Non credo che Fini sia l'unico politico italiano ad inseguire il potere personare. E nutro sinceramente molti dubbi sul fatto che Formigoni, Tremonti o chi per loro intendano la politica come servizio alla Verità...
... tuttavia trovo il comportamento di Fini imbarazzante e riprovevole. Imbarazzante, perchè io devo ancora capire i propositi ultimi di Gianfranco Fini. Riprovevole perchè voler cambiare un partito servendosi esclusivamente di pochi battitori liberi, inseguire più l'applauso degli avversari che la stima dei propri elettori, è qualcosa che disturba ovviamente chi nonostante tutti i propri distinguo sempre di quell'elettorato fa parte. Cosicchè il comportamento di Fini allontana e disorienta chi nell'agire politico cerca una logica.
Io ho difeso Fini in occasione del Primo Congresso di PDL, ritenendolo una risorsa per il centrodestra, e un naturale candidato alla successione di Berlusconi. L'ho seguito ancora in alcune sue sortite da Presidente della Camera, e l'ho difeso dinanzi ad un fuoco amico che ho trovato volgare prima ancora che ingeneroso. Tuttavia non posso accettare la tattica del "logoramento interno". Fini avrebbe dovuto muoversi con il partito e i suoi elettori, invece ha fatto finta che essi non esistessero - in questo dando prova di poca sensibilità democratica, perchè un leader democratico ha sì il dovere di difendere le Istituzioni, ma anche di rappresentare chi lo ha votato, e se Fini da Presidente della Camera sente di non avere più ancun rapporto col proprio elettorato allora si pone di fatto lui fuori dal partito.
Dunque, caro Ugo, qui non c'entra la Verità, non c'entrano i valori cattolici, non c'entra l'immigrazione. Su tutto ciò in un partito si può e si deve discutere. C'entra invece un rapporto mai chiarito tra Fini e il PDL e tra Fini e Berlusconi. Sembra quasi che il nostro intenda essere il leader di un centrodestra che prescinda dal PDL come dal suo leader. E soprattutto che prescinda da un elettorato di centrodestra a cui Fini non ha mai guardato con attenzione, preferendo ultimamente rivolgersi ad un imprecisato popolo di ventenni senza ideologia. Insomma Fini vuole essere il rappresentante di qualcosa che non c'è o che non c'è ancora. Qualcosa che di sicuro però non ha a che fare col centrodestra reale. Per questo, a mio avviso, dovrebbe dimettersi dal PDL e proseguire autonomamente da esso la strada che si è dato.
Concludo dicendo che, alla prova dei fatti, Fini si è dimostrato quello che è sempre stato: un abilissimo tattico, ma un pessimo stratega.





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