Ripenso alla mia infanzia, all'adolescenza, alle scelte fatte e a quelle da fare...mi chiedo, e giro la domanda ad ogni curioso:
"Dove pensi sia meglio crescere?"
Offro una scelta fra 4 ambienti, ma ogni commento è gradito!


Ripenso alla mia infanzia, all'adolescenza, alle scelte fatte e a quelle da fare...mi chiedo, e giro la domanda ad ogni curioso:
"Dove pensi sia meglio crescere?"
Offro una scelta fra 4 ambienti, ma ogni commento è gradito!
di necessità virtù


qualsiasi posto che non sia una città
Paolo


In effetti ... pensa che gli umanisti rinascimentali bolognesi insegnavano agli studenti legisti che Bologna, in quanto "La Città" era un Inferno.In Origine Postato da Kowalsky
qualsiasi posto che non sia una città
Paolo
La città come luogo politico, tentacolare nel territorio, pericolosa per l'homo selvaticus abituato a vivere in armonia con la natura: una mostruosità amata solo dai civilizzatori.
Personalmente non ho scelto, perchè credo sia ottimale nascere in una giungla, da una mamma e da un papà capaci di sopravvivervi; poi nell'infanzia crescere in una famiglia di contadini d'estate e d'autunno, e di allevatori in inverno e primavera; così, da adolescenti si può desiderare di continuare a crescere in una comunità metropolitana...e da adulti si è disponibili a servire una nuova generazione di esseri umani.
di necessità virtù


in una qualsiasi famiglia "ricca" di VALORI....![]()


oltre agli umanisti rinascimentali (di cui non so un cazzo per cui mi astengoIn Origine Postato da MariaVittoria C
In effetti ... pensa che gli umanisti rinascimentali bolognesi insegnavano agli studenti legisti che Bologna, in quanto "La Città" era un Inferno.
La città come luogo politico, tentacolare nel territorio, pericolosa per l'homo selvaticus abituato a vivere in armonia con la natura: una mostruosità amata solo dai civilizzatori.
Personalmente non ho scelto, perchè credo sia ottimale nascere in una giungla, da una mamma e da un papà capaci di sopravvivervi; poi nell'infanzia crescere in una famiglia di contadini d'estate e d'autunno, e di allevatori in inverno e primavera; così, da adolescenti si può desiderare di continuare a crescere in una comunità metropolitana...e da adulti si è disponibili a servire una nuova generazione di esseri umani.) ho alcuni motivi fondamentali
1)gente che sa solo farsi i cazzi suoi (la famosa prova dell'uomo stesso sull'asfalto e tutti se ne fottono)
2)smog, pericolo traffico
3)impossibilità di vita "sicura", qua in valle sarà un buco ma dai 14 anni ho sempre potuto stare in giro fino a quando cazzo mi pareva a me, in città sarebbe utopia
Paolo


Ho preferito i contadini, pur considerandoli esattamente uguali agli allevatori.
In campagna c'e' ancora un senso della famiglia, intesa come comunita' di interessi e non come sfruttamento del piu' abbiente, come in citta'.
Svantaggio: l' isolamento dalle grandi correnti di pensiero. Io lo soffro gia' a Trieste, figurarsi a Cimolais o Chiusaforte!
Comunque, ricordiamoci della caverna di Platone: chi non ha visto mai la luce, non ne sente la mancanza. Ho vissuto 1 anno a Vienna, 1 anno a Stoccarda, 18 anni a Francoforte, 1 anno a Buenos Aires... ovvio che qui annaspo e mi manca l' humus.
Ma chi e' sempre vissuto a Trieste, questo non lo sente. Sara' piu' provinciale, ma anche piu' felice. Pensiamo a Garcia Marquez: vissuto per 40 anni in un buco immondo ma... uno dei maggiori autori contemporanei, grazie alla sua capacita' di analisi interiore.
All' opposto Leopardi, che malediceva quel dannato buco di Recanati. Comunque vi scrisse liriche immortali e sono certo che, se avesse trovato un gran pezzo di figa all' ombra della torre antica, ci si sarebbe anche trovato bene![]()


Per ora nessuno ha scelto la prima possibilità, che purtroppo sembra invece essere frequente nella vita reale.
La più gettonata è la famiglia contadina, assimilata da Mitteleuropeo alla famiglia di allevatori: un modello tradizionale, con ruoli distinti e in collaborazione tra loro, tra maschile e femminile e fra le diverse età (nella famiglia contadina anche i vecchi riescono a rendersi utili).
Meno utile per crescere bene sembra essere la comunità metropolitana, forse scelta pensando più all'età adolescenziale e giovanile, come esperienza temporanea.
di necessità virtù


Manca il posto migliore: una cittadina di provincia, né grande né piccola.


Come spesso accade concordo con aguas.In Origine Postato da aguas
Manca il posto migliore: una cittadina di provincia, né grande né piccola.
Che debba votare radicale?
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi


Dipende dal tipo di carettere che hai , a volte la salvezza può essere rappresentata dalla città e non dal tedio della campagna , nonostante i luoghi comuni.
Non capisco cos'abbiano di speciale le famiglie di allevatori/contadini , anche i genitori di questa tipologia familiare sgobbano molto , forse anche di più di un "metropolitano" , per cui il rapporto coi figli può essere conflittuale , o non avrai in mente la famiglia del mulino bianco?![]()
L'ideale secondo me è nascere in una città , neanche tanto grande magari , e poi trasferirsi in un suburb , dove puoi godere dei benefici della vicinanza ad un centro urbano e nello stesso tempo quelli della campagna , più tranquillità per esempio.
Ma per l'educazione dei figli non vedo tutta questa gran differenza , ormai i genitori contano poco , soffrono della concorrenza di compagnie , amici di scuola , tv e altri "pedagoghi" vari.
Il conflitto c'è ovunque.