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Discussione: Congresso Eucaristico

  1. #11
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    E' peggio fare i peccati.

  2. #12
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Sto cercando l'Inno...che non ho nacora letto e manco udito....qualcuno sa dove posso reperirlo in rete?

    grazie anticipatamente...........
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #13
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    CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE: BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS, "LA BELLEZZA DELLA DOMENICA"


    Un saluto speciale ai partecipanti al Congresso eucaristico nazionale, in corso dal 21 maggio a Bari, è arrivato, ieri, da Benedetto XVI, durante l’Angelus. "Nel cuore di questo Anno dedicato all’Eucaristia – ha detto il Santo Padre - il popolo cristiano converge intorno a Cristo presente nel Santissimo Sacramento, fonte e culmine della sua vita e della sua missione. In particolare, ogni parrocchia è chiamata a riscoprire la bellezza della domenica, giorno del Signore, in cui i discepoli di Cristo rinnovano nell’Eucaristia la comunione con Colui che dà senso alle gioie e alle fatiche di ogni giorno". "‘Senza la domenica non possiamo vivere’: così professavano i primi cristiani, anche a costo della vita, e così – ha aggiunto il Papa - siamo chiamati a ripetere noi oggi. In attesa di recarmi di persona domenica prossima a Bari per la celebrazione eucaristica, sono sin da ora spiritualmente unito a questo importante evento ecclesiale".
    "‘Dio è amore’ – ha osservato il Sommo Pontefice – è la parola che riassume tutta la rivelazione e l’amore è sempre un mistero, una realtà che supera la ragione senza contraddirla, anzi, esaltandone le potenzialità. La teologia cristiana sintetizza la verità su Dio con questa espressione: un'unica sostanza in tre persone. Dio non è solitudine, ma perfetta comunione. Per questo la persona umana, immagine di Dio, si realizza nell’amore, che è dono sincero di sé".
    Benedetto XVI ha, poi, invocato "l’intercessione della Vergine Maria, perché giornate di così intensa preghiera e adorazione di Cristo Eucaristia accendano nella Chiesa italiana un rinnovato ardore di fede, di speranza e di carità". A Maria il Papa ha affidato anche "tutti i bambini, gli adolescenti e i giovani che in questo periodo fanno la loro prima Comunione o ricevono il sacramento della Cresima".


    Agenzia Sir

  4. #14
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    CONGRESSO EUCARISTICO: CARD. RUINI, "EUCARISTIA, SORGENTE DI VITA"


    Il Congresso eucaristico nazionale, in corso in questi giorni a Bari, come “sorgente di vita” per la città, l’Italia e tutti i cristiani: è stato questo il pensiero espresso, ieri, dal card. Camillo Ruini, inviato speciale del Papa al Congresso, durante la solenne concelebrazione eucaristica a piazza Libertà. “L’Eucaristia – ha osservato il presidente della Cei - è veramente il cuore della Chiesa, il nutrimento e l’anima della vita di ogni cristiano, il luogo e il gesto nel quale riceviamo Gesù Cristo in Chiesa e nel quale, pertanto, a nostra volta, siamo chiamati a fare nella nostra vita un dono, per il Signore e per i fratelli, e così ad essere felici, a costruire un mondo nel quale si possa essere felici insieme”.
    In riferimento alla solennità della SS. Trinità, il card. Ruini ha sottolineato come tale “mistero c’insegni a comprendere e ad amare, c’inviti ad essere amici di Dio e fratelli tra di noi, fratelli di tutti gli uomini e le donne del mondo. Perciò, come ha detto Benedetto XVI, nella Chiesa non ci sono stranieri”. Il card. Ruini ha presieduto anche, il 21 maggio, alla solenne apertura del Congresso eucaristico, durante la quale ha ricordato a tutti come questo grande evento ecclesiale rappresenti “una preziosa occasione per riflettere sul grande dono dell’Eucaristia, ma anche per stringere amicizia, sperimentando la gioia della comunione”.

    Agenzia Sir

  5. #15
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    CONGRESSO EUCARISTICO: MONS. BETORI, “L’EUCARISTIA, STILE DI VITA CONTRO LA FRAMMENTARIETÀ”


    L’Eucaristia che diventa “stile di vita” e “plasma l’esistenza del credente”: con queste parole il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori, ha commentato, ieri, al termine della concelebrazione eucaristica in piazza Libertà, i primi due giorni del Congresso eucaristico, durante la trasmissione televisiva di Rai Uno, “A Sua immagine”. “C’è da parte della gente una partecipazione stupenda – ha sottolineato il presule – e in questa settimana sarà certamente un crescendo nel segno dell’Eucaristia. Anche al Villaggio giovani ho visto tanta gioia e tanta vitalità che fanno ben sperare”.
    La festa della domenica, però, a giudizio di mons. Betori, “non deve essere un ritaglio dalla vita del lavoro, ma la festa cristiana è un’intensificazione del dono che si fa nel giorno del Signore”. Oggi, per il segretario della Cei, “in una società che ha scardinato il senso della domenica”, diventa necessario “rimettere al centro l’Eucaristia, riscoprendo Cristo in mezzo a noi”. “L’uomo moderno, di fronte alla frammentarietà odierna – ha aggiunto mons. Betori -, ha la necessità di trovare l’unitarietà, che solo Cristo ci può dare. Non possiamo vivere, infatti, senza l’unità interiore che Dio ci dona”.

    Agenzia Sir

  6. #16
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    CONGRESSO EUCARISTICO: MONS. COMASTRI, "DOMENICA, TESORO DA RISCOPRIRE"


    “La domenica è un tesoro in gran parte da riscoprire nella società in cui stiamo vivendo”. E’ quanto ha affermato, ieri, mons. Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, nella sua relazione di ieri sera al Congresso eucaristico nazionale. “In occasione del Giubileo del 2000, da più parti - ha aggiunto il presule - venne sottolineato questo paradosso: mentre noi cattolici celebravamo la pienezza del tempo, la società soffriva per una lacerante percezione di vuoto del tempo e dell’insignificanza della vita”. Per mons. Comastri, “questa insignificanza è un fatto nuovo nella società, una patologia che nel ventesimo secolo è diventata una epidemia”. In realtà, ha osservato mons. Comastri, “la ragione umana, staccata dalla fede in Dio, non riesce a trovare il senso della vita. L’uomo crede di essere padrone di tutto e di bastare a se stesso. Noi credenti ci domandiamo perché non riusciamo a trasmettere una risposta agli interrogativi dell’uomo contemporaneo, ma, in effetti, non c’è apostolato quando ci sono i piani di apostolato. C’è apostolato quando ci sono gli apostoli” che sono “chiamati ogni domenica a rinnovare l’esperienza del tempo ‘pieno di Dio’, per raccontarla a tutti con una vita riempita di risurrezione".

    La domenica come dono e non come precetto: “con questa conclusione, mons. Angelo Comastri ha illustrato i punti essenziali della sua “ricetta” per riscoprire il valore della domenica. Il primo è vivere “la partecipazione comunitaria all’Eucaristia, che è il cuore della domenica, come privilegio. Di conseguenza – ha sottolineato – i cristiani dovrebbero desiderare, con tutto il cuore, di vivere questo momento, cercandolo come si cerca l’amore”. È anche indispensabile, a giudizio del presule, “ridare ai cristiani la consapevolezza che il tempo acquista un senso solo quando è vissuto come ‘kairòs’, ossia come opportunità di rispondere all’amore sovrabbondante di Dio. Il giorno del Signore è l’esplosione di un bisogno d’amore che deve restare acceso nell’intera settimana: perciò, la domenica deve essere segnata da opere di carità, in serena ma decisa alternativa alla domenica pagana, che si sta costruendo con i suoi ‘riti’ e le sue ‘assemblee’”.
    No anche alla partecipazione abituale in modo isolato all’Eucaristia “perché è tradire il senso della domenica”, mentre “il radunarsi per l’Eucaristia è l’antidoto alla solitudine e all’egoismo che caratterizza la società senza Dio. Ciò che conta – ha concluso mons. Comastri – è lasciar entrare Dio nella nostra vita”.


    Agenzia Sir

  7. #17
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    CONGRESSO EUCARISTICO: IL VILLAGGIO DEI GIOVANI. DON GIULIETTI (CEI) "MEGLIO DEGLI ADULTI"


    Colori, suoni, allegria, giochi, fantasia: gli stand del Villaggio giovani, allestito dal Servizio nazionale di Pastorale giovanile alla Fiera del Levante ed inaugurato la sera del 21 maggio dal card. Camillo Ruini, inviato speciale del Papa al Congresso eucaristico nazionale di Bari, sono lo specchio dell’entusiasmo dei giovani partecipanti all’evento. "Il senso del Villaggio - spiega al Sir don Paolo Giulietti, responsabile del Servizio di pastorale giovanile nazionale - è assicurare ai giovani uno spazio di protagonismo, dove possano sentirsi davvero risorsa per la Chiesa, dove possano incontrarsi tra di loro, approfondendo le tematiche del Congresso con linguaggi loro propri". Il Villaggio comprende quattro aree: "stand", con spazi espositivi, dedicati a movimenti e associazioni; "meeting", con una sala conferenza e sala cineforum; "liturgica", per celebrazioni, confessioni, adorazione eucaristica continuata; "animazione", con bar e possibilità di svolgere qualche attività sportiva (pallavolo, basket, ping pong). Per don Paolo, "il Villaggio è un arricchimento del già ricco programma congressuale, con un’attenzione particolare al mondo giovanile".
    Come vivono i giovani l’Eucaristia? "Come tutte le cose della Chiesa e della vita di fede – risponde don Giulietti -, se i giovani sono educati a coglierne il senso profondo, sanno forse apprezzarne la potenzialità e la realtà meglio degli adulti. I giovani, infatti, sono istintivamente portati a cercare una relazione personale con il Signore ed a fare comunione tra di loro molto più degli adulti".

    La domenica, per i giovani, è più il giorno del Signore o il tempo di svago? "I giovani – osserva don Paolo Giulietti - vivono tutte le ambiguità della nostra cultura, quindi, sono più tentati di altre generazioni di diluire la domenica nel fine settimana e, di conseguenza, il rito della Pasqua cristiana nei tanti riti del tempo libero. Al tempo stesso, però, conservano molto di più il senso della festa, il bisogno di un tempo che non sia come gli altri tempi. Lo cercano, forse, in maniera confusa in riti strani, trasgressivi, ma sentono fortemente il bisogno di un tempo che non sia omogeneo, che non sia consegnato alla banalità". "C’è nei giovani un profondo bisogno di festa – aggiunge il responsabile del Servizio nazionale di Pastorale giovanile - qualcosa che dica che la vita ha un orizzonte diverso dal quotidiano, qualcosa di più alto e di più grande". Il Villaggio giovani di Bari si può considerare una tappa verso Colonia? "Certamente – risponde Giulietti – Bari guarda a Colonia, il Congresso eucaristico è un evento italiano ma ha un respiro che è quello universale . La Fiera di Bari, scelta come sede del Congresso, è un po’ simbolo di questo: luogo dove si espone, si fa vedere il meglio di sé, dove si conoscono cose nuove. Credo che questa dimensione sia quella che unisce di più Bari e Colonia".


    Agenzia Sir

  8. #18
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    CONGRESSO EUCARISTICO: MONS. BETORI (CEI), “LA DOMENICA GIORNO DELLA FESTA. L’EUCARISTIA ILLUMINA LA VITA DELL’UOMO”


    Recuperare la dimensione trascendente della festa per rieducare la vita dell’uomo. È in sintesi quanto ha detto il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, nel suo intervento tenuto oggi al Congresso eucaristico nazionale (Cen) in svolgimento a Bari. “La festa dà senso e tracciato all’esodo dell’umanità – ha detto mons. Betori – e soltanto il recupero della festa potrà dare fondamento di significato al cammino e tracce sicure, che segnino il percorso di tutto il tempo, feriale e festivo, della storia delle persone e dell’umanità. La festa è una risorsa di senso per il tempo”. Per sfuggire al relativismo odierno e per andare oltre la concezione ludica e sociale della festa serve “ridare qualità al tempo”. Per far ciò non basta dire che “l’uomo deve poter periodicamente uscire dalle costrizioni della necessità e nella festa fare esperienza di gratuità, ovvero deve avere modo di venir fuori dalla solitudine e creare occasioni di aggregazione con gli altri. Tali aspirazioni da sole non bastano per dare alla festa un senso compiuto. Vale per la dimensione ludica e gratuita della festa, che da sola però non può darsi un fondamento etico che vinca sulla diffusa cultura funzionale e utilitaristica. Anche la spinta al convergere sociale non basta da sola a dare ragioni di festa: si annega nell’anonimato delle folle, che non è meno arido della solitudine. La festa ha a che fare con il bisogno di riappropriarsi del senso del tutto. Ma questo, nella prospettiva cristiana, non è una semplice congerie di valori, più o meno armonicamente collegati. Il senso non può essere un’idea, ma una persona e il nostro incontro con lui. Per noi cristiani ha un nome: Gesù Cristo. La tipicità della festa cristiana sta nel suo fondamento cristologico. I cristiani, parlando di festa, non parlano dunque di una qualsiasi festa, ma della domenica, la festa del Risorto, dell’Eucaristia”.

    La festa, dunque, è “segno della novità di vita che ci è donata, appello alla libertà e alla responsabilità, invito a resistere alla tentazione di pensare che tutto sia vecchio e caduco”. La domenica, ha aggiunto il segretario generale della Cei, “è anche il giorno della gioia dell’incontro e della solidarietà, giorno di festa della fraternità”. Un modello ben diverso da quello offerto dalla cultura secolarizzata: “La società crea feste su misura per i suoi consumi, sfruttando i sentimenti più cari; si importano feste da altre culture, creando bisogni inesistenti su un’assenza di fondamento culturale. Ma non si risponde così alla richiesta di senso che è racchiusa nella festa che è spesso una ipertrofia del quotidiano dove si portano all’esasperazione la forme contraddittorie dell’esistenza contemporanea, invece di denunciarle e liberarsene. Di qui il carattere prevalentemente esibizionistico, edonistico, egocentrico delle feste”. Tutto il contrario della “vera festa, quella del Risorto, che nella oblazione di sé ha trovato l’esperienza gioiosa della vita nuova. La proposta cristiana della festa domenicale indirizza alla gratuità dei rapporti, all’apertura di orizzonti nuovi di conoscenza e di bellezza, all’incontro con gli altri nel leale confronto del gioco, alla presa in cura amorevole dell’altro”. Questo esige dai cristiani di essere testimoni di gratuità nel tempo: “Contro la sindrome collettiva della mancanza di tempo, i cristiani ‘hanno tempo’, affermano il primato del tempo qualitativo sul tempo quantitativo e soddisfano, per sé e per gli altri, la ricerca di dare insieme senso alla vita. Insieme ma non a prezzo dell’identità personale e culturale. La credibilità della nostra testimonianza si lega alla consapevolezza che il Crocifisso risorto è il Figlio di Dio fatto uomo”.

    La festa cristiana si oppone alla concezione della festa “come evasione dal tempo”. Si tratta, per mons. Betori, di “rieducare la vita a partire dalla domenica”. “La frequentazione della cultura letteraria, l’apprezzamento del bello, nelle sue forme naturali e artistiche, ricercate anche attraverso un intelligente turismo, la valorizzazione della musica e di altre forme di espressione artistica e di intrattenimento” sono alcune delle strade menzionate dal segretario della Cei per questa rieducazione, così come “l’apprezzamento del proprio corpo, l’espressione delle sue funzioni e potenzialità nel gioco e nell’esercizio sportivo”. Dalle “odierne forme secolari della festa: stadi di calcio, grandi concerti rock, sagre popolari e discoteche – ha proseguito - si esce soli come prima”. L’incontro nella festa vissuta nella prospettiva del Risorto ha, invece, un altro volto: “Nasce dal dono di sé e si compie nel generare spazi di vita per tutti. La ricerca delle relazioni è indirizzata verso chi è più distante e più isolato, con uno slancio della carità che punta a superare ogni barriera. La festa diventa spazio di pace, di perdono, di ricostruzione di rapporti interrotti, di esercizio concreto della misericordia. Il riposo dal lavoro si traduce in una libertà in cui diventa più facile fruire del creato senza esserne soggiogati e aprirsi a relazioni umane fraterne non sottoposte a logiche produttive e commerciali”. In questa ottica vanno vissute “le varie forme di volontariato caritativo che la festa domenicale suggerisce, favorisce e prolunga nei giorni feriali. Se ne avvantaggiano anzitutto le famiglie e la loro coesione. Il significato della festa domenicale lievita anche nella società e nella politica, poiché alla scuola dell’Eucaristia si promuove una cultura del dialogo che crea corresponsabilità nei riguardi della cosa pubblica”. La festa vissuta nella prospettiva dell’Eterno, ha concluso Betori, “apre l’uomo alla gratitudine verso Dio e quindi, in lui, verso i fratelli. È solo dalla radice dell’apertura a Dio che la festa può essere ricondotta alla sua origine pacificante: la vita liberata dal dominio della solitudine mortale, dell’odio, dello sfruttamento e dell’umiliazione della dignità della persona umana”.


    Agenzia Sir

  9. #19
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    CONGRESSO EUCARISTICO


    Un «Villaggio» per incontrarsi

    Nella Fiera del Levante allestito un grande spazio riservato ai giovani
    Decine le associazioni presenti con un loro stand per spiegare l’impegno in questo o quel settore Tra i tanti volontari anche Michele, 63 anni
    Fittissimo il calendario che animerà l'area: accanto ai momenti di preghiera, dibattiti culturali, musica e faccia a faccia con gli artisti


    Dal Nostro Inviato A Bari Pierangelo Giovanetti

    C'è anche la torta, enorme, buonissima, che i duemila ragazzi e ragazze arrivati ieri sera a Bari si mangiano di gusto, per dare il clima della festa che ormai ha contagiato tutti. Con il taglio del nastro da parte del cardinale Camillo Ruini, è partito ufficialmente il Villaggio Giovani che per tutta la settimana ospiterà alla Fiera del Levante manifestazioni, incontri culturali, mostre, film, musica e mille altre iniziative. Sono decine le associazioni che hanno allestito un loro stand: dall'Azione cattolica alla Gioventù francescana, dal Movimento giovanile salesiano al Rinnovamento nello Spirito, ai giovani delle Acli. Dopo il momento di preghiera nella cappella, i padiglioni si sono subito riempiti di vita. C'è chi va nella sala cineforum a vedere il film «Volevo solo dormirle addosso», con il regista Eugenio Cappuccio, a discutere insieme al pubblico. C'è chi va a sentirsi le bande musicali, che animano le piazzette della fiera con brani folcloristici e pezzi tipicamente pugliesi. C'è chi non stacca gli occhi dai madonnari che agli ingressi stanno disegnando sul pavimento delle splendide immagini rinascimentali. E c'è infine chi si gusta la mostra allestita dalla bottega dell'Orefice sulla vita nascente. Nella cappella fa spicco la Croce di san Damiano e la Madonna di Loreto che verrà portata a Colonia, alla Gmg, dono dei giovani italiani ai giovani tedeschi, e la Fiaccola della Pace che partirà per il pellegrinaggio verso la Germania. Uno degli stand che attira più pubblico è quello del Movimento giovani lasalliani sui diritti dei bambini. «Sappiamo che purtroppo, sia al Nord che al Sud, i bambini sono la fascia più fragile e vulnerabile delle nostre società», spiega il responsabile fratel Matteo Pennini. «Pensiamo ai bambini che lavorano, ai bambini di strada, ai bambini soldato o vittime delle guerre, ai bambini senza dimora e rifugiati, imprigionati o venduti. Vogliamo richiamare con forza sul dovere di ciascuno di aiutarli, a cominciare dal cercare insie me a loro un senso per la vita». Attraverso un percorso multimediale, lo stand fa conoscere la realtà dei bambini meno fortunati e indica con molta concretezza cosa fare, a partire dalla quotidianità di ogni giorno. Frequentatissima è l'esposizione sulle imprese create in questi dieci anni dal Progetto Policoro, a sostegno dell'imprenditoria giovanile nelle diocesi del Sud Italia. Sono trecento le aziende nate, grazie a questo Progetto, nei settori del turismo, della cultura, della solidarietà, della produzione di beni. «In questi anni abbiamo cercato di formare giovani ad una nuova cultura del lavoro», spiega la responsabile, Flora Urso. «Creiamo reti che vanno a sostenere le imprese». Allo stand della Comunità Giovanni XXIII di Rimini, i volontari spiegano il loro impegno nell'accoglienza dei barboni. Marinella Baldessari, una delle animatrici, è partita all'una di notte da Rimini, per essere a Bari in tempo. «La fede è concretezza - dice -. È stare insieme agli altri, è condividere. Per me è tutto, per questo ho deciso di spendere la mia vita per gli altri». I ragazzi e le ragazze che passano chiedono, fanno domande, sono interessati. «Ragazzi, guardate che la verità vi fa liberi - avverte Marinella -. Ma la verità ha un prezzo. A volte è dolorosa, come la preghiera, se sei disposto ad entrare nel mistero». Mentre i giovani si disperdono incuriositi fra gli stand e le manifestazioni in corso, decine di volontari sono all'opera per fare funzionare la macchina. Giovani, giovanissimi, studenti che magari hanno rimandato gli esami per poter mettersi a disposizione, militari che si sono presi una licenza per esserci. Ma ci sono anche pensionati, come Michele Loconsole, montatore di freni alla Bosch, che con i suoi 63 anni è tra i «nonni» dei volontari. «Ho voluto dare anch'io una mano - dice contento -. Del resto dentro mi sento giovane anch'io». Antonio Letizia e Giuseppe Lavacca, 21 anni tutti e due, sono invece militari a Capua. Si sono presi una licenza per poter partecipare nei due fine settimana. «Non potevamo mancare - sorridono -. È bello sentirsi partecipi di qualcosa di grande. E poi aiutare gli altri non è qualcosa che diamo noi: è qualcosa che riceviamo». Un ciclone di entusiasmo sono poi gli studenti. Walter Piscalicchio, 19 anni, fa il quinto anno di liceo linguistico. Ha la maturità, ma non ha voluto perdersi il Congresso eucaristico. «Oggi mi sembra che la gente non dia più l'importanza di un tempo alla domenica. E invece è da lì che dobbiamo partire per dare un senso alla nostra settimana». Il suo amico Giovanni Levante, 22 anni, studente di ingegneria meccanica, annuisce. «Senza la domenica, che vita sarebbe?», esclama. E via a perdersi - a ritrovarsi - fra i giovani in festa.

    Avvenire - 22 aprile 2005

  10. #20
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    Congresso eucaristico: presiede il cardinale Bertone


    Sarà il cardinale Tarcisio BERTONE, Arcivescovo di Genova, alle 8,30 a preside el’Eucaristia nella Basilica San Nicola. Il Congresso andrà avanti alle 10.30 alla Fiera del Levante con una relazione di Mons. Giuseppe BETORI, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Nel pomeriggio alle 16 incontri interviste in quattro ambiti. Il primo sul tema: Quale bellezza salverà il mondo? A moderare il giornalista Rai, Piero Da mosso. Interverranno Gianfranco DIOGUARDI, Università di Bari; Raffaele NIGRO, scrittore / giornalista RAI; Suor Gloria RIVA, Monastero Adoratrici Perpetue di Monza; Padre Marko RUPNIK, teologo / artista. Il secondo ambito sul tema: “Tra tempo e eternità” sarà moderato da Andrea TORNIELLI, Giornalista de Il Giornale. Intervengono: Lorenzo ORNAGHI, Rettore Università Cattolica Sacro Cuore di Milano; Luca DIOTALLEVI, Università di Roma Tre; Tonino CANTELMI, presidente Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici. Il terzo ambito sul tema “Lo sport accoglie, orienta ed educa alla festa” avrà come moderatore Bruno PIZZUL, Giornalista RAI. Intervengono: Edio COSTANTINI, Presidente Centro Sportivo Italiano e Sandra TRUCCOLO, Campionessa paraolimpica. Il quarto ambito, infine, porta il tema: Senza la gioia non possiamo vivere. Nei quattro ambiti i vescovi saranno presieduti dai vescovi Luciano BUX, Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi; Filippo SANTORO, Vescovo di Petropolis; Francesco Pio TAMBURRINO, Arcivescovo di Foggia - Bovino; Giuseppe MATARRESE, Vescovo di Frascati.

 

 
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