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Discussione: Il dopo Berlusconi

  1. #121
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Galleria



    Sono andato a vedermi la galleria fotografica.

    In effetti il Premier mi sembra un pò patito e malinconico, nonostante la voglia di risultare affabile ed ospitale.

    I commenti della stampa britannica sono stati taglienti
    http://news.scotsman.com/topics.cfm?...5&id=956362004
    ma sembra che l'ipotesi dell'intervento tricologico abbia attenuato i toni negativi
    http://straitstimes.asia1.com.sg/wor...68365,00.html?
    http://news.scotsman.com/topics.cfm?...5&id=973852004


    Il paragone del Premier con un generale romano innamorato di canzoni napoletane e fuochi d'artificio non è stato da meno dell'altro articolo del Daily Mail "A lesson in taste for the Blair".
    http://www.dailymail.co.uk/pages/dms...ery=berlusconi


    Tutto sommato la vicenda mi sembra sfumata.

    http://www.repubblica.it/2003/e/gall...llacert/9.html

  2. #122
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Ritornato In Forma



    http://www.repubblica.it/2004/h/sezi...nu/itaonu.html

    Ecco il Premier ritornato in forma.

    La causa e gli interessi del governo italiano mi sembrano ben impostati a prescindere da ogni eventuale diversità di prospettiva ed opinione.

    A torto o ragione, nel bene e nel male, l'ONU ed il mondo dovranno fare i conti col Premier (e l'Italia): non ho alcun dubbio al riguardo.

    Le occasioni goliardiche le conservi per i più intimi ed amici (perfino i rivali più franchi e leali perlomeno capaci in cucina) nella più rigorosa privacy.

    Purtroppo il Premier merita il mondo come il mondo merita il Cavaliere.

  3. #123
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Dini Si Sbaglia



    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=37159

    Credo che Dini si sbagli (non perché non abbia buone ragioni). Anche se i democratici vincessero le elezioni negli USA la forza reale ed economica che governa è sempre la stessa: lobbies, multinazionali e fondazioni sono il nuovo potere in America a prescindere dal cavallo politico.

    La novità è che queste stesse forze (accumunate dalla visione del libero mercato esteso al governo politico) non agiscono più in sintonia e dipendenza dal vero conservatorismo repubblicano.

    Al Premier tale dettaglio non risulta gran differenza...

    L'ONU ha i suoi sacrosanti principi di giustizia e diritto internazionale, ma al tempo stesso è fortemente influenzata da "certi" paesi che della democrazia sono interessati a prendere solo i privilegi facili e comodi.

    Nel solco di tale debolezza e contraddizione s'inserirà il Cavaliere, le cui idee appariranno interessanti per le varie parti in conflitto...

    Certi eventi imminenti (occhio al 6) faranno la loro parte...

    E l'America approverà, influirà e proteggerà... il Cavaliere... e l'Italia sarà arbitro e pesante, duplice europa, uno ma diviso l'Occidente...

    E sarà patto e poi quiete (42 mesi) e poi nuovamente tempesta...

  4. #124
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    La svolta di Gheddafi

    Successo per il governo italiano, frutto della determinazione Usa

    In queste tragiche ore in cui il mondo civile e democratico si stringe solidale accanto ad Israele, dobbiamo riconoscere come un innegabile ed importante successo quello conseguito dal governo italiano nei nuovi rapporti con la Libia. Ne siamo molto soddisfatti e riteniamo corretto renderne merito al presidente del Consiglio. E' stato posto fine ad un contenzioso che negli anni passati ha tenuto spesso sul filo della tensione i rapporti fra due Paesi molto vicini e con legami storici profondi.

    Quanto è avvenuto è sicuramente frutto delle buone capacità diplomatiche e della lungimiranza nel campo della politica internazionale dimostrate altre volte dal premier Berlusconi, ma crediamo che senza un intervento americano in Iraq, difficilmente Gheddafi avrebbe rotto le acque per spingersi fino ad un allineamento con l'Occidente.

    E' stato il radicalizzarsi dello scontro con il fondamentalismo islamico alla base delle scelte del leader libico, il quale di fronte a quanto è avvenuto in questi anni, ha compreso che non sarebbe potuto restare a lungo nella terra del mezzo, così come, a suo tempo, abbiamo ragione di pensare lo comprese Saddam. Ma Gheddafi ha fatto la scelta opposta al dittatore di Baghdad e adesso vediamo i frutti positivi di questo suo posizionamento.

    Ci dispiace dunque di non poter concordare con l'analisi del senatore Andreotti, quella che leggiamo in una sua intervista a "Repubblica". Andreotti è uomo di troppa raffinata intelligenza politica per non sospettare che Gheddafi, nel 1978, quando accusava il fondamentalismo islamico di essere la vera minaccia, non volesse distogliere l'attenzione dal fatto che lo fosse invece proprio la Libia. Allora, rapporti politici fra l'Italia e la Libia ci parevano prematuri e pericolosi, soprattutto considerando la gravità di episodi come Lockerbie. Oggi che è stata incrinata la cittadella delle dittature nazionaliste del mondo arabo, Gheddafi fa sapere che non vuole finire assorbito dalle pretese fondamentaliste, ed è giusto che gli si porga la mano e lo si inviti ad un percorso di apertura verso istanze liberali. Se anche Saddam avesse fatto a tempo debito, e con chiarezza, lo stesso percorso, siamo certi che ci si sarebbe risparmiata la guerra all'Iraq.

    Roma, 8 ottobre 2004

  5. #125
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    Predefinito tratto da IL TEMPO 13 ottobre 2004

    È STATA una giornata di guerra e pace dentro la maggioranza.

    Una giornata cominciata con la Cdl che faceva un primo passo falso per la mancanza di numero legale sulle riforme. E poi lo scontro tra An e Lega sui poteri del presidente della Repubblica e, dunque, anche sulla grazia a Adriano Sofri. Quindi alla zuffa si è aggiunta anche l’Udc che ha cominciato a minacciare anche il premierato. Poi in serata il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi con Berlusconi, Fini, La Russa, Nania, Calderoli, Nucara e Chiara Moroni. È proprio quest’ultima la prima ad uscire e a dichiarare che «Il clima nella maggioranza è di grande intesa per portare in porto la riforma come previsto dagli accordi e come previsto nella volontà di tutti i partiti della Cdl». Ormai, a notte fonda, lo stesso Silvio Berlusconi a dire che «entro giovedì sera possiamo avere, speriamo, l’ultimo voto sulle riforme. È stata una riunione molto positiva e molto costruttiva».
    Che cosa si sono detti i leader? «All’80% abbiamo parlato di riforme», dice uno dei partecipanti. E su questo terreno i problemi erano soprattutto due: il primo riguardava il voto degli italiani all’estero. Nel testo in discussione alla Camera i deputati eletti all’estero non partecipano ai voti di fiducia e sfiducia e quello sulla Finanziaria. «Non è possibile», ha obiettato subito Fini. «Vedi Gianfranco - gli ha risposto Calderoli - all’estero la situazione non è chiara, ci sono strane liste ed è meglio non rischiare che i deputati eletti all’estero divengano determinanti su leggi così importanti». «Non è una cosa accettabile costituzionalmente», ha insistito il vicepremier. Poi è toccato a Berlusconi mediare: il Cavaliere ha dato ragione soprattutto a Fini e l’intesa prevede una legge elettorale per il voto all’estero con maglie più strette. Il secondo punto di contrasto (sempre Fini contro Calderoli) è sulla minoranza tedesca di Bolzano. Nel testo attuale ai sudtirolesi vengono in parte chiusi degli spazi, si rivedrà questo punto.
    Il vicepremier ha poi assicurato che quello di ieri, il voto che per effetto del no di An ha cassato l’articolo 24 della riforma, è stato solo un «incidente casuale» e che nel dibattito si andrà avanti senza problemi. La parte bocciata verrà recuperata con un emendamento o con un ordine del giorno ma non verrà toccata la controfirma sulla grazia da parte del ministro proponente.
    Ritrovata la sintonia sulle Riforme, Berlusconi è passato a uno degli argomenti a lui più cari: i sondaggi. «Siamo in vantaggio ovunque - ha detto il Cavaliere -, tutti i partiti della Casa delle libertà crescono. Abbiamo solo due problemi e sono la Calabria e la Liguria. Per la prima ho una soluzione». «Anche io», lo ha interrotto Fini. «Va bene, ne parleremo assieme - ha assicurato Berlusconi -. Per la Liguria dobbiamo vedere ma penso che Biasiotti si dovrà fare da parte».
    Spinto dall’entusiasmo della ritrovata unità, il premier ha annunciato: «Bene, adesso possiamo cominciare a parlare dei ritocchi del governo». Berlusconi ha dato per certo il superamento delle difficoltà per Buttiglione e la sua sostituzione con Baccini e poi, ha spiegato, «vedremo anche di fare un po’ di ritocchini, qualche sottosegretario...».
    F. D. O.

  6. #126
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    Predefinito LA VITTORIA DELL’EUROPA LAICA

    È un sentimento di duplice forma quello che la notizia del voto di sfiducia al Commissario europeo Bottiglione ha creato nel mio animo. Infatti se da una parte non posso restare indifferente al grave danno di immagine e di rappresentatività che questo evento causa al nostro paese, dall’altra non posso che essere lieta di vedere come un’istituzione come quella europea tiene in grande considerazione i valor laici che in Italia vengono puntualmente osteggiati e perseguitati; e che, di certo, l’on. Bottiglione non rappresenta e che, anzi, come non ha mancato di sottolineare nel suo discorso di presentazione, intendere combattere con fondamentalistica inquisizione.
    Diciamoci la verità, se cerchiamo di guardare oltre il nostro piccolo interesse personale, intendendolo come quello del nostro Governo, non possiamo che essere sollevati dal fatto di trovare una comunità europea così attenta ai diritti che la classe politica cattolica e clericale proprio non riesce a voler tutelare. Difatti questa sconfitta politica dell’on. Bottiglione, dell’ UDC, del Governo e delle lobby cattoliche, non può che rafforzare in noi la certezza che l’Unione Europea è intenzionata ad andare avanti nella tutela dei diritti delle coppie di fatto, delle unioni omosessuali e della ricerca scientifica tout court.
    Cose queste che ci consentono di sperare di poter tornare protagonisti nella politica italiana così come in quella europea, consapevoli che la nostra matrice laica e liberaldemocratica ha un futuro certo in Europa e una sponda importante in tutti quei partiti liberali delle democrazie continentali, che sono riuscite, ben prima di noi, a scrollarsi di dosso il cieco clericalismo di fondo.
    Questo certamente non potrà però accadere se il PRI rimarrà ancora incatenato a questa maggioranza che incarna tutto di quanto più negativo c’è nella tradizione della politica cattolica conservatrice. Ancora una volta, mi trovo quindi ad esortare l’uscita del Partito Repubblicano da questa alleanza contro natura ed ad auspicare la creazione di una casa laica liberaldemocratica, alleata con il centro sinistra, per consentire a questo paese di uscire dal pantano in cui il berlusconismo ci ha condotti.
    Questa resta l’ultima possibilità per immaginare un panorama politico, in un’era post Berlusconi, dove tra i partiti moderati torni a trovare spazio lo storico partito dell’Edera con le sue tradizioni e i suoi obiettivi di progresso sociale di forte impronta laica.


    Iole Graniti
    Consigliere Nazionale PRI
    “Riscossa”

  7. #127
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    Predefinito qualcuno spieghi alla graniti

    che barroso ha promosso buttiglione in conflitto con l'euro parlamento e qualcun altro spieghi a me perchè Prodi poteva fare il presidente della commissione e Buttiglione, che è cresciuto nello stesso partito di Prodi, nemmeno il commissario.

  8. #128
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    Predefinito Re: qualcuno spieghi alla graniti

    Originally posted by calvin
    che barroso ha promosso buttiglione in conflitto con l'euro parlamento e qualcun altro spieghi a me perchè Prodi poteva fare il presidente della commissione e Buttiglione, che è cresciuto nello stesso partito di Prodi, nemmeno il commissario.
    qualcuno invece spieghi a me perchè viste le tante "cose" che vengono pubblicate nella Voce i nostri articoli vengono boicottati...

    io sto per preparare una formale protesta per ostruzionismo e censura... e non sto scherzando.

  9. #129
    Garibaldi
    Ospite

    Predefinito Re: qualcuno spieghi alla graniti

    ...

  10. #130
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    Predefinito Re: Re: qualcuno spieghi alla graniti

    Originally posted by Garibaldi
    la vecchiaia viene con tutti i difetti, specie per chi ne aveva gia' molti da giovane, ma sarebbe meglio "ringiovanire", non solo la politica, ma anche chi occupa le stanze dei bottoni...
    bene, puoi dire a giorgio e francesco che sono pronto a subentrare...

 

 
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