Originally posted by Gilbert I
nulla da eccepire, tranne il fatto che non mi pare proprio che alla fine vi sia stata vittoria cattolica e tranne un personale
fortissimo astio verso De Gasperi, che si autodefiniva trentino prestato agli italiani e si dice che tra i tradimenti che ha saputo portare a compimento vi è quello di aver fornito i punti da bombardare su Roma, tra cui il Vaticano, agli americani per il loro primo bombardamento nella città.
Dimentichi proprio quanto affermato da alcuni autori cattolici e cioè che sul finire degli anni cinquanta la società italiana cattolica cambia da a maggioranza tradizionalista e cattolica a prodotto della repubblica.
Tale esito fu fortemente voluto dalla sinistra e "dall'intellighenzia" Dc, un Re come Umberto II sicuramente non avrebbe tollerato!
Hai poco da dire ora, solo che te ne eri dimenticato!
Non pare a te, invece lo è stata. Evita di prendere per oro colato le scemenze che si attribuiscono a De Gasperi, nella fattispecie, anche se il monarchico Guareschi lo assicura, mi pare un po' troppo. Ovvio che nessuno storico vi presta credito. Comunque, mi sembra che tu consideri i "peccati" contro l'Italia
come atti contro la religione. Personalmente, se nel 1915 fossi stato cittadino trentino, avrei combattuto contro l'Italia, senza problema, come fecero molte brave persone, devote all'imperatore. De Gasperi era un suddito dell'Impero, e come tale, agiva, e faceva bene. L'Italia è diventata quello che è diventato, perchè era inevitabile. Dubito che il re sarebbe stato in grado di salvare alcunchè. Ne hai una idea troppo idealizzata. Il re sapeva bene che tutto era finito, e credo che scelse l'esilio non solo per evitare nuovi lutti, ma soprattutto per significare la sua nobile distanza verso un mondo che era andato contro ai suoi principi e che lui non poteva più accettare.
La politica democristiana degli anni 40, e dei primi anni 50, fu in verità eccellente sotto tutti i punti di vista. Certo, se il metro di giudizio è l'essere o meno monarchici, allora la questione cambia.
personalmente a me va benissimo anche un Asburgo o un sig. Rossi, una persona capace, onesta e in gamba.
In mancanza di tali persone mi accontento di un istituto che s ia democratico e cattolico il più possibile, con un monarca accattato e riconosciuto da tutti a fare da arbitro e un presidente del consiglio il più capace e onesto possibile!
Il concetto di democrazia, per come lo intendi tu, non è molto cattolico. Se la monarchia, o un qualunque governo è buono in quanto garante del pluralismo, allora dissento. In politica non deve esserci pluralismo, si deve solo fare ciò che è giusto. Da un punto di vista tradizionale, posso accettare, e mi va benissimo, l'idea di un re. Il pontificale romano descrive riti bellissimi per l'incoronazione del re, e la liturgia cattolica, pregando per il re (o meglio, per l'imperatore, e poi anche per il re), vedeva nel monarca come una figura della regalità di Cristo. Questo mi va benissimo.
Il ragionamento che compio è un altro.
Chi dovrebbe fare il re? Vittorio Emanuele? Se mi consenti, massone per massone, mi tengo i massoni che ho già, grazie.
quale presidente? quelli che sono conosciuti sono il primo e l'ultimo.....gli altri solo per le parolacce che gli si dovevano riferire!
Se mi parli di Bush potrei essere indotto a pensarla come te....ma un presidente della repubblica mai è sopra le parti davvero perchè è espressione di lobbies di potere e di giochi tra i partiti mentre il Re salvo casi ultraeccezionali (es.: Vittorio Emmanuele III) è sempre libero.
Io in genere non parlo sempre della Repubblica Italiana, ma della forma repubblicana in generale. Pure San Marino è una Repubblica, e da molto tempo prima che l'Italia fosse un regno. Ci sono presidenti carismatici, e amati dalla gente. L'America ne ha conosciuti molti, posso pensare anche al Gen. De Gaulle. In Italia, il presidente non ha mai avuto un ruolo importante, giacchè ha sempre avuto la funzione di notaio del Parlamento, che è il vero Sovrano. Di fatto il presidente copia la figura del re, tuttavia senza avere più lo stesso concetto alla base. Attualmente è solo simbolico, è un re senza regno. Il re era sovrano, e concedeva il proprio potere ad organi che lo aiutavano, in grandi linee era questo il concetto. Ma il re rimaneva il padrone della baracca. In repubblica è il popolo ad essere sovrano (cosa che mi piace assai di più), si sceglie dei rappresentanti e li fa governare. La sovranità è già espletata. Il presidente, quindi, ricopre un ruolo tradizionale, sostituendo la figura del re (nei titoli, nella pompa, nel comando militare, nella distribuzione di decorazioni), ma sostituendola male. Personalmente, sarei più convinto nel fare coincidere la figura del presidente, con quella del capo del governo. Se l'obiezione è la funzione di garanzia, è opportuno comprendere che, il PDR non può opporsi alla firma delle leggi (può rimandarle una volta, ma poi le deve accettare), ed è quindi succube del governo, e nei suoi atti, sottostà sempre all'approvazione del governo. Allora meglio fare fare tutto al presidente del Consiglio. La controfirma, per garanzia, la può fare anche il presidente della corte costituzionael, o un'altra figura imparziale e distinta.
sono contento perchè da quando lo ho studiato me ne sono innamorato, altro che gli altri filosofi reclamizzati da certa gente, dal seicento in su!
Fai bene a studiare s. Tommaso. Ricordati però, che il diritto naturale non è stato codificato dalla teologia dell'aquinate, ma è stato rivelato direttamente da Dio. Non dimenticarti dunque delle fonti della Rivelazione, leggi la Scrittura (che contiene tutte le norme naturali) ed il magistero, che è espressione viva della tradizione.
non cambia niente nella sostanza. Di fatto parliamo di un paese riformato e non cattolico. Per i protestanti per esempio bisognava votare 4 si al referendum!
Non puoi fare delle confusioni così generiche. In Italia i protestanti hanno voluto solo fare un becero atto anticattolico. Non è una questione religiosa il diritto naturale, benchè esso sia rivelato: la legge naturale è conoscibile dalla retta ragione, e per questo motivo, tutti gli uomini, anche non cattolici, vi sono obbligati.
In Olanda, benchè la riforma abbia molto mutato la filosofia della gente (e sappi che la riforma, è uno di quegli atti di razionalismo-relativismo di cui ti parlavo, ossia la rivelazione non secondo Dio, ossia come è in quanto tale, ma la rivelazione secondo me, libera interpretazione della scrittura, e ciò che deriva), non è possibile dire che non si sappia più ciò che è bene, e ciò che è male. Oggettivamente, tutti i savi riconoscono che non è lecito uccidere. Se uno o molti non se ne avvedono, la colpa può essere dei maestri, ma in ultima analisi, è di coloro che scientemente vi prestano assenso. Se uno mi dice di ammazzare, io posso non farlo, ma se lo faccio, la colpa è mia, non di chi mi ha indotto (che avrà un'altro tipo di colpa).
Personalmente replico tali leggi abominevoli ovviamente.
La colpa però non è (solo) di Beatrice di Olanda ma del suo popolo che vota a grande maggioranza tali leggi.
Ovviamente. Ma allora, che funzione ha la regina? Cioè, se va bene sempre tutto, chi guida la nazione? Si guida da sola, dato che è il popolo che sceglie. Ma allora, la regina, a che serve?
Un padre (o una madre), si riconosce anche quando dice di no (la bibbia dice quando usa il bastone) al figlio. Dire solo sì, non è segno di amore o rispetto, ma di incoscienza.
Se te vuoi fare il moralista devi però tenere conto dei limiti concreti di azione delle persone. Credo che anche te ti limiti a dire la tua solo sul piano culturale esprimendo le tue idee e le posizioni dottrinali della Chiesa cercando democraticamente di far capire le tue posizioni agli altri. Sarebbe giusto intervenire in altri modi ma non lo facciamo ne tu ne io...mi è stato insegnato che non possiamo criticare gli altri -per quello che non facciamo neanche noi-.
Esempi di intervento: cliniche per gli aborti, eutanasia in Olanda etc...
Da un punto di vista morale, giacchè, sono anche moralista, dico che, gli atti umani sono complessi, ma nel senso che intendi tu, il limite si deve intendere solo tra bene e male, lecito ed illecito. Non è possibile compiere il bene con un atto cattivo. Questa è una regola della morale. Imporre una idea, oltretutto, non sarebbe nemmeno meritorio, in quanto meritano solo gli atti umani. Accettare il cristianesimo e la morale cattolica per imposizione, non merita alcuna ricompensa sovrannaturale.
Non conosci ciò che faccio. Io non mi limito di certo a scrivere su POL, ma ho anche una attività di divulgazione culturale, ed in ogni caso, svolgo l'obbligo di apostolato che ho contratto col battesimo, anzitutto con l'esempio. Interventi che tu definisci giusti, in realtà non sono giusti. Non è giusto ricorrere a mezzi illeciti per conseguire un fine lecito.
qui senza essere scortese, si sappia che non cercherò certo di offendere te che pure mi stai simpatico, ma da un repubblicano nel contingente non mi aspettavo una tale accorata difesa di una repubblica che ha innumerevoli colpe storiche proprio a danno del suo popolo: cito alcune colpe: aver calpestato i proprio connazionali di Istria, Fiume, Dalmazia, aver esiliato un Re come Umberto II, aver rubato e corrotto, aver gettato fango e liqualme per sessant'anni su chi ha portato l'Italia alla sua unità facendo vergnare perfino i più ferventi patrioti di aver realizzato il sogno millenario di unità!
Non mi aspettavo nemmeno una difesa così accorata del presidente della repubblica che più di ogni altro s iè alzato lo stipendio sino ad ora.
Non hai capito cos'è la repubblica. Per te la repubblica sono pochi uomini ingiacchettati che decidono e tiranneggiano a Roma. Per me la repubblica sono i cittadini sovrani, ossia pure io. Io mi sento repubblica. Quindi sono superiore a quello che può essere un malfunzionamento degli organi. Si può superare.
Poichè cmq l'ordinamento ha le sue regole, che impongono un vertice strutturato in una certa maniera, all'interno di un lecito e non eversivo dibattito politico, esprimo la mia opinione su come si possono migliorare le strutture dello Stato. Siccome però, al momento è così, rebus sic stantibus non faccio altro che dare a Cesare ciò che è di Cesare, e pertanto do l'obbedienza dovuta (ne di più ne di meno), a chi ne ha diritto. Anche san Paolo esortava l'obbedienza e la devozione verso Claudio Nerone, che pure uccideva i cristiani. Ne io sono migliore di san Paolo, ne Ciampi (o il governo, o chi per loro) sono peggiori di Claudio Nerone.
Per me vale: Dio- Patria e Re
La repubblica è l'istituzione che si insediò storicamete nel modo che tutti sanno in Italia.
Che sia chiaro che per l'Italia, che è la mia Patria darei ancora adesso la vita, purchè sia per una giusta causa, ma che per la repubblica e ancora di più per tutti i presidenti che sino ad ora ha avuto non sprecherei neanche una goccia di sudore!
LA repubblica non è la Patria. La Patria è l'Italia e basta.
Io non mi sento Italiano. Non considero compatrioti tutti gli italiani. Ne credo di avere nulla in comune con una certa metà d'Italia. Il mio concetto di patria, è legato ad una comunanza culturale e territoriale, oltre che al rispetto reciproco, e la vedo comunque orientata ad un amore di Dio, sociale. La mia prima patria è la famiglia. Se proprio devo avere un concetto di patria, che sia identificabile territorialmente, arriverei fino ai confini del Tevere.
Ho invece un concetto della Repubblica, come partecipazione alla sovranità. Io poi, sono dellOpus Dei, e sono particolarmente contento del fatto che la società sovrana si basi sul lavoro, che è in ultima analisi l'attività dell'uomo. Il lavoro è ciò che Dio ha voluto che l'uomo facesse, per dimostrare il proprio essere Persona (e simile a lui), e per potersi affrancare. Il lavoro è un atto sacro, religioso, non è un mero timbrare il cartellino.
Io difendo la repubblica, perchè facendo ciò, difendo me stesso, non un uomo che abita a Roma.
Non ho potuto purtroppo servire nelle forze armate, pure arruolato nell'esercito, ma ti posso assicurare che anche nella mia famiglia, tutti i miei parenti che vi hanno servito al giuramento hanno detto forte e chiaro quello che avrei detto io e cioè: NO!
alla domanda posta dall'ufficiale: Giurate fedeltà alla repubblica italiana? (NO!)
-spesso tra l'imbarazzo degli ufficiali!
Su questo, non posso che esimermi dal fare commenti. Apprezzo maggiormente l'Aosta, che con il figlio, ha prestato il servizio militare, giurando fedeltà alla Repubblica, senza alcun problema morale.
casomai non ti fossi accorto in Italia alla maggioranza della gente non gliene frega molto della repubblica! Sempre alla maggioranza della gente farebbe comodo una brava persona e capace come guida per il Paese!
Credi che gliene freghi della monarchia?
Diciamo che la maggioranza da pacificamente per scontato che ci sia la repubblica, e non glene frega assolutamente nulla di come va. Non hanno coscienza politica, mi spiace.
LA maggioranza degli italiani, in genere ha due soli interessi, che ti elenco nell'ordine, idealizzati: il soldo e la figa.
Idealizzati, perchè intendo per ambo i sessi.
Come vedi, non sono realtà molto spirituali, come può essere invece l'interesse politico (giacchè è sempre una forma di morale, assieme all'etica, e quindi filosofica).
che umberto II fosse eccellente galantuomo è risaputo, al contrario di tutti lor signori
Mi stai dando del villano?
Nel periodo di tempo in cui avrò speranza che anche lei, Napoleon possa prendere esempio dal Re Umberto II, e magari smetterla di difendere chi tra l'altro le è antitetico, il mio astio si manterrà pressocchè costante, non so se a livello degli altri perchè con lei napoleon sto dialogando solo io, credendo che fosse un colloquio a due!
Io ho espresso le mie opinioni fin dal principio. Se non le consideri alla tua altezza, sei libero di ritirarti quando la cosa più ti sembra opportuna. Evita tuttavia di dire che sono assente, o che le mie posizioni sono inconsistenti. Di piuttosto che la tua avversione nei confronti di ciò in cui lecitamente apprezzo, offusca del tutto la tua prudenza, impedendoti di avere nei confrnti dell'interlocutore un po' di rispetto e di discrezione. Non so se tra monarchici siete abituati a parlare solo tra di voi. esiste un mondo, fatto anche di idee differenti, e di persone con una dignità, che possono pensarla in modo ugualmente lecito.
Nel rispetto, credo di non avere problemi a volere imitare Umberto II.
rileggiti quel che avevo scritto io, non avevo esposto un trattato giuridico ma solo una opinione e se non erro tre righe di pensiero da cui hai estrapolato giudizi su cose da me peraltro non dette.
Le nozioni giuridiche le ho messe io. L'opinione che hai formulato, ne era del tutto carente. Giacchè hai formulato una opinione su un argomento di diritto ecclesiastico, volendovi porre anche elementi dell'ordinamento civile che nulla c'entravano, mi è parso di cogliere che non avevi molto ben chiare le idee, da un punto di vista giuridico.
Prima di esprimere giudizi così categorici ed impegnativi sul concordato, mi premurerei di approfondire gli studi nel diritto ecclesiastico.
Per quanto riguarda la Spagna il 78 per cento del popolo, secondo l'ultimo sondaggio è felice delle leggi aberranti da poco introdotte. Che deve fare il Re Juan Carlos? una guerra? Sappi che se da buon garante il Re nulla ha detto e o fatto per fermare la legge, il figlio ha dichiarato di esserne assolutamente contrario!
E il figlio chi è? Nessuno, mi pare.
Non so cosa passi per la testa del re, ma essere re è un onere gravissimo, e se uno decide di imbarcarsi in simile responsabilità, lo deve fare fino in fondo, non estraniarsi sul più bello. E' proprio in quel caso, che serviva un re, nella tua concezione. Altrimenti, una repubblica che prende atto della maggioranza, è molto più logica.
Non gli è venuto in mente che in Spagna il 78% della gente rifiuta il diritto divino in base al quale lui governa? Io mi preoccuperei.
Per il resto evita di dare colpe morali al Re a meno che non mi comunichi di essere partito per primo a scatenare una guerra per la giustiza sociale. Si sappia che penso che avresti ragione a combattere ma che ti capisco se non lo farai, come capisco il Re do Spagna e ancor più suo figlio.
Non appena la legge arriverà in Italia, avrò modo di combattere e lo farò, conscio del mio dovere di sovrano, di rispettare e far rispettare la regalità di Cristo. Avrò cura di fare meglio del mio "collega" sovrano spagnolo. Io invece il re non lo capisco proprio. Lo ha fatto per il popolo? Ma se il popolo si da da sè il veleno, ama il popolo chi non gli evita tale pericolo?
E ricorda, che si combatte, ma non necessariamente si vince. Ma si può anche perdere con la dignità di aver fatto tutto ciò che era lecitamente possibile. Non provarci invece no.
scusa pensi che solo perchè sono monarchico dichiarato e non senza saperlo io sia piccolo brutto e nero?
Grazie ancora per l'escursus giuridico, peraltro sto studiando molto il diritto in questo periodo e sinceramente da ciò che dici non si comprendono molto le conseguenze logiche cui arrivi!
Ossia, come faccio a pensarla bene, e a non essere monarchico? Stai tranquillo, è possibilissimo. Se poi conosci gli ambienti un minimo, risulti pure confermato nel repubblicanismo.
Per il resto io credo che ciò che è giusto è giusto e ciò che è sbagliato è sbagliato!
Non monarchia sempre bene e repubblica sempre male, si invece monarchia ( normalmente ) più democratica e rappresentativa della repubblica.
Non capisco cosa significhi monarchia più democratica. Se intendi dire che il re ha un ruolo di migliore garanzia, apartitismo, indipendenza, per garantire un maggiore pluralismo, te ne do assolutamente atto, ma il pluralismo non è cattolico.
Se invece, come lo interpreto io (assime ad Aristotele, Platone e San Tommaso), democrazia è il governo del popolo, allora esso non può che essere repubblicano, giacchè è la mera espressione della titolarità della sovranità. Il sovrano è il popolo nella democrazia, è il re nella monarchia (una cerchia di migliori, nell'aristocrazia). Il fatto che un re ascolti l'opinione popolare, non ne perverte la natura facendo diventare democratico ciò che è monarchico, lo rende solo un re lungimirante
Per quanto riguarda Clotilda di SAvoia e Maria Cristina di SAvoia a me risultano sante.
Alla Chiesa invece no.
Certamente che fossero beate non mi cambia niente
Cambia che non erano Sante, mentre tu l'hai detto. Quindi cambia che hai detto il falso, invece del vero.
[qote]certo Casa Savoia non aveva solo un beato in famiglia come sostenevi te mi pare qualche post fa parlando di Amedeo di SAvoia.