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Discussione: Il dopo Berlusconi

  1. #81
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    Inviterei Pergola a guardarsi un po' in giro, a sentire cosa dice la gente e si accorgerebbe come essa è incazzata per l'aumento indiscriminato dei prezzi, i servizi pubblici peggiorati, i tagli alle pensioni, l'Istat che si ostina a dire che l'inflazione è 2,6%, mentre è almeno tre volte tanto e via andare....
    Il Cavaliere sta perdendo consensi e se n'è accorto! e se perderà le prossime elezioni, perchè non ha rispettato il patto stipulato con gli italiani, se ne dovrà andare per essere coerente.
    Questo è lo scenario futuro più credibile, poi, si sa, il futuro è sulle ginocchia di Giove...

  2. #82
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    Caro Pergola,
    non mi scalderei così. Anzitutto, se vuoi parlare di economia mondiale usciamo dal seminato, perché stiamo discutendo di scenari di politica interna e, se vogliamo, di regole democratiche.
    Quanto ai presunti successi del governo hai toccato proprio il tasto sbagliato, perché la produzione industriale è stagnante oramai da tempo, e la cosa è lamentata dai dati ISTAT, dall'insofferenza di Bankitalia e della stessa Confindustria (e Fazio e D'amato erano supporters sfegatati del centrodestra...).
    Non che, tra i tanti danni, non si possa riconoscere qualche merito all'esecutivo, ma non sono certo quelli da te evidenziati. Tanto più che se l'occupazione è aumentata, essa è sempre più volatile e precaria, e non so se sia un vero pregio. Diciamo piuttosto che su questo fronte i dati di raffronto rispetto al passato sono molto relativi. Dire che un giovane oggi ha trovato un lavoro precario e senza contributi è una vittoria di Pirro, e questo è chiaro a tutti.

    Ma tornando a noi, quando dico che Berlusconi, se perde se ne va, credo di non sbagliare. Berlusconi è in politica per tutelare i propri interessi. Nel momento in cui questo non sarà più possibile, si ritirerà a vita privata. Per questo dovremmo favorire questa ipotesi.
    Per il bene del Paese, io sarei anche disposto a condonargli i processi, purché si tolga di mezzo e lasci ossigenare la democrazia.

  3. #83
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    Predefinito Re: Sono d'accordo ......

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it
    SE consideri che l'Europa ci guarda di brutto devi anche considerare che anche Prodi non è visto di buon occhio da questa Europa fredda e insensibile.
    L'astuta teoria pergoliana: Prodi=Berlusconi, sono tutti uguali questi politicanti, è tutto un grande magna-magna, signora mia.

    Hey, Pergola, dov'è che l'hai letto, che l'Europa non vede di buon occhio il Presidente UE, guarda che l'hanno scritto su Liberation che è Prodi è Unfit to lead Europe, mica sull'Economist o sul Financial Times.

    Guarda che ora sta cominciando la vaccinazione contro la malattia antiprodista, approfittane anche tu.


    Il testimonial per il comitato norvegese del no all'Europa: "Comprereste un'auto usata da quest'uomo?"

  4. #84
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    Predefinito su prodi

    altro che liberation! La leggi poco la stampa estera e Brunik? Io in un anno ho collezionato una cinquantina di pezzi di tutti i giornali contro il nostro. Per ultima liberation per primo il ft. Ma non mi scomporrei più di tanto. Non si gradisce a priori un presidente di commissione italiano, innanzitutto e poi non si gradisce Prodi. Certo che la sua intervista a Le Monde in cui dichiara stupido il patto di stabilità è stato un capolavoro. Ora c'è Mer che dice a Solbes che la Francia non intende rispettare un patto stupido!

  5. #85
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    Predefinito



    In 4 anni di Presidenza UE ha avuto un paio di critiche, e tu me lo paragoni a Berlusconi?

    Ma leggi qua, è il Berlusca, mica certo Prodi, viene sbandierato come la prova provata che l'Europa è una brutta cosa.

    http://www.neitileu.no/bin/show?page=cat&cat=28&num=20

    Non penso che termini come bufoon e pinocchio siano mai stati usati per Prodi, e sono cose che non fanno certo bene al nostro prestigio nel mondo.






  6. #86
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    Predefinito Kapò

    L'economist paragona un Kapò ad un comandante di campo di concentramento?
    E le monde? e ..e.......e........e
    e la foto ritoccata?................
    Non difendo Berlusconi neanche se viene attaccato ingiustamente, ma il livore di brunik non vorrei che cadesse ad infettare qualcuno.

  7. #87
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    Predefinito Economia stagnante....

    da tempo, appunto da tempo.
    La occupazione che evapora è il miglior eufemismo che ho sentito in questi ultimi anni, quando la disoccupazione diminuisce.
    ISTAT = avreste dovuto leggere la discussione che facemmo su Istat e Eurispes e le diverse fonti scientifiche di interpretazione.
    L'aumento dei prezzi l'avevamo già previsto ben prima della introduzione dell'Euro in una forsennata discussione con Erasmus che addirittura mi accusava che non ero europeista perchè sostenevo che un cambiamento di moneta in Italia avrebbe portato ad un aumento indiscriminato dei prezzi dato il levantinismo dei nostri connazionali, anzi accusavo i governi da Prodi in poi, quindi compreso anche quello che sarebbe succeduto ad Amato e cioè il governo Berlusconi che non avevano previsto un qualcosa per fermare l'aumento indiscriminato che si sarebbe verificato.
    Supportavo ciò dall'esperienza del '73 dove con la confusione della crisi petrolifera ci fu un innalzamento ingiustificato dei prezzi al consumo e l'aumento (peraltro già in atto ) dell'inflazione.Se nuvolarossa ritrovasse quella discussione sarebbe educativa per certi tycoon dell'ultima ora.
    Purtroppo questo governo non ha avuto il coraggio di prendere decisioni drastiche sull' aumento indiscriminato dei prezzi, soggiacendo alle organizzazioni dei commercianti, confcommercio e confesercenti.
    Non credo che Fazio sia stato mai entusiasta del governo è una tua opinione, D'Amato forse.
    Per Popper, io faccio la spesa e mi rendo conto forse più di te di come sono lievitati i prezzi, e detto per inciso se va via Berlusconi forse credi che i prezzi diminuiranno? E se ci sarà un 'altro governo farà diminuire i prezzi?
    Bisognerebbe cambiare la testa dei commercianti invece, forse non conoscete bene i commercianti.
    Caro Popper spiegami i servizi pubblici peggiorati, non l'ho capito forse sono duro di comprendonio.
    Ed ancora spiegami i tagli alle pensioni.
    Forse credi che non capisca che il cavaliere stia perdendo consensi, se tu credi che non capisca questo forse non sarebbe neanche il caso di discutere con me visto che mi ritieni un sostenitore a spada tratta del cavaliere, forse nei miei numerosi interventi non mi sono spiegato, non dico che non hai capito, non mi sono spiegato.
    Dire che un parlamento eletto democraticamente debba essere azzerato perchè così il Cavaliere si allontanerà e darà ossigeno alla politica sono frasi che ho sentito solo da Mussolini e Hitler. Quando avverrà che la maggioranza prenderà provvedimenti che andranno contro alla democrazia nel nostro piccolo ci faremo sentire.
    Dire che il cavaliere divide l'Italia quando invece in Italia c'è un bipolarismo e quindi è già divisa, è una sciocchezza, politica beninteso.
    Forse se ci fosse un'altro come leader del cd vi aggraderebbe di più? anche per me sarebbe facile vincere a Poker se potessi scegliere gli avversari ( polli da spennare )
    Per ora i polli spennati stanno nel cs visto che hanno perduto le elezioni, la prossima volta potrebbero stare nel cd se il cd perderà.
    E' la democrazia bellezza!!!!!

  8. #88
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    Predefinito Re: Kapò

    Originally posted by pergola2000@yahoo.it

    Non difendo Berlusconi neanche se viene attaccato ingiustamente, ma il livore di brunik non vorrei che cadesse ad infettare qualcuno.
    8

    Guarda che invece lo abbiamo capito tutti che è il tuo timore principale, che qualcuno si infetti, è inutile che fai finta di nasconderti, ora.

    "Non difendo Berlusconi", buona questa, e allora il tuo livore antiprodiano da dove viene, se non dal timore che il Professore lo inchiappetti un'altra volta il tuo Silvio? Basta rileggersi i tuoi posts dei bei tempi della Telekom, per capire che tipo sei, uno che pendeva dalle fantasmagoriche labbra del conte Igor Marini, abbiamo detto tutto.

    Mai conosciuto uno più ipocrita di te.

  9. #89
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    Predefinito Ancora non hai capito

    o mi sono spiegato male.
    Non me ne frega niente di Berlusconi ne tanto meno di Prodi sei tu che vedi antiprodiani dappertutto, è la stessa sindrome che ha Berlusconi, fatevi curare dallo stesso dottore così raggiungerete la guarigione più velocemente.
    Non ho mai citato Marini, sono tue illazioni, le battute erano sul satyricon, cosa ben diversa dalle discussioni, se identifichi delle battute come prese di posizioni politiche è difficile la tua guarigione.
    Chi sta ai vertici deve sempre stare attento ad essere preso in giro, la presa in giro non è solo rivolta ad una parte sarebbe troppo bello, l'assunto secondo i comici di Mediaset che nel centrosinistra sono tutti puri e duri mentre nel cd c'è il marasma è una concezione di servilismo politico.
    Gli italiani non sono nuovi a queste situazioni, basta vedere cosa facevano durante il fascismo, ridevano con Macario, Totò, Angelo Musco ( metto la bandiera dove tira 'u viento ) o con i giornalisti asserviti al Regime a Ginevra durante la votazione per le sanzioni all'Italia ( 1936 ).
    Hai uno strano concetto della democrazia, la mentalità come la tua prepara dei regimi dittatoriali.
    Studia e poi riferiscici.

  10. #90
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    Predefinito tratto da ALTO ADIGE 31 novembre 2003

    LA SVOLTA DI FINI MA CHI RISCHIA
    È BERLUSCONI

    di Giorgio Lago

    Gianfranco Fini è laureato in pedagogia, il mestiere di educare, e una quindicina d'anni fa fu eletto per la prima volta deputato europeo proprio a Nordest. Ha 51 anni, dunque non ha conosciuto il fascismo. Anche per questa ragione Giorgio Almirante, detto dall'estrema sinistra "il fucilatore", lo scelse come suo successore alla guida del Movimento sociale italiano, perchè nessuno avrebbe potuto rimproverargli un personale passa- SEGUE A PAGINA 20 to fascista. Ma era un giochetto anagrafico. Fini era fascista senza fascismo. E il Msi, oltre che dichiararsi esplicitamente neo-fascista all'atto di nascita, si autodefinì post-fascista il giorno in cui si trasformò in Alleanza Nazionale. E' sempre stato il fascismo la pietra di paragone sia del Msi sia di Fini.
    Nel 1947 il primo programma del Msi, fondato da reduci della Repubblica di Salò, è non per nulla di far cessare la persecuzione degli ex-fascisti. Ancora nel 1990, all'ultimo congresso del Msi prima della trasformazione in AN, Fini spara sul capitalismo, sui valori occidentali, sull'americanismo degli stili di vita, e vede un futuro per l'idea fascista. La sua Relazione congressuale è in archivio; per chi non ci credesse basta andarla a rileggere.
    Il Msi cambia nel 1993 a Fiuggi, da dove comincia a sbiadire la natura di partito nostalgico. Se restasse così comè, Fini dovrebbe fare fronte al berlusconismo pigliatutto dell'area moderata con il suo vecchio partito di estrema destra della prima repubblica. Sarebbe l'eutanasia politica del Msi, e Fini cambia il messaggio. Non siamo più prigionieri del passato; ci siamo anche noi.
    Con AN cambia il nome, non tutto. Fini riabilita il capitalismo, lancia giovani dirigenti, indossa un doppio petto sopra l'altro ma non è che esca per sempre dalla storia che lo ha accompagnato fino a 24 ore prima. Fini si tiene la fiamma sul nuovo simbolo anche se per alcuni fascisti dello zoccolo duro ogni cambiamento è già un imborghesimento e dunque rifiutano AN mettendosi in proprio con un'altra fiamma, quella di Pino Rauti.
    In queste ore Fini sostiene di aver pronunciato a Gerusalemme le stesse cose che AN va dicendo da dieci anni a questa parte, cioè da Fiuggi in poi. Gli serve raccontarla così, ma non è vero, e il primo a saperlo non può che essere lui.
    Fini è un politico puro. Pur su opposte barricate, assomiglia a D'Alema. Sono professionisti della politica, nel senso che ne conoscono a fondo i meccanismi, la dialettica, anche i doppi salti mortali di fronte alla realtà che li sconfigge o li spiazza. Hanno la stessa scuola: il partito e il Parlamento.
    Fini non ha fatto uno strappo sulla sua vecchia tela politica: l'ha buttata via. Sull'aereo per Gerusalemme era salito un post-fascista; al ritorno ne è disceso un anti-fascista. Se il viaggio è stato definito storico, lo deve oltretutto all'impatto simbolico. Gerusalemme non è un luogo qualunque: scegliere questa città per scagliare nella pattumiera della storia l'antisemitismo moltiplica per cento la forza del messaggio anti-fascista. Come iscrivere il fascismo al male assoluto. Come disconoscere la paternità politica dei reduci dell'ultimo fascismo di Salò. Come riconoscere alla Resistenza il valore libertario della guerra civile italiana.
    Gerusalemme non è l'automatico seguito di Fiuggi. Se Fiuggi aveva prodotto An, Gerusalemme la rifonda senza mezze misure. Soltanto in terra d'Israele Fini ha dato vita in prima persona a un partito europeo, conservatore, moderato, con tutte le nuove radici nella Costituzione repubblicana. Dicono che Fini l'abbia fatto da gelido tattico della politica. Intanto, chi è senza peccato scagli la prima pietra. E poi la politica si giudica per i programmi che si dà e che realizza: quella di Fini è in ogni caso un'accelerata in avanti, realizzata senza nemmeno dare un'occhiata allo specchietto retrovisore.
    E' più che comprensibile che i neo-fascisti storici o i post-fascisti nostalgici non capiscano questo Fini che aggiorna la Destra di governo. Ma, piaccia o no, il presidente a pieni poteri di AN ha altri obbiettivi e, per provare a raggiungerli, doveva per forza liberarsi dell'eredità meno popolare in Europa. Il fascismo, anche nella sua versione post.
    Due cose a me sembrano scontate.
    La prima. Se rifiutasse il suo stesso inventore, presidente e leader, AN dimostrerebbe di essere stata in questi anni soltanto la fotocopia del vecchio Msi, anzi la stessa creatura politica sotto un velo di vernice di partito. Sarebbe un doppio fallimento, di AN e di Fini.
    La seconda. Alla ricerca del consenso e del ruolo, Fini gioca la partita decisiva fuori casa, non in casa. Ha reciso grevi radici per normalizzare al cento per cento AN, cercando nuovi elettori al centro, tra i moderati, tra i delusi dell'astensione, tra i conservatori, tra chi voterebbe destra ma mai destra nostalgica.
    Se sfondasse fuori, Fini può anche perdere qualcosa in casa. Se perdesse elettori sicuri lasciando indifferenti milioni potenziali di moderati, avrà perso su tutta la linea ma paradossalmente con l'operazione più moderna della sua carriera. Il punto è questo. Il Fini di Gerusalemme vince se porta via voti a Silvio Berlusconi.
    Da oggi si rivolge ufficialmente allo stesso elettorato.

 

 
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