che il leone restrà al suo posto.


che il leone restrà al suo posto.


Dove è che ha rilasciato queste dichiarazioni Zaia ?In origine postato da dime can
che il leone restrà al suo posto.
Tu che odi dio e la vita cristiana
Senti la sua presenza come un doloroso cancro
Vengano profanate e profanate aspramente
Le praterie del cielo bagnate di sangue
Odiatore di dio
E della peste della luce
Guarda negli occhi paralizzati di dio
E sputa al suo cospetto
Colpisci a morte il suo miserevole agnello
Con la clava
Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
Hai distrutto con la tua orrida parola
Ora vai via dalla nostra terra!
SUL CORRIERE VENETO.In origine postato da Shaytan
Dove è che ha rilasciato queste dichiarazioni Zaia ?
Neanch'io credo che il nuovo simbolo fosse opera sua, comuqnue li teniamo d'occhio...
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Bhè dalle dichiarazioni che avevano fatto nel primo post del 3ad sembravano molto orgogliosi.In origine postato da PINOCCHIO
SUL CORRIERE VENETO.
Neanch'io credo che il nuovo simbolo fosse opera sua, comuqnue li teniamo d'occhio...
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Grazie alle varie associazioni venetiste e anche grazie al nostro monitarissimo forum![]()
Tu che odi dio e la vita cristiana
Senti la sua presenza come un doloroso cancro
Vengano profanate e profanate aspramente
Le praterie del cielo bagnate di sangue
Odiatore di dio
E della peste della luce
Guarda negli occhi paralizzati di dio
E sputa al suo cospetto
Colpisci a morte il suo miserevole agnello
Con la clava
Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
Hai distrutto con la tua orrida parola
Ora vai via dalla nostra terra!


Giusto per precisare dopo tutta lamerda lanciata contro Zaia.....
vicepresidente della Regione chiude la polemica sul futuro marchio turistico del Veneto
Ora basta, il Leon non si tocca
Zaia: «Il simbolo della Serenissima è la nostra storia, farà parte del nuovo logo»
PIER LUIGI PELLEGRIN
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Quelle sette punte stavano diventando altrettante spine nel fianco, ma Luca Zaia non ha perso tempo nel rassicurare i timorosi: il Leone alato resta, eccome se resta. La vicenda è iniziata nella scorsa legislatura, quando venne bandita una gara d'appalto, a livello europeo, per dare a un unico soggetto la gestione dell'immagine del Veneto. Sia su scala nazionale che internazionale. Il concorso è stato aggiudicato a un pool di aziende, tra le quali “Fabrica”, “Poster Pubblicity” e “Touring Club Italiano”, che dovevano quindi produrre un marchio e il “pay-off (lo slogan). Quel marchio che è stato presentato il 16 giugno scorso e che ha provocato qualche nevralgia al vicepresidente (e assessore al Turismo) Luca Zaia. Proprio così, perchè in barba a fior di “creativi” quella stramaledetta stella a sette punte non piaceva proprio a nessuno. Del Leone di San Marco, poi, nessuna traccia. Inghiottito dalla savana e dalla pochezza di chi ci ha lavorato sopra. E ci sarebbe qualcosa da dire anche sul “pay-off”, “il Veneto tra la terra e il cielo”, sai che sforzo. Se, poi, per un marchio devi pure perdere un sacco di tempo per spiegarne il significato, allora è certo che si tratta di un flop. Pertanto, spiegare che le sette punte richiamano le sette province del Veneto, i sette colori dell'arcobaleno, i sette percorsi da offrire al turista è sembrato più che altro una commovente resa delle armi da parte dei suddetti “creativi”, gente che probabilmente non si è più schiodata dal leggendario “United Colors of Benetton” di secoli fa (“Fabrica” fa parte del gruppo di Ponzano Veneto). Non potendo più tornare indietro («Il bando di concorso non si tocca», ha spiegato), Zaia ha cercato di limitare i danni imponendo alla stessa “Fabrica” di inserire nel marchio il leggendario leone alato di San Marco, amatissimo simbolo della Serenissima. «Quando mi sono insediato il 19 maggio scorso – afferma il vicepresidente del Veneto – ho trovato questo concorso bel che concluso. Anzi, ho anche apprezzato i principi di abbattimento dei costi e di economia di scala cui il progetto è ispirato. Però, dopo aver visto il marchio, ne ho parlato subito con Galan, spiegandogli che non potevamo assolutamente perdere il leone alato della Serenissima, simbolo della nostra gente e della nostra storia. Al di fuori di ogni discorso strettamente politico, infatti, il leone per noi veneti è troppo importante: si tratta di un simbolo nel quale ci riconosciamo tutti, al di là di qualsiasi fede partitica. Galan, quindi, si è detto completamente d'accordo con me e, pertanto, ho già dato mandato a “Fabrica” affinchè nel marchio, oltre alla stella a sette punte, venga inserito il nostro leone. I veneti, quindi, possono stare tranquilli, il leone resta. Eccome se resta. Adesso è solo una questione di pochissime settimane, poi avremo a disposizione il simbolo aggiornato». Per diffondere il marchio, con il leone, verranno investiti 15 milioni di euro, da gestire in tre anni in circa settanta paesi. Vista le aspettative che, al di là della polemica sulla stella a sette punte, questo progetto sta suscitando, per il marchio è anche previsto un vero e proprio manuale di applicazione, nel quale sono spiegati gli ambiti, le modalità e le regole con cui adoperarlo. «Ricordiamoci – spiega Zaia – che turismo in Veneto significa: prima industria della regione, 55 milioni di presenze l'anno, 8 miliardi (in lire) di Pil, 16 per cento dell'intero Pil turistico italiano. E queste cifre non devono certo sorprendere, visto che la nostra è una regione che si presta ad avere un particolare appeal per il turismo, basti pensare che in un raggio di 155 chilometri chi viene a visitarci può passare dalla spiaggia al mare, dalle terme alle città d'arte, dall'Adriatico alle Dolomiti».