Per favore non ti mettere in mezzo. Non voglio cominciare una polemica con i destrosi di Pol.In origine postato da Folgore
addirittura!!!![]()
Vorrei aprire un confronto serio con i compagni presenti nel forum.
Sempre avanti, compagni!


Per favore non ti mettere in mezzo. Non voglio cominciare una polemica con i destrosi di Pol.In origine postato da Folgore
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Vorrei aprire un confronto serio con i compagni presenti nel forum.
Sempre avanti, compagni!
A pugno kiuso!


Compagno condivido in pieno quello che dici, anche sul referendum. Una cosa non condivido e cioeè che siamo in un momento di reflusso. Io credo che la classe operaia abbia finalmente rialzato la testa dopo decenni di vero reflusso, ora è solo un momento di riflessione e di attesa più o meno fiduciosa nel futuro governo Ulivo, che verrà presto disillusa, nei prossimi mesi ed anni assisteremo ad una ripresa imponente delle lotte, non bisogna fare un'istantanea della situazione reale e trarne le conseguenze di un periodo di reflusso bisogna guardare la linea di tendenza, la classe operaia ha rilazato la testa.In origine postato da chenap
Prima di conoscere questo forum frequentavo abitualmente Indymedia. Lì mi resi conto che gli argoemnti trattati erano sempre gli stessi: repressione, G8, attacchi sqadristi, musica, informatica indpendente, legalizzazione delle droghe, ecc...
Al massimo qualche volta si parlava di problemi internazionali solo in seguito a provocazioni esterne su Cuba, Israele, ecc...
Ora mi accorgo che non è un fenomeno proprio di Indy, ma è esteso un pò ovunque.
Anche su questo Forum mi accorgo che alcuni argomenti sono quasi dimenticati da tutti. E non argomenti da quattro soldi, ma quelli che dovrebbero essere centrali per noi.
Il partito comunista nasce infatti per difendere gli interessi della classe lavoratrice. Eppure vi sfido a trovare in questo froum dei problemi ad essa inerenti: i salari troppo bassi, l'aumento sempre crescente del costo della vita, la precarietà del lavoro, la crisi economica, la disaggregazione della vita sociale, i tempi di lavoro snervanti, ecc...
Non vengono trattati neanche altri argomenti che potrebbero interessare le masse popolari: la scuola in degrado, le pensioni sempre più basse e sempre più lontane, la strisciante disoccupazione, il degrado sociale ed ecologico, la criminalità organizzata.
In poche parole vengono trascurati tutti gli argomenti che possono avere un eco di massa e sui quali possiamo ripartire per un nuovo ciclo di lotte che coinvolga nuovamnete le masse oppresse.
Trascurando tali arogmenti li diamo in mano alla destra populista che si può addirittura ergere a paladino degli interessi popolari contr il sistema e l'Europa degli interess forti...
Certo anche io credo che sia importante discutere di alleanze politiche, di aggressioni fasciste, di repressioni, di procreazione assistita, ecc...
Ma non possiamo limitarci a questi argomenti che hanno difficile presa sui ceti che noi dovremmo rappresentare.
Lo stesso referendum sulla procreazione assistita (anche se giusto) si è rivelato un indicatore di ciò . Infatti portare avanti un referendum progressista in un momento di riflusso delle lotte e di depoliticizzazione diffuso in tutto il paese si è rivelato un errrore tattico.
Bisogna riconquistare le masse proletarie e non lo possiamo fare se non riuscamo a rimettere al centro dell'agenda politica gli argomenti che le masse ci propongono nella loro vita quotidiana.
Questo deve essere il ruolo di un partito comunista che si promuove di diventare l'avanguardia dei lavoratori.
Sempre avanti, compagni!
Per il resto finalmente un intervento interessante nello squallore disobbediente e riformista dei vari forum.
L'unico modo per non avere cattivi padroni è non avere padroni


Una breve ripresa c'è stata a partire dalle lotte del 2001 (Napoli, Genova, ma non solo) fino alla prima parte del 2003 attraversando le lotte degli studenti, quelle dei lavoratori per l'articolo 18 e quelle contro la guerra . Dalla sconfitta del freferendum sull'articolo 18 abbiamo assistito ad un certo reflusso dei movimenti, tranne per quello che riguarda le marce contro la guerra o delle singole categorie senza però mai riuscire a mobilitare le grandi masse e senza soprattuto riuscire a radicare il moviemnto sul territorio.In origine postato da ulianov
Una cosa non condivido e cioeè che siamo in un momento di reflusso. Io credo che la classe operaia abbia finalmente rialzato la testa dopo decenni di vero reflusso, ora è solo un momento di riflessione e di attesa più o meno fiduciosa nel futuro governo Ulivo,
Infatti riesce facile mobilitare centinaia di milioni di persone per un forum sociale o una marcia pacifista, ma non riusciamo a mobilitarci su singole vertenze locali che siano capaci di creare reti fisse territoriali.
Per questo penso che siamo in un periodo di deflusso. Del resto sono convinto che il popolo rimarrà deluso dal governo prodiano. A questo punto si aprono varie alternative che dipenderanno sostanzialmente da come sapremo fare noi della sinsitra radicale ed antiliberista.
Sempre avanti, compagni!
A pugno kiuso!


Alla fine , tradizionalmente , la classe operaia NON andra' in paradiso.Restera' nel purgatorio a illudersi !In origine postato da chenap
Una breve ripresa c'è stata a partire dalle lotte del 2001 (Napoli, Genova, ma non solo) fino alla prima parte del 2003 attraversando le lotte degli studenti, quelle dei lavoratori per l'articolo 18 e quelle contro la guerra . Dalla sconfitta del freferendum sull'articolo 18 abbiamo assistito ad un certo reflusso dei movimenti, tranne per quello che riguarda le marce contro la guerra o delle singole categorie senza però mai riuscire a mobilitare le grandi masse e senza soprattuto riuscire a radicare il moviemnto sul territorio.
Infatti riesce facile mobilitare centinaia di milioni di persone per un forum sociale o una marcia pacifista, ma non riusciamo a mobilitarci su singole vertenze locali che siano capaci di creare reti fisse territoriali.
Per questo penso che siamo in un periodo di deflusso. Del resto sono convinto che il popolo rimarrà deluso dal governo prodiano. A questo punto si aprono varie alternative che dipenderanno sostanzialmente da come sapremo fare noi della sinsitra radicale ed antiliberista.
Sempre avanti, compagni!