Il mio no all'eterologa non si limita a quest'aspetto potenziale, comunque normato da quel comma che è stato - mi sembra - riportato anche qui. È un passo troppo ardito della PMA, a mio avviso. Per quella problematica ci sono già soluzioni efficaci.In origine postato da uno di sinistra
no, siccome conosco degli amici fascisti che avrebbero votato NO all'eterologa proprio per quel motivo lì, allora, visto che comunque andrai a votare, volevo farti questa precisazione...![]()
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): erano pienamente eugenetiche e selettive. La morale cristiana non è etica, in quanto appartiene alla cultura del senso di colpa, completamente estraneo alle dimensioni romana ed ellenica. L'etica cavalleresca, nuovamente, nulla ha a che vedere con l'etica classica, che se vogliamo è molto più simile - in epoca moderna - al bushido. La paura della morte e, con essa, il giudizio formale sulla colpa (ancora una volta) verso l'omicidio - l'infanticidio di storpi e infermi era prassi naturale, per la classicità - appartiene al cristianesimo. Insomma, i mores antiqui non sono l'etica ellenica, né la morale cattolica c'entra con i mores antiqui. Tradurre mos ed ethos con costume è alquanto limitante, ad ogni modo la sfera investita è diversa da quella che subentra in età cristiana: l'età paleocristiana e le successive società cristiane sono incentrate sulla divinità, non sull'uomo. La classicità ha superato la centralità divina già 2500 anni prima di Cristo con l'Odissea, il cui proemio è diverso dall'Iliade proprio per la posizione dell'uomo: nella letteratura romana già l'Eneide ribadisce questo concetto. Ciò a spiegare cosa? Semplicemente che l'etica non pone le forze divine al di sopra dell'uomo, bensì a modello ispiratore dell'agire umano: non sono divinità giustizialiste e/o esseri superiori giudicanti, ma uomini immortali e garanti delle più disparate discipline e arti e lavori che l'uomo incontrava sulla propria strada. Inoltre, non esisteva il creazionismo, e le divinità si facevano - ancora una volta - garanti della fertilità, ragion per cui la PMA potrebbe, se fossimo 'olimpici', essere un dono di Cerere o, di Minerva... o, comunque, delle dee garanti della fertilità, sia questa degli uomini o, dei campi.
