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Risultati da 271 a 280 di 433

Discussione: Il dopo Berlusconi

  1. #271
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Conti pubblici/La Malfa: rispetteremo i limiti del 3%

    "L'Italia dara' quanto e' necessario per stare dentro i limiti fissati dal Trattato Maastricht". Chi parla, e' il ministro delle Politiche Comunitarie, Giorgio La Malfa, il quale precisa tuttavia che nei suoi incontri alla Commissione europea nessuno gli ha mai chiesto nulla sulla situazione dei conti pubblici. "Ma se qualcuno me lo avesse chiesto io avrei risposto cosi'". Sollecitato dalle domande dei giornalisti in particolare sul passato, il ministro ha assicurato che "questo governo non ha mai deciso che intenzionalmente si puntasse a superare il 3%, ma ha sempre cercato di mantenere rigidamente le finanze pubbliche entro questo parametro. Che, poi, possa emergere a posteriori un superamento del limite, cio' avviene per le condizioni economiche".

    Bruxelles, 26 maggio 205 (AGI)
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/GIOCHIPROIBITI.mid[/mid]

  2. #272
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    Predefinito Dopo Berlusconi, di Davide Giacalone

    Dopo Berlusconi

    Le truppe si muovono e si posizionano per il dopo-Berlusconi, ecco quello che sta succedendo. Ed il dopo-Berlusconi comincerà presto, fra un anno. Non è un’opinione che ho maturato dopo la sconfitta del centro destra alle elezioni amministrative, anzi, lo scrivo da molto tempo prima. E neanche penso che il dopo-Berlusconi cominci con la sconfitta di Berlusconi stesso, anzi, sono convinto che prescinda dall’esito delle prossime elezioni politiche. La faccenda è questa, riassunta in tre punti: a. il bipolarismo all’italiana ruota attorno ad un solo perno, che si chiama Silvio Berlusconi, capace di reggere il centro destra e di fare da collante del centro sinistra; b. dopo le postime elezioni politiche, chiunque le vinca, non ce ne saranno ancora che lo vedranno candidato alla guida del governo; c. la fine del suo ciclo elettorale, quindi, porta con sé la fine dell’equilibrio (squilibrato) instauratosi dopo l’abbattimento violento delle forze politiche capaci di raccogliere il consenso della maggioranza degli elettori.
    Questo è quel che vedo, sebbene non comporti un esito già determinato. Anzi, è proprio per tale motivo che le truppe si muovono.
    Si è mosso il centro del centro destra, con le sortite di Follini. Un gran rumore che, almeno apparentemente, non ha prodotto assolutamente nulla: l’Udc resta e resterà nel centro destra. Si è mosso il centro del centro sinistra, prima con le puntate di Rutelli su temi specifici, poi con la rottura sul tema della lista unica. Anche qui: la Margherita è e resterà nel centro sinistra. Questi movimenti non aprono la via ad una alternativa elettorale immediata, ma segnalano la disponibilità al giuoco successivo, quando Berlusconi non occuperà più il futuro elettorale e di Prodi si potrà dire quel che già tutti sanno, ovvero che a sinistra nessuno lo vuole.
    Le astruserie, gli astrattismi, le battaglie campali senza apparente contenuto, sono il frutto di questa battaglia già in corso da tempo, ma che potrà essere combattuta apertamente solo dopo le prossime elezioni politiche. E qui, proprio qui, sta tutta la sua inconsistenza. Già, perché da una parte si dice e si ripete che il Paese ha bisogno di una scossa forte, di misure impegnative che ne rilancino lo sviluppo, ma, dall’altra, si rimanda tutto al dopo. I movimenti delle truppe sono la dimostrazione di quanto si sia consapevoli che il sistema, così com’è, non regge, ma, purtroppo, sono anche la dimostrazione che nessuno ha il coraggio di fare l’unica cosa utile: mettere a frutto l’anno che rimane per cambiare la legge elettorale.

    Davide Giacalone
    www.davidegiacalone.it

    ............................................
    tratto da YAHOO Groups "I Repubblicani"
    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/4000

  3. #273
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    Predefinito beh Giacalone ha ragione

    nel dire che sarebbe opportuno mettere a frutto l'anno cambiando la legge elettorale. per la verità Berlusca ne aveva parlato a Prodi, questo gli ha detto manco morto, ed il nostro si è inventato il partito unico, che non si farà, come è ovvio. Il fatto che i partiti unici languano a sinistra come a destra, aiuterà un ritorno proporzionalista forse. Comunque il ciclo berlusconiano non è ancora finito. Per lo meno occorre una sconfitta elettorale e poi superare i traumi di questa sconfitta. l'udc secondo me ha anticipato un po' troppo i tempi, mentre Rutelli li ha azzeccati. Se ne parla nella prossima legislatura. Del resto nel '94 mi riportarono il giudizio di Giacalone su Berlusconi: "sarà protagonista per vent'anni della politica italiana" Affermazione, se vera, che mi parve corretta. Siamo nel 2005, se Berlusca esce di scena ora, Giac avrebbe sbagliato di un decennio. Un po' troppo per uno come lui!

  4. #274
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    Predefinito tratto da IL GAZZETTINO ONline 11 giugno 2005

    Il parlamentare della Cdl: terremoto salutare per tutta la politica. No secco dal presidente della Margherita: «Sono nel centrosinistra»
    «Pronto il grande centro se Berlusconi lascia»

    Tabacci, esponente dell'Udc: «Può nascere un soggetto guidato da Casini-Rutelli». Dall'Unione raffica di proteste

    ROMA - Ci voleva Bruno Tabacci, con il suo strano miscuglio di pragmatismo e fantasia, per dare corpo allo spettro che si aggira da mesi sulla scena politica italiana: se Berlusconi facesse un passo indietro, potrebbe nascere «un centro alternativo alla sinistra» che avrebbe come leader, tra gli altri, Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli. La levata di scudi è immediata e durissima, specialmente a sinistra. Il presidente della Margherita ha già abbastanza guai con gli alleati e taglia subito corto: «Sono e resto nel centrosinistra». Intanto l'idea è sul tappeto. «Bene o male - diceva Talleyrand - purché se ne parli».Tabacci dà il la con una intervista, poi ci ritorna sopra a metà giornata, quando le sue considerazioni hanno già scatenato un pandemonio. «Se il presidente Berlusconi - argomenta il parlamentare dell'Udc - avesse il coraggio di fare un passo indietro, a quel punto credo che tutto lo scenario politico italiano subirebbe una scossa tellurica, una parte del centrosinistra tornerebbe a ragionare sulle regole del gioco e potrebbe partire un processo politico significativo: la nascita di un centro alternativo alla sinistra. Penso a leader come Casini, Rutelli, Follini, a personaggi come Pisanu, Scajola, Urso, La Malfa, Marini... Con Berlusconi, che avendo fatto un passo indietro, potrebbe avere un ruolo di regia. La mia realistica utopia - conclude - è: l'Italia ha bisogno di grande centro alternativo alla sinistra». Quando è già bufera, mentre Rutelli smentisce qualsiasi velleità centrista, il presidente della commissione Attività produttive della Camera specifica che «i nomi contano poco» e aggiunge: «Credo che in uno schieramento bipolare ci sia spazio per una sinistra che fa riferimento in Europa alla tradizione socialista, e per un centro che fa invece riferimento ad una tradizione popolare. Così è il bipolarismo europeo, così può essere in Italia».

    Argomentazioni accolte tra le file dell'Unione con una salva di proteste. La prima e più importante è quella del diretto interessato. «Sono per il centrosinistra - dice Rutelli - per renderlo più forte ed equilibrato. E sono impegnato nel e con il centrosinistra perché si concluda definitivamente la pagina politico-governativa di Berlusconi». Nell'area del listone suona l'allarme, peraltro d'intensità commisurata al rischio reale (molto basso) di veder presto realizzato lo scenario Tabacci. «Mi auguro - dice il coordinatore della segreteria Ds, Vannino Chiti - che anche dopo Berlusconi prevalgano nella Cdl forze che puntino al rafforzamento del sistema bipolare e sono convinto che la Margherita per le sue posizioni culturali e politiche, per come è nata, sia stabilmente nel centrosinistra non perché c'è Berlusconi e questa legge elettorale, ma perché è una forza di centrosinistra». Per il socialista Roberto Villetti, Tabacci non ha le idee chiare sulle scelte strategiche di Rutelli. Secondo Rosy Bindi, confonde i suoi sogni con la realtà. A difendere (cautamente) il suo parlamentare interviene il segretario dell'Udc Follini: «Non mi pare - osserva - che sia all'ordine del giorno un partito Casini-Rutelli. Credo che i centristi abbiano piena voce in capitolo anche dentro la democrazia dell'alternanza. Trovo però insopportabile questo clima di sospetto dove ogni qualvolta uno di noi centristi dice qualcosa c'è sempre qualche guardalinee zelante che fischia il fuorigioco».

    Andrea Bianchi

  5. #275
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    Predefinito

    1978

    Muore il Papa

    La Juve vince lo scudetto

    La Fiorentina si salva all'ultima giornata

    Il Liverpool vince ai rigori la coppa campioni grazie a un portiere pazzo

    L'Inter vince la Coppa Italia

    1979

    IL PROPRIETARIO DEL MILAN VIENE ARRESTATO

  6. #276
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    Predefinito mettono in galera Galliani?

    o poveretto!

  7. #277
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    Predefinito NO, lui è ancora a piede libero

    ieri sera è stato commovente nell'ingresso a San Siro per premiare l'Inter......

    Solo qualche fischio in più di quelli rivolti a Berlusconi all'assemblea di Confartigianato del mattino.

    Questi comunisti che si infiltrano nelle associazioni bianche.

    Tex Willer

  8. #278
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    Predefinito acqua passata ... non macina piu' ...

    .... acqua passata ... non macina piu' ....

  9. #279
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    Predefinito che svista!

    Il proprietario viene arrestato, mi era parso il presidente!

  10. #280
    Golia
    Ospite

    Predefinito

    Mentre Prodi fa le solite chiacchiere, continuando a non fare nessuna proposta concreta, il Governo Berlusconi, con il Ddl competitività darà nuovo respiro alla nostra economia, alleggerendo il fisco e incentivando la produttività con interventi mirati per il Mezzogiorno.

    Prodi sa bene che i governi ulivisti, compreso il suo, non hanno fatto nulla, tranne aumentare gli sprechi. Quindi non è credibile e non ha titoli per puntare l'indice. Se governasse l'Ulivo, in questo periodo di difficile congiuntura internazionale, l'Italia sarebbe alla bancarotta.

    La delicata situazione dell'economia mondiale, l'euro dello stesso Prodi, le nuove frontiere orientali e l'allargamento del mercato stanno mettendo a dura prova il nostro tessuto produttivo. Il momento non è semplice, ma le responsabilità hanno radici lontane. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare, non dimenticando che il governo Berlusconi ha aumentato l'occupazione, prima fonte di ricchezza, a livelli mai raggiunti in passato. Anche per rilanciare il made in Italy l'esecutivo sta facendo e farà tutto il possibile. Quello di cui non si avverte veramente il bisogno sono le parole vuote e scontate di Prodi, che non servono certamente a risolvere i problemi della nostra economia.

 

 
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