcuni di questi valori non potrebbero essere introdotti, se prima non si é gettato dalla finestra la demagogia e il doppio linguaggio diffusi.


    C. Se tu, da emigrato, credi proprio di aver visto questi valori scomparire o nascondersi, puoi spiegarmi come cio’ sia avvenuto ?

    E. Cominciamo da prima dell’ unificazione. Nei secoli, tante invasioni. Gli Italiani furono costretti a cambiare spesso padrone, condizioni di vita, garanzie e diritti. Successe quindi che si adattarono, presero alcuni caratteri, rimasti poi nel DNA. Adattarsi al nuovo padrone, non contrastarlo, evitare conflitti. Gli Italiani di oggi, davanti agli altri Europei, mostrano poca simpatia per la fermezza e la chiarezza. Diciamo che non hanno una spina dorsale strutturata come quella degli altri Europei. In pratica, se gli leviamo la camicia e li guardiamo dalle spalle, gli Italiani sono ben diversi da altri europei. Il problema, mi sembra, é che nessun ministro della della Sanità (o della P.I.) ha mai iniziato una cura........

    Sarà per questo che oggi in Europa si riconosce agli Italiani una grande flessibilità. D’altronde,
    se non avessimo avuto nel passato lontano spirito di adattamento e flessibilità, avremmo dovuto avere, per esistere, forza, disciplina, solida spina dorsale ed eserciti paragonabili a quelli degli invasori. Non credo abbiamo avuti né gli uni né gli altri.

    La flessibilità é certo un vantaggio rispetto agli altri europei, in un mercato competitivo, che evolve rapidamente. Purtroppo la nostra grande flessibilità, unita ad una scarsa coerenza, debole spina dorsale, ha avuto anche conseguenze negative. Negli ultimi quaranta anni ci siamo velocemente adattati a nuovi usi e costumi. Talvolta imposti dai peggiori (quelli arrivati al potere con metodi loschi). Le evoluzioni, viste dall’ Europa, le ho risentite pressappoco cosi.

    1. Anni 60-70. Ancora diffusi i comportamenti abbastanza corretti nella società. La corruzione già esiste, ma non si é ancora diffusa ovunque. Essa é nascosta, ma gira per le stanze del potere, cercando nuovi adepti. La facciata del potere é la gestione del Paese e la lotta contro il comunismo. Dietro la facciata, l’affaripolitismo (=commistione di affarismo privato e politica) si diffonde e contribuisce a sostenere partiti politici e relative correnti.

    2. Anni 80-90. La diffusione a macchia d’olio della corruzione e dell’omertà nelle gestioni del potere nazionale, locale e degli enti di stato continua. Le motivazioni di difesa dal comunismo, di stato di allarme, spariscono. Non solo gli imprenditori si occupano di business (ottima cosa). Anche qualche politico lo fa, ma non allo scoperto (si tratta di percentuali, non dichiarate né tassate). Sempre più ci sono politici che pensano agli affari, sempre meno politici che gestiscono il Paese. Alla fine del secolo non ci sono organi istituzionali indenni dall’inquinamento in espansione. Persino la giustizia é colpita. Qualcuno comincia a dubitare che essa sia super-partes.

    3. La larga e rapida diffusione, dappertutto, della corruzione, fa cambiare i comportamenti. Gli Italiani, flessibili, possono cambiare velocemente. La gestione frequentemente scorretta del potere per fini di parte é ormai, negli anni ’90, ben conosciuta dal grande pubblico. I comportamenti scorretti o delittuosi non vengono più nascosti. Si confessa pubblicamente che le tangenti servono al partito o alle sue correnti. Ma l’affaripolitismo per arricchimenti personali é ancora nascosto.

    4. Vengono alla luce, sempre più numerosi, i casi di uso del potere per scopi delittuosi. Contemporaneamente, forse a causa della incapacità (o non volontà) della giustizia di perseguire i colpevoli, si diffonde il senso dell’impunità di chi sta al potere. In certi ambienti, essere cooptati dal potere politico comporta l’accettazione dell’affaripolitismo privato. Contemporaneamente diminuisce il numero di cittadini che protestano e si scandalizzano nello scoprire gli usi scorretti del potere. Il che é normale, nello Stivale, per parecchie ragioni. Ma credo che una delle ragioni primarie sia: in un Paese che ha elevato la confusione e i pantani a sistema di vita (per mancanza di coerenza, per il doppio linguaggio, per l’ approssimazione diffusa, per la perdita di motivazione dovuta all’ egualitarismo, etc.), si arriva ad accettare tutto. Si abbassa il livello dei comportamenti accettabili al livello delle suole. Iniziando dai livelli alti, anche perché la classe dirigente pubblica é stata scelta con criteri negativi.

    5. Appare chiaro che la % di gestori della cosa pubblica o degli enti statali che svolgono realmente il proprio ruolo diminuisce. Si diffonde l’idea che la carica pubblica o l’elezione non comporta necessariamente impegno né grandi obblighi inerenti al proprio ruolo.

    6. La dietrologia, le manovre, i colpi bassi fra clans diversi dei poteri nazionale e locali, divengono comportamenti diffusi. Per i funzionari pubblici di alto calibro gestire l’ente o il servizio di cui si é (nominalmente) responsabile diviene sempre meno importante. Conservare la propria fetta di potere, restare a galla, é la preoccupazione prevalente. Il che sembrerebbe quasi giusto, poiché sbloccare tanti meccanismi grippati lo si puo’ fare solo se si ha potere. Allora perché non cercare di averne di più ?

    7. Colla istituzione della Comunità Europea, le merci cominciano a passare le frontiere e nei Paesi della U.E. inizia la competizione. Produttori di beni e servizi devono fare fronte ad una competizione più accanita e difficile. In tale quadro economico divenuto complesso, i sistemi di produzione e vendita più efficienti emergono. Fra i Paesi della U.E., l’Italia si distingue per alcuni fattori particolari del suo quadro sociale, che hanno un impatto negativo sulla competitività.

    Eccoli:
    - l’assenza di determinazione e di capacità organizzative, la diffusione dell’improvvisazione (causa ed effetto della confusione in aumento) in un mercato sempre più complesso creano difficoltà agli imprenditori.
    - la difficoltà di realizzare i programmi pubblici previsti rende incerto il quadro economico e quello pubblico. Si vive sempre di più alla giornata, i programmi divengono solo indicativi. Le promesse non si possono mantenere. Gli obbiettivi dichiarati si dimenticano.
    - sparisce il valore “responsabilità del proprio operato”. Si diffonde a macchia d’olio il vecchio (ma una volta nascosto) uso di selezionare la classe dirigente per cooptazione e allacci personali. Il merito e l’esperienza, formalmente in auge, divengono in pratica valori dimenticati. L’unica cosa che conta ormai: conoscere un VIP potente.

    8. In certi settori il numero di persone che si serve di un referente é troppo aumentato. Per cui l’uso di un referente diviene una carta sempre meno sicura. Per effetto della sparizione dei valori, diviene chiaro ad un numero crescente di persone che compiere bene il proprio dovere, in modo corretto, non paga più. In conclusione, l’inaffidabilità, la confusione, regnano ormai sovrane nel sistema Italia. La competitività é sparita o sta sparendo. Gli imprenditori se ne lamentano. Il sistema Italia é ormai grippato in alcuni settori. Alcuni imprenditori, nel battersi contro la inefficienza, capiscono che spostare la propria attività al Nord o all’Est del Paese é un opzione da considerare come ancora di salvezza. Sta di fatto che l’imprenditore che vuole sopravvivere é sempre più spinto ad andarsene dall’Italia, alla ricerca di un sistema meno burocratizzato, più snello, dove le infrastrutture funzionano meglio che da noi e dove il costo del lavoro non deve finanziare una tassazione fiscale e contributiva in aumento (per via degli sprechi esistenti in Italia….). Dove non riceve pressioni per dare un posticino a Caio e Sempronio.

    9. La FIAT chiude il primo stabilimento. E il primo segno di una catastrofe in arrivo ? Le somiglianze del sistema Italia con i sistemi sociali del Sudamerica aumentano in certi settori. Chissà se un giorno i nostri allacci economici con i Paesi U.E. diminuiranno ? In tal caso ci resterebbe un’opzione: associarci ad un mercato comune del Sudamerica !

    C. Se tutte queste evoluzioni si sono realmente verificate (e forse é anche vero), dimmi senza perifrasi: in che situazione sociale si trovano oggi gli abitanti dello Stivale ?

    E. In mutande !

    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

  6. #6
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    Predefinito CULLARSI NELLE FATUE ILLUSIONI O SMONTARE LE ILLUSIONI ?

    L’ unificazione del Regno d’ Italia

    Fine ‘800. Fatta l’ unificazione del Paese, la sua gestione fu iniziata dai piemontesi.

    Nel trambusto dell’ allargamento della piccola struttura statale piemontese, i primi governi fecero un grosso errore: mandarono avanti nei nuovi territori, come rappresentanti, gli ufficiali del fisco. Non misero su una valida struttura di pubblica istruzione dei cittadini del Regno, che insegnasse non solo a leggere, ma anche a vivere nel nuovo stato.

    Gli Italiani, non avendo un gran livello medio di cultura, erano soggiogati dal potere di turno, che era talvolta prepotente. Non capirono che, colla unificazione, la situazione era piuttosto cambiata. Continuarono, come sempre fatto, a considerare il potere nazionale come un organo estraneo, da sopportare, da ignorare. Come era sempre avvenuto, quando c’ erano stati Goti, Normanni, Arabi, Francesi e Spagnoli.

    Anche conoscendo male la storia, credo sia qui una delle origini del problema. Non nacque un nuovo approccio al nuovo stato, come era (e come é) nei Paesi a Nord delle Alpi . Stato che va costruito, con cui si dialoga, si collabora, di cui si propone l’ evoluzione. Gli Italiani scelsero di ignorarlo e continuarono a interessarsi ad iniziative, contatti, poteri informali, locali e alternativi. In pratica si considerarono, anche per manco di istruzione, al di là dello stato. Credo sia stata questa l’ origine della divaricazione esistente fra uno stato formale ed un tessuto di clans e allacci sommersi, che lo ignora. I quali talvolta lo considerano estraneo, se non nemico. Da subire, da combattere talvolta, o almeno da fare fesso.

    La Repubblica all’ inizio del XXI secolo

    Ancora oggi gli Italiani perpetuano la tradizione: lo stato nemico, da subire purtroppo, da contrastare sul terreno. Non succede niente di cio’ a Nord delle Alpi. Anche per questo, le altre società funzionano.

    Se ci volesse anche una motivazione per giustificare una vecchia tradizione mai cambiata, ce n’ é una valida, oggi. Lo stato é mal gestito, incapace, buono solo a sprecare o alimentare quattro loschi figuri incapaci, che vengono chiamati politici. Perché prenderlo sul serio ?

    Durante il fascismo, la costruzione dello stato fu demandata a manipoli di esagitati. Si moltiplicarono le bandiere e si scrisse “Stato” colla maiuscola.

    Dopo la guerra lo stato italiano si é vendicato del non essere considerato. Ancora ritenuto un corpo estraneo ai cittadini, lo stato ha continuato a trascurare questa abnorme inimicizia, a non pensare alla educazione civica dei cittadini. Infatti la P.I non si é occupata affatto della questione, per trascuratezza o ignoranza.

    Negli ultimi trent’ anni del XX secolo, loschi figuri presero il potere. Reclutati con un pessimo criterio di selezione, la complicità e il comparaggio, hanno diffuso coll’ esempio , consciamente o inconsciamente, le abitudini seguenti:

    - grigiore, approssimazione, vaghezza di programmi e di comportamento dei personaggi pubblici. Nel senso di indeterminazione, mancanza di chiarezza, rarità di opinioni solide e riflettute o troppo rapida trasformazione delle stesse. Negligenza dei fatti reali nelle discussioni politiche, sostituiti spesso da accuse (non importa se senza prove). Forse per ignoranza, di sicuro per cattive abitudini. Talvolta doppio linguaggio del potere, che dice di voler fare. Ma fa i fatti suoi......
    - rarefazione dei valori di base del patto sociale, in certi casi scomparsa degli stessi. Tutto, o quasi tutto, é ormai permesso. Il rigore, la coerenza, la precisione, l’ impegno, la verità dei fatti, li lasciamo ai Francesi o ai Tedeschi. Il tutto facilitato dalla diffusione del doppio linguaggio (esiste nella U.E., cosi diffuso, solo in Italia).
    - conseguente vita sociale caratterizzata da: frequenti emergenze, difficoltà di costruire, gestire, trasformare i corpi sociali. Cio’ non deve troppo sorprendere, se nella società tutto é confuso o cambia dall’oggi al domani (flessibilità a 360°)
    - frequenti alterchi o lotte fra parti avverse (o alleate) in politica, le quali sembrano indicare che molti politici danno priorità alle lotte di clans piuttosto che alla gestione del Paese (che é in teoria il loro ruolo). Pochi progressi quindi dall’ epoca dei principati.
    - progressiva ignoranza dell’obbligo di rispettare legge e regolamenti, anche da parte di enti e servizi pubblici. Incremento del numero di persone ed enti che ignorano la legge.


    Le strutture dello stato (gestito da persone mal selezionate), come é divenuto dagli anni ’60 in poi, aiutato dalla mentalità della flessibilità diffusa, hanno contribuito, con insipienza e superficialità, talvolta coll’ esempio:

    - a far sparire i paletti della vita civile (una parvenza, incompleta, degli stessi esisteva trenta anni fa);
    - a bandire gli strumenti necessari alla costruzione ed alla educazione di un Paese moderno, i VALORI, in un’ epoca di cambiamenti nell’ economia dell’ Europa e del mondo;
    - a diffondere in tutti i gangli del Paese (nel pubblico e nel privato) la corruzione e l’ omertà.

    In un grosso gregge, se spariscono i cani pastori, il pastore fa enormi tentativi per gestire le pecore, tenerle insieme. Nello Stivale, gli Italiani, pecore confuse, vanno in tutte le direzioni.

    Sono infatti spariti i VALORI (i cani pastori), cioé gli strumenti della vita civile. Dopo la guerra, un paio di generazioni di governanti e dirigenti del parastato hanno completamente perso la capacità di gestione corretta dei macrosistemi (e.g. il Paese, l’ Alitalia, la Fiat). Di conseguenza nuovi comportamenti si sono diffusi, in base alla (quasi) nuova mentalità della tolleranza e impunità totali. In sintesi, essi hanno, fra l’ altro, provocato la sparizione del realismo, sostituito dal doppio linguaggio. Il primo é infatti sparito dalle discussioni pubbliche. E sempre più é sostituito dallo scenario (anche televisivo) e dalla demagogia.

    Il tutto genera inefficienze, sprechi, perdita di competitività. Il Paese é ormai sotto l’ imperio di quattro Dittatori: Confusione, Irresponsabilità, Rassegnazione, Gestione Allegra.

    La Fatua Illusione N. 1

    Il parlamento ha approvato la legge della “devolution”. L’ idea nella testa dei propositori della legge credo sia sta la seguente: lo stato si é mostrato incapace di gestire la società e i servizi pubblici su base nazionale. Il sistema é troppo grande, per i governanti italiani di inizio secolo. Riduciamo la grandezza del sistema, facciamo il più possibile nelle regioni, strutture più piccole. Le gestioni saranno più facili.

    Fatua illusione. I valori e le capacità di gestione, ormai troppo rari nel Paese, sono inesistenti anche nelle regioni. Invece di avere una sola grande Babele, avremo tante piccole Babeli. In Europa solo dei balordi superficiali come i politici italiani possono credere al miglioramento colla devolution !


    La Fatua Illusione N. 2

    Gruppi di cittadini e partiti, in reazione alle incapacità ed alla confusione generata da uno stato incapace, gestito da politici incapaci (la migliore espressione della mentalità italiana, scrisse TIME), pensano di proporre la riforma delle istituzioni. Anche Ciampi le invoca...

    I propositori delle riforme, anche per superficialità e mancanza di realismo, non hanno considerato la situazione reale. Non han capito cosa va cambiato.

    La situazione, vista dall’ Europa, é la seguente, con una immagine esplicativa:

    - se dessimo la gestione delle nostre vecchie istituzioni ad Olandesi, Francesi, Belgi o Svedesi, mandando a casa i politicanti abituati a mercanteggiare poteri e percentuali nel souk italiano, dopo un periodo di avviamento e con riforme adeguate di procedure e gestioni, lo stato finalmente inizierebbe a funzionare come in Francia e in tanti altri Paesi della U.E.
    - se oggi il Bel Paese adottasse una riforma delle istituzioni e non ci accorgessimo che solo noi Italiani, in U.E., non sappiamo gestire i grandi sistemi (per esempio, non conosciamo l’ organizzazione), allora le nuove istituzioni fallirebbero completamente, come quelle attuali ! !
    Sarebbe questa la Fatua Illusione N. 2 !

    I MOTIVI: la mancanza di strumenti adeguati. I dettagli relativi sono nelle seguenti Lettere dall’ Europa: “Colli di Bottiglia”, “Italia Desnuda”, “Regole e Confusione”, “Pantani e Ruote grippate”.

    Quale situazione ?

    Una società che possiede: coscienza e orgoglio di sé, patriottismo, patto sociale, é un Paese.
    Una società che non possiede tali valori é un’ accozzaglia di gente, che vive nell’ anarchia.
    Tali i casi limite. Lo Stivale mi sembra si trovi in uno scenario intermedio, il quale é in evoluzione rapida. Verso quali dei due scenari ?


    Antonio Greco
    (disponibile per una presentazione delle CAUSE dei guai italiani)
    ANGREMA@wanadoo.fr


    Le coordinate dei siti che pubblicano le Lettere dall’ Europa:
    http://angrema.blogspot.com
    www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito, argomento “ società”)

  7. #7
    Silvioleo
    Ospite

    Predefinito

    oh mamma che gran mucchio di cagate

  8. #8
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    Sig. Antonio Mansi
    ma lei vive sulla luna o in qualche centro sociale?


    ma è davvero convinto di quello che scrive?

    guardi che mistificare e far demagogia è una cosa, ma esser convinti come credo lei lo sia è davvero preoccupante!

    le consiglio di prendersi una vacanza fuori dal centro sociale...

    La saluto
    Prodi al Governo è come Bin Laden all'antiterrorismo

  9. #9
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    sono perfettamente d'accordo con il signor Mansi.
    ''Lo conosci Andrea Guardascione?
    No, ma conosco la sorella...'''

  10. #10
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    siete vicini di casa?
    Prodi al Governo è come Bin Laden all'antiterrorismo

 

 
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