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Discussione: Il dopo Berlusconi

  1. #61
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    [mid]http://www.costozero.com/midi_files/midi/rock/beatles/foolhill.mid[/mid]

    Originally posted by Popper

    Allora probabilmente sarebbe attuabile un governo di centrosinistra vero con un'alleanza tra il partito di centro, i DS di Fassino e la Margherita.
    Raggiungeremmo così la stabilità ed un governo più serio ed efficiente.
    Oh, gesù, Popper! risarebbe il pentapartito...
    stabile, serio, efficiente?
    e chi lo schioda?

    No, bisogna inventarsi un sistema a tre poli, con un minimo di alternanza, escludendo le ali.
    Se ci fossero però i numeri, per una maggioranza fatta da 2 (centro e cd, oppure centro e cs) su 5.
    Nel paese non credo... magari con una appropriata legge elettorale a premio di maggioranza.

  2. #62
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    Predefinito Re: Re: e' come se io scrivessi

    Ma ti rendi conto che, con la costruzione fantastica che fai delle cose, girandotela dal verso che vuoi, fischiandotela e suonandotela da te stesso ... finisci con lo sbugiardarti da solo ?

  3. #63
    laico progressista
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    bisogna inventarsi un sistema a tre poli, con un minimo di alternanza, escludendo le ali.
    Caro Popper, il sistema da inventarsi richiede poca fantasia, è quello tedesco.

    Bisogna tornare al proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza.
    Così avremmo quei cinque-sei poli che auspichi, perché uno sbarramento al 4% impedirebbe una proliferazione indiscriminata di partitini influenti. Un lauto premio di maggioranza (15-20%), poi, favorirebbe un governo con pochi partiti, quelli strettamente necessari a garantire i numeri per la governabilità.
    Quindi, coalizioni più salde, maggiore varietà di aggregazioni (sarebbero possibili anche governi di sinistra-estrema sinistra e destra-estrema destra, ma questo è il bello della democrazia), e una rappresentanza parlamentare più equa.

    Personalmente auspico che un giorno non troppo lontano i partiti più piccoli (i più interessati a questo scenario), diano vita ad un'aggregazione trasversale per promuovere una proposta in tal senso.

  4. #64
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    premio di maggioranza...mah.
    Un sistema elettorale alla tedesca dovrebbe garantire un buon grado di governabilità, senza bisogno di ricorrere ad un artificio distorcente come il premio.
    saluti

  5. #65
    laico progressista
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    Capisco le perplessità Alberich, ma se vogliamo un proporzionale puro nessuno ci ascolta....
    Abbiamo già tollerato troppi governi che cadono dopo un annetto di liti, ricatti e manfrine...

    Il proporzionale deve essere ripristinato per dare respiro politico a tutte le rappresentanze, per scongiurare il rischio di appiattimento dei listoni, e i grandi minestroni cui ci stiamo (ahimé) abituando.
    Ma al contempo deve offrire un credibile sistema di governo.
    Il premio consente di aggregare meno partiti. E meno si è, meno si litiga, meno ambigui sono i programmi.

  6. #66
    Forumista senior
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    Beh, il premio di maggiornza, più che alla aritmetica (che pure in italia ci vorrebbe, perché 2 gruppi su 5 non arriverebbero alla maggioranza) serve a dare stabilità di governo, a dover dichiarare prima le proprie intenzioni;

    il che è ciò che questo maggioritario ha dato e a cui nessuno vuole rinunciare, credo.

    Quanto alla diminuizione del numero dei partitini, non è mai stato quello il problema dell'Italia, e me ne duole sentirlo dire qui:
    la ingovernabilità in italia era data dalla non alternanza dovuta alle ali (PCI e MSI) ed alla litigiosità di DC e PSI.
    Non erano certo PLI, PSDI e PRI che rendevano ingovernabile l'Italia.
    Certo, adesso sono aumentati: non poteva che non essere così, dato che nessuno si deve poi contare, e che anche un 0.5 in più può far scattare la maggioranza pigliatutto...
    Ma non è che scomparirebbero, con il proporzionale sbarrato o un multipolare: o pensate che un PRIMRE concorrerebbe da solo per il 4%?

  7. #67
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    Predefinito Re: Re: Re: e' come se io scrivessi

    adesso sono io quello che gira le cose, buona questa.

    Intanto, per cominciare a vedere chi è che rigira, prova a rileggerti il testo integrale della domanda:

    NEL 1993 C'ERANO DUE GRANDI IMPRENDITORI NEL MONDO DELL'EDITORIA ITALIANA.

    UNO VENNE ARRESTATO DALLE TOGHE ROSSE, L'ALTRO DIVENNE L'ANNO SUCCESSIVO PREMIER.

    LA DOMANDA E': CHI VENNE ARRESTATO DALLE TOGHE ROSSE?


    I fatti su tangentopoli sono questi:

    - nel febbraio 92 scoppia tangentopoli. Di Pietro arresta in massa PSI, DC e PDS, senza fare sconti a nessuno.

    - nel giugno 92 si tengono le elezioni, crollano tutti i partiti tradizionali, ma in particolare il PDS, che va al 16%. Exploit di MSI e Lega. Tra gli arrestati dai giudici, spicca la figura del cassiere del PCI Stefanini (poi riconosciuto innocente e morto di cancro in pochi mesi, senza che nessuno ne addebitasse la colpa ai giudici) e quella di Greganti, che si fa un sacco di tempo in carcere senza confessare tangenti per il partito, assumendosi le colpe. Tutti gli altri parlano subito, e, forse per attenuare gli arricchimenti personali, dicono che i soldi li davano al partito, cosa vera, ma in parte. Altrimenti, con tutti i soldi che avrebbero versato, non si capisce com'è che tutti i partiti dopo tangentopoli si trovano sommersi dai debiti.

    - nel 1993 tangentopoli si estende ai grandi imprenditori: Gardini, Fiat, De Benedetti, Berlusconi. Quello che subisce meno danni è proprio Berlusconi, che comunque è indagato anche lui per il caso Lentini e per la corruzione nell'assegnazione delle frequenze di cui alla legge Mammì, nei primi mesi del '93. Gli altri si suicidano oppure confessano e patteggiano, lui invece, che tra l'altro è indebitato fino al collo con le banche pubbliche controllate da un Craxi ormai sparito dalla scena, fonda Forza Italia, un partito che è l'emanazione diretta della Fininvest.

    - chi spinge su tangentopoli sono MSI (le ricordate le banconote lanciate in parlamento al grido di Ladri-ladri?), Lega (li ricordate i cappi?), Fininvest (li ricordate i collegamenti di Emilio Fede con la Procura di Milano?). Senza dimenticare La Malfa (ve lo ricordate "il partito degli onesti" che voleva fondare?)

    - nel 94 MSI-AN. Lega e Berlusconi vincono le elezioni.


    Il teorema pollista, entrato in vigore dal gennaio 1996 (prima anche Berlusconi era un entusiasta dei giudici, tanto da offrire un ministero a Di Pietro, senza dimenticare che anche Fini lo aveva proposto come premier) è il seguente:

    - un gruppo di magistrati politicizzati, senza fini di lucro ma solo in quanto accecati dalla passione per il comunismo, hanno attaccato la DC e il PSI, ignorando di proposito il PDS, onde favorirne la sua presa del potere.

    Ma poi è arrivato Berlusconi e li ha fregati, e allora hanno cominciato a perseguitare Berlusconi.

    Questa favoletta ci viene martellata, ripeto, dal gennaio 96, da una precisa udienza in cui Berlusconi ha lanciato per la prima volta questa invredibile teoria, seguita a cascata da migliaia di Berluschini che la ripetono a macchinetta da 7 anni per inculcarla nel cervello della gente.

    E vedo che anche voi, invece di cercare di dire come stanno le cose, vedete di dare il vostro contributo, nel vostro piccolo.

    E' per questo che ricadete perfettamente nella definizione di pollista data dalla Treccani: "POLLISTA: colui che vede il mondo come una massa di nemici di Berlusconi, guidati da comunisti e magistrati"

    Dai, Di Pietro e Borrelli al soldo dei comunisti, non sta nè in cielo nè in terra.

  8. #68
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    La storia non si fa nè coi SE nè coi MA; sinora, io compreos, abbiamo formulato ipotesi fantapolitiche su quello, che potrebbe essere l'assetto politico italiano senza Berlusconi e senza i DS, ma ciò che è sato detto è tutto da provare.

    Ciò che invece non mi va giù è lo schifo dell'attuale detto assetto, che la legge elettorele ci impone e mi riferisco a questo malsano Bipolarismo, che fa dipendere i governi da coalizioni eterogenee comprendenti estremismi assurdi ed antistorici.

    Io azzardo solo l'ipotesi che con una legge elettorale proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza darebbe luogo ad un assetto e ad un quadro politico ben più accettabili dell'attuale.

    Non è possibile però sapere quali sarebbero gli spostamenti dei vari partiti o partituccoli, nè tracciare degli scenari di nuove alleanze.

  9. #69
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    E poi stare a rimestare tutte queste storie dei primi anni '90, quelli di tangentopoli, le toghe rosse, Di Pietro, Gardini, Cagliari, de Benedetti e lo stesso Berlusconi, le piazzaiolate forcaiole nel parlamento, e la gogna a Craxi,a Forlani e quant'altro, non serve a nulla.
    ne ho le p.. piene di tutta questa roba.!!.
    Bisognerebbe spazzar via tutti questi ricordi, che condizionano l'attuale vita politica e naturalmente primo fra tutti bisognerebbe spazzar via il Cavaliere ed aprire nuovi scenari per intraprendere un cammino nuovo con gente nuova al potere.
    Questo paese non ha più bisogno di recriminazioni, ma necessita invece di politiche nuove e di governanti che lo sappiano tirar fuori da questa crisi politica, economica e sociale.


  10. #70
    laico progressista
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    Certamente Popper, è solo un puro divertimento prefigurare scenari futuri, ma potremmo continuare a farlo: in fondo non è un giochetto del tutto inutile.
    Resta l'obiettivo di fondo, che cominciamo a condividere in tanti (almeno su questo forum): il ritorno al sistema proporzionale. Chi lo vuole con sbarramento e premio, chi solo con l'uno, chi con l'altro. L'importante è che si affermi l'idea di cambiare questo scenario bipolare e maggioritario.
    Credo che il tema però resterà sottotraccia finché non si verificherà un evento fondamentale: l'uscita di scena di Berlusconi.
    E' Berlusconi a sostanziare quest'Italia bipolare, spaccata in due tra gli amici e i nemici. E' il leader Berlusconi a tenere compatti nazionalisti e secessionisti, democratici e post-fascisti, liberisti e destra sociale, laici liberali e post-democristiani. Ed è il pericolo Berlusconi a cementare un'opposizione di moderati e comunisti, di socialdemocratici e "cattolaici", giustizialisti e garantisti.

    Se vogliamo arrivare ad un nuovo assetto parlamentare, la prima tappa è creare le condizioni perché il Cavaliere si rititiri dalla politica attiva. In quest'ottica, compito del centrosinistra è vincere tutte le prossime tornate elettorali, compito del centrodestra (ma non solo), è quello di scompaginare le alleanze, di costruire un terzo polo alternativo.

 

 
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