è ormai ufficiale: la Cattolicissima Spagna ha perduto una parte della sua identità tradizionale. Non è il mio uno sfoggio di bigottismo o di puritanesimo. Riguarda invece l'assurdità del principio, per cui in nome della "libertà e della presunta civiltà" si debba annientare una Tradizione millenaria tipica della dottrina cristiana: ricordo che l'istituto del Matrimonio prima di esser riconosciuto da un punto di vista civile è da sempre un Sacramento. Esso sul piano civile e laico sussiste perchè sussistente in ambito religioso. Non ritengo giusto che tale sacramento venga dilaniato, manipolato e deformato ad uso e consumo della politica e delle squallide volontà di una oligarchia che per legittimare i propri vizi, cerca di imporli erga omnes come se fossero la cosa più logica e normaòe che vi possa essere. Sono d'accordo sulle Unioni di fatto, che hanno un puro carattere civile ma non vedo assolutamente necessità di definirli "matrimoni". Credo piuttosto che la motivazione di dover identificare tali unioni come iustae nuptiae, con tutto ciò che ne deriva inclusa l'adozione, oltre ad essere una chiara forzatura, derivi soprattutto dalla ormai solita nauseabonda demagogia della presunta unica "Libertà, fratellanza ed eguaglianza" (di massonica e giacobina impostazione), offertaci e servitaci come dogma, oro colato o forse sarebbe meglio dire come petrolio quotidiano, SIA UNA SOLTANTO: attaccare i valori della Tradizione, ed i valori cristiani. Daltronde è la regola della globalizzazione: o tutti uguali o la morte.
Pretendo immediate repliche, critiche da parte vostra, purchè siano costruttive.
fabri




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