La stretta finale sul nuovo Piano regolatore coincide con quella di fine anno sulle alienazioni dei beni municipali, già dichiarati cedibili e fatti rientrare appositamente in perimetri urbanistici a destinazione residenziale, per lievitarne appetibilità e valore. Sulla scia di una prima partita che si è appena chiusa con successo - la vendita dell’ex chiesa sconsacrata di via Archi, a San Luigi, per 355mila euro - il Comune getta le basi per l’affare più grosso: la cessione al miglior offerente delle officine Holt di via Gambini, con base d’asta a un milione e 886mila euro, come risulta dal bando affisso in questi giorni all’albo pretorio, che rimanda all’apertura delle buste il 18 dicembre.
Ma andiamo per gradi. Ad aggiudicarsi i 500 metri quadrati dell’ex chiesa di via Archi - con un rialzo sulla base d’asta del 5,5% - è stata la Nova Investimenti Immobiliari, Spa con quartier generale a Torino e filiale a Trieste, dove risulta aver già acquisito una dozzina di immobili, tra cui la sede storica dell’Aci di via Cumano. Il sito di San Luigi - che diventa B4, cioè periferia ad alta intensità edilizia consentita - fu chiesa negli anni del dopoguerra, subito dopo la costruzione, e una volta sconsacrato diventò per un periodo sala cinematografica. Oggi è una struttura fatiscente che fa gola: nel rione, infatti, c’è richiesta di attività commerciali e l’ex chiesa potrebbe divenire un supermercato. La Nova non lo esclude. «Non abbiamo ancora un’idea precisa - premette il direttore commerciale Stefano Bonetto - autorimessa, supermercato o appartamenti, dipende tutto dall’analisi del micromercato di quartiere, è su quella che costruiremo la strategia. È una delle nostre operazioni su Trieste, città su cui abbiamo puntato perché crediamo nelle sue potenzialità».
Ben più robusta e meno scontata - 2350 metri quadrati di terreno per 13mila metri cubi di fabbricato - è come detto l’alienazione delle officine Holt. La destinazione urbanistica B2 consente case, uffici ma soprattutto un piano terra di parcheggi, di cui in zona c’è gran fame. Da qui la stima fatta dagli uffici che fanno riferimento all’assessore al Patrimonio Claudio Giacomelli, che ha portato la base d’asta al rialzo alla soglia dei due milioni. (pi.ra. - il Piccolo)
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