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Discussione: 25 aprile secondo me

  1. #11
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    non siamo automi atomisti-razionalisti-materialisti
    beh è così che deve essere l'uomo per gli antifa :hihi:

  2. #12
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Quella del 25 Aprile è una "verità storica" teologicamente fondata sul "peccato originale" dell'olocausto degli ebrei, ma che riproduce, attraverso le dialettiche, le commemorazioni, i simboli, persino i nomi delle piazze e delle strade, un'identità nazionale conforme ai progetti di dominazione egemonica da parte delle potenze vincitrici l'ultimo grande conflitto bellico mondiale; e fra queste non vi è l'Italia.
    anche per questo è importante fare del sano revisionismo, demitificando l'evento olocaustico. In fondo è il nocciolo duro del mito anti-nazionalsocialista (che implica per estensione anche la condanna del fascismo).

  3. #13
    .
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Citazione Originariamente Scritto da Angelus Mortis Visualizza Messaggio
    Io non ne farei un discorso solo utilitaristico.
    La componente emotiva ha una sua parte fondamentale nelle nostre idee, non siamo automi atomisti-razionalisti-materialisti, senza dimenticare però che il sentimento senza la ragione è stoltaggine.

    I dilemmi di ordine politico, religioso e filosofico di una società dovrebbero tutti convergere verso l'unico problema essenziale, ovverosia quello del perfezionamento umano e morale di quella società.

    La realtà dei fatti dimostra, invece, che gli agenti dello Stato (o dell'industria) utilizzano narrazioni storiche mutilate, la cui "verità" dipende da scelte (e credenze) ideologicamente schierate e consapevoli (la solita retorica anti-fascista), non per assurgere a questo obiettivo fondamentale, ma al solo fine di assicurarsi un dispositivo di auto-legittimazione e controllo collettivo.

    Il dilemma ora è: tutto ciò avviene al prezzo dell'affinamento spirituale e intellettuale della gente? O ciò è possibile proprio perchè l'intellettualità e la spiritualità media dell'uomo è già molto tarata?

    ... "I Farisei erano maestri nell'arte dell'inganno e si erano impadroniti del potere; si erano impadroniti del potere e lo mantenevano aprofittando proprio dell'ignoranza del popolo!"

  4. #14
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Basta per favore: è da una settimana che in ogni tg un vecchio comunista
    rompe i cosiddetti con partigiani e resistenza. E' un vero e proprio lavaggio del cervello....non se ne può più
    ncav:
    Non ti curar di lor, ma passa e sputa

  5. #15
    .
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Citazione Originariamente Scritto da globulonero Visualizza Messaggio
    Basta per favore: è da una settimana che in ogni tg un vecchio comunista
    rompe i cosiddetti con partigiani e resistenza. E' un vero e proprio lavaggio del cervello....non se ne può più
    Tutto ciò produce un effetto esattamente contrario a quello che si propongono i brain-washers. :giagia:

  6. #16
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    Il 25 aprile è nata una puttana, e l'hanno chiamata repubblica italiana.
    L'arte di essere P.A.

  7. #17
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    La ricorrenza del 25 Aprile può ritenersi come un modo per opporsi alla degenerazione del sociale, tramite la ripetizione e la ridondanza della commemorazione; ciò è possibile attraverso l'attivo spiegamento della simbologia e della retorica antifascista, la quale crea solo l'ILLUSIONE della più concreta fattualità; mentre, nella pratica, ottiene l'effetto di cancellare le identità storiche individuali attraverso la ripetizione del "rito", in nome di una - presunta - "giusta" causa comune.

    "Commemorazione" e "oblio", così come "oblio" e "memoria", sono concetti molto più legati di quanto non sembri.

    I principi implicati e i simboli nazionali utilizzati, costituiscono una classificazione culturale degli eventi storici; una gerarchia relativa a ciò che deve essere considerato importante o meno: ovvero, sono espressione di una cosmologia, che vorrebbe ergersi ad universale, ma non lo è, perchè di parte.

    Quindi, la commemorazione del 25 Aprile è uno strumento fazioso di costruzione storica che ha effetti sull'identità nazionale; eppure la commemorazione non risponde a criteri di oggettività fattuale, ma è piuttosto espressione di una possessività, una modalità di controllo collettivo occultata da necessità di riprodurre un certo ordine sociale.

    Di fatto, la commemorazione del 25 Aprile serve solo a mantenere lo status quo, nonostante metta palesemente in luce le contraddizioni della società stessa; società fondata sulla rappresentazione dualistica di antifascisti e fascisti, nella quale il termine "fascista" incarna l'ideale di "male assoluto", soprattutto nel dibattito politico.

    Ma poichè non esiste un "male assoluto", ma solo un senso comune, che è rappresentazione iconografica del partigiano e dell'americano "liberatore", si dovrebbe concludere che la commemorazione del 25 Aprile incarna perfettamente la visione della corrente interpretazione culturale della "verità assoluta".

    Questo testimonia il fatto che non solo i sistemi di governo totalitari, ma anche le stesse "democrazie" tendono a promuovere e incoraggiare un'unica "verità storica" negando ogni forma di "resistenza".
    Quella del 25 Aprile è una "verità storica" teologicamente fondata sul "peccato originale" dell'olocausto degli ebrei, ma che riproduce, attraverso le dialettiche, le commemorazioni, i simboli, persino i nomi delle piazze e delle strade, un'identità nazionale conforme ai progetti di dominazione egemonica da parte delle potenze vincitrici l'ultimo grande conflitto bellico mondiale; e fra queste non vi è l'Italia.
    BRAVISSIMO ! DA MANUALE ! ME LO STAMPO A FUTURA MEMORIA

  8. #18
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Quindi, la commemorazione del 25 Aprile è uno strumento fazioso di costruzione storica che ha effetti sull'identità nazionale; eppure la commemorazione non risponde a criteri di oggettività fattuale, ma è piuttosto espressione di una possessività, una modalità di controllo collettivo occultata da necessità di riprodurre un certo ordine sociale.

    Di fatto, la commemorazione del 25 Aprile serve solo a mantenere lo status quo, nonostante metta palesemente in luce le contraddizioni della società stessa; società fondata sulla rappresentazione dualistica di antifascisti e fascisti, nella quale il termine "fascista" incarna l'ideale di "male assoluto", soprattutto nel dibattito politico.

    Ma poichè non esiste un "male assoluto", ma solo un senso comune, che è rappresentazione iconografica del partigiano e dell'americano "liberatore", si dovrebbe concludere che la commemorazione del 25 Aprile incarna perfettamente la visione della corrente interpretazione culturale della "verità assoluta".

    un'analisi assolutamente brillante

  9. #19
    .
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    BRAVISSIMO ! DA MANUALE ! ME LO STAMPO A FUTURA MEMORIA
    vi ringrazio

  10. #20
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    Predefinito Riferimento: 25 aprile secondo me

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    La ricorrenza del 25 Aprile può ritenersi come un modo per opporsi alla degenerazione del sociale, tramite la ripetizione e la ridondanza della commemorazione; ciò è possibile attraverso l'attivo spiegamento della simbologia e della retorica antifascista, la quale crea solo l'ILLUSIONE della più concreta fattualità; mentre, nella pratica, ottiene l'effetto di cancellare le identità storiche individuali attraverso la ripetizione del "rito", in nome di una - presunta - "giusta" causa comune.

    "Commemorazione" e "oblio", così come "oblio" e "memoria", sono concetti molto più legati di quanto non sembri.

    I principi implicati e i simboli nazionali utilizzati, costituiscono una classificazione culturale degli eventi storici; una gerarchia relativa a ciò che deve essere considerato importante o meno: ovvero, sono espressione di una cosmologia, che vorrebbe ergersi ad universale, ma non lo è, perchè di parte.

    Quindi, la commemorazione del 25 Aprile è uno strumento fazioso di costruzione storica che ha effetti sull'identità nazionale; eppure la commemorazione non risponde a criteri di oggettività fattuale, ma è piuttosto espressione di una possessività, una modalità di controllo collettivo occultata da necessità di riprodurre un certo ordine sociale.

    Di fatto, la commemorazione del 25 Aprile serve solo a mantenere lo status quo, nonostante metta palesemente in luce le contraddizioni della società stessa; società fondata sulla rappresentazione dualistica di antifascisti e fascisti, nella quale il termine "fascista" incarna l'ideale di "male assoluto", soprattutto nel dibattito politico.

    Ma poichè non esiste un "male assoluto", ma solo un senso comune, che è rappresentazione iconografica del partigiano e dell'americano "liberatore", si dovrebbe concludere che la commemorazione del 25 Aprile incarna perfettamente la visione della corrente interpretazione culturale della "verità assoluta".

    Questo testimonia il fatto che non solo i sistemi di governo totalitari, ma anche le stesse "democrazie" tendono a promuovere e incoraggiare un'unica "verità storica" negando ogni forma di "resistenza".
    Quella del 25 Aprile è una "verità storica" teologicamente fondata sul "peccato originale" dell'olocausto degli ebrei, ma che riproduce, attraverso le dialettiche, le commemorazioni, i simboli, persino i nomi delle piazze e delle strade, un'identità nazionale conforme ai progetti di dominazione egemonica da parte delle potenze vincitrici l'ultimo grande conflitto bellico mondiale; e fra queste non vi è l'Italia.

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