Moda: Paul & Shark apre 30/mo negozio in Cina
Marchio presente a Hong Kong da seconda meta' anni '90
(ANSA)-MILANO, 2 GIU
Paul&Shark inaugura l'11 giugno il suo 30/o store in Cina.
Il marchio e' gia' presente a Hong Kong fin dalla seconda meta' degli anni Novanta. In altre localita' del paese come Shanghai, Pechino, Nanchino, Macao e Taiwan, il brand dello Squalo si e' consolidato come luxury sportswear privilegiando una distribuzione molto selezionata. Il nuovo store, il piu' grande in Cina, e' situato a Hong Kong Central, nella parte insulare della metropoli, all'interno del prestigioso edificio Prince Building.
Una personalissima riflessione che, dal settore del tessile (uno dei più "demonizzati"), può estendersi anche ai settori a più alta tecnologia (sempre che si REinvestisca DAVVERO nella ricerca):
i cinesi sembrano apprezzare i nostri prodotti di qualità; mentre loro, per LORO logiche di mercato INTERNO, si sono affermati nella produzione di capi (copiati dai nostri, per lo più) di bassa qualità.
Nel nostro Paese, esclusa la "solita" elite che se ne straciccia dell'inflazione e della recessione, pochi possono permettersi di acquistare capi di produzione italiana e si rivolgono sempre di più (stante la crisi e la "quarta settimana") ai capi copiati o contraffatti che sono più economici.
Mi chiedo: invece che combattere l'invasione "gialla" che, allo stato delle cose, pare generata da ragioni endogene di crisi e di povertà (senza INFIERIRE sulle cause che l'hanno prodotta); non converrebbe investire DI PIU' sulla qualità che, a giudicare dai FATTI, sembra ben apprezzata anche dal "competitor" che NON la produce?
Non si ingenererebbe, così, un circolo virtuoso che sarebbe linfa vitale per la nostra produzione di qualità con conseguenti ricadute positive sull'occupazione e sul tenore di vita del Paese?




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