Testo originale scritto da Fiaba
E’ sempre un piacere leggerti..
Come nelle libere associazioni freudiane, la stanza molto grande con tanti letti, la camerata tipica dei collegi o delle caserme, rievoca in me l’immagine di un gruppo di persone che dorme sotto lo stesso tetto, alle stesse temperature e nello stesso clima psicologico, condivide lo stesso passato, lo stesso destino e le stesse speranze. Mi fa pensare ad un gruppo di persone che si ritrova la sera in pigiama e, prima di spegnere la luce, si racconta condividendo sogni e timori, gioie e dolori che, nel reciproco rispecchiamento, empaticamente diventano patrimonio collettivo…
Il “camerata” è così il compagno d’armi, dove per armi amo intendere valori forti a cui richiamarsi e l’intelligenza di saperli esprimere pacificamente attraverso il raggiungimento di obiettivi nobili, dettati da quegli stessi valori.
Nel cameratismo si può allora fuggire dal “grigiore della quotidianità”, dal qualunquismo e dalla meccanizzazione egoistica della propria vita.. perchè il cameratismo è solidarietà, è frattellanza e complicità. Richiama l'immagine di un gruppo unito e forte, molto più di una semplice somma di individui.... Mi chiedo allora se chi si definisce tale prova veramente questa sensazione.......
e poi, se lo buttano tutti nel culo?




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.............!
