a parte che non parla di copiatura, i più sensibili ai soviet, nel governo fiumano erano altri, e tra questi non vi era il de ambris.In origine postato da Red Shadow
Sulle teste di ferro hai ragione tu ma anche io:
Guido Keller aveva preparata e animata l’impresa fiumana ..... Nel campo di Mirafiori (da lui ribattezzato Miramosche) aveva fondato nel 1915 la «confraternita dei peli al vento» che aveva il compito di cresimare ogni aviatore novizio, tosandogli per intiero i capelli e spargendoli al vento. Fu da questo che d’Annunzio prese lo spunto per battezzare gli aviatori (e poi i legionarii di Fiume) «teste di ferro».
Alceste De Ambris, sindacalista rivoluzionario, deputato socialista dal 1913, interventista, dal 1922 esule in Francia in quanto oppositore del regime fascista, fu capo di gabinetto nel governo del Carnaro a partire dal gennaio del 1920, dopo le dimissioni da quella medesima carica del monarchico Giuriati, i cui sforzi per trovare un accordo con il governo di “Cagoia” Nitti (soprannome affibbiato al capo del governo italiano da D’Annunzio) erano stati vanificati da D’Annunzio, in quel momento sensibile alle pressioni della sinistra fiumana. È proprio De Ambris, ancor più dei proclami ai “popoli oppressi” i cui diritti all’autodeterminazione erano stati conculcati dalle potenze imperialistiche vincitrici del conflitto lanciati dalla Lega di Fiume (una sorta di anti-Società delle Nazioni creata dall’URE) e dallo stesso D’Annunzio (già il 24 ottobre 1919 il Vate aveva dichiarato: “Tutti gli insorti di tutte le stirpi si raccoglieranno sotto il nostro segno. E gli inermi saranno armati. E la forza sarà opposta alla forza”), a imprimere al governo una forte svolta politica in senso rivoluzionario sia sul piano politico-programmatico interno (attività il cui punto più alto sarà costituito dalla Carta del Carnaro approvata nell’estate successiva), sia su quello dell’azione politica diretta ad annodare legami con esponenti delle forze rivoluzionarie italiane, dal sindacalista Giuseppe Giulietti (responsabile della federazione dei lavoratori del mare, che sosterrà le imprese piratesche di Keller e compagni nel dirottamento verso il porto di Fiume di piroscafi carichi di merci) all’anarchico Errico Malatesta, agli esponenti dell’ala massimalista del partito socialista Bombacci e Serrati (favorevole all’impresa il primo, ostile il secondo). Ed è con De Ambris capo di gabinetto che D’Annunzio stesso imprime ai suoi discorsi e alle sue azioni una sempre più marcata coloritura di sinistra che provoca lo sconcerto dei borghesi fiumani e dei suoi stessi sostenitori italiani, che vedono agitarsi su Fiume lo spettro del bolscevismo: dalle dichiarazioni a favore della Repubblica dei Soviet che ha difeso “il diritto dei popoli a disporre di sé stessi […] quando ha vittoriosamente affrontato le bande mercenarie di Koltchak e di Denikine, assoldate dalla finanza internazionale, aizzate dalla ringhiosa e impotente Conferenza di Versailles” e ai conseguenti tentativi – infruttuosi – di incontrare emissari del governo sovietico, ai rapporti intrattenuti con ex esponenti del governo ungherese di Béla Kun.
Siccome De Ambris era molto influenzato dalla Rivoluzione Russa evidentemete sarà circolata la voce che avesse ripreso i principi "soviettisti" in ogni caso Bordiga nell'articolo che ho citato risponde ad un articolo apparso su "La battaglia comunista" del 1921 intitolato "Fiume e il proletariato "in cui si afferma per l'appunto che lo Statuto dello Stato Libero di Fiume" erai spirato alla Rivoluzione Russa.
per questo vorrei sapere dove hai preso questo pezo e chi ne è l'autore.
grazie


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