io aggiungerei anche un aspetto, nella discussione. la scarsa, direi quasi inesistente, capacità di rielaborazione di un modello culturale realmente innovativo, che "cavalcando la tigre" del disagio possa raccogliere consensi fuori la cerchia dei militanti. è una continua fonte di emozione veder sventolare una croce celtica o una svastica, ritornando al recente passato e riappropriarsi di quel mito. ma quel mito, quel passato a cui guardiamo con ammirazione, è ancora storicamente troppo giovane, troppo immaturo perchè la nostra generazione possa rigenerarlo, rinnovandolo e ripulendolo dal fangoso sozzume in cui è stato affossato.Testo originale scritto da Saturno
Caro No-social.
aggiungerei mancanza assoluta di seria progettualità politica,
come quella in cui ci imbattiamo periodicamente facendo alleanze con personaggi che ci fanno sprofondare in quell'ambiente "mefitico" che è il neo-fascismo!
sono dunque persuaso che il nostro compito non sia abbandonare nichilisticamente ogni speranza, quanto invece costruire dei simboli, dei miti, delle formule culturale completamente nuove, guardando sì al passato ma proiettandole direttamente nel futuro, in un'ottica futurista di distruzione della realtà presente realmente rivoluzionaria e antinostalgica.
Forse noi non vivremo così a lungo per assaporarne i frutti, ma dovremmo essere capaci di preparare il terreno, seminando lampi di luce lì dove c'è solo buio e aridità.




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