le opinioni differiscono su cos'è giusto
si può persuadere oppure costringere
buona predicazione oppure occhio alla penna


le opinioni differiscono su cos'è giusto
si può persuadere oppure costringere
buona predicazione oppure occhio alla penna
Ultima modifica di Pompeo; 09-12-09 alle 12:51


Ritengo assai ingenuo credere agli slogan pubblicitari. Una cosa è quel che si dice, un'altra quel che si fa. Altrimenti dobbiamo pure credere che le guerre si fanno per portare la pace o la democrazia.
Puoi pure convicerti che lo Stato sbatta in galera i criminali per fare Giustizia con la G maiuscola: ma io resterò dell'idea che i criminali vengano perseguiti al solo scopo di mantenere lo status quo. Se lo Stato lascia libero un pluriomicida non va solo contro l'ideale della Giustizia, ma contro i propri interessi. Il popolo ha un altissimo indice di soportazione, ma alla lunga arriv l'ultima goccia per un vaso di qualunque dimensione.
Mai detto che lo sia. Personalmente ritengo che il sistema migliore sia la dittatura illuminata, in quanto garantisce la massima dinamicità del governo e di conseguenza la massima capacità di conseguire risultati nel breve termine. Purtroppo non c'è grande disponibilità di dittatori illuminati (col tipo di illuminazione a me congeniale), ergo ripiego su un sistema assai più farraginoso e lento, ma che nel limitare la capacità d'azione del governo limita anche la capacità di sfasciare il sistema con scelte balorde. La democrazia è quindi il classico "meno peggio", non il mio ideale.
Io prendo atto del fatto che il sistema in essere funziona (con i dovuti distinguo) ed esiste, mentre altri sistemi qui caldeggiati non esistono. Se fossero tanto buoni ce ne dovrebbero essere fior di esempi pratici, no? Invece ogni giorno il villaggio di paglia e fango fieramente indipendente viene fagocitato dai vicini più forti. Ed i vicini son sempre e tutti Stati. Che caso eh?
Ripeto, mostrami un sistema compiutamente realizzato che esemplifichi i tuoi sogni ed esprimerò un giudizio nel merito. Ma a quanto mi risulta di esempi pratici di libertarismo (come qui inteso) non ce ne sono. Vedo solo decine di threds contro questa o quella legge, e tanti "eeeehhhh, si stava meglio quando si stava peggio".
Quando a scrivere certe cose sono uomini e donne di un Paese del primo mondo, con ville e superattici, la tavola sempre imbandita, gadget firmati, computer, internet, servizio sanitario garantito e basso rischio di essere vittima di reati violenti: a me vien da ridere. :sofico:


un pò perchè Lottieri scrive meglio di me, un pò perchè risponderti compiutamente è tempo speso così così, mi affido al professore per risponderti:
"Può esistere una “società libertaria”?
La realtà sociale e giuridica è una costruzione umana: quindi essa è frutto dell’intreccio di decisioni individuali. Per questo motivo, individui determinati a costruire una società libertaria potrebbero realizzarla se solo fossero coerenti con le loro premesse e se nessuno ne ostacolasse le iniziative. Ciò che qui è importante rilevare, a premessa di ogni ulteriore considerazione, è che non esiste alcuna presunta legge “macro-sociale” la quale possa impedire la nascita di un ordine integralmente retto dalla libertà individuale. Se ciò non succede è solo per la volontà e l’azione di uomini che consapevolmente negano tale prospettiva. Ciò che è più importante rilevare, però, è che la stessa accusa d’utopismo rivolta ai libertari implica il rigetto di uno dei presupposti fondamentali di tale indirizzo di pensiero: l’individualismo metodologico. Nel momento in cui ci si chiede se e quando l’Italia o gli Stati Uniti potranno diventare una società libertaria si è scelto di restare entro un quadro implicitamente collettivista (e, nello specifico, nazionalista). In effetti, l’obiezione più frequente indirizzata al libertarismo muove proprio dalla constatazione che in nessuna parte del mondo esisterebbe un’intera comunità nazionale retta secondo i principi libertari, che nulla di simile d’altra parte sarebbe mai esistito e che quindi una società di questo genere non esisterà mai. In conclusione, per questi critici del libertarismo esso sarebbe caratterizzato da un netto rigore morale che, però, lo
condannerebbe all’inutilità, dal momento che finirebbe per elaborare ipotesi del tutto astratte e irrealizzabili. Tale contestazione appare priva di fondamento una volta che si sia compreso che la “società” in quanto tale non esiste. Non potrà mai esistere una società compiutamente libertaria, così come non vi sarà mai una società totalmente statizzata. Quando ci si chiede se un singolo paese (l’Italia, gli Stati Uniti o qualunque altro) potrà mai essere veramente liberale, si è già impostata la questione nel peggiore dei modi, cacciandosi da soli nella trappola dell’olismo. Inavvertitamente, le relazioni tra i singoli individui sono già state già “statizzate”, dal momento che si è convinti che i confini dettati dagli ordinamenti giuridici dei singoli Stati e pacificamente riconosciuti dal diritto internazionale non siano semplicemente un fiat del tutto arbitrario, ma separino entità organiche e sussistenti. Come i teorici dell’individualismo metodologico hanno più volte ricordato, il termine “società” è certo utile ad indicare un insieme di persone tra loro in vario modo connesse in virtù di legami ed interazioni, ma bisogna avere ben chiaro che al di là di questa terminologia abbiamo sempre e soltanto individui.
Questi stessi uomini, ovviamente, possono avere relazioni di differente natura: più o meno liberali. L’aspirazione dei libertari è che i rapporti di tipo aggressivo lascino progressivamente spazio a rapporti basati sul rispetto della dignità altrui, sul consenso e sulla giustizia. Una società integralmente libertaria non esiste e non potrà mai esistere, allora, in primo luogo perché non esistono le società. È ragionevole ritenere che ogni consesso umano non potrà mai essere (in nessuna area, anche di limitate dimensioni) compiutamente liberale, per la stessa ragione per cui neppure Pol-Pot riuscì mai a fare della sua Cambogia un universo totalmente socialista, sebbene – nella sua furia ideologica – egli abbia lasciato poco di intentato per raggiungere tale obiettivo.
In virtù della propria natura “individualista”, allora, il libertarismo non solo non pretende di imporsi ovunque e coinvolgere l’intera umanità, ma neppure giudica necessario trionfare sulle ceneri di uno dei molti Stati che popolano la scena internazionale contemporanea. L’obiettivo dei libertari, invece, è costituire ordini sociali “paralleli” che entrino in competizione con le istituzioni attuali, offrendo vie d’uscita ai sudditi-cittadini degli odierni Stati ed indichino in tal modo un’alternativa legittima e desiderabile a quanti vogliono sfuggire all’ordine illiberale della statualità contemporanea.
In questo senso è anche importante rilevare che, dal punto di vista storico, la stessa epoca moderna aveva già visto emergere forme istituzionali concorrenti (assai più liberali di quelle che hanno ottenuto il maggiore successo), le quali sono state spazzate via dal trionfo – quasi totale – della statualità. Il successo dello Stato moderno alla francese, affermatosi a scapito degli ordini pattizi che contraddistinguevano le Province Unite o l’Hansa germanica, non discende affatto da una necessità storica. Altri esiti erano possibili e ancora oggi gli Stati moderni sono ben lontani dal chiudere ogni spazio a realtà politiche ed istituzionali d’altra natura. Ancor più interessante, inoltre, è che il futuro resta del tutto indeterminato, tanto che nessuno può escludere che in qualche area del pianeta possano presto emergere, trovare spazio ed imporsi alternative giuridico-politiche allo Stato, basate sul diritto e sul consenso invece che sugli arbitrii della legislazione e sulla coercizione".
E ora ti lascio alle tue sciocche quanto insensate risate.
Ultima modifica di Cristo; 09-12-09 alle 21:44
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.




non mi pare che azel abbia mai preteso di dimostrare la legittimità razionale di qualche cosa
ha constatato che i criminali vengono perseguiti allo scopo di mantenere lo status quo
è vero ? è falso ? ciascuno dia la sua risposta
le leggi positive vengono meccanicamente applicate a prescindere dalle opinioni dei singoli
Ultima modifica di Pompeo; 09-12-09 alle 23:04




Concordo, è meglio per te affidarti ad altri che scrivono meglio.
Concordo al 100%. Per trattare certe questioni bisogna partire da giusti presupposti. Ed io sono un fermo sostenitore dell'individualismo.
La mia aspirazione è vivere in un mondo in cui gli spacciatori di miti e religioni non vengano a rompermi costantemente i coglioni. Fino a che rimane un'aspirazione può anche fregar nulla a nessuno, gli eventuali problemi sorgono quando la mia "conversione in atti pratici" della mia aspirazione cozza con lo status quo. Idem per i libertari.
Forse il professore dovrebbe chiedersi il motivo di tale trionfo totale. Forse esiste un conflitto di interessi troppo grande fra l'organizzazione statale e le auspicate "società parallele" che potrebbero affiancarlo. Le risorse non sono infinite, ergo tutti i modelli che puntano a sfruttare le stesse risorse (come la ricchezza degli individui) entrano automaticamente in competizione fra loro. Uno dei motivi del trionfo dello Stato è forse la sua intrinseca aggressività nei confronti di "società parallele" che puntino a sottrargli risorse...
Nessuna necessità storica, semplice risoluzione di conflitti in base a rapporti di forza. Dire che altri esiti erano possibili è come dire che la vecchina potrebbe stendere il giovane e forzuto malvivente con un preciso colpo di bastone alle tempia. Possibile si, ma probabile?
Per quanto riguarda il futuro non mi pronuncio, chi vivrà vedrà.
Quando leggo certe fantasiose teorie presentate come Verità Assoluta non riesco a trattenere il riso, mi spiace. :sofico:


Una persona sola potrà sfruttare la sua forza per fare una rapina, ma per imporre un dominio più ampio avrà bisogno di seguaci, quindi l'obiettivo deve essere lo spezzare il legame materiale, culturale e spirituale che lega i seguaci al loro capo.
Per altro a seconda di quale dei tre aspetti si ritiene più importante si possono differenziare anche le varie correnti anarchiche, per esempio da cattolico considero in particolar modo fondamentale il legame spirituale.
Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


che lo stato così come lo conosciamo sia destinato a trionfare nei secoli come una vecchietta destinata a soccombere sempre e comunque dinanzi a un giovane forzuto, è ipotesi smentita da secoli di storia: lo stato è istituzione relativamente recente, e alternative decisamente migliori già si sono imposte in passato, per quanto sbertucciate dalla propaganda. E non c'è comunque bisogno di finire al medioevo o al far west per avere dinanzi agli occhi mirabili esempi di trionfo della libertà (da cui il "quasi" - che tu hai cancellato - con cui Lottieri si riferisce alla vittoria dello statalismo), basta pensare al web o al linguaggio, con cui miliardi di persone ogni giorno comunicano senza alcuna autorità centrale ad imporre improbabili quanto ridicoli esperanti. E vedi di trattenerlo il sorriso: qui chi prende in giro quelle che reputa "fantasiose teorie", non è gradito.
Ultima modifica di Cristo; 10-12-09 alle 21:20
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.


La Storia ha senso se viene esaminata in base alla cronologia, ed un esame cronologico espone in maniera lampante come lo Stato Nazionale sia l'unico tipo di realtà dotata della solidità richiesta ad una struttura contemporanea per durare abbastanza nel tempo da essere degna di grande considerazione.
Le "comunità hippies" sono durate abbastanza da meritarsi un'etichetta, ma non a sufficienza da scardinare i sistemi concorrenti.
Fino a quando "contrabbandi idee" quel che dici ha un fondo di verità (perché comunque non puoi dire quel che ti pare, in quanto sei passibile di sanzioni dallo stato nazionale se ne infrangi le leggi, anche sul web). Ma quando si parla di transazioni commerciali, il web rimane un'interfaccia comoda ma non immune dalle regole imposte dagli stati nei quali si trovano venditori e acquirenti. Che sia più facile aggirare le leggi usando internet è palese, ma è una semplice conseguenza della sua novità ed enormità. Sono straconvinto che prima o poi, nostro malgrado, anche internet diventerà regolamentato quanto il resto.
A me non è gradito chi spaccia fumo, si vede che dovremo entrambi stringere i denti e sopportarci l'un l'altro. Sei sempre libero di aprire una tua "proprietà privata" virtuale su cui decretare quali idee possano essere espresse ed in quali modi ovviamente, ma questo forum non è tuo ergo le tue minacce fan solo ridere. :sofico: