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http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...2005/art7.html
Bertinotti sfida Prodi
Intervista al leader del Prc: «Così non duriamo»
L'idea che l'Unione possa fare a meno della sinistra radicale è «semplicemente infantile», manda a dire Fausto Bertinotti agli alleati: «Senza di noi - aggiunge - cade tutto l'edificio». Il programma, invece, «non è un optional». E per il leader del Prc il primo punto del programma è la «democrazia partecipativa», ovvero il modo stesso di declinarsi dei contenuti. Altrimenti, avverte, «possiamo vincere le elezioni, ma non duriamo». A un anno dalle politiche Bertinotti non evoca lo spettro del '98, ma manda il primo avvertimento pesante. Il segretario di Rifondazione cita le grandi mobilitazioni per il 25 aprile e per il primo maggio, a suo avviso non dissimili al no francese alla Costituzione europea: «Perché - dice al manifesto - sono l'espressione grandiosa di una società di incazzati che non ne possono più dell'ordine costituito». In quest'ottica, la Carta repubblicana e il no a quella europea diventano per la sinistra «supplenti» di un programma che non c'è. E a cui l'Unione deve mettere immediatamente mano, ma non in forma tecnica. Altrimenti, avverte Bertinotti, «il rischio è duplice: per i movimenti e per le piazze quello di essere costretti a un ripiegamento conservatore, e per l'Unione quello ancor più grande di separarsi precisamente dalla spinta che l'aveva fatta vincere. Per questo pongo problema costruzione del programma. E il primo punto del programma è la democrazia partecipata». A PAGINA 9




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