Fino a un secolo fa la Chiesa utilizzava gli evirati cantori, definiti da Rodolfo Celletti "macchine biologiche costruite per cantare".
Questo in ossequio all'imperativo di san Paolo, secondo cui le donne non devono cantare in Chiesa, divieto abrogato soltanto nel recente passato.
Una delle poche condanne è giunta dal gregorianista Bonifacio Giacomo Baroffio, già Preside del Pontificio Istituto di musica sacra a Roma.
E' possibile ascoltare una registrazione del castrato Alessandro Moreschi (1903).


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evitiamo così di rinchiudere la loro storia in vecchie e morbose storie medievali......


