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Discussione: Congresso Eucaristico

  1. #51
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    CONGRESSO EUCARISTICO: MONS. BERTIN (MOGADISCIO), RICORDA ANNALENA TONELLI, UNA DEI MARTIRI PER GLI ULTIMI IN SOMALIA ED ERITREA


    “Chi uccide un giusto, rende fecondo il bene che non può sopportare”: così mons. Giorgio Bertin, amministratore apostolico di Mogadiscio, ha descritto il martirologio degli ultimi anni in terra africana, nelle zone della Somalia ed Eritrea, dove ha perso la vita due anni fa la missionaria laica Annalena Tonelli. “Oltre alla Tonelli, nell’89 venne ucciso il vescovo Salvatore Colombo, nel ’91 don Pietro Turati, nel ’95 Graziella Fumagalli. “Annalena aveva avuto il singolare privilegio di poter tenere in casa le specie eucaristiche – ha detto il vescovo – sin dal 1971”. Da qui era derivata la decisione di lasciare l’insegnamento e divenire medico, al servizio dei più poveri, i malati di Tbc, malattia molto presente nel Corno d’Africa e che la Tonelli ha contribuito ad arginare inventando un metodo di cura poi adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. “La testimonianza della Tonelli – ha proseguito il vescovo – ha mostrato come si possa mettere al centro Dio e trarre da questo donazione totale la forza per seguire i poveri e gli umili. Annalena trasse da Charles de Foucault l’esempio di una spiritualità di servizio, che le ha anche fatto fare grossi passi nella direzione del dialogo con i musulmani, che lei traduceva in una parola: ‘condivisione’”.

    Agenzia Sir

  2. #52
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    L’EUCARISTIA NEL DIRITTO CANONICO

    C. 899 . § 1 LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA E’ AZIONE DI CRISTO STESSO
    E DELLA CHIESA; in essa Cristo Signore, mediante il ministero del Sacerdote,
    offre a Dio Padre se stesso, sostanzialmente presente sotto le specie del pane e del vino,
    e si comunica in cibo spirituale ai fedeli associati nella sua offerta.
    § 2 [In essa il Vescovo e il Presbitero] AGISCONO NELLA PERSONA DI CRISTO.

    C. 901 Il Sacerdote ha diritto di applicare la Messa per chiunque, sia per i vivi che per i defunti..

    C.902 .. I Sacerdoti possono CONCELEBRARE l’Eucaristia,
    RIMANENDO TUTTAVIA INTATTA PER I SINGOLI,
    LA LIBERTA’ DI CELEBRARLA IN MODO INDIVIDUALE.

    C. 906 Il Sacerdote non celebri il Sacrificio Eucaristico senza la partecipazione di almeno
    qualche fedele, se non per giusta e ragionevole causa.

    C. 909 IL SACERDOTE NON OMETTA DI PREPARARSI DILIGENTEMENTE
    CON LA PREGHIERA ALLA CELEBRAZIONE DEL SACRIFICIO EUCARISTICO,
    E, DOPO AVERLO TERMINATO, DI RENDERNE GRAZIE A DIO.

    C. 910 § 1 MINISTRO ORDINARIO DELLA SACRA COMUNIONE è il Vescovo,
    il Presbitero e il Diacono.
    § 2 MINISTRO STRAORDINARIO della Sacra Comunione è l’Accolito
    o anche un altro fedele incaricato..

    C. 913 § 1 Per poter amministrare la SS. Eucaristia ai FANCIULLI, SI RICHIEDE CHE ESSI
    POSSEGGANO UNA SUFFICIENTE CONOSCENZA E UNA ACCURATA PREPARAZIONE,
    così da percepire, secondo la loro capacità, il mistero di Cristo ED ESSERE IN GRADO
    DI ASSUMERE CON FEDE E DEVOZIONE IL CORPO DEL SIGNORE.

    C. 914 E’ DOVERE INNANZITUTTO DEI GENITORI e di coloro che ne fanno le veci,
    COME PURE DEL PARROCO, PROVVEDERE affinchè I FANCIULLI che hanno raggiunto
    l’uso di ragione, SIANO DEBITAMENTE PREPARATI e quanto prima, PREMESSA LA CONFESSIONE SACRAMENTALE, alimentati di questo Divino Cibo; spetta anche al PARROCO VIGILARE
    che non si accostino alla Sacra Sinassi fanciulli che non hanno raggiunto l’uso della ragione,
    o AVRA’ GIUDICATI NON SUFFICIENTEMENTE DISPOSTI.

    C. 915 NON SIANO AMMESSI ALLA SACRA COMUNIONE gli scomunicati
    e gli interdetti e GLI ALTRI CHE OSTINATAMENTE PERSEVERANO IN PECCATO
    GRAVE MANIFESTO.
    [Es. Conviventi, Divorziati risposati, gli omosessuali palesemente conviventi, gli 'sposati’ solo civilmente…]



    ESSERE IN GRAZIA DI DIO
    C. 916 COLUI CHE E’ CONSAPEVOLE DI ESSERE IN PECCATO GRAVE,
    NON CELEBRI LA MESSA NE’ COMUNICHI AL CORPO DEL SIGNORE SENZA
    PREMETTERE LA CONFESSIONE SACRAMENTALE, a meno che non vi sia una ragione grave
    e manchi l’opportunità di confessarsi; nel qual caso si ricordi che E’ TENUTO A PORRE
    UN ATTO DI CONTRIZIONE PERFETTA, CHE INCLUDE IL PROPOSITO
    DI CONFESSARSI QUANTO PRIMA.



    OBBLIGO DELLA CONFESSIONE
    C. 988 § 1 Il fedele è tenuto all’obbligo di confessare secondo la specie e il numero tutti peccati gravi
    commessi dopo il battesimo e non ancora direttamente rimessi mediante il potere delle chiavi
    della Chiesa, né accusati nella Confessione individuale,
    dei quali abbia coscienza dopo un diligente esame.

    C. 989 OGNI FEDELE raggiunta l’età della discrezione,
    E’ TENUTO ALL’OBBLIGO DI CONFESSARE FEDELMENTE I PROPRI PECCATI GRAVI,
    ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO.

    C. 987 Il fedele, per ricevere il salutare rimedio del Sacramento della Penitenza,
    deve essere disposto in modo tale che, ripudiando i peccati che ha commesso
    e avendo il proposito di emendarsi, si converta a Dio.


    SECONDA COMUNIONE [Vedi: R. S. N.95 2004]
    C. 917 – Chi ha già ricevuto LA SANTISSIMA EUCARISTIA,
    PUO’ RICEVERLA UNA SECONDA VOLTA nello stesso giorno,
    soltanto entro la celebrazione eucaristica alla quale partecipa..

    C. 918 Si raccomanda vivissimamente che i fedeli ricevano la Sacra Comunione
    nella stessa celebrazione Eucaristica; tuttavia A COLORO CHE LA CHIEDONO
    PER UNA GIUSTA CAUSA FUORI DELLA MESSA VENGA DATA, osservando i riti liturgici.


    DIGIUNO EUCARISTICO
    C. 919 § 1 Chi intende ricevere la SS. Eucaristia, SI ASTENGA PER LO SPAZIO
    DI ALMENO UN’ORA PRIMA DELLA SACRA COMUNIONE DA QUALUNQUE CIBO
    O BEVANDA, FATTA ECCEZIONE SOLTANTO PER L’ACQUA E LE MEDICINE.

    § 3 Gli anziani, coloro che sono affetti da qualche infermità e le persone addette alle loro cure,
    possono ricevere la Santissima Eucaristia anche se hanno preso qualcosa entro l’ora antecedente.



    PRECETTO DELLA COMUNIONE ANNUALE
    C.920 § 1 OGNI FEDELE… E’ TENUTO ALL’OBBLIGO DI RICEVERE ALMENO
    UNA VOLTA ALL’ANNO LA SACRA COMUNIONE

    C. 920 § 2 QUESTO PRECETTO DEVE ESSERE ADEMPIUTO DURANTE IL TEMPO PASQUALE,
    a meno che per una giusta causa non venga compiuto in altro tempo entro l’anno.

    *[Il Presbitero ministro dei Sacramenti.. N.2 Congregazione del Clero]
    “E’ necessario insistere, senza mai stancarsi e senza timori, sull’obbligo di compiere il Precetto Festivo
    e sulla convenienza di una frequente partecipazione, se possibile anche quotidiana,
    alla celebrazione della Santa Messa e alla Comunione eucaristica.



    PRECETTO FESTIVO
    C. 1247 La Domenica e le altre feste di Precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa;
    si astengano inoltre, da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere Culto a Dio
    e turbano la letizia propria del Giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo.

    1246 § 1 Il giorno di Domenica… per la tradizione apostolica deve essere osservato in tutta la Chiesa
    come il primordiale giorno festivo di precetto.
    Ugualmente devono essere osservati i giorni di NATALE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO,
    dell’EPIFANIA, dell’ASCENSIONE, e del SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO,
    della SANTA MADRE DI DIO MARIA, della sua IMMACOLATA CONCEZIONE e ASSUNZIONE,
    di S. GIUSEPPE, dei SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, e in fine di TUTTI I SANTI.

    C. 1248 § 1 Soddisfa al precetto di partecipare alla Messa chi vi assiste dovunque venga celebrata
    nel rito cattolico, o nello stesso giorno di festa, o nel vespro del giorno precedente.

    § 2 Se per la mancanza del Ministro sacro o per altra grave causa diventa impossibile la partecipazione
    alla celebrazione Eucaristica, si raccomanda vivamente che i fedeli prendano parte
    alla Liturgia della Parola se ve n’è qualcuna,… oppure attendano per un congruo tempo
    alla preghiera personalmente o in famiglia o, secondo l’opportunità, in gruppi di famiglie.

    C. 929 I Sacerdoti e i Diaconi, nel celebrare e nell’amministrare l’Eucaristia,
    indossino le vesti Sacre prescritte dalle rubriche.

    C. 932 § 1 – La celebrazione Eucaristica venga compiuta nel luogo Sacro,
    a meno che in un caso particolare la necessità non richieda altro;
    nel qual caso la celebrazione deve essere compiuta in un luogo decoroso.

    § 2 - ..Fuori del luogo sacro può essere usato un tavolo adatto,
    purchè sempre ricoperto di una tovaglia e del corporale.

    C. 935 Non è lecito ad alcuno conservare presso di sé la Santissima Eucaristia…

    C. 937 Se non vi si oppone una grave ragione, la chiesa nella quale viene conservata la Santissima Eucaristia,
    resti aperta ai fedeli almeno per qualche ora al giorno, affinchè possano trattenersi
    in preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento.

    C. 938 § 2 Il Tabernacolo nel quale si custodisce la Santissima Eucaristia sia collocato
    in una parte della chiesa.. che sia distinta, visibile, ornata decorosamente, adatta alla preghiera.

    C. 940 Davanti al Tabernacolo nel quale si custodisce la Santissima Eucaristia, brilli perennemente
    una speciale lampada, mediante la quale venga indicata e sia onorata la presenza di Cristo.

    C. 951 § 1 Il Sacerdote che celebra più Messe nello stesso giorno, può applicare ciascuna
    di esse secondo l’intenzione per la quale è stata data l’offerta, a condizione però che,…
    egli tenga per sé l’offerta di una sola Messa e consegni invece le altre per le finalità stabilite dal Vescovo…

    2 Il Sacerdote che concelebra nello stesso giorno una seconda Messa, a nessun titolo può
    percepire l’offerta per questa.


    C. 1008 Con il Sacramento dell’Ordine per divina istituzione alcuni tra i fedeli mediante il carattere indelebile con il quale vengono segnati, sono costituiti ministri sacri; coloro cioè che sono consacrati e destinati a pascere il popolo di Dio, adempiendo nella persona di Cristo Capo, ciascuno nel suo grado, le funzioni di insegnare, santificare e governare.
    C. 1009 § 1 Gli ordini sono l’episcopato, il presbiterato e il diaconato.

    § 2 Vengono conferiti mediante l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria,
    che i libri liturgici prescrivono per i singoli gradi.

    C. 528 § 1 Il parroco è tenuto a fare in modo che la Parola di Dio sia integralmente annunciata..
    perciò curi che i fedeli laici siano istruiti nelle verità della fede, soprattutto con l’omelia delle domeniche
    e delle feste di precetto e con l’istruzione catechetica.. abbia cura speciale della formazione cattolica
    dei fanciulli e dei giovani; si impegni in ogni modo.. perché l’annuncio evangelico giunga anche
    a coloro che si sono allontanati dalla pratica religiosa o non professano la vera fede.

    C. 529 § 1 [ Il parroco] visiti le famiglie.. assista con traboccante carità gli ammalati,
    soprattutto quelli vicini alla morte.. Con speciale diligenza sia vicino ai poveri e agli ammalati,
    agli afflitti a coloro che sono soli, agli esuli.. Favorisca l’incremento della vita cristiana nella famiglia.

    **********************************
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #53
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    BEATA
    ANNA CATHARINA EMMERICK

    LA MESSA DI GESU’ “IL RITO DIVINO”

    E LA COMUNIONE DEGLI APOSTOLI NELL’ULTIMA CENA

    Anna Catharina Emmerik è stata beatificata il 3 ottobre 2004.
    La Beata Anna Katharina Emmerick, ha gridato "la dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo"
    e l'ha vissuta sul suo corpo. È opera della grazia divina il fatto che la figlia di poveri contadini,
    che con tenacia ricercò la vicinanza di Dio, sia divenuta la nota "Mistica del Land di Münster".
    La sua povertà materiale si contrappone a una ricca vita interiore.
    Così come la pazienza nel sopportare la debolezza fisica ci impressiona anche la forza caratteriale
    della nuova Beata e la sua stabilità nella fede.
    Ella traeva questa forza dalla Santissima Eucaristia.
    Il suo esempio ha dischiuso i cuori di poveri e di ricchi, di persone semplici ed istruite
    alla dedizione amorosa a Gesù Cristo.
    Ancora oggi trasmette a tutti il messaggio salvifico:
    Attraverso le ferite di Cristo siamo salvati (cfr1 Pt 2, 24).

    Gesù le ha detto:
    "Le Mie Regole non sono cambiate.
    I Miei insegnamenti sono sempre gli stessi,
    da duemila anni or sono, sono sempre uguali".



    Istituzione dell'Eucaristia.

    Un antico rito d'accoglienza
    " Il pane che Io darò è la Mia carne per la vita del mondo" (Giovanni 6,51).

    “Dopo la lavanda dei piedi, il maestro di mensa, eseguendo l'ordine del Signore,
    coprì la tavola con un panno su cui distese una tovaglia rossa, sopra ne mise una bianca traforata
    e quindi vi posò due anfore, una colma d'acqua e l'altra di vino.
    Pietro e Giovanni presero la borsa contenente il calice di Serafia e la posero sulla tavola davanti a Gesù.
    Quasi mi sembrò che avessero trasportato un tabernacolo. Sulla tavola vidi anche un piatto ovale
    con tre pani azzimi, bianchi e sottili, striati a righe regolari.
    Leggermente incisi da Gesù, essi erano stati coperti e posti accanto al resto del pane del banchetto pasquale.
    Vidi anche due vasetti, uno d'acqua e l'altro di vino, e tre piccoli contenitori, uno vuoto,
    uno contenente olio grasso e l'altro olio liquido.
    Compresi che Gesù stava per istituire il Santo Sacramento dell'Eucaristia,
    prendendo spunto da un antico rito simbolico di amore fraterno.

    Più tardi, fra i numerosi capi d'accusa, il Signore fu imputato dinanzi a Caifa di eresia
    per aver introdotto un nuovo rituale nelle celebrazioni pasquali. Ma Nicodemo, con le Scritture alla mano,
    provò che dividere il pane e bere allo stesso calice faceva parte di un'antica cerimonia d'accoglienza.
    Era un segno d'amore e di massimo riguardo verso gli ospiti;
    infatti la cerimonia, in uso nella tradizione giudaica, aveva luogo all'arrivo e alla partenza di questi ultimi.

    Il posto del Signore a tavola era fra Giovanni e Pietro.
    Le porte erano state ben chiuse e l'atmosfera si fece intima e solenne; allora Gesù disse agli apostoli:
    « Ho ardentemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire...».
    Tolto il velo dal calice, il Signore pregò e parlò solennemente, spiegando il significato
    e lo svolgimento della celebrazione.
    Poi benedisse il pane e gli oli ed elevò al cielo la patena con i pani azzimi,
    quale sublime offerta al Padre Celeste.
    Deposta la patena sull'altare, la ricoprì e prese il calice, nel quale Pietro versò il vino e Giovanni l'acqua,
    indi Gesù Io benedisse aggiungendovi dell'acqua con il cucchiaino.
    Con indicibile amore, donando tutto se stesso, il Signore pregò
    e sollevò il calice per istituire il Santissimo Sacramento.
    Subito dopo, deposto il calice sull'altare, Gesù spezzò il pane che aveva segnato,
    pregò e mise i pezzettini sulla patena, lasciandone cadere uno nel calice.

    Nello stesso istante vidi la Santa Vergine che riceveva spiritualmente il Sacramento.
    Il Signore mi apparve trasfigurato, pregò e parlò di nuovo.
    Mi parve che ogni parola da lui pronunciata penetrasse come un fuoco spirituale nel cuore degli apostoli.
    Li vidi tutti estasiati nell'udire le parole del suo insegnamento, eccetto l'Iscariota.

    Gesù prese la patena con i frammenti del pane e pronunziò le parole della consacrazione:
    " Prendete e mangiate: questo è il mio corpo che dono a voi ".

    Quando mise il pane sulla lingua degli apostoli (1), che si avvicinavano a due a due,
    vidi il volto di Giuda oscurarsi.
    Egli era stato il terzo a prendere il corpo di Cristo.
    Il Signore, posandogli il bocconcino sulla lingua, gli aveva sussurrato: «Fai presto ciò che vuoi fare! »

    Ogni cosa era circonfusa di luce, il pane scese nella bocca degli apostoli
    come un bocconcino luminoso, riempiendoli di gioia.
    Solo Giuda restava nella sala come un'ombra oscura e torbida.
    Mentre Gesù proferiva le parole della consacrazione e Giovanni versava il sangue divino nelle sei coppe,
    una per ogni coppia di apostoli, il traditore uscì dal cenacolo e corse via.
    Vidi tre demoni che lo guidavano.”

    (1) Nelle PAROLE DI CIELO, la Mamma Santissima ha detto il 31 Maggio 2003:
    “ Quel Pane spezzato non fu dato in mano, ma appoggiato alla bocca di ognuno degli Apostoli !…”
    E Gesù vuole che noi facciamo come ha fatto Lui!
    Alla sera di Pasqua il 20 Aprile 2003 così ‘chiede’ e comanda:
    “Non voglio che mani non consacrate mi prendano! – e prosegue –
    L’Eucaristia distribuitela in bocca e non preoccupatevi di quello che sarà”.
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #54
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    CONGRESSO EUCARISTICO: LA CHIESA GRECO-CATTOLICA RUMENA, TRARRE ”FORZA” DALLE “PERSECUZIONI” PER REALIZZARE “IL SOGNO DELL’UNITA’”


    “Ho avuto l’onore di essere stato imprigionato”. Così padre Ioan Bota, prete greco-cattolico rumeno, ha raccontato le “persecuzioni” subite dalla sua chiesa durante il regime comunista. Portando a Bari una testimonianza personale sugli anni in cui lui stesso è stato rinchiuso in carcere durante il regime di Ceaucescu,il prete ha ricordato che in Romania la Chiesa cattolica è passata dai due milioni dei fedeli ai 300mila di oggi, e che più di duemila chiese sono state distrutte. “Senza la forza di Dio e le preghiere di tutte le chiese non avremmo potuto resistere. Abbiamo sopportato tantissime sofferenze, ora vogliano tornare ad essere due milioni”. A partire dalla “forza” trasmessa ancora oggi dai sette vescovi rumeni vittime delle persecuzioni comuniste: “Sono tutti morti martiri, nessuno è uscito vivo dal carcere, ma il loro sacrificio ha contribuito a dare forza alla chiesa greco-cattolica in Romania. Hanno dato la loro vita per fortificarla”. I sette vescovi martiri “non hanno indietreggiato di un passo”, ha sottolineato padre Bota: “Obbligati ad abbandonare la loro fede, hanno riposto che la loro vita era la loro fede, e che senza questa fede – insieme con il Papa di Roma – non potevano vivere”. Oggi, il “sogno” della chiesa di Romania è quello di arrivare alla “vera unità, nell’unica vera Chiesa di Dio”. Rendendo concreto e tangibile, in questo modo, il grido “Unitate, unitate!”, lanciato come un coro unanime dai 300mila fedeli che hanno salutato Giovanni Paolo II, quando a Bucarest ha abbracciato Teoctist, nel suo viaggio apostolico del 1999 in Romania.


    Agenzia Sir

  5. #55
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    CONGRESSO EUCARISTICO: LA FRATERNITÀ COI POVERI E I CARCERATI


    Un appello a "scendere da cavallo" e guardare diritti in volto la povertà : lo ha lanciato questa mattina a Bari il fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) di Torino, Ernesto Oliviero. Tracciando un rapporto tra Eucarestia e carità , Oliviero ha detto che l'avvio del Sermig venne anche da un incontro con Paolo VI, che gli aveva detto, sentendo le sue proteste contro la Chiesa: 'Faccia lei quello che dice a noi. Anch'io voglio questo'. Mi sono trovato così costretto a scendere nelle strade, mischiarmi ai poveri, gli sbandati, i senzatetto. Ho dovuto inventare un ordine religioso con monaci e monache, presto avremo anche i preti". Durante la tavola rotonda, Oliviero ha anche lanciato un appello all'impegno per la pace: "Solo puntando sulla pace preventiva ci sarà la pace vera", ha detto. Dal canto suo, don Raffaele Sarno, delegato regionale pugliese della Caritas e cappellano delle carceri, ha esortato a superare il puro concetto di carcerazione, per inventare nuove forme di recupero dei carcerati. Ha ricordato i numeri del fenomeno, con 57 mila reclusi contro 35 mila posti letto nelle carceri. Ha poi delineato uno stile di presenza e aiuto della comunità cristiana verso i reclusi, che spesso sono bisognosi dell'aiuto basilare di scrivere per loro, portare medicine, farli assistere da avvocati e consulenti. Ha concluso ricordando come l'Eucarestia nelle carceri faccia il miracolo di avvicinare e sostenere persone che molti considerano 'perduti'.


    Agenzia Sir

  6. #56
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    CONGRESSO EUCARISTICO: DON BENZI, ANCHE I DISABILI “HANNO SOGNI GRANDI” CHE FANNO LA STORIA


    "I disabili hanno dei doni che possiedono solo loro, e di cui l'umanità ha bisogno. Per questo sono creatori di storia". Lo ha detto don Oreste Benzi, fondatore dell'associazione Papa Giovanni XXIII, che al Congresso eucaristico di Bari ha parlato dell'esperienza delle "case famiglia" di accoglienza per disabili, nate a Rimini 35 anni fa. "Siamo compagni di viaggio di Cristo, che aveva sogni grandi", ha esordito don Benzi: "I poveri oggi sono i semplici, i piccoli, tutti quelli che appartengono a quella schiera di chi crede di valere così poco da chiedere quasi scusa di esistere". I disabili, ha aggiunto don Oreste, "hanno qualità non residue, ma specifiche". L'unica risposta che la comunità cristiana è chiamata ad offrire loro, per il fondatore dell'associazione Papa Giovanni XXIII, è la condivisione: "Un popolo è tale quando si fa carico dei bisogni di ogni suo membro, e gli dà le risposte di cui ha bisogno, non quelle che fanno comodo a noi".

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    CONGRESSO EUCARISTICO: IL SINDACO DI BARI, "LA CITTÀ È PRONTA AD ACCOGLIERE ANCHE 500MILA FEDELI"


    "Bari è pronta ad accogliere Benedetto XVI e, anzi, è più pronta di quanto non pensavamo. Pertanto possiamo dire con tranquillità che vogliamo che quanti desiderano essere qui domenica 29 vengano senza timori di alcun genere": lo ha detto oggi Michele Emiliano, sindaco della città, durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative conclusive del Congresso Eucaristico, tra le quali la performance della Rai di sabato sera 28 maggio. "Vogliamo che quanta più gente possibile venga a Bari - ha aggiunto Emiliano – perché la presenza di ciascuno accanto al Papa è importante e richiesta. La città avrà la grande gioia di essere la prima meta in Italia del Papa e ciò ci rende molto lieti e orgogliosi". Alla richiesta di quali siano le attese stimate, il sindaco ha risposto: "Inizialmente nel comitato quasi non osavamo pensare alla cifra di 500mila presenze, temendo che la città non reggesse. Oggi ho motivo di ritenere che dovremmo farcela da ogni punto di vista, logistico e di servizi di accoglienza e trasporto. Non c’è assolutamente da spaventarsi. Benedetto XVI sarà accolto bene e calorosamente".

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    CONGRESSO EUCARISTICO: SABATO SERATA TV "DALLA NOTTE ALLA LUCE" ASPETTANDO IL PAPA, UN PALCO CHE "SI TRASFORMA"


    Una serata di "festa e incontro" nello stesso luogo - la spianata di Mirabella - in cui circa 500mila persone, poche ore dopo, accoglieranno Benedetto XVI, che presiederà domenica 29 maggio, la Messa conclusiva del Congresso eucaristico nazionale. La serata di sabato, dal titolo "Notte di luce... aspettando domenica", verrà trasmessa su Raiuno alle ore 24, e in diretta su Sat2000 alle 21.30. Il tema è quello dell’appuntamento di Bari, "Senza la domenica non possiamo vivere", e l’ispirazione è quella delle "veglie" delle prime comunità cristiane, nella notte tra il sabato e la domenica. A passarsi il "testimone" della narrazione saranno gli attori Tosca d’Aquino, Caterina Vertova, Beppe Fiorello e Sergio Rubini; le musiche saranno cantate da Ron, Linda, Antonella Ruggero e i Matia Bazar. Al centro della scena, il palco bianco, di forma ellittica, che accoglierà il Papa: sabato il fulcro sarà la pietra sepolcrale, circondata da vele spiegate per essere oggetto di giochi di luce. Il giorno dopo le vele saliranno, per lasciare intravedere il fondale teatrale dietro il palco, ispirato ad un quadro del Ghirlandaio, "La vocazione".

    Agenzia Sir

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    CONGRESSO EUCARISTICO: DISTRIBUITE A BARI 20 MILA COPIE DELLA PRIMA TRADUZIONE ECUMENICA DEL VANGELO SECONDO GIOVANNI


    Ventimila copie della prima traduzione ecumenica del Vangelo secondo Giovanni, pubblicata per iniziativa della Società biblica in Italia e dall’Editrice domenicana italiana, con il sostegno della Conferenza episcopale italiana, sono state distribuite, ieri, a Bari, presso i padiglioni della Fiera del Levante, dove si sta svolgendo il Congresso eucaristico nazionale, e presso la basilica di San Nicola, dove ieri sera si è svolta una preghiera ecumenica.
    Hanno aderito all’iniziativa: anglicani (Church of England, Archdeaconry of Italy), cattolici (Conferenza episcopale italiana), evangelici (Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Chiesa apostolica italiana, Unione cristiana evangelica battista d’Italia, Esercito della salvezza, Assemblea dei fratelli di Firenze, Chiesa evangelica luterana in Italia, Chiesa evangelica valdese – Unione delle Chiese valdesi e metodiste, Chiese cristiane evangeliche nella "Valle del Sele"), Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Alleanza di Chiese cristiane evangeliche in Italia, Alleanza evangelica italiana, Consultazione ministeriale evangelica), ortodossi (Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia – Patriarcato ecumenico, Vicariato ortodosso romeno d’Italia).

    Agenzia Sir

  10. #60
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    CONGRESSO EUCARISTICO: MONS.DELGADO, SEGRETARIO DI MONS.ROMERO, "SE DIVENTERÀ BEATO DOVRÀ MOLTO ANCHE ALL’ALLORA CARD. RATZINGER"


    "La beatificazione del vescovo Romero dovrà molto al Papa Benedetto XVI, fin da quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Fu lui, infatti, a chiedere la stesura di una nuova biografia di Oscar Romero, più completa e approfondita". A parlare è mons. Jesus Delgado Acevedo, vescovo ausiliare e vicario generale di San Salvador. Venticinque anni fa, quando l’arcivescovo di San Salvador, Oscar Romero veniva ucciso proprio durante la celebrazione della Messa, mons. Delgado era il suo segretario. E’ stato invitato al Congresso eucaristico di Bari. "All’inizio fui io stesso incaricato di promuovere la causa di beatificazione a Roma – racconta al Sir mons. Delgado -. Ma questo richiedeva di vivere a Roma e non mi era possibile per i tanti impegni nella diocesi. Dopo cinque anni durante i quali i materiali venivano esaminati, fu chiesto al Prefetto della Congregazione della Fede di approfondire la dottrina di mons. Romero. Il cardinale Ratzinger assunse questa responsabilità e ci fu un serio lavoro per ben sette anni di esami (1997-2004). La conclusione è stata che la dottrina è sicuramente ortodossa e si può procedere nella causa. Quello che resta da provare è che si tratta di un vero martire perché ucciso in odio alla fede". "Ancora oggi in Salvador – aggiunge -, la memoria di Romero è vivissima. La sua tomba è frequentatissima, anche da fuori Paese. E questo nonostante il perdurare di atteggiamenti ostili: se prima vi era una vera persecuzione militare, oggi è di altra natura e si rischia, se non la galera, la perdita del posto di lavoro".

    Agenzia Sir

 

 
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