Pontida 2005, il ritorno di Bossi
Edizione-evento della storica manifestazione: prevista un’affluenza record di partecipanti
Partirà la “crociata” della Lega contro l’Europa delle oligarchie e la sua mostruosa creatura, l’euro. Saranno presentati i due referendum del Carroccio sulla moneta da adottare e il modello di Unione possibile per il continente. Ma il raduno di Pontida del 2005 è destinato, inevitabilmente, a essere ricordato dal popolo leghista per il ritorno del “capo” davanti a una vasta platea. L’anno scorso l’appuntamento di rito per le genti padane saltò proprio in seguito alla malattia che, tre mesi prima, aveva colpito il Segretario federale del Movimento. Quest’anno, dunque, il rientro di Umberto Bossi nell’agone politico coincide con la ripresa della manifestazione-evento della Lega, giunta alla sua 22ª edizione.
Il ritorno di Bossi è occasione da celebrare come merita: in grande, anzi grandissimo stile. Così da diventare il ritorno dei record: per il numero di partecipanti - ne sono attesi 80 mila - e quindi di veicoli che li porteranno sullo storico prato. Ma da record saranno anche il palco degli oratori (il più grande mai montato per l’occasione) e soprattutto la bandiera che accoglierà il Segretario: un bandierone gigantesco di 170 metri per cento, del peso di quasi venti quintali e raffigurante un Sole delle Alpi del diametro di 90 metri. Insomma, un tributo eccezionale a Bossi: al confronto, gli striscioni stesi dalle tifoserie organizzate sulle gradinate degli stadi sembreranno dei fazzoletti.
Intorno al prato, saranno 150 i gazebo, fra i quali i venti delle Associazioni padane, a soddisfare la curiosità del pubblico. Giornalisti e osservatori politici saranno invece molto attenti alle iniziative politiche che saranno presentate dai vertici del Carroccio. «Domenica partirà la crociata della Lega contro l’euro e l’Europa Superstato - ha annunciato il ministro per le Riforme e coordinatore delle segreterie nazionali del Carroccio, Roberto Calderoli-. Un’onda lunga che dalla Padania invaderà prima tutto il Paese e poi tutta l’Europa: hanno tolto ai popoli l’identità, la moneta, la sovranità, ma non il cervello e il buon senso e ora dovranno subire la rabbia della gente».
Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha precisato i contenuti della nuova crociata leghista nell’intervista pubblicata ieri dalla Padania. Premesso che «il danno del cambio lira/euro ormai è stato fatto», Maroni ha illustrato nel dettaglio il referendum da sottoporre ai militanti presenti a Pontida e la proposta di legge che sarà lanciata dal palco della manifestazione: «Proporremo un referendum fra tutti i militanti in cui si chiede se intendono restare nell’euro o se preferiscono un ritorno alla lira, oppure ancora un sistema di doppia circolazione»; per quanto riguarda la seconda iniziativa, «si tratta di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per indire un referendum consultivo su quale tipo di Europa sia possibile e sul futuro dell’euro che è la sua espressione monetaria». Un referendum “istituzionale” sulla Ue, dunque, e una sorta di “prova generale” sul gradimento popolare relativamente alla moneta unica europea.
Euro ed Europa: intorno a questi due temi di strettissima attualità ruoteranno in gran parte gli interventi degli iscritti a parlare dal palco, fra i quali i segretari nazionali leghisti delle regioni padane, i rappresentanti della Lega nelle istituzioni e le voci del sindacato. Giusto per “scaldare” la platea prima del “piatto forte” finale, il discorso di Bossi. Sognato, atteso, sospirato mai così tanto, mai così a lungo.
A. A.
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[Data pubblicazione: 18/06/2005]




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