IL FATTO
Essenzialità, chiarezza, semplicità sono gli elementi chiave del testo. Un vademecum che tocca i nodi fondanti la dottrina e si rivolge non solo ai credenti ma «a ogni persona di buona volontà». Alla fine della cerimonia in Vaticano il Papa ha consegnato il libro ai rappresentanti del popolo di Dio: una famiglia,un prete, giovani, ragazzi, catechisti,religiosi. E il cardinale Schönborn
Andiamo alle radici della fede
Benedetto XVI ha presentato il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica
Da Roma Salvatore Mazza
Non un «nuovo» catechismo. Né diverso nell'essenza da quello pubblicato nel 1992, che resta «fonte... modello... punto di riferimento». Il Compendio del «Catechismo della Chiesa Cattolica» nasce dall'esigenza di poter disporre di una «sintesi, breve, che contenesse tutti e soli gli elementi essenziali e fondamentali della fede e della morale cattolica, formulati in una maniera semplice, accessibile a tutti, chiara e sintetica». E che a tutti, appunto, si rivolge: non solo ai credenti ma, «riconoscendolo corrispondente al bene non solo della Chiesa universale e delle Chiese particolari, ma anche del mondo d'oggi, assetato di verità... a ogni persona di buona volontà, che desideri conoscere le insondabili ricchezze del mistero salvifico di Gesù Cristo». Come, in qualche modo, dimostra la stessa scelta di metterli in vendita anche in luoghi di grande affluenza come supermercati, autogrill, aeroporti. Un testo, il Compendio presentato ieri da Benedetto XVI, che dunque anche in questo senso segna una svolta. Così da rendere più comprensibile la «grande gioia» nel promulgarlo, dichiarata dal Papa nel suo discorso di ieri mattina e manifestamente leggibile sul suo volto e in quelli dei presenti all'evento, che il Pontefice ha voluto inscrivere nella preghiera dell'ora sesta, tenuta per l'occasione in una Sala Clementina piena di cardinali e arcivescovi, di Curia e del Vicariato di Roma, e dei rappresentanti delle diverse componenti ecclesiali, ai quali simbolicamente Benedetto XVI avrebbe, al termine, consegnato il Compendio. Ad aprire la cerimonia, dopo l'invocazione iniziale «O Dio vieni a salvarmi», è stato l'indirizzo di saluto che il cardinale Dario Castrillon Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero e membro della commissione che ha redatto il testo, ha rivolto a nome dei presenti al Papa, nel quale ha espresso «gratitudine» per il lavoro svolto dall'allora cardinale Joseph Ratzinger che, nella sua qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottr ina della Fede, era stato incaricato nel 2003 da Giovanni Paolo II di coordinare il lavoro della commissione. «Grazie di cuore Santità - ha detto Castrillon Hoyos - per aver dato la sua approvazione alla pubblicazione del testo». Quindi la preghiera è proseguita e, dopo la lettura, Benedetto XVI ha tenuto il suo discorso (che pubblichiamo integralmente a pagina 2, ndr), nel quale ha spiegato le motivazioni, ripercorso la storia e messo in evidenza le finalità del nuovo testo. Sottolineando, in particolare, come il Catechismo del 1992 «rimane sia la fonte, da cui attingere per comprendere meglio il Compendio stesso, sia il modello, a cui guardare incessantemente per ritrovare l'esposizione armoniosa e autentica della fede e della morale cattolica, e sia il punto di riferimento, che deve stimolare l'annuncio della fede e l'elaborazione dei catechismi locali». «Il Catechismo della Chiesa Cattolica - ha insistito - mantiene, pertanto, intatta tutta la sua autorevolezza e importanza, e potrà trovare, in tale sintesi, un prezioso incoraggiamento a essere meglio conosciuto e utilizzato». Papa Ratzinger s'è anche soffermato brevemente sulla scelta compiuta nell'articolazione del testo, cinquecentonovantotto domande con le rispettive risposte. Una «forma dialogica» attraverso la quale «si intende riproporre un dialogo ideale tra il maestro e il discepolo» e invitare così il lettore «a proseguire nella scoperta dei sempre nuovi aspetti della verità della sua fede». Un «genere» che inoltre «concorre anche ad abbreviare notevolmente il testo, riducendolo all'essenziale. Ciò potrebbe favorire l'assimilazione e l'eventuale memorizzazione dei contenuti». Concluso il discorso e, subito dopo, terminata la preghiera, Benedetto XVI ha quindi consegnato il Compendio ai rappresentati delle diverse componenti del popolo di Dio: il primo a ricevere il testo è stato il cardinale Cristoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, quindi monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, e poi un sacerdote, un diacono, un religioso, una suora, una famiglia, due giovani, due ragazzi, tre catechisti e un operatore pastorale.
Avvenire - 29 giugno 2005




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