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Risultati da 31 a 40 di 64

Discussione: SAluti!

  1. #31
    torquemada
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    Predefinito Nota informativa

    Siamo nel 2005. Gli italiani hanno già scelto 50 anni fa. Alfabetizzati dalla scuola dell'obbligo della Repubblica Italiana, cosa vuoi che ce ne freghi, oggi, della monarchia?

  2. #32
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    Invito tutti a moderare i toni.Grazie

  3. #33
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    Originally posted by Trilateral
    e questi li conosci chi sono ?
    http://www.realcasadiborbone.it/ita/ordcost/storia.htm

    certo che li conosco!
    Francesco II fu un buon Re a mio parere!
    Siccome però sono per l'Italia unita e non divisa, sono per forza di cosa dalla parte di chi la unificò! Certamente non senza fare errori, ma nel modo migliore che era possibile!


    Viva il Re e viva l'Italia!
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  4. #34
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    Predefinito Re: Nota informativa

    Originally posted by torquemada
    Siamo nel 2005. Gli italiani hanno già scelto 50 anni fa. Alfabetizzati dalla scuola dell'obbligo della Repubblica Italiana, cosa vuoi che ce ne freghi, oggi, della monarchia?
    caro signore,
    se lei avrà il piacere di leggere alcuni libri e studiare alcuni dati avrà la sorpresa di scopire come gli italiani non ebbero la possibilità di essere loro a scegliere.

    Se anche a voi interessano solo soldi e ****allora ok, non ve ne può fregare di meno...d'altronde dopo 60 anni di questo tipo di valori e basta!!!!


    Viva l'Italia unita! Viva il Re!
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  5. #35
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    Predefinito Re: Re: Nota informativa

    Originally posted by Gilbert I
    caro signore,
    se lei avrà il piacere di leggere alcuni libri e studiare alcuni dati avrà la sorpresa di scopire come gli italiani non ebbero la possibilità di essere loro a scegliere.

    Se anche a voi interessano solo soldi e figa allora ok, non ve ne può fregare di meno...d'altronde dopo 60 anni di questo tipo di valori e basta!!!!


    Viva l'Italia unita! Viva il Re!
    e mi ero dimenticato di scrivere anche caro signor torquemada che la alfabetizzazione, peraltro già florida nel Regno di Sardegna preunitario fu attuata non senza molte difficoltà durante il rEgno di Italia e fu non meno buona di tanti altri paesi europei.

    saluti!
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  6. #36
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    Originally posted by Gilbert I
    certo che li conosco!
    Francesco II fu un buon Re a mio parere!
    Siccome però sono per l'Italia unita e non divisa, sono per forza di cosa dalla parte di chi la unificò! Certamente non senza fare errori, ma nel modo migliore che era possibile!


    Viva il Re e viva l'Italia!
    Mi inserisco in questo interessante scambio.

    Premetto che per ragioni anagrafiche, non ideologiche nè politiche, sono repubblicano, anche se per nulla soddisfatto della politica e della società sviluppatesi in questa repubblica.

    Detto questo, anteponendo Dio alla patria, dunque la Chiesa alla corona, e riconoscendo quindi come l'unità d'Italia non fosse Dogma, e non da conseguirsi a tutti i costi, che poi si vide furono costi tutt'oggi non saldati, perchè tanta partecipazione da parte di chi, come lei, si dice cattolico, per l'unità di una nazione, che, per ammissione dei suoi stessi unificatori, non era per nulla un'unità nel senso culturale, sociale e politico del termine?

    Dire che fatta l'Italia andavano fatti gli italiani, è dire cosa vera, perchè gli italiani non esistevano e nè intendevano trasformarcisi. Fu una presunzione al limite della prepotenza quella di obbligare tutti ad italianizzarsi, laddove questa italianità esisteva solo nelle teste degli illuministi giacobini...

    Cordialmente.

    Gp

  7. #37
    Arjuna
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    Originally posted by Gilbert I
    ....Certe notizie che affermi di sapere riguardo Sua Altezza Reale il Principe di Napoli, Vittorio Emmanuele di Savoia e suoi coinvolgimenti nella massoneria sono stati probabilmente da te pescati dai servizi segreti cui probabilmente devi necessariamente appartenere
    Sarà mica una colpa collaborare con il Sismi...

  8. #38
    Napoléon I
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    Originally posted by Arjuna
    Sarà mica una colpa collaborare con il Sismi...
    Sinceramente non mi sono mai sentito in colpa.

  9. #39
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    Predefinito

    Originally posted by Giampaolo
    Mi inserisco in questo interessante scambio.

    Premetto che per ragioni anagrafiche, non ideologiche nè politiche, sono repubblicano, anche se per nulla soddisfatto della politica e della società sviluppatesi in questa repubblica.

    Detto questo, anteponendo Dio alla patria, dunque la Chiesa alla corona, e riconoscendo quindi come l'unità d'Italia non fosse Dogma, e non da conseguirsi a tutti i costi, che poi si vide furono costi tutt'oggi non saldati, perchè tanta partecipazione da parte di chi, come lei, si dice cattolico, per l'unità di una nazione, che, per ammissione dei suoi stessi unificatori, non era per nulla un'unità nel senso culturale, sociale e politico del termine?

    Dire che fatta l'Italia andavano fatti gli italiani, è dire cosa vera, perchè gli italiani non esistevano e nè intendevano trasformarcisi. Fu una presunzione al limite della prepotenza quella di obbligare tutti ad italianizzarsi, laddove questa italianità esisteva solo nelle teste degli illuministi giacobini...

    Cordialmente.

    Gp
    vede caro signore, è proprio questa una delle riflessioni che io intendevo suscitare nel lettore.
    Nel secolo 19° è inutile fare confronti con il desiderio di unire l'Italia che allora albergava anche nei cuori delle genti di tutta la Penisola con quello che ora alberga nei cuori di tutti gli europei di fare una Europa unita.

    La prova che a volere l'unità d'Italia erano i popoli della penisola
    ci è data principalmente da alcune determinate constatazioni storiche.
    La prima che mi permetto di avanzare è che per difendere lo Stato Pontificio non vi fu che uno scontro a fuoco presso porta Pia con poche decine di morti e la battaglia di Castelfidardo...peraltro solo uno scontro di limitatissima portata. Non vi furono casi di brigantaggio alla neo borbonici!

    Per difendere le Due Sicilie invece pare ancora più evidente l'interesse filo Unità.
    Garibaldi sbarca con mille uomini armati in Sicilia, nei due scontri a fuoco che compie con i Duosiciliani si trova a comandare una forza militare di circa 20 mila uomini!!!

    Solo in due occasioni l'esercito borbonico oppone resistenza a Garibaldi ed in una all'esercit Piemontese a Gaeta!
    LA flotta Duosiciliana, di pari forza e numero di quella Piemontese non intervenne minimamente e l'unica nave rimasta fedele al Re Francesco II di Borbone (persona per me bravissima e figlio di una Savoia santa o beata come dice napoleon) fu quella che lo portò via in esilio.

    __________________
    Da questa premessa il punto è questo:

    -l'Italia si doveva fare?
    1. un cattolico può dire no o si. Se dice no pazienza, ma invito a considerare che nei campi di battaglia per lo più anche i soldati piemontesi o i volontari provenienti da tutta Italia erano persone che in maggioranza andavano in Chiesa e timorate di Dio.
    2.Si perchè siamo italiani ed eravamo divisi, perchè anche se cattolici che lo scontro con lo stato pontificio era inevitabile e che se ciò doveva avvenire allora era meglio che a condurlo come nemico fosse il meno peggio e anzi il migliore possibile.
    __________

    Volevo anche precisarle e spero di non essermi dilungato, che la alfabetizzazione iniziò sotto il Regno già con i primi governi della destra storica.
    Se il Nord era moderno e progredito industrialmente, nel solo Piemonte la rete ferroviaria era paragonabile a quella del Regno Unito, la migliore al mondo, il SUd ad economia prettamente agricola mancavano spesso anche gli ospedali.
    A queste mancanze seppe sopperire nei limiti imposti dalle possibilità dell'epoca, il neonato Regno d'Italia.
    Per unirsi l'Italia aveva combattuto per quasi 70 anni di fila contro tutti e tutto, è lecito quindi e comprensibile supporre che avesse ragione Ricasoli a sostenere l'impossibilità del cntesto storico italiano a concretizzare il federalismo che Casa SAvoia intendeva realizzare all'inizio dell'Unità di Italia.


    Si dovevano fare gli italiani lei dice....in tutte le guerre in cui sventolò il vessillo del Regno d'Italia, vi furono eroi e coraggiosi che morirono e patirono gridando Viva l'Italia e Viva il Re!

    Io, italiano, sono contento che ci sia stata l'Unità di Italia, pur tra errori, ma grazie a Casa Savoia nel modo migliore possibile!

    SAluti,
    Gilberto Smaniotto
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  10. #40
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    Gentile Signor Gilberto, la prego di rivolgermisi con il tu in futuro , la ringrazio per la risposta, mi permetta una replica.

    Premetto sempre di essere più che fiero della mia nazionalità, e dell'estensione territoriale del mio paese. Ma appunto io sono figlio dei tempi.

    La storia, come noto, la scrivono i vincitori, così che sino ad oggi per lo più non si è saputo gran chè dell'altro partito, quello sconfitto nell'unità italiana, quello cioè degli insorgenti. Oggi invece esiste un discreto contributo storiografico che svela una realtà poco conosciuta, ma non per questo assente nel tessuto sociale della penisola nel XIX secolo. Sono fioriti cioè una serie di studi sulle cosiddette insorgenze, ovvero sulle cospicue sacche di resistenza di diversi stati "unificati", tutt'altro che felici ed appagati della nuova condizione politico istituzionale. Questa guerriglia, che tale fu per l'appunto, non fu nè episodica, nè sporadica, nè circostanziata ad un breve periodo, ma al contrario fu massiccia, partecipata, accanita e pluriennale. La si è voluta rubricare, nella storiografia ufficiale, sotto il nome per lo più di banditismo, misconoscendone però la natura, le finalità, e soprattutto la portata. Non erano dei briganti i combattenti definiti ingiustamente banditi, molti di questi erano nobili fedeli alla precedente classe dirigente, che non trovarono alcuna legittimità nella corona sabauda, e tanto meno nella piemontesizzazione dei loro stati. L'appoggio stesso che questi belligeranti trovarono nella popolazione è segno di ben altro che un'entusiastica partecipazione popolare all'unità. Se quella fu, forse, reale in un primo tempo, cessò senz'altro di essere tale all'indomani delle nuove istanze di governo regio. Del resto una politica centralistica per realtà così abissalmente distanti tra di loro, come furono, ad esempio, Sicilia e Lombardo Veneto, non poteva essere vincente, come non lo fu del resto. La relazione Minghetti sulla questione meridionale, a mio avviso, pur precisa ed informata, fu mal impostata dall'inizio: pretendere di analizzare e poi operare nella realtà borbonica secondo i principi e i criteri piemontesi fu il disastro che tutt'oggi si sconta in quella terra.

    Io sono di Bergamo, in città Garibaldi e la sua impresa son ben note, come lo è la copertura navale offerta dall'Inghilterra in funzione anti francese a favore dell'avventura dei mille... il gioco di appoggi sul campo tra i garibaldini e le baronie locali, da sempre ostili ai Borbone, fu il solito menage alla siciliana, dove i feudi baronali, i veri padroni dell'isola, hanno sempre appoggiato chi desse loro la garanzia di maggior mano libera, cosa che certo non avevano sotto il "lazzarone" Francesco.

    Lo studio delle carte mostra oggi, senza alcuna velleità di scissionismo, almeno da parte mia, sia ben chiaro, come quell'unità fosse davvero più un ideale che una realtà cui dover dar corso, diciamo che l'Italia fu inventata, ma non che esistesse. Questa tesi è, tra gli altri, ben spiegata dallo Chabot, nella sua celebre storia dell'idea di nazione, un concetto romantico idealistico, in ultima analisi illuministico giacobino, più che una meta storica indifferibile per la nostra penisola. Mi spiace dover concordare con Metternich, là dove disse che l'Italia non fosse altro che un'espressione geografica, ma a quel tempo le cose stavano realmente, a quanto la storia oggi ci può dire, così.
    Del resto non esisteva una lingua comune, una letteratura, una filosofia, l'unico collante era davvero la religione, almeno quella, ma fu contro di quella che s'intese costruire la nazione... l'unico vero trade d'union sotto l'egida della quale si sarebbe anche potuto ipotizzare una diversa unificazione, magari più rispettosa delle identità locali, più federalista nel senso medievale e nobile del termine, e del resto esisteva un prestigioso antecedente storico per quel progetto, ma...

    L'argomento dell'unità condivisa sul campo di battaglia, mi pare sconti un difetto d'analisi della realtà italiana del tempo, non più avvezza e da molto alla guerra, laddove solo il Piemonte poteva vantare un esercito "moderno", fu dunque gioco forza e abbastanza facile sul piano militare avere ragione della partita, lo concedo, e ne rendo onore al merito, solo non posso concedere che detta facilità sia stata segno di partecipazione da parte degli altri stati, troppi sono gli indicatori a sfavore di questa ipotesi, non solo quelli dei quali ho accennato pocanzi.

    Mi scuso per queste divagazioni, e per il contraddittorio, spero ne abbia colto lo spirito dialogico, non polemico.

    Cordialmente
    Giampaolo Ghilardi

 

 
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