Le nubi rosa
Scelto un bersaglio gli si va contro con ogni mezzo
Era la vigilia di Pasqua del lontano 1953, quando venne trovato sulla spiaggia di Torvaianica il cadavere di Wilma Montesi. E' lontanissimo nel tempo quell'episodio di cronaca, ma la strumentalizzazione dello stesso fu tale da mettere in crisi il partito di maggioranza relativa, con l'attacco a uno dei suoi principali esponenti di prestigio, qual era Attilio Piccioni. Il figlio del ministro Attilio Piccioni, al termine di una non breve vicenda giudiziaria, fu prosciolto dall'accusa di omicidio, ma l'immagine di una gioventù dorata che si permetteva di tutto, e soprattutto alle spalle del potere, restò, fino a compromettere il futuro politico dello statista democristiano. Una vicenda complessa e controversa, capace di destabilizzare profondamente il sistema politico di allora.
E lo scandalo rosa nella lotta politica è stato usato molto prima delle accuse di corruzione. Forse, a guardare bene, ha prodotto maggiori risultati. La democrazia è il sistema, fra i vari, più facile da corrompere. Questo concetto è di facile intuizione e probabilmente tutti, sapendolo, sono disposti anche a chiudere un occhio. Ma è più difficile trascurare la mancanza di integrità morale all'interno del sistema democratico, nemmeno fosse ritenuta cosa più comprensibile accettare mazzette che tradire la propria moglie. E se si dà per scontato che comunque, alla fine nella vita pubblica, tutti devono guadagnare qualcosa, non c'è però ragione di guadagnare al fine di violare i buoni costumi.
Contro Berlusconi si sono mosse procure come battaglioni, nel desiderio di portarlo fuori dal gioco, di sgonfiarlo come vennero sgonfiati uno per uno i principali partiti di governo dal ‘92 al ‘94. Berlusconi imprenditore era riuscito a resistere con tutte le sue forze e oramai soltanto Berlusconi restava da piegare, a qualunque costo. Visto che poi le inchieste giudiziarie hanno prodotto magri risultati, si è pensato a sangue freddo di colpire il principale bersaglio, il "luciferino" - come è stato definito - presidente del Consiglio, proprio in quello che appare un suo evidente punto debole: la presunta simpatia per le belle donne. Se ne è sempre favoleggiato, sono fiorite battute ed indiscrezioni, ecco ora finalmente la prova concreta di un suo interessamento tramite le intercettazioni telefoniche.
Berlusconi sarà anche prosciolto dai processi che lo riguardano, potrà anche essere rimasto estraneo rispetto alle attrici delle telefonate, ma in ogni caso la sua immagine ha subito un colpo durissimo perché, tra la graticola giudiziaria e le intercettazioni rosa, il premier in queste condizioni potrebbe non apparire all'altezza di poter seguire la vicenda politica del paese. Ed il fatto che si sfoghi alla Confeser-centi non lo ha certo aiutato, anzi.
A questo punto possiamo fare le leggi che vogliamo, ma il danno è stato fatto. E non è detto che si consumi in un'unica soluzione senza nuovi colpi di coda. Berlusconi è un uomo nel mirino che, come egli stesso ha detto, non ha nessuna intenzione di mollare. Bene: siamo certi che nemmeno i suoi avversari vogliano mollare e da oggi sappiamo che la lotta sarà senza esclusione di colpi.
Roma, 27 giugno 2008
tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html




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