Il premier alla fine dell'incontro con Follini, Fini e Casini
"L'anno prossimo vinceremo ancora noi"
Berlusconi: "Sono io il candidato alle elezioni politiche del 2006"
Il capo del governo ribadisce: sono una risorsa, non un problema
E annuncia una manovra da 10 miliardi più gli sgravi Irap
ROMA - Il candidato della Casa delle libertà, alle elezioni politiche del 2006, "deve essere Silvio Berlusconi". A ribadirlo, una volta per tutte, è proprio il premier, al termine del pranzo a Montecitorio con il presidente della Camera Pierferdinando Casini, a cui hanno partecipato anche Gianfranco Fini, Marco Follini e Gianni Letta. "Oggi abbiamo deciso di mettere da parte questo problema", assicura il presidente del Consiglio. Annunciando anche una manovra da 10 miliardi di euro nel 2006, e una da altri 10 miliardi nel 2007. Quanto al partito unico, Berlusconi dice che si farà, ma solo dopo il voto del prossimo anno.
La sua candidatura. "Io sono una risorsa e non un problema - è il ragionamento di Berlusconi - se ci sono alternative possibili e migliorative che possono portare più voti alla nostra coalizione, io sono disponibile". E tuttavia, puntualizza, "oggi, come è emerso nella riunione di Forza italia e in altri colloqui, si è detto: 'mettiamo da parte questo problema perché non esiste'". In altre parole, conclude, il candidato per il 2006 resta lui: "L'opinione di Follini, Casini e Fini è stata tranchant, a questo riguardo".
"Vinceremo noi". Il premier si professa ottimista sul risultato del voto del prossimo anno: "sicuramente" a prevalere sarà la Cdl, "con un margine ancora più ampio del passato". A sostegno della tesi, vengono citati i sondaggi: "Abbiamo praticamente raggiunto la sinistra. Siamo al 47,9% contro il 48 del centrosinistra. E questo per un governo in Europa è addirittura un record".
Il partito unico. Ecco le parole del premier: "Pensiamo ad un'assemblea prima dell'estate che dia il via al comitato costituente per poi lavorare in quella direzione e confluire tutti nel partito unico dopo il momento elettorale" del 2006. I tempi, insomma, slittano. Comunque, aggiunge Berlusconi, "da parte di tutti c'è convergenza in questa direzione. Stiamo guardando i tempi del percorso perché la tecnicalità delle schede elettorali comporta la necessità di partecipare alle elezioni con i simboli di tutti i partiti perchè non si perda alcun voto".
La manovra. La manovra correttiva per il 2006 sarà dunque pari a 10 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,8% del pil. Un altro 0,8 sarà aggiustato con la manovra 2007. Quanto a quella del prossimo anno, ai 10 miliardi necessari per correggere l'andamento del deficit, spiega il premier, si dovranno aggiungere "le risorse necessarie per gli sgravi Irap. Quanto all'Ire vedremo cosa fare".
I rapporti con l'Europa. Berlusconi si dice soddisfatto per per la decisione della Commissione Ue sui tempi di rientro del deficit italiano (due anni). "Era quello che chiedevamo", conferma. Dicendosi certo che "l'Ecofin ratificherà il piano" del governo italiano nella riunione di metà luglio.
Il Dpef. Il governo svolgerà un primo esame del Documento di programmazione economica e finanziaria "al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo". Lunedì 4 luglio, invece, "probabilmente ci sarà l'incontro con le parti sociali".




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