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  1. #261
    «Mi honor se llama fidelidad»
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    Predefinito Re: PER MARTHA

    Originally posted by LIBERAMENTE
    Tutti noi concordiamo sull'opportunità di un abbigliamento più decoroso nella vita di tutti i giorni.
    La differenza sta nel fatto che io non ritengo che la soluzione del problema sia il proibire.. Negli interventi precedenti è stato detto "La Chiesa dovrebbe proibire la minigonna ... ecc.."
    E in qual modo si risolve il problema, allora?
    Se una cosa è male o conduce al male, o a lungo andare può condurre al male (anche altri) è lecito proibirla! Per il bene dell’anima, capisci? Se un uomo guarda con malizia una donna, pecca con lei nel suo cuore. Lo dice Gesù nel Vangelo. E se la donna, con la sua indecorosità è stata la causa del peccato dell’uomo, ha commesso pure lei peccato.

    La Chiesa non deve proibire nulla. Può impedire di indossarla negli spazi di sua proprietà privata ( vale a dire cattedrali, chiese e luoghi di culto in genere) ma non deve e non può imporre un certo vestiario ai suoi fedeli altrove.
    Ciascuna donna cristiana, in base alla propria sensibilità e moralità, deve rimanere libera di scegliere come vestirsi.
    Assolutamente no!
    La Chiesa ha il diritto di proibire e condannare certo vestiario e certe mode, e non solo in Chiesa… ha il diritto di pretendere che Dio non venga offeso né in Chiesa né in nessun altro luogo! Ha il diritto di pretendere che l’uomo salvi l’anima sua e non commetta peccato (o induca altri a commetterlo) sia quando è in Chiesa che quando è fuori!

    ricordati, per il futuro, che ciò che la tua ragione naturale e cristiana ti comanda di fare, non devi desiderare o proporti di imporlo alle altre persone.
    Perchè altrimenti l'imposizione diventa prevaricazione della libertà altrui, del libero arbitrio . E proprio il libero arbitrio ( cioè la possibilità di scegliere individualmente la strada giusta tra tante diverse) è condizione essenziale per meritarsi la Santità.
    Non posso imporre alle mie amiche un certo vestiario, ma trovandomi con loro e parlando di questi argomenti, ho il dovere di farle riflettere… è la più grande carità che possa far loro…;
    ma se fossi un insegnante, avrei il dovere, il diritto e l’obbligo di imporre agli alunni di recarsi a scuola decentemente vestiti;
    e se fossi mamma avrei l’obbligo di imporre ai miei figli la decenza…

    Per quanto riguarda il concetto di Libertà e libero arbitrio, ne avevo già parlato in un altro 3d ……(http://www.politicaonline.net/forum...threadid=171454)

    Come donna, posso scegliere se vestire decentemente o indecentemente (libero arbitrio), ma non sono “libera” di vestire indecentemente, perché moralmente non ne ho il diritto.

    Se tutto ci fosse imposto , nessuno potrebbe sbagliare e tutti saremmo Santi
    Anche i Dieci Comandamenti ci sono stati imposti, eppure non tutti gli uomini si fanno Santi…

  2. #262
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    Hai un po' le idee confuse: sei libera ma non sei libera, si deve imporre, ma non si deve imporre.
    Figurati se la Chiesa si mette a dire quali vestiti vanno bene e quali no, non facciamo mica gli stilisti noi . Il singolo ha l'intelligenza e la responsabilità per capirlo da sè.
    Per me tu vedi il peccato ovunque e tendi a giudicare tutti, meno te stessa ovviamente: il contrario di quel che insegnò un tale G.C., non so se lo conosci.

  3. #263
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    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
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    Originally posted by LIBERAMENTE
    Vero, Thomas.. bell'intervento.
    Nonostante l'asprezza dei miei toni in alcuni messaggi precedenti, volevo far notare all'amico Dreyer che la cosa che gli rimprovero non è di considerare deprecabile l'abbigliarsi in maniera provocante . Fondamentalmente credo che noi tutti, su questo forum, preferiremmo un modo di festire più decoroso. L'errore che gli contesto è di aver valutato ingenerosamente e male il mondo femminile : le ragazze che vestono in modo tale da evidenziare oltre modo le loro grazie non vanno considerate prostitute, donne di vita, ma soltanto stupidelle e esibizioniste, laddove davvero eccedano. Se non eccedono sono semplicemente delle ragazze che hanno pieno diritto vestire come meglio credono.
    Il problema vero non è costituito dalla minigonna o dalla spalla nuda ( perchè c'è chi riesce a indossare capi ridotti senza risultare volgare) : il punto centrale da condannare è l'atteggiamento di chi porta quei vestiti, nonchè la finalità di piacere e farsi notare ad ogni costo, che non in tutte le donne ( e di questo ne sono certo) è presente.
    Vi assicuro che, ribaltando la prospettiva, può essere volgare o provocante anche un maschietto . Conosco decine di cretini ultrapalestrati che vestono in maniera bizarra e attillata ( seguendo le ultime mode televisive ) al solo fine di farsi guardare e suscitare commenti entusiasti nelle rappresentanti del gentil sesso.
    Perchè di loro non ne parliamo ? Forse sono meno deprecabili delle ragazze che perseguono identici fini?
    infatti sono male anche questi loschi personaggi. non è il sesso che conta, maschio o femmina, ma l'abbigliamento indecente e il fine peccaminoso.

    non a caso in chiesa non sono ammesse per gli uomini canotte e calzoncini.

  4. #264
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    Originally posted by Martha
    In linea di massima sono d’accordo con quasi tutto ciò che afferma Dreyer…
    La verità è che si è perso di vista il senso del pudore e con esso, ovviamente, quello del peccato…
    “Che male c’è…?” è l’obiezione tipica a qualsiasi critica sul modo di vestire o su comportamenti impudichi…
    “Che male c’è…?” a mettere la minigonna
    “Che male c’è…?” a far vedere o intravedere il seno
    “Che male c’è…?” ad andare in spiaggia in bikini
    “Che male c’è…?” ad andare in topless
    “Che male c’è…?” .....

    Dreyer lamentava che nella sua università le ragazze “girano come fossero in un bordello e non hanno alcuna vergogna ad entrare in cappella con questi (s)vestiti”… ed ha ragione!
    E il problema non è limitato solo all’università…., di donne mezze nude se ne vedono ovunque e in qualsiasi luogo.
    E di chi è la colpa?
    Sono tutte donnacce? Mah…
    Certo, è pur vero che chi fa il male lo avverte, e quindi ha ragione Dreyer quando dice che “una che si mette mezza nuda ha due soli scopi:
    1) far colpo sugli uomini
    2) sentirsi sexy etc.”

    Ma credo che molte di loro siano “giovani sventurate” vittime “dell'edonismo e del consumismo che induce a pensare che meno cm di stoffa si hanno addosso e più si è emancipate”

    Sono povere ragazze alle quali neanche i preti hanno la carità di rimproverare la loro immodestia…

    E’ chiaro poi che certo modo di vestire conduce ad uno stile di vita e ad un modo di pensare che pian piano può degenerare sempre più!

    E poi la televisione fa scuola… ed ecco che l’ideale delle maggior parte delle ragazze d’oggi è fare la “velina”, la “soubrette”, la “ballerina televisiva”…

    La colpa di tutto ciò è principalmente degli uomini di Chiesa….
    Non rimproverano più, lasciano tranquillamente entrare in chiesa donne seminude, peggio, le fanno salire all’altare e danno loro tranquillamente la Comunione… e ciò è un dato oggettivo, sotto gli occhi di tutti.
    Come non notare certa “moda” alla Messa domenicale, o nelle spose, ad esempio…
    Come non ricordare le foto pubblicate dai giornali di certe spose “famose”… mezze nude all’altare!
    Come non notare un cardinale Tonini tranquillamente seduto fra le soubrette seminude…
    E peggio ancora, lo show-man don Mazzi…!

    Siamo seri...
    Se vogliamo conservare la purezza dobbiamo innanzi tutto sforzarci di mantenere la modestia, anche nel vestire...
    Certe frasi ad effetto quali "la malizia sta negli occhi di chi guarda" non servono a niente...
    è vero, nel senso che il problema è dei genitori lassisti che invece di dare schiaffi alla figlia che si veste da mignotta le comperano quei vestiti, e dei preti che per ignavia non dicono chiaramente che ciò è male.

    ma con preti che han perso spesso l'ortodossia, ignorando il magistero, non si può pretendere di più.

  5. #265
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    Predefinito Re: PER MARTHA

    Originally posted by LIBERAMENTE
    Invece quella frase da me scritta dovrebbe farsi riflettere.
    Sai cos'è che ti manca, e in realtà manca anche a Dreyer? Un minimo di approccio individualista al problema.
    Tutti noi concordiamo sull'opportunità di un abbigliamento più decoroso nella vita di tutti i giorni.
    La differenza sta nel fatto che io non ritengo che la soluzione del problema sia il proibire.. Negli interventi precedenti è stato detto "La Chiesa dovrebbe proibire la minigonna ... ecc.."
    Io ti rispondo. La Chiesa non deve proibire nulla. Può impedire di indossarla negli spazi di sua proprietà privata ( vale a dire cattedrali, chiese e luoghi di culto in genere) ma non deve e non può imporre un certo vestiario ai suoi fedeli altrove.
    Ciascuna donna cristiana, in base alla propria sensibilità e moralità, deve rimanere libera di scegliere come vestirsi.
    Non capisco proprio dove vogliate arrivare con questi moralismi: tu puoi decidere individualmente di vestire in un certo modo ( indossare costumi interi, evitare minigonne) ma non puoi imporre scelte alle altre cristiane, anche perchè ti ripeto, quella minigonna o spalla nuda non rende nè prostitute nè peccatrici.
    Il peccato sta altrove e te lo dimostrano i testi sacri. Dio ci ha creati nudi. La nudità non era sinonimo di peccato. Se avesse voluto, nella sua onnipotenza, ci avrebbe creati in burka e abito lungo fino ai piedi. Il peccato ha reso la nudità una cosa di cui vergognarsi. Prima del peccato originale ( almeno se vogliamo credere ai Vangeli, che un qualche messaggio ce lo vogliono trasmettere) la nudità era consacrata da Dio. Il peccato e la malizia umana l'hanno resa un tabù.
    Gesù è morto nudo sulla Croce; i martiri della Chiesa sono morti nudi nel Colosseo, sulle croci, tra le torture. Ma sono nelle grazie di Dio.
    Non è la nudità a impedirci di vivere da Santi. E' il peccato che sta nei nostri occhi, nelle nostre azioni e nelle nostre parole a precluderci la vita eterna.

    Poi sei liberissima di pensarla come ti pare. Ma ricordati, per il futuro, che ciò che la tua ragione naturale e cristiana ti comanda di fare, non devi desiderare o proporti di imporlo alle altre persone.
    Perchè altrimenti l'imposizione diventa prevaricazione della libertà altrui, del libero arbitrio . E proprio il libero arbitrio ( cioè la possibilità di scegliere individualmente la strada giusta tra tante diverse) è condizione essenziale per meritarsi la Santità. Se tutto ci fosse imposto , nessuno potrebbe sbagliare e tutti saremmo Santi, o forse, più probabilmente non lo sarebbe alcuno di noi. Solo chi avrebbe potuto sbagliare ripetutamente, e invece ha seguito sempre la strada giusta, può aspirare alla vita Eterna.
    Senza libertà di scelta la Santità è irragiungibile.
    la Chiesa ha il diritto e dovere di obbligare i fedeli a fare determinate cose, nella fattispecie a vestirsi con pudicizia.

    la libertàdel cristiano non è fare ciò che gli pare in nome di una coscienza più o meno distorta, questo è indifferentismo e soggettivismo.

    le norme della Chiesa sono come il codice della strada, è davvero libero chi le segue, non chi le trasgredisce.

  6. #266
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    Originally posted by Flora
    Una curiosità: ma quanto scritto vale solo per la donna o anche per l'uomo?
    Perchè io trovo la vista di un bel corpo maschile molto piacevole da guardare, ma poichè non sono dotata solo di istinto, ma anche di ragione, non sono mai saltata addosso ad un uomo poco vestito.

    Chi prova fastidio nei confronti di qualche cm di pelle scoperta probabilmente ha problemi nel venire a patti con la parte più istintiva e animalesca del proprio essere, è incapace di far prevalere la ragione e di guardare un corpo più o meno esposto beandosi solo della bellezza di quest'ultimo, indipendentemente dalle intenzioni dell'altro/a. Il "problema" quindi è solo di chi guarda.

    Stamattina fa un gran caldo: ho messo una canottiera ed una mini rigorosamente non inguinale, ovunque girano persone con zone più o meno vaste di pelle scoperta (ovvio, si suda!), ma io sono in pace con il mondo e con me stessa, se non fosse stato per questo 3d non ci avrei nemmeno fatto caso...
    e si capisce che non ci si fa caso... mancando la coscienza cristiana, il discrimine morale/immorale va a farsi benedire.

    ma la vera morale è un'altra cosa, e vieta alle donne e agli uomini la vanità, l'edonismo e la lussuria insite in questi comportamenti.

  7. #267
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    Originally posted by Dreyer
    e si capisce che non ci si fa caso... mancando la coscienza cristiana, il discrimine morale/immorale va a farsi benedire.

    ma la vera morale è un'altra cosa, e vieta alle donne e agli uomini la vanità, l'edonismo e la lussuria insite in questi comportamenti.
    Nessuna vanità, nè lussuria o altro, solo un gran caldo. Ma si sa (ed in questo caso mi ritengo fortunata) non ho coscienza cristiana, la lascio tutta a te che puoi...

  8. #268
    più arcipreti, meno arcigay
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    Originally posted by Flora
    Nessuna vanità, nè lussuria o altro, solo un gran caldo. Ma si sa (ed in questo caso mi ritengo fortunata) non ho coscienza cristiana, la lascio tutta a te che puoi...
    l'ateo non avendo il vero senso morale non capisce cosa è morale e cosa no, esattamente come al malato il cibo buono spesso appare amaro.

  9. #269
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    Originally posted by Dreyer
    l'ateo non avendo il vero senso morale non capisce cosa è morale e cosa no, esattamente come al malato il cibo buono spesso appare amaro.
    La moralità dell'ateo deriva anche dal buon senso. Io non ho bisogno che nessun dio mi indichi quali sono gli atteggiamenti da tenere per non tentare un uomo, li conosco da me. E fra quello che tenta un uomo normale (che non sia una bestia irrazionale) e che lo induce a saltarmi addosso alla prima occasione non c'è la minigonna. Al massimo mi guarda le gambe e apprezza se son degne di essere guardate.

  10. #270
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    Originally posted by Dreyer
    l'ateo non avendo il vero senso morale non capisce cosa è morale e cosa no, esattamente come al malato il cibo buono spesso appare amaro.
    Il cibo buono appare amaro pure al credente.

 

 
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