Per correttezza d’informazione
Anche se qualcuno si annoia
Posto il pezzo di Ezio Mauro:
L'Italia a nudo
nell'Europa debole
di EZIO MAURO
DOPO l'allarme francese, la conferma olandese. Dunque, la Francia non era la grande eccezione alla fede europea riconosciuta e accettata in tutta Europa. Anzi, il massiccio "no" olandese ci costringe a ricordare che proprio qui era cominciato tutto già tre anni fa, quando l'esecuzione pubblica di Pim Fortuyn avrebbe dovuto segnalare la perdita dell'"innocenza" per tutto il continente insieme con una scomoda novità: il modello di un'Europa multiculturale, virtuosa, comunitaria e politicamente corretta poteva essere infilzato e denudato dal moderno populismo di un leader che usciva in limousine dalle vecchie categorie di destra e sinistra, mettendo fuorigioco la politica tradizionale per rappresentare il nuovo spaesamento europeo con una voce talmente alta e talmente inconsueta da eccitare gli spari del suo assassino.
Oggi - tre anni dopo - tutta la politica europea, tutta la sua classe dirigente indistinta deve affrontare all'improvviso il fallimento dell'ultima ideologia superstite dopo la morte delle religioni politiche del Novecento. È quell'europeismo senza politica e senza passione che si è costruito come un meccano di regole interne ed esterne, nella convinzione che potesse soltanto crescere e svilupparsi fino a compiersi e infine realizzarsi, come un sostituto moderno dell'"avvenire" bolscevico. Dico Europa senza politica perché si è data l'impressione che il Parlamento di Strasburgo fosse condannato ad una sovranità limitata, che la Commissione di Bruxelles fosse composta da politici retrocessi a funzionari, mentre i Capi di Stato e di governo restavano plenipotenziari ma distanti, occupati in cose più importanti, comunque "altrove".
Soprattutto, si è pensato che la moneta unica potesse segnare da sola la trasformazione dell'Europa da mercato a soggetto politico. Volendo, questo avrebbe potuto essere un atto di fede straordinario, supremo, nel mercato, inteso addirittura come suscitatore e fondatore di istituzioni sovranazionali e democratiche. Ma nessuno ha avuto il coraggio di teorizzarlo.
E la moneta è nata, così, politicamente e culturalmente sterile, come se fosse soltanto la proiezione geometrica dei parametri di Maastricht. È a questo punto che è sorto un problema, che nella sua essenza è un problema di democrazia. I parametri erano indispensabili per costruire a forza quella convergenza e quell'uniformità di base tra i Paesi necessarie per l'unione: e noi italiani lo sappiamo bene, meglio di tutti. Ma - ecco il problema che abbiamo segnalato nel dicembre del 2001 - i parametri sono per loro natura sordi e ciechi, non contemplano la variabile della pubblica opinione, sono indifferenti ad un problema capitale delle democrazie occidentali, il problema del consenso.