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Discussione: O si cambia o si perde

  1. #11
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    CDL/ GIRO (FI): LEADERSHIP BERLUSCONI NON E' IN DISCUSSIONE
    01/08/2005 - 167
    "Basta con stravagante lotteria nomi, pensiamo al programma"

    Roma, 1 ago. (Apcom) - "La leadership di Silvio Berlusconi non è in discussione e per l'autunno non si prepara alcuna lotta per le investiture". Lo afferma in una nota Francesco Giro, responsabile di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico. "Se è vero che la politica non deve mai ridursi ad una fideistica adesione al leader - aggiunge - è anche vero che senza un leader riconosciuto e legittimato dal consenso dei propri militanti è molto difficile costruire un progetto politico credibile".

    "Quando si giunge a pronosticare o addirittura ad assecondare una lotta per la successione senza proporre veri contenuti politici - osserva Giro - si rischia di polverizzare una realtà oggi unitaria per sostituirla con qualcosa di diverso e indeterminato che non potrà riscuotere il sostegno degli elettori, spinti a congelare il loro voto in attesa di tempi migliori. Berlusconi assicura una leadership unificante difficilmente sostituibile, i nostri elettori lo sanno e difficilmente se ne vorranno privare. Anzichè alimentare una stravangante lotteria di nomi e pretendenti alla candidatura, sarebbe più utile concentrarsi sui programmi per continuare al meglio il nostro impegno di governo e aprire prospettive nuove e, se necessario, migliori del passato".

  2. #12
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    L'Estate portera' consiglio...del resto,e' la 4° Estate in cui doveva esserci la "Caduta"...e invece anche stavolta siamo sempre qui a resistere...vedrete che tra Ottobre-Novembre ci saranno interessanti novita'!

    La realta' e' che bisogna aspettare le "Primarie-Farsa" dell'Unione prima di fare annunci o al massimo qualche Mese prima di Aprile in modo da "spiazzare" la Propaganda fatta di Insulti (e qualche Procura) dell'Unione...ma ci sono novita' in cantiere,fidatevi...

  3. #13
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    [QUOTE]In origine postato da Mantide

    Mantide!

    Follini,Fini e Casini mi stanno sulle scatole per tutti i danni che hanno fatto durante la Legislatura,tuttavia Berlusconi non si illuda che lo rivoteremo!
    E' una minestra riscaldata che può solo essere indigesta:meglio perdere con onore ma con un altro candidato,direi Formigoni e Tremonti come vice.
    Naturalmente non credo sia possibile una alleanza nel centro destra perchè non esiste un comune sentimento di appartenza .
    Auspico che il Centro destra non si presenti come tale e ogni partito dica cosa non Farà.
    Ciò che diranno di fare non potranno mantenere perchè non avranno i seggi necessari.

  4. #14
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    I centristi, oggi con Baccini, continuano il pressing nell'alleanza
    Ma la Lega non molla: "Il nostro candidato è il Cavaliere"
    Cdl, l'Udc scopre le carte
    "Casini premier, Berlusconi leader"


    ROMA - "Berlusconi leader, e Casini premier: ci metteri subito la firma". Questa la soluzione prospettata dal ministro centrista per la Funzione pubblica, Mario Baccini, che interviene nel dibattito sulla leadership inaugurato domenica dalle parole presidente della Camera ("O si cambia o si perde"), e invita a valutare con attenzione "se possiamo vincere con Silvio Berlusconi. Prima si poteva vincere. Oggi, probabilmente, dobbiamo ragionare sul cambio della leadership". E Casini, aggiunge, "pone un problema, sul quale la stragrande maggioranza dei cittadini ci chiede di intervenire nel segno della discontinuità".

    Nessuna "lesa maestà", precisa Baccini: l'obiettivo non è "ridimensionare il presidente del Consiglio, ma ragionare assieme su quello che è meglio per il centrodestra, Non fare il candidato a premier - ha aggiunto Baccini - non significa rinunciare alla leadership del centrodestra. Nelle esperienze di governo democristiano i presidenti del Consiglio erano funzionali al quadro politico del momento. Certo se ne cambiavano tanti, ma probabilmente la stabilità politica era misurata in quel contesto".

    "Abbiamo posto con grande cortesia un messaggio politico, e abbiamo ricevuto insulti" afferma Baccini, prima di elencare una lista di "problemi" che, a suo parere, sono sintomatici di "grandi frizioni interne": "Abbiamo parlato di partito unico, e il partito unico non si fa; abbiamo parlato e discusso di proporzionale, e il proporzionale non si fa; abbiamo posto la questione della leadership, ma quando si parla di questi problemi sembra che ci siano delle grandi frizioni interne".

    Ma a proposito di leadership, la Lega insiste: "Con Berlusconi - afferma Roberto Maroni - abbiamo la garanzia che la riforma federalista dello Stato vada avanti, con altri no. Quindi, il candidato della Lega è Berlusconi". Critiche ai centristi anche da Alleanza Nazionale: per Maurizio Gasparri "il tormentone sulla leadership è dannoso e inutile, danneggia l'immagine della coalizione e sparge pessimismo, mentre di fatto siamo già in campagna elettorale".

    (2 agosto 2005)

  5. #15
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    La decisione sul candidato va presa prima della fine delle vacanze estive, se non verrano ascoltate le proposte dei centristi riproponendo Berlusconi e i gli slogan già visti va bene ma è naturale che ci sarà poi lo scollamento del centro dalla CDL con le transumanze già in atto verso la coalizione vincente che li può ospitare senza tanti problemi di incompatibilità ideologica

  6. #16
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    Roma, 10 agosto 2005
    Forza Italia, An e Udc dovrebbero riorganizzarsi intorno ad un nuovo programma politico e di governo sul modello della moderna destra europea del PPE per poi stabilire con la Lega "un'alleanza tecnica". Lo afferma il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini in una intervista a Panorama.

    "Io non mollo - aggiunge Casini a conclusione del colloquio con il settimanale - anche se ho ricevuto degli insulti da parte di alcuni amici del centrodestra. Non saranno certo gli insulti a farmi cambiare idea".

    Serve discontinuità o perdiamo le elezioni
    La Cdl è ancora solo "un'alleanza attorno a Berlusconi" e non è riuscita a diventare una "forza omologata alla destra europea", il rischio che si vede all'orizzonte è quello di scomparire per anni come accadde ai conservatori inglesi dopo la Tatcher. L'analisi è del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, che in un colloquio con il settimanale Panorama, ribadisce che "non è in discussione la leadership di Berlusconi", ma sottolinea che "senza un atto di discontinuità rispetto al passato, si perde". "Per vincere - sottolinea Casini non basta litigare meno e fare qualche spot pubblicitario in più, non possiamo presentarci alle elezioni facendo solo un bilancio delle cose fatte".

    "Devo prendere atto che l'alleanza intorno a Berlusconi è rimasta tale - afferma il presidente della Camera - cioè un'alleanza intorno a Berlusconi: la destra italiana purtroppo non è ancora riuscita a diventare una forza omologata alla destra europea". "Vedo già materializzarsi - aggiunge - lo spettro dei conservatori inglesi. Temo che il centrodestra faccia la fine dei conservatori dopo l'uscita di scena di Margaret Tatcher, con la differenza che noi non abbiamo di fronte un uomo con capacità di leadership come Tony Blair". "Ho paura - continua Casini - che il giorno dopo una nostra eventuale sconfitta ci sia un fuggi fuggi generale invece di riprendere subito la battaglia. Nell'interesse del paese e della stessa futura coalizione di governo - continua - ci sara' bisogno di un'opposizione forte e agguerrita, non di comodo".

    "Nella Cdl - continua il presidente della Camera - attualmente convivono due linee: quella maggioritaria di Berlusconi e Fini, secondo la quale va tutto bene. Per vincere basta litigare un po' meno tra di noi e, magari, fare qualche spot pubblicitario in più. E poi c'è la mia linea: va bene litigare di meno, ma senza un atto di discontinuità rispetto al passato si perde. Non possiamo presentarci alle elezioni facendo solo un bilancio delle cose fatte".

    Il presidente della Camera ribadisce che sarà ancora Berlusconi "a guidarci, ma - precisa - abbiamo un problema con cui fare i conti: il protagonismo dei singoli partiti del centrodestra non si traduce in una linea politica comune. Chiediamo minore litigiosità ma poi tutti, a cominciare da Forza Italia, difendiamo solo il nostro cadreghino. Non possiamo più proseguire in ordine sparso - conclude - marciare verso il partito unico significa prendere atto che lo schema va cambiato".

    Maroni "stupefatto"
    "Sono veramente stupefatto dalla creatitività del nostro presidente della Camera. Sono convinto che serve esattamente il contrario di quello che dice Casini". Così il ministro leghista, Roberto Maroni, commenta le dichiarazioni di Pier Ferdinando Casini su una possibile "alleanza tecnica" con la Lega Nord. Casini dice che serve discontinuità altrimenti perdiamo le elezioni? "L'Udc di discontinuità ce ne ha fatte passare parecchie in questi anni - risponde Maroni - Non mi pare che i risultati siano stati eclatanti. Credo che gli elettori più di discontinuità abbiano voglia di continuità. Quelli della Lega certamente. Sono dunque convinto che serve esattamente il contrario di quello che dice il Presidente della Camera".


  7. #17
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    Predefinito Casini

    [QUOTE]In origine postato da Samuel
    [B]Roma, 10 agosto 2005
    Forza Italia, An e Udc dovrebbero riorganizzarsi intorno ad un nuovo programma politico e di governo sul modello della moderna destra europea del PPE per poi stabilire con la Lega "un'alleanza tecnica". Lo afferma il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini in una intervista a Panorama.

    "Io non mollo - aggiunge Casini a conclusione del colloquio con il settimanale - anche se ho ricevuto degli insulti da parte di alcuni amici del centrodestra. Non saranno certo gli insulti a farmi cambiare idea".

    Io sono di FI e per me Casini deve andare a dar via il culo.Maroni ha ragione.Bisogna attuare il federalismo fiscale.Quasi sicuramente la prossima volta voterò per la Lega.
    Marino

  8. #18
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    L’Udc andrà da sola? La scalata di Casini prevede questa ipotesi
    Lo rivela il ministro (casiniano) Baccini Se il Cav. non cede, lo sganciamento potrebbe essere annunciato a ottobre
    --------------------------------------------------------------------------------
    Roma. Davvero Pier Ferdinando Casini medita di annunciare in autunno la fine della Casa delle libertà? Così raccontano e forse così vuole che si dica il presidente della Camera. Si dica che sta organizzando la cavalcata solitaria dell’Udc lontano da questo centrodestra bloccato (ma non verso il centrosinistra). Chi c’è, c’è (la stramaggioranza del partito), gli altri restassero in quel paesaggio elettorale con rovine che sarà la Cdl berlusconiana nel 2006. A metterla così sarebbe quasi da non credere. E infatti i centristi di stretta osservanza folliniana la definiscono “un’ipotesi del terzo tipo”. Aggiungendo però che “si fa presto a transitare dal terzo tipo all’ordine del giorno”.
    L’attualità politica dice che Casini incalza con rassegnata ostinazione (“la mia linea è minoritaria ma non la cambio”). Incalza per realizzare il partito unitario dei moderati entro fine anno; per ottenere una riforma del sistema elettorale in senso proporzionale prima delle elezioni del 2006; per distinguere nel centrodestra la figura del leader (Silvio Berlusconi) da quella del candidato premier (Casini medesimo). L’Udc un anno fa definiva tutto questo “scossa”, o “segnale di controtendenza”, e da ultimo “discontinuità”. Ma la realtà dice anche che le condizioni per accontentare Casini sono ridotte. Ragione per la quale il presidente della Camera almanacca in questi giorni sul grande gesto. Mario Baccini, ministro della Funzione pubblica, passa per l’uomo forte di Casini (soprattutto nel Lazio) ed esprime (“a titolo personale, sia chiaro”) ciò che probabilmente la dirigenza centrista sta valutando in silenzio. “Se continua così – dice Baccini al Foglio – noi ci rifiuteremo di andare a sbattere contro il muro”. Traduzione: “A settembre io stesso chiederò di convocare la direzione nazionale per considerare insieme la possibilità che l’Udc vada da sola alle elezioni politiche. Anche a quelle del comune di Roma”. “Posto che noi – spiega il ministro udc – non abbiamo la vocazione alla sconfitta a priori; posto che da almeno due anni il Polo perde ogni appuntamento con le urne, noi vogliamo offrire agli elettori moderati, che sono la maggioranza, un pacchetto nuovo e credibile. E invece alcuni alleati ci tirano gli stracci. Con Berlusconi che si lamenta dei partitini che hanno il 4 per cento e pretendono di condizionarlo. Ecco, è a Berlusconi che parlo ora: noi, con il nostro 7 per cento e oltre, non solo abbiamo titolo per parlare ma rivendichiamo una sovranità assoluta”. Chiaro che per l’Udc non è una questione di galateo (“però la forma è sostanza”) e insomma, al netto delle lamentazioni, le proposte sono quelle su cui insiste Casini (è sopraggiunta anche la tentazione d’ibernare le riforme istituzionali) e sulle quali Berlusconi pareva d’accordo: “E’ stato lui a lanciare il partito unitario collegato al Ppe”. Questo il “pacchetto”. Se non va – e con queste premesse è difficile che vada – a ottobre Casini potrebbe annunciare l’uscita dalla Cdl. Per andare dove? “Non dall’altra parte come qualcuno insinua, a fare i figli di un dio minore”.

    Lo smarrimento di Giovanardi e Buttiglione
    Magari non avrà il 7 per cento di cui parla Baccini ma un più modesto 4-5 e qualcosa o poco più. Rinuncerà a parecchi seggi parlamentari, però l’Udc in versione estrema, immaginata da Casini, sfuggirebbe al banchetto funebre che si annuncia alle urne. Comunque la minaccia adesso è lì, sospesa sulla testa del Cav., e c’è ancora altro tempo a disposizione per verificare ogni ipotesi. Per esempio come andranno le primarie dell’Unione, con quanta forza Romano Prodi si affaccerà all’anno nuovo e quali aspettative di vita potrà avere un suo eventuale esecutivo. Per esempio – come suggeriscono altri esponenti dell’Udc – “se Berlusconi si convincerà ad accettare (e far accettare agli altri) per lo meno uno dei punti indicati da Casini”. Quale sia il punto privilegiato, non è difficile capirlo considerando che era stato sempre il Cav., privatamente, ad assicurare agli udc la propria rinuncia a candidarsi per Palazzo Chigi. Di qui l’iniziale ottimismo della minoranza udc che “vorrebbe guidare il nuovo centrodestra ma senza indirizzarlo contro Berlusconi”. Lo stato d’animo incerto di Carlo Giovanardi e, in minor grado, di Rocco Buttiglione. Di quelli che temono la spaccatura nel partito sapendo di non poterla reggere e perciò fanno sapere che il loro posto di combattimento rimane nel centrodestra. Da qui il loro smarrimento attuale dacché il Cav. ha pubblicamente cambiato idea sulla premiership. “In realtà non si è ancora dibattuto sull’eventualità di correre in solitudine”, ripete un udc vicino al segretario Follini, “ma è chiaro che se il ragionamento di Casini puntasse solo al cambio di leadership, al momento, le aspettative sarebbero basse”. La minaccia di Casini il solitario è invece molto alta. Perciò negoziabile.

    (12/08/2005)
    Il foglio

  9. #19
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    FORZA CASINI AVANTI TUTTA...


    «Il 60% degli elettori è di centro, ma non ha rappresentanza equivalente» Casini: alla politica serve iniezione di centro Il presidente della Camera: «Ma non c'è l'idea di trasmigrare parlamentari da un polo all'altro nella legislatura»
    CORTINA (BELLUNO) - I partiti moderati devono temperare gli eccessi politici delle parti estreme delle coalizioni. Nessuna volontà quindi di creare un centro nè di costruire un partito, ma semplicemente la necessità di una «potente iniezione di centro alla politica italiana». Così il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, in un'intervista a Enrico Cisnetto a Cortina legge l'ipotesi del grande centro rilanciata da Mario Monti.
    NON VOGLIO CREARE UN NUOVO PARTITO - «Qui non c'è l'idea di creare un centro o di trasmigrare parlamentari da un polo all'altro nella legislatura» ha detto Casini. E «non credo - ha proseguito - che Monti avesse in animo di costruire un partito politico di centro nè che seguisse chissà quali piani prestabiliti». «Mi sembra - ha osservato il presidente della Camera - che tutti i commenti siano stati viziati dall'interesse di parte. Gli amici del centrodestra si sono affrettati a fare commenti tutti negativi sull'intervista di Monti ma chiaramente anche il più sprovveduto dei politologi capisce che erano indirizzati prevalentemente al centrosinistra». In realtà, «Monti dice ciò che hanno detto in tanti, e anche io: dice che serve una potente iniezione di centro alla politica italiana, ai due poli. La proposta di un centro, autonomo tra i poli, può nascere solo dalla presa d'atto della irriformabilità dei due poli perchè tutti noi sappiamo che in realtà il bipolarismo europeo è un bipolarismo giocato al centro. Io non credo che nel laburismo inglese - ha continuato - comandino i metalmeccanici di Manchester, credo che comandi Tony Blair. Non credo che in Germania comandi La Fontaine, comanda Schroeder. Non credo che in tutti i sistemi bipolari prevalgano le estreme».
    RUTELLI E CASINI - Il ragionamento di Casini continua così: «Adesso voglio fare un torto al mio amico Rutelli, gli faccio un danno incommensurabile: Rutelli ha fatto il male del centrosinistra o ha fatto il bene del centrosinistra nei mesi scorsi? Follini ha fatto il male del centrodestra o il bene del centrodestra? Io penso che entrambi abbiano fatto il bene dei loro poli perchè Rutelli gioca a polarizzare sul centrosinistra una parte di elettori moderati che altrimenti non si sentono rassicurati da Prodi esattamente come Follini cerca di fare la stessa cosa rassicurando una parte di elettori che non si sentono rassicurati da Berlusconi. Allora - ha sottolineato - il tema del centro può nascere come schema politico solo qualora i poli si dimostrino così impermeabili al cambiamento». Per Casini «è chiaro che chiunque è legittimato moralmente a fare qualsiasi scelta e a scegliere qualsiasi coalizione politica». Ha quindi sostenuto che «gli elettori di centro sono sicuramente il 60% degli italiani, ma non hanno il 60% di partiti di centro. Oggi c'è una competizione aperta, finite le contrapposizioni ideologiche del passato, tutti sono legittimati ad andarsi a prendere gli elettori di centro». Infine, sulle dichiarazioni di Monti, Casini ha detto di non credere «alle versioni complottistiche. Monti avrebbe parlato perchè c'è un complotto dei poteri forti? Io non ci credo. Credo che la Confindustria ponga ai partiti politici, con grande serietà, dei problemi che riguardano le regole. Non me ne scandalizzo e consiglio a tutti di porre molta attenzione a ciò che dice la Confindustria così come a ciò che dicono le parti sociali».
    23 agosto 2005

  10. #20
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Vedrei bene anche una candidatura di Pera
    www.interamala.it - Visitatelo che ci tengo

 

 
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