Ricucci, chi sei, che vuoi?
di Montecristo
"Inquietudini" fra i giornalisti del Corrierone. Che proclamano un giorno di sciopero immediato
Arriva Ricucci, ma non si sa bene come, e soprattutto perchè. Allargando il discorso: che succede al Corriere, e dietro al Corriere? Domande legittime da parte dei giornalisti di via Solferino. Per sollecitare risposte, un giorno di sciopero.
Ecco il comunicato del Comitato di redazione con le motivazioni dello sciopero deciso dall'assemblea dei giornalisti.
I giornalisti del Corriere, riuniti in assemblea hanno ieri pomeriggio (venerdì 20 ndr) deciso uno sciopero immediato. La protesta è stata però sospesa in attesa del ritorno in libertà del collega Francesco Battistini «arrestato» all’Avana mentre svolgeva il suo lavoro di giornalista.
In serata, attorno alle ore 21, si è appreso che Battistini, dopo otto ore di black-out di notizie, veniva messo sul primo aereo ed espulso da Cuba. I redattori, compresi quelli del «Corriere.it», effettuano quindi lo sciopero oggi, sabato 21 maggio.
Perché questa decisione dei giornalisti che farà mancare il Corriere in edicola domani (domenica 22, ndr)? A una minaccia esterna crescente che ogni giorno occupa le cronache di Borsa non corrisponde una capacità di difesa dell’azienda.
Il rastrellamento di azioni da parte di Stefano Ricucci, in assoluta mancanza di trasparenza, alimenta inquietudini. Quanto accade nel mercato dimostra che il corretto funzionamento del Corriere, già di per sè difficile, può essere messo in pericolo nonostante gli impegni di stabilità assunti , negli ultimi giorni, dai membri del patto di sindacato Rcs Mediagroup.
Continua, infatti, a mancare la decisione, da parte dei protagonisti , di rendere il Corriere inespugnabile e di mettere al sicuro il suo patrimonio di giornale e giornalisti indipendenti a favore dei lettori. Di pari passo il management, con accanimento che appare ottuso e burocratico, rifiuta al funzionamento del giornale le risorse indispensabili, in uomini e mezzi, perché il Corriere possa difendersi e onorare il primato in edicola.
L’improvvisazione, i ritardi e le carenze nei piani editoriali per il “Corriere” di domani (full color) sono ampiamente documentabili. Da una parte si fa del trionfalismo sui risultati economici e dall’altra si fa mancare all’impresa-giornale quanto necessita. Addirittura si scoraggia clamorosamente l’impegno professionale dei giornalisti che hanno dimostrato di avere le carte in regola per le sfide più impegnative che il mondo dei media sta offrendo.
L’assemblea dei giornalisti, in base a questo quadro, ha affidato al Comitato di redazione un pacchetto di cinque giorni di sciopero.
Il Comitato di redazione
Gabriele Dossena Raffaele Fiengo Rodolfo Grassi Giuseppe Pullara Stefania Tamburello
21 maggio 2005




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